Ediser

Collaborazione e iniziativa

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2010

di Federico Vergari

Intervista a Fabiana Santini, Assessore alla cultura, arte e sport della Regione Lazio a proposito delle nuove iniziative destinate all'editoria.

Svilupparsi in prospettiva

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2009

Autori vari

L’accordo annunciato nelle scorse settimane,tra il gruppo Giunti ed Emmelibri, ha portato alla creazione sul nostro mercato di una nuova società in grado di coprire tutti i canali trade del libro: dalla grande distribuzione, al commercio on line dei libri, a pressoché tutte le formule di libreria – multistore, franchising, librerie nei centri commerciali, ecc. – fino all’ingrosso, a sua volta capace di servire anche i punti vendita non specializzati (dalle edicole ai garden center). A fine 2009 questa nuova società avrà circa 470 milioni di fatturato aggregato, 167 librerie ma già destinate a crescere con le prossime aperture, e 1.500 dipendenti. Partiamo parlando delle ragioni che hanno portato alla decisione di dar vita a questa nuova società con Alberto Ottieri che della nuova società sarà il presidente.

Buone notizie cercasi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2008

di Giovanni Peresson

Buone notizie da parte di due quotati istituti di ricerca: la prima, un'indagine previsionale della PriceWaterhouseCoopers, annuncia una crescita mondiale del mercato librario, all'interno del mercato entertainment, del 4,7% nel 2007, del 2,3% nel 2008 e del 3,8% nel 2009; la seconda riguarda il rapporto Censis che segnala un aumento del 13,5% della penetrazione della lettura abituale dal 2006 al 2007 nella popolazione italiana con più di 14 anni...

Quando la fotocopia è legale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2006

di Renato Esposito

Aidro sta per Associazione italiana per i diritti di riproduzione delle opere dell’ingegno ed è un’associazione alla quale aderiscono, oltre all’Aie in rappresentanza degli editori associati, i tre sindacati degli scrittori e direttamente oltre cento case editrici, e ha lo scopo di fornire protezione, assistenza e consulenza ai propri soci, ai fini della prevenzione e della repressione della pirateria delle opere dell’ingegno. Tre sono i principali ambiti di azione di Aidro: le indagini, la collaborazione con la Guardia di Finanza, in particolare in relazione alla repertazione dei materiali sequestrati, la rappresentazione in giudizio degli interessi degli associati.

L'editoria è in fermento

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Elena Vergine

Il mercato dell’editoria si fa sempre più globale, gli editori affrontano la sfida della tecnologia e la concorrenza di nuovi player espandendo il loro business per incontrare nuovi pubblici e soddisfare nuovi bisogni. È chiaro quindi come le tendenze in atto non possono più essere osservate nel quadro ristretto di quanto avviene all’interno dei confini nazionali. Ancora oggi le fiere internazionali rimangono un importante osservatorio da cui affacciarsi per cogliere i mutamenti in corso e in cui confrontarsi ed incontrare partner commerciali vecchi e nuovi. Dopo le interviste a Ernesto Ferrero (direttore editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino) sul «GdL» di maggio, a Steven Rosato (direttore di Book Expo America) sul numero di luglio/agosto e a Edouard Cointreau (presidente della Paris Cookbook Fair) sul «GdL» di settembre, proseguiamo la nostra inchiesta proponendo il punto di vista di Juergen Boos (direttore della Fiera del Libro di Francoforte).

Chi mi ama mi segua

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2013

di Elisa Molinari

Perchè amo Twitter. Questo il titolo di uno degli articoli di Tim O’Reilly, acclamato guru del Web 2.0 sul social network lanciato nel 2006 che oggi può contare oltre 500 milioni di iscritti nel mondo e oltre 200 milioni di utenti attivi che effettuano almeno un accesso al mese. Perché amare Twitter? Per la sua semplicità di utilizzo, perché può essere usato comodamente in mobilità, perché si evolve velocemente e perché in un certo senso funziona come le relazioni personali ovvero secondo la logica del «Chi mi ama, mi segua». La sua caratteristica fondamentale? La brevità. Ogni tweet, ogni cinguettio, ha una lunghezza massima di 140 caratteri. Il nome Twitter deriva infatti dal verbo inglese «to tweet», cinguettare, termine tecnico per indicare l’aggiornamento del servizio. Per capire l’influenza di questo social network, basta chiedere all’Amc, l’emittente televisiva statunitense che a partire dal 2007 trasmette Mad Men, l’acclamata serie pluripremiata prodotta da Lionsgate Television. Mad Men racconta storie d’affari e sentimenti ambientati in un’agenzia pubblicitaria newyorkese negli anni Sessanta. La sua comunicazione è stata affidata a un sistema incentrato sul Web, con un sito ufficiale e diversi giochi che hanno accresciuto la familiarità del pubblico con i personaggi della serie al punto che l’audience, a sua volta, ha contaminato il Web creando su Twitter finti profili dei propri beniamini twittando in nome di @don_draper e @peggyolson. Il risultato? Migliaia di utenti hanno dato vita a un’azione virale incontrollabile e a un successo tale da convincere la stessa Amc, intervenuta inizialmente per censurare il fenomeno sfuggito al controllo, a tornare sui propri passi e a ridare la voce ai propri personaggi tramite i cinguetii di fan appassionati. I social network, Twitter in particolare, sembrano ormai arrivati a un punto in cui la definizione di «nuovi mezzi di comunicazione» stona con una presenza, una diffusione e un’autorevolezza con cui è fondamentale imparare a fare i conti. E le case editrici italiane? Qual è il loro rapporto con Twitter?

Libri in... serial

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2012

di Elena Vergine

Le serie sono oggi uno dei format televisivi di maggiore successo, quello cioè che riesce ad aggiudicarsi, sera dopo sera, le più alte percentuali di share anche quando deve competere con i reality o i film in prima visione (Fonte: «Tv key», 291, novembre 2011). Un fenomeno tanto rilevante che anche registi e produttori cinematografici iniziano a guardare con un occhio diverso le potenzialità che la serialità televisiva offre in termini di opportunità narrative. Sempre più di frequente dietro alle fiction più note, statunitensi o europee, – si pensi ad Heimat di Edgar Reitz (1981-2006), The Sopranos (1999-2007) o E.R. (1994-2009) – troviamo un impianto narrativo i cui effetti sul pubblico non sono molto diversi da quelli del romanzo ottocentesco o del classico feuilleton a puntate. Veri e propri cicli narrativi, la cui duttilità e adattamento alle regole narrative e commerciali (la pubblicità) consente di realizzare facilmente delle trasposizioni per la televisione e poi per la vendita nei negozi di home video. Non a caso il segmento «tv series» arriva a circa il 7 % del totale del valore delle vendite e del noleggio di Dvd e Blu Ray (Fonte: Univideo su dati Gfk). Umberto Eco anni fa aveva proposto due modelli di riferimento. Quello della «saga» e quello della «serie». Quest’ultima è caratterizzata dalla presenza di personaggi fissi (l’ispettore Poirot, Miss Marple, ecc.) che ripetono gli stessi eventi (l’indagine) con minime variazioni (le persone coinvolte, il luogo del delitto ecc.). Nella saga, invece, più personaggi si susseguono e sono al centro di una lunga storia che si ripete sempre uguale (Dallas, ecc.). «Chi però studi con attenzione le strutture narrative della saga si accorge che le vicende, se pure accadono a personaggi diversi e in situazioni diverse, possono essere ridotte ad alcune strutture narrative costanti […]. E questo ci dice che di saghe ce ne sono sempre state, e anche il ciclo della Tavola rotonda era una saga, dove poteva accadere a personaggi diversi come Parsifal o sir Galaad di incontrare cavalieri o castelli incantati assai simili tra di loro» (L’innovazione nel seriale, in Sugli specchi, Milano, Bompiani, 1985).

Dare i numeri sugli e-book

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2010

di Piero Attanasio

Le vendite di e-book negli Usa crescono. No, esplodono. Sono già oltre il 5% dell'intero mercato. No, sono vicine al 10. Arriveranno presto al 20%. No, al 40. Come sempre accade nella lettura di nuovi fenomeni i dati possono essere letti in modi diversi. Ecco come.

Tra libro e schermo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2009

di Redazione

DeAgostini Editore è un marchio illustre nel panorama italiano. Sopravvissuto alle trasformazioni del mercato, spesso anticipandole, oggi la società è leader in alcuni settori di mercato (collezionabili, vendite per corrispondenza, editoria scolastica, ecc.). Particolarmente vivace è il settore relativo alla produzione libraria per ragazzi, un target verso cui DeAgostini Editore ha dimostrato recentemente di voler investire anche nel campo della comunicazione con la nascita di DeAKids, il primo canale satellitare su piattaforma Sky, lanciato nello scorso ottobre. Cerchiamo allora di mettere a fuoco le attuali strategie della divisione editoriale ragazzi dell’editore.

Come ti gestisco un diritto

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2008

di Piero Attanasio

548 milioni di euro: è questa la raccolta complessiva nel 2006 delle RRO (Reproduction Rights Organisations, le società collettive specializzate nella gestione dei diritti di fotocopia) aderenti ad IFRRO, che si sono riunite a Dublino il 18 e il 19 ottobre scorso, Pressoché in tutto il mondo il pagamento dei diritti reprografici è una pratica diffussima e in crescita. A eccezione dell'Italia.

Roba da donne

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2006

di Redazione

Sulla scia del filone londinese, ma soprattutto newyorkese, arrivano anche in Italia le eroine della letteratura per pollastrelle, accolte a volte con vera e propria devozione dalle lettrici (e telespettatrici), dando così il via al moltiplicarsi di titoli e collane chick lit. Abbiamo preso ad esempio Harlequin Mondadori, Piemme, Morellini editore, Coniglio editore e Sonzogno.