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Giornale della Libreria

Giornale della Libreria

Il Giornale della libreria è un ecosistema costituito da diversi canali informativi a servizio dei professionisti dell'editoria: una rivista cartacea, ma anche un sito interamente rinnovato di news e approfondimenti, una newsletter settimanale, i report proposti in formato e-book nei Quaderni del Giornale della libreria. Una mappa fatta di carta e di digitale, accessibile anche da device mobili, per orientarsi in un mondo nuovo.

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ISSN versione cartacea: 1124-9137

ISSN versione digitale: 2385-118X

E-mail:


Informazioni varie:

  • Lingua: italiano

Ultime uscite della rivista

Ottobre 2026
Numero: 3
Anno: 2026
Mettere in relazione Il primo semestre del 2026 restituisce all’editoria italiana un segnale positivo. Dopo la flessione dello scorso anno, il mercato trade a stampa è tornato a crescere, sia a valore sia a copie. Il dato va però letto con attenzione: una parte decisiva della ripresa è legata al fondo destinato agli acquisti delle biblioteche nelle librerie di prossimità, sostenendo due presìdi essenziali per la lettura. La crescita, inoltre, non coinvolge tutti i comparti. L’editoria universitaria continua a perdere ricavi, anche per effetto di una pirateria che ha ormai superato il mercato legale e di una formazione sempre più affidata a slide, appunti e materiali prodotti con l’intelligenza artificiale. È un impoverimento grave, perché colpisce la preparazione di chi studia oggi. Questi dati ci ricordano che il mercato editoriale non vive isolato. La sua solidità dipende dalle relazioni tra politiche pubbliche e imprese, biblioteche e librerie, produzione e domanda di lettura. Gli incentivi possono sostenere la crescita, ma perché i risultati diventino duraturi occorre trasformarli in una strategia per la filiera. Anche sul piano internazionale la parola chiave è relazione. I risultati raggiunti nel 2025 nella vendita dei diritti confermano la capacità dei libri italiani di entrare in nuovi mercati. Dietro ogni contratto ci sono lavoro editoriale, competenze, fiere, sostegno alle traduzioni e rapporti costruiti nel tempo. La Fiera del libro di Francoforte è il luogo in cui questa rete diventa visibile. Non è soltanto il principale mercato mondiale dei diritti, ma uno spazio in cui l’editoria si confronta con trasformazioni che ne ridefiniscono i confini. Le storie passano dalla carta all’audio, allo schermo e ai videogiochi. Restano però centrali le persone e la loro capacità di incontrarsi. È questo il lascito che Juergen Boos indica nell’intervista pubblicata in questo numero, alla vigilia della sua ultima Buchmesse alla guida della manifestazione: portare insieme persone, opinioni e storie. Un compito necessario in un tempo segnato da guerre, polarizzazioni e controllo dell’informazione. Una fiera internazionale deve favorire il mercato, ma anche proteggere la libertà di pubblicare, il diritto di esprimersi e la proprietà intellettuale. La stessa esigenza attraversa il dibattito sull’intelligenza artificiale. L’innovazione può offrire strumenti utili, ma non può svilupparsi sacrificando diritti, trasparenza e valore dei contenuti. L’editoria deve superare le risposte frammentate e costruire posizioni comuni. Dopo Francoforte il calendario ci porterà a Guadalajara, dove l’Italia sarà Ospite d’Onore nella più importante fiera libraria del mondo di lingua spagnola. Sarà l’occasione per presentare la nostra produzione e consolidare relazioni in un’area decisiva per i diritti italiani. A questa apertura verso l’estero risponde anche l’inserto in lingua inglese al centro del numero. Attraverso i dati del Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2026, offre una sintesi del settore e rende più riconoscibile l’editoria italiana all’estero. Anche BookCity Milano, a cui dedichiamo le pagine conclusive, nasce da una rete. Editori, librerie, biblioteche, scuole, università e territori costruiscono una manifestazione diffusa. La nuova curatela di Marco Balzano insiste sul dialogo, sul coinvolgimento dei quartieri e delle giovani generazioni e sul tempo da restituire ai cataloghi. Sono forme diverse della stessa responsabilità: creare le condizioni perché i libri continuino a essere strumenti di confronto, orientamento e partecipazione. Mettere in relazione persone, idee e culture non è soltanto ciò che l’editoria fa: è la condizione del suo futuro.   Innocenzo Cipolletta Direttore responsabile del Giornale della Libreria

Maggio 2026
Numero: 2
Anno: 2026
Uno spostamento di prospettiva   Il Salone internazionale del libro di Torino rappresenta ogni anno un momento di visibilità e di confronto per l’intera filiera editoriale. Non è soltanto una grande manifestazione pubblica, ma un dispositivo che consente di leggere in modo più nitido le trasformazioni in atto nel mercato, nei comportamenti di lettura, negli universi presenti della cultura. Il tema scelto per l’edizione 2026 – Il mondo salvato dai ragazzini – introduce un elemento di discontinuità che merita attenzione. Non si limita a indicare una fascia di pubblico, ma propone uno spostamento di prospettiva: assumere lo sguardo delle nuove generazioni come chiave per interpretare il presente e orientare le scelte culturali. Una direzione che la curatela di Annalena Benini rende esplicita e strutturale, portando a maturazione un percorso avviato nelle edizioni precedenti. È un’indicazione che riguarda da vicino anche l’editoria. Le analisi raccolte in questo numero mostrano un settore attraversato da dinamiche articolate, in cui coesistono segnali di fragilità ed elementi di tenuta. Le classifiche dei libri più venduti restituiscono un quadro in cui la crescita del numero di novità non si traduce automaticamente in risultati di vendita. Al contrario, emerge con forza il ruolo del catalogo, che continua a sostenere il mercato e a garantire continuità nel tempo, mentre si accentua la polarizzazione tra narrativa di genere e narrativa letteraria. Allo stesso tempo, si osserva uno spostamento più ampio nelle scelte di lettura. Negli ultimi anni è la narrativa – nelle sue diverse forme, dalla fiction tradizionale al fumetto, fino ai generi seriali – ad aver trainato la crescita, mentre la saggistica e la manualistica mostrano un andamento più incerto, segnato da stagnazione o arretramento. Questi dati non descrivono soltanto un cambiamento nei gusti, ma rimandano a trasformazioni più profonde nei modi in cui si costruisce il rapporto con il sapere, con l’informazione e con l’esperienza di lettura. In questo scenario si inserisce un ulteriore fattore di cambiamento, al centro anche degli appuntamenti professionali promossi o partecipati dall’Associazione Italiana Editori al Salone. Giovedì 15 maggio, il tradizionale incontro Dove sta andando il mercato del libro nel 2026? offre una lettura aggiornata dei dati del primo quadrimestre e delle principali dinamiche di consumo. Nello stesso contesto si colloca la presentazione della ricerca L’effetto dell’audiovisivo sull’editoria e sui lettori, realizzata da Netflix e NielsenIQ e presentata al Salone in collaborazione con AIE. L’indagine mostra come serie e film non si limitino a generare picchi temporanei di vendita, ma agiscano come dispositivi strutturali di scoperta, capaci di riattivare il catalogo, prolungare il ciclo di vita dei titoli e incidere sui comportamenti di lettura. Il rapporto tra pagina e schermo si configura così sempre meno come una relazione competitiva e sempre più come un sistema integrato, in cui linguaggi diversi concorrono a costruire percorsi di fruizione complessi e distribuiti. La partecipazione dell’Associazione Italiana Editori al palinsesto del Salone – dallo sviluppo internazionale con Newitalianbooks ai temi dell’accessibilità digitale affrontati da Fondazione LIA, fino alla formazione delle nuove professionalità editoriali, con il venticinquesimo anniversario del Master in editoria dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con AIE e Fondazione Mondadori – restituisce nel suo insieme una fotografia concreta delle principali linee di evoluzione della filiera. Una filiera che si muove tra innovazione tecnologica, apertura ai mercati internazionali e necessità di adeguamento a nuovi contesti normativi e culturali. Il Salone internazionale del libro di Torino, nella sua evoluzione recente, intercetta e rende visibile questa complessità. Alla dimensione di evento pubblico affianca quella di piattaforma professionale, luogo di incontro e di lavoro per editori, librai e operatori, e spazio in cui si costruiscono letture condivise del presente e del futuro del settore. La scelta di mettere al centro lo sguardo delle persone più giovani si colloca all’interno di questo quadro. Non come elemento retorico, ma come tentativo di misurarsi con una domanda di fondo: come si formano oggi i pubblici della lettura? E attraverso quali linguaggi, dispositivi e pratiche passa la costruzione del rapporto con il libro? Il futuro del libro non si gioca su un singolo terreno, ma nell’equilibrio tra questi elementi. Ed è proprio nella capacità di tenerli insieme – qualità editoriale, innovazione, relazione con i pubblici – che si misura la tenuta e la prospettiva del settore.   Innocenzo CipollettaDirettore responsabile del Giornale della Libreria



 

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