Diritto per tutti

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La produzione di quella macro area di mercato che va sotto la denominazione di «editoria professionale» si è progressivamente ristretta nei numeri assoluti della produzione. Nel 2013 erano state pubblicate complessivamente 8.658 opere contro le oltre 10 mila dell’anno precedente (-15,3%). Quest’anno – dobbiamo limitarci a considerare i primi 10 mesi – sembrerebbe confermarsi un ulteriore calo visto che a ottobre siamo poco sopra i 5.500 titoli. Difficilmente possiamo immaginare un recupero tale da portare il 2014 a valori superiori a quelli dell’anno precedente (nel 2013 a novembre e dicembre erano usciti 1.263 titoli). Dunque un 2014 che potrebbe chiudersi con 6.800-7.000 titoli (l’andamento mensile delle uscite nella sezione Numeri di questo stesso Gdl). Il macrosettore nel 2012 valeva il 15,3% della produzione complessiva dell’editoria italiana, valore che è sceso al 13,5% l’anno successivo ed è pari al 10,6% nei primi 10 mesi del 2014. Un macrosettore che ha una sua specifica particolarità data dal peso che ha il segmento Diritto sulla produzione complessiva. Il 40% dei titoli che escono appartengono a questa categoria (a sua volta effetto dell’intricata, complessa, ondivaga e interpretativa produzione legislativa del nostro Paese). Il segmento è in calo (tra 2012 e 2013 perde il 23%, forse anche a causa delle banche dati legislative) come lo sono tutti gli altri settori: economia (dove è compresa la categoria marketing) con un -11,9%; medicina -11,8%; scienze -3,3%; tecnologia -12,3%. Cresce solo l’informatica (+12,2%), ma con un numero di titoli che non arriva complessivamente a 300.
 

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