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Tecnologie

Format di innovazione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Giulia Bussotti

Editech è un appuntamento ormai consolidato tra le attività formative di Aie, dal 2008 è l’occasione per fornire agli editori un momento di approfondimento con esperti internazionali sul tema dell’innovazione tecnologica in campo editoriale. Proprio con Editech si sono sperimentate negli anni diverse formule di aggiornamento professionale e quest’anno si è molto lavorato con la commissione digitale di Aie per proporre un incontro che fosse nuovo ed efficace, e che fornisse una reale occasione di confronto e di esperienza formativa. Quest’anno si è proposto un format aperto a diversi tipi di professionalità, editori, ma anche service e sponsor. La due giorni si è tenuta presso H-Farm, incubatore italiano di start-up e culla dell’innovazione tecnologica made in Italy, dove siamo riusciti a instaurare gruppi di lavoro residenziali e operativi, fatti di workshop in cui il confronto con gli esperti internazionali sulle esigenze derivate dallo stato dei lavori in Italia si è alternato al dialogo tra pari. La scelta del nuovo format è stata premiata. Il risultato? Una full immersion in un ambiente innovativo e intersettoriale che ha generato una risposta positiva da parte di tutti i partecipanti. A Editech quest’anno hanno preso parte 31 diverse aziende che operano nel settore editoriale, erano presenti tutti i grandi gruppi editoriali e una importante rappresentanza di quelli indipendenti.

Libri da (video)giocare

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Elena Vergine

Chi lo dice che i videogiochi siano la forma di intrattenimento più lontana – quando non concorrenziale – rispetto al libro? A dir la verità a sostenerlo sono in molti, sulle pagine del «GdL», in un suo editoriale intitolato Publishing’s Front Lines, Edward Nawotka (Editor in Chief di «Publishing Perspectives») sottolineava: «In realtà l’editoria non è in guerra con sé stessa. Il vero fronte è contro la miriade di distrazioni digitali che hanno spostato l’attenzione dei consumatori dai libri. Leggi: i videogiochi». E non è l’unico a pensarla così. Tuttavia la tendenza che emerge dalle principali fiere di settore italiane e internazionali si colloca su un altro fronte. Gli editori hanno dimostrato di avere l’interesse, la necessità e la voglia di capire meglio il mondo dei videogiochi perché il successo di nuovi prodotti «ibridi» e le possibilità offerte dalle tecnologie digitali hanno modificato la vecchia percezione dell’intrattenimento digitale come qualcosa di antitetico ed estraneo rispetto ai libri, per lasciare il posto ad una corrente più aperta e possibilista, incuriosita da quanto questo mondo avrebbe da offrire anche in termini economici e di crescita. Secondo il Global Games Market Report di Newzoo, una ricerca realizzata su scala mondiale, entro il 2016 il mercato globale dei videogames arriverà a valere qualcosa come 86,1 miliardi di dollari, con un tasso di crescita annua del 6,7%.

Più vicino agli editori

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Lorenza Biava

Arriviamo a Monaco di Baviera in una grigia mattina di novembre per partecipare alla Publisher & Book Printing Conference organizzata da Canon nel consumer experience center di Poing, un vasto spazio espositivo dove gli utenti possono toccare con mano e vedere in azione le ultime tecnologie proposte dall’azienda giapponese – tra cui la nuova ImageStream 3500 – e incontrare circa duecento addetti ai lavori tra editori e stampatori. In un momento in cui il digitale sta trasformando radicalmente i processi in atto nella filiera, passeggiando nell’area espositiva viene da chiedersi come i maggiori produttori di macchine per la stampa percepiscano questi cambiamenti e se ne siano in qualche modo allarmati. «L’e-book rappresenta per noi una grande sfida, ma allo stesso tempo è anche un’opportunità incredibile per il segmento della stampa digitale – spiega Peter Wolff, a capo della divisione commerciale di Canon Europa – lo sviluppo dell’editoria digitale incide sulle tirature che, complice una maggior attenzione agli investimenti dettata dalla crisi economica, tendono oggi a diminuire, aprendo scenari assai interessanti per chi come noi sta investendo sulle tecnologie di stampa digitale». Ma non è il nascente mercato e-book l’unico fattore che sembra giocare a favore della stampa digitale. «La crescita dell’e-commerce del libro cartaceo, la preferenza per ordini iniziali sempre più bassi da parte dei retailer, la contrazione delle vendite dei titoli di backlist cartacei e la crisi delle librerie, stanno cambiando l’ecosistema del libro fisico, rendendo sempre più convenienti le soluzioni offerte dalla stampa digitale.

Storie sulla rete

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Andrea Boscaro

Ciò che abbiamo visto nei nostri contributi precedenti e riferito ad aspetti, quali l’indicizzazione sui motori di ricerca e l’utilizzo il più possibile efficace dei social media per la promozione dei nostri libri, ci sollecita ad individuare correttamente lo storytelling con il quale costruire il climax che prepari l’uscita del libro e ne valorizzi la ricezione sia presso i lettori che presso i blogger letterari e, più in generale, gli influencers on line. Il lavoro in questo senso deve essere parallelamente fatto sul libro e sull’autore come dimostra l’esempio di Guy Kawasaki che si serve in modo sinergico di tutte le piattaforme digitali: dal più conosciuto Facebook ai social media meno diffusi come Google Plus. Dobbiamo infatti sempre considerare che, se Facebook nel nostro Paese è il principale social network raggiungendo 26 milioni di utenti su 28 milioni di navigatori, anche gli altri social media hanno un pubblico che, proprio perché specifico, ma molto fedele, può essere utile per raggiungere community di nicchia: da valutare quindi non solo Twitter – che raggiunge in Italia 8 milioni di iscritti e 3 milioni e mezzo di utenti attivi – ma anche Pinterest che con i suoi quasi 600 mila utenti è particolarmente significativo per un pubblico femminile ed è quindi particolarmente indicato in caso di testi indirizzati a quel target: libri di cucina, di design o di architettura riceveranno un’accoglienza di indiscutibile valore su Pinterest senza dimenticare infine Instagram che, sul target più giovane, sta prendendo piede e forse è il social network più interessante.

Librerie e strategie social

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Elisa Molinari

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Amazon Prime Air – il fantomatico servizio di Amazon che, si dice, dovrebbe recapitare gli oggetti acquistati in trenta minuti tramite dei droni – oppure di #AmazonCart, una nuova funzionalità che permette ai clienti statunitensi del colosso di Seattle di aggiungere prodotti al proprio carrello direttamente da Twitter, semplicemente rispondendo al tweet contenente ili link di un prodotto con l’hashtag #AmazonCart. Che si tratti di marketing, fantascienza, servizio al cliente, quel che è sicuro è che ogni trovata dei grandi colossi riesce sempre e comunque a farsi notare. Come possono invece le librerie tradizionali fare sentire la propria voce senza poter contare su una cassa di risonanza così ampia? Quali sono le armi da affilare per raggiungere il cliente con la propria offerta e i propri servizi? Le strategie, come in ogni campagna che si rispetti, sono molteplici. Dall’emulazione, alla creatività, dalla tempestività, allo sfruttamento della moda del momento, a dimostrazione del fatto che in guerra (e in amore) tutto è lecito. A cominciare dalle parodie.

Pr digitali, cosa sono?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Andrea Boscaro

BoscaroIl ruolo delle Pr digitali non è (solo) quello tradizionalmente attribuibile alle Pr off line: mentre queste ultime si orientano ad ottenere una buona copertura stampa e a generare il passaparola grazie ad interventi sui media e ad eventi off line, le Pr digitali hanno anche un ruolo tecnico legato alle piattaforme digitali e devono perciò essere verificate sotto questo profilo. Concentrandoci inizialmente sulle similitudini. Entrambe le attività di relazioni pubbliche hanno il compito di intercettare gli influencers: se però nell’attività tradizionale off line tale compito è svolto soprattutto attraverso il rapporto con i media ed un numero tutto sommato limitato di giornalisti, sul Web occorre lavorare con un numero più elevato, e per certi aspetti frammentato, di interlocutori. Testate on line, siti letterari, blogger, account Twitter e pagine Facebook rilevanti sono ambienti che non necessariamente si limitano ad essere la declinazione in rete di player conosciuti, ma sono spesso attori nativi che quindi devono essere coinvolti fin dall’inizio nella costruzione di relazioni e nel costante lavoro di aggiornamento tipico della giornata di un Pr manager.

Prove di prestito

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Lorenza Biava

Quando parliamo di e-lending la parola chiave attorno alla quale ruotano gli sforzi e le speranze di editori e biblioteche è una sola: mercato. Il mercato della lettura digitale, che potrebbe crescere e consolidarsi se le biblioteche operassero su larga scala il prestito degli e-book, e il mercato dei libri digitali che per il momento guarda con scetticismo ai modelli in uso, timoroso di cannibalizzare i fatturati. Il prestito digitale lascia aperti quesiti cruciali sia sul versante della sicurezza dei file, sia sulle modalità stesse di prestito, mentre l’esempio di quanto accaduto in Svezia, dove un modello di business sbagliato ha di fatto inibito lo sviluppo della domanda interna, pone seri interrogativi sulla sua effettiva sostenibilità economica. Eppure le biblioteche, con i loro utenti registrati, possono essere partner cruciali per analizzare le dinamiche dei consumi digitali. Le potenzialità dell’e-lending sono molte e molto interessanti ecco perché, con l’aiuto dell’International Publishers Association e della Federazione degli editori europei, abbiamo deciso di indagare su quanto sta accadendo nei Paesi che hanno attivato le sperimentazioni.

La «Hidden revolution»

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Redazione

Dagli anni ‘80 il digitale è il pane quotidiano con cui si confronta l’editoria italiana. Eppure c’è ancora chi, fuori dal settore, misura il digitale solo in termini di numero di e-book pubblicati e relativi fatturati. La presenza sul Web, l’engagement delle community di lettori e la produzione di contenuti digitali richiedono, invece, nuove competenze e capacità che hanno portato linfa nuova nelle redazioni e negli uffici marketing degli editori. Per raccontare questo cambiamento (e l’investimento che ha comportato) abbiamo parlato con i responsabili delle aree digitali del Gruppo editoriale Mauri Spagnol, di De Agostini Libri e di Vita e Pensiero.

Libri on demand

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Elena Vergine

É innegabile che negli ultimi anni sia in atto un profondo mutamento nel mercato editoriale. L’e-book, il calo generalizzato delle tirature, la necessità di creazione e gestione di archivi digitali, i nuovi modelli distributivi come per esempio il Book-on-demand sono tutti trend che le aziende che propongono servizi agli editori dovrebbero interpretare per offrire soluzioni di alto livello. Ne parliamo con Alessandro Antonuzzo, vice direttore generale di Rotomail Italia, un’azienda italiana all’avanguardia sul fronte dell’on demand.

Pubblicare digitale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Redazione

Il digitale ha completamente rivoluzionato il tradizionale workflow editoriale e, tra i vantaggi di questo mutamento, vi è la possibilità per gli editori di appaltare a fornitori esterni parte dei processi produttivi per concentrarsi sempre più sulla creazione di contenuti di qualità e sulla loro promozione. Dall’editoria scolastica alla varia, sono molteplici i segmenti editoriali che si avvalgono di aziende di servizi per la produzione di prodotti digitali che vanno dagli e-book alle App e via dicendo. Dei nuovi bisogni del mercato e delle molteplici soluzioni per soddisfarli abbiamo parlato con due realtà di eccellenza che operano a livello italiano e internazionale, chiedendogli di condividere con noi le loro esperienze e il loro know how.

Quando il digitale è per tutti

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Redazione

Il digitale offre infinite possibilità per ripensare non solo i prodotti ma anche i flussi di lavoro all’interno delle aziende editoriali. Il vero problema diventa riuscire a capire come ottimizzare i contenuti che costituiscono il patrimonio dell’editore nella creazione di prodotti che sfruttino a pieno le nuove possibilità offerte dai device e, soprattutto, come portare avanti questo processo nella maniera più economica possibile. Se da un lato l’innovazione di prodotto è infatti resa possibile dal generale abbassamento dei costi di accesso al mercato, dall’altro sono gli stessi utenti finali a volere siti, App o e-book all’altezza delle potenzialità dei loro tablet, reader o smartphone. Sempre più infatti i contenuti editoriali, siano essi testi, banche dati o servizi B2C, devono sapersi adattare alla vivacità e al dinamismo di quanto si può trovare in rete. Il compito può apparire arduo, ma esistono nel nostro Paese aziende d’eccellenza che offrono soluzioni a quanti stiano pensando di sviluppare il proprio business in digitale. Abbiamo chiesto ad alcune di esse – Promedia, le cui competenze spaziano dagli strumenti per la gestione dei contenuti alla creazione di e-book fino alla stampa offset e digitale; DGline, una Web agency che sviluppa progetti Web, soluzioni di e-commerce e piani di comunicazione; e Meta, specializzata nell’ideazione di piattaforme per la ricerca semantica e di soluzioni per la didattica digitale – di raccontarci in quale direzione si sta evolvendo questo mercato.

Soluzioni concrete

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Guido Regattieri

Oggi più che mai la principale esigenza delle realtà editoriali medio piccole è produrre libri di qualità nel minor tempo possibile e con un occhio sempre attento al risparmio. In questo senso, le nuove tecnologie di stampa digitale possono rappresentare una soluzione. Ma cosa comporta tale investimento? E come cambiano a livello concreto i flussi di lavoro? Abbiamo posto queste domande a Canon, azienda leader in Europa e nel mondo per la tecnologia ink-jet, che ci ha messo in contatto con Age Arti Grafiche ed Editoriali, un’azienda con sede a Urbino che realizza libri da quasi cento anni sia in formato tradizionale che in versione elettronica, attraverso lavorazioni di stampa digitale e offset. Nello stabilimento di Age si svolge l’intero processo di produzione dei libri, dalla progettazione grafica e fotocomposizione fino alle operazioni di finitura, imballo e trasporto. Negli anni Age ha specializzato la sua attività focalizzandosi nel settore editoriale in ambito universitario e in prodotti di nicchia come per esempio le stampe di partiture musicali, senza trascurare tutto il mercato di piccola editoria che si è aperto con l’avvento della stampa digitale.

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