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Ediser

Italians do it better

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Chad Post

Il mercato editoriale americano rappresenta una grande opportunità ed un target obbligato per l’editoria italiana che cerca nell’internazionalizzazione una risposta concreta alla crisi del settore. A dimostrarlo è l’Italian Publishing Research Project, una ricerca realizzata dall’Ice e presentata ai piccoli editori di Più libri lo scorso dicembre, nella quale si esamina la vendita dei diritti di libri italiani nel mercato Usa e il posizionamento dell’Italia rispetto ai suoi diretti concorrenti. Tra il 2012 e il 2014, sono stati tradotti dall’italiano e pubblicati negli Stati Uniti 174 testi. Di questi il 50% erano romanzi, il 36% afferivano al genere della saggistica, l’8% alla poesia e il 6% erano libri per bambini. Suddividere questi dati in categorie, porta ad interessanti osservazioni: se per la narrativa i numeri sono rimasti stabili, la poesia, invece, ha avuto ampie oscillazioni, mentre la letteratura per l’infanzia ha registrato una costante crescita e, al contrario, la saggistica ha registrato un calo continuativo. Una delle scoperte più interessanti tra i dati raccolti, è la forte mancanza di uniformità tra gli editori che hanno pubblicato testi italiani tradotti in inglese. Nel corso degli ultimi tre anni, 81 differenti editori hanno pubblicato almeno un libro tradotto dall’italiano e i primi nove hanno pubblicato quasi la metà di tutti i titoli tradotti dall’italiano. Si tratta di un mix interessante di grandi case editrici commerciali (FSG, Penguin), stampatori indipendenti (Chelsea Editions, Other Press), un editore universitario (University of Chicago) ed un paio di editori con forti legami con l’Italia (Europa Editions, Rizzoli).

La top 20 del 2014

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Ester Draghi

È una classifica prevalentemente straniera quella dei 20 libri più venduti nel 2014: la proporzione è di 12 a 7 per i titoli di autori non italiani (abbiamo escluso il Vangelo dalla conta). Del resto è dal 2011, con Fabio Volo, che al primo posto della Top 20 non troviamo uno scrittore del Bel Paese. L’opera più comprata dello scorso anno nelle 1.736 librerie monitorate da IE-nformazioni editoriali è Storia di una ladra di libri di Markus Zusak edito da Frassinelli, un libro uscito nel 2005 col titolo La bambina che salvava i libri e rilanciato nel 2014 in occasione della trasposizione cinematografica. Al terzo posto, ma primo degli italiani, troviamo Andrea Camilleri con La piramide di fango, un romanzo della serie del commissario Montalbano, personaggio ancora e sempre vivo e vitale, una sicurezza per i lettori. Rilevante poi anche la presenza del primo titolo della trilogia delle Sfumature al 18esimo posto della top 20, una costante che ci accompagna dal 2012 quando i tre romanzi si piazzarono al primo, terzo e quarto posto, mentre nel 2013 erano ancora tra i primi 15 in 12esima, 14esima e 15esima posizione. Il prezzo medio dei titoli in classifica è di 14,60 euro, in crescita rispetto all’anno precedente (nel 2013 era di 13,90 euro), ma ancora inferiore rispetto ai 15,30 euro del 2012 e ai 15,50 del 2011.

La versione di Marta Baroni: la lettura è sexy

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Marta Baroni

In questo numero abbiamo chiesto alla nostra bravissima Marta Baroni di sbizzarrirsi sul tema della lettura. La sua tavola ci porta lontanissimi dai classici stereotipi che raffigurano i lettori come nerd occhialuti circondati da pile di polverosi volumi per proiettarci sulle prime pagine di una bella rivista letteraria ricordandoci di quanto sia interessante, bello, particolare e sì, perfino sexy, leggere un buon libro. Reading is the new black.

Leggere per crescere

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Elena Vergine

Nel 2014 la popolazione di 6 anni e più che si è dedicata alla lettura di libri (per motivi non strettamente scolastici o professionali) nell’arco degli ultimi 12 mesi è stata pari a 41,4% a fronte del 43% dello scorso anno. Calano i lettori deboli (-6,6%), calano i forti lettori (-0,5%), le donne continuano a leggere più degli uomini (48,0% vs 34,5%) ma anche loro sono in calo (-11,8% rispetto al 2013). Infine tra 2013 e 2014 i libri di carta hanno perso circa 818 mila lettori, mentre gli e-book ne hanno conquistati 1.686. Il drastico calo della lettura in Italia registrato da Istat nell’ultima edizione dell’Annuario statistico italiano, impone una riflessione da parte di tutti i componenti della filiera del libro per individuarne le cause ma, soprattutto, le possibili soluzioni. Abbiamo chiesto a Paolo Ambrosini (libreria Bonturi di San Bonifacio), Carlo Gallucci (Gallucci editore) e Tiziana Nanni (biblioteca Salaborsa di Bologna) di commentare gli ultimi dati sulla lettura nel nostro Paese e di raccontarci il loro punto di vista di professionisti del libro.

Oltre le trilogie

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Serena Baccarin

Di erotismo in libreria se n’è parlato, se ne parla e soprattutto se ne vende. Il settore, declinato nelle sue diverse forme, con forte prevalenza della narrativa, sembra essere capace di reggere il mercato nei momenti più bui. Periodicamente rilanciato dagli editori, risveglia l’interesse innescando un proliferare di novità librarie, a tema più o meno piccante, e alzando l’asticella dei lettori medi. Lo scaffale, tuttavia, non si compone solo fenomeni di massa, ma anche di grandi classici della letteratura che vengono finalmente ripresi dall’ampio pubblico. Ne abbiamo discusso con Monica Ferretti, titolare di Bocù, libreria indipendente di Verona, con una ricca e curata proposta di titoli erotici.

Perché ci piace l'eros?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Laura Pezzino

Nell’estate del 2012 si verificò una congiuntura astrale le cui tracce non vanno ricercate nella volta celeste, ma sull’infinitamente prosaico globo terrestre. Da allora il fenomeno ha coinvolto 52 Paesi e 100 milioni di persone, la stragrande maggioranza donne. Che cosa facevate voi, mentre l’incendio veniva appiccato? Con ogni probabilità, stavate scontando le tre settimane di ferie estive. Con ogni probabilità, stavate scendendo in spiaggia con telo e borsa da mare. Con ogni probabilità dentro la borsa avevate buttato, oltre alla protezione 50 e agli occhiali da sole, anche un libro dalla copertina fumo di Londra raffigurante un’elegante cravatta da uomo cangiante. Ancora non lo sapevate, ma il virus stava per infettare anche voi. Tre anni son quasi trascorsi. Cinquanta sfumature di grigio, bestseller dell’inglese E.L. James, è diventato una trilogia (al grigio son seguiti il nero e il rosso) di cui tutti hanno sentito parlare e che sta per arrivare sul grande schermo. Quando? Il 12 febbraio, quasi-vigilia di San Valentino. Questo vuol dire che, da ora in poi, dovremo dire addio a cupidi riccioluti e bigliettini melensi, e consacrare il giorno degli innamorati a frustini e bende di raso? Neanche per sogno. Perché dando un’occhiata agli ingredienti che compongono il grandioso impasto di Cinquanta sfumature, troviamo in pole position proprio l’amore. Adolescenziale, certo, ma pur sempre amore. Solo dopo arrivano il sesso (il sesso vende), un linguaggio e una struttura semplici e il formidabile assist da parte di un altro campione, Twilight, la saga vampiresca young adult dell’americana Stephenie Meyer, portata sullo schermo dalla coppia Robert Pattinson e Kristen Stewart, e alla base della rielaborazione della James.

Quando il libro si colora di rosa

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Elena Vergine

La letteratura rosa, in tutte le sue sfumature, è sempre stata considerata una nicchia di successo all’interno del vasto panorama editoriale. Ma quello cui assistiamo in questi anni è un vero e proprio boom di popolarità (anche Einaudi ha varato una serie nera erotica), una parabola ascendente cominciata nel 2012 con la pubblicazione, in Italia e nel mondo, dei romanzi delle Cinquanta sfumature e che troverà ulteriore risonanza mediatica in occasione del film tratto dal primo libro della trilogia che uscirà nelle sale a pochi giorni da San Valentino, la festa degli innamorati. Se in letteratura l’erotismo al femminile c’è sempre stato, l’operazione di sdoganamento portata avanti dai libri di E. L. James lo ha reso ora un ingrediente indispensabile – seppur dosato in misura diversa – anche del romance vero e proprio che continua ad evolversi e a riproporsi in mille nuove declinazioni, sempre attento a rispettare il suo pubblico di lettrici di tutte le età, sempre più esigenti, attente ai contenuti così come alla forma dei libri e protese verso il digitale (si veda il grafico di pp. 42-43 sull’andamento dei titoli di letteratura erotica in carta e in e-book). In questo numero vi proponiamo una breve panoramica di come si sta muovendo il romance oggi e delle novità proposte dai maggiori editori italiani.

Ripensare la lettura

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Lorenza Biava

Tra 2013 e 2014 si sono perse quasi 820 mila persone che, almeno una volta l’anno, avevano l’abitudine di prendere in mano un libro e, insieme a loro, se ne vanno anche alcune certezze: sono calati, seppur meno dello scorso anno, i lettori forti (-0,5%), ma anche quelli deboli (-6,6%), mentre è diminuito il numero delle lettrici donne (-11,8%) e la percentuale di lettori del Nord Italia. Abbiamo chiesto a Romano Montroni, presidente del Centro per il libro e la lettura, una sua personale analisi della situazione.

A spasso per Parigi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2015

di di Valeria Pallotta

Da dopo l’estate a Parigi si respira un’aria diversa, forse più consapevole delle sfide cui la filiera è chiamata. Le clamorose dimissioni del ministro della cultura Aurélie Filippetti, da sempre «pasionaria» di libri e librerie nonché artefice della legge cosiddetta «anti-Amazon»; gli scontri tra Amazon e Hachette recentemente conclusasi con l’accordo di editore e retailer; il botta e risposta tra spese di spedizione imposte dalla legge francese di marca filippettiana e il prezzo, simbolico, ad un centesimo fissato beffardamente da Amazon, sono tanti tasselli che hanno alimentato un forte dibattito in questi mesi. Per ripercorrerne le tappe salienti, dopo l’intervista alla Gilbert Joseph uscita sul «GdL» di novembre, abbiamo deciso di sentire il parere di due librai indipendenti e di una storica libreria italiana, che quest’anno festeggia i suoi trent’anni a Parigi.

C'era una volta la Gdo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2015

di Giovanni Peresson

C’era una volta la Grande distribuzione che anno dopo anno erodeva, quote di mercato alle care vecchie librerie. Potrebbe cominciare così una riflessione sulla Gdo oggi. Non ci riferiamo naturalmente alle librerie aperte nelle gallerie dei centri commerciali che sono arrivate ben dopo l’inizio della nostra storia, ma piuttosto al «banco libri» presente all’interno di supermercati e grandi magazzini. Se fino a qualche tempo fa era proprio la Grande distribuzione a mettere paura alle librerie, oggi a destare preoccupazione è piuttosto l’impetuosa crescita dell’e-commerce fisico e digitale che impone agli spazi tradizionali di ripensarsi e trovare benefit nuovi per i propri clienti, individuando nuove nicchie da cui ricavare i fatturati e le marginalità perdute. Il libro entra nella grande distribuzione nel 1975 (con un tentativo di Coop), ma sarà solo con la metà degli anni Ottanta – e con la nascita di piattaforme logistiche e di servizio dedicate – che inizierà la vera e propria travolgente ascesa del canale. Traducendo in euro i valori di mercato di allora, la Gdo valeva nel 1986 circa 5,2 milioni di euro che nel 1989 crescevano a 44,4 fino a raggiungere, nel 1990, quota 51,6 milioni. Una crescita esponenziale, in poco meno di cinque anni, sia in termini di venduto che di punti vendita aperti. Si passa cioè da una quota di canale dell’1,5% del 1986 all’8,8% del 1990 (Fonte: Demoskopea). Quote di canale sottratte soprattutto alla libreria e, parzialmente, ai club del libro. Da allora la quota di mercato della Gdo è continuata a crescere. Nel 2007 rappresentava il 17,5% delle vendite di libri nei canali trade per salire al 18,0% nel 2009, valore che resta il picco massimo raggiunto fino ad oggi: nel 2013 la Gdo rappresentava il 15,5% delle vendite e le stime che vengono proposte a chiusura del 2014 la collocano tra un 14,3%-14,5% per l’anno appena trascorso.

Diritto per tutti

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2015

di Sandro Pacioli

La produzione di quella macro area di mercato che va sotto la denominazione di «editoria professionale» si è progressivamente ristretta nei numeri assoluti della produzione. Nel 2013 erano state pubblicate complessivamente 8.658 opere contro le oltre 10 mila dell’anno precedente (-15,3%). Quest’anno – dobbiamo limitarci a considerare i primi 10 mesi – sembrerebbe confermarsi un ulteriore calo visto che a ottobre siamo poco sopra i 5.500 titoli. Difficilmente possiamo immaginare un recupero tale da portare il 2014 a valori superiori a quelli dell’anno precedente (nel 2013 a novembre e dicembre erano usciti 1.263 titoli). Dunque un 2014 che potrebbe chiudersi con 6.800-7.000 titoli (l’andamento mensile delle uscite nella sezione Numeri di questo stesso Gdl). Il macrosettore nel 2012 valeva il 15,3% della produzione complessiva dell’editoria italiana, valore che è sceso al 13,5% l’anno successivo ed è pari al 10,6% nei primi 10 mesi del 2014. Un macrosettore che ha una sua specifica particolarità data dal peso che ha il segmento Diritto sulla produzione complessiva. Il 40% dei titoli che escono appartengono a questa categoria (a sua volta effetto dell’intricata, complessa, ondivaga e interpretativa produzione legislativa del nostro Paese). Il segmento è in calo (tra 2012 e 2013 perde il 23%, forse anche a causa delle banche dati legislative) come lo sono tutti gli altri settori: economia (dove è compresa la categoria marketing) con un -11,9%; medicina -11,8%; scienze -3,3%; tecnologia -12,3%. Cresce solo l’informatica (+12,2%), ma con un numero di titoli che non arriva complessivamente a 300.

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