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Tecnologie

Alla ricerca di Oceani blu

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Redazione

In un mare pieno di pesci, nessuno può crescere se non a danno dell’altro. Cosa fare quando il mercato di riferimento è troppo affollato? Secondo W. Chan Kim e Renée Mauborgne, autori di un testo classico del marketing Strategia oceano blu. Vincere senza competer, l’unica cosa che ha senso fare è cercare un mercato inesplorato, un nuovo oceano, blu appunto, dove la competizione si riduce a qualcosa di irrilevante in quanto la nostra azienda è l’unica a offrire un determinato prodotto o servizio. Giocare sulla diversificazione per cercare nuovi orizzonti e ridurre la pressione di una competizione che non porta veri margini a nessuno è proprio la strategia che le aziende del comparto grafico stanno cercando di portare avanti grazie a una profonda riflessione sui temi dell’innovazione promossa dall’omonimo gruppo di Assografici. Ne abbiamo parlato con Carlo Emanuele Bona, vicepresidente di Assografici con delega al tema dell’innovazione.

Catalogare gli e-book

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2011

di Redazione

Si chiama e-kitab (kitab in arabo significa «libro») ed è il catalogo degli e-book in commercio in Italia realizzato da Informazioni Editoriali. Si tratta di un nuovo database specifico per i libri elettronici che permette di gestire tutte le informazioni bibliografiche e commerciali peculiari per questa tipologia di prodotto.

Stare in ascolto

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2011

di Laura Novati

Era un fenomeno abbastanza incomprensibile: come si spiegava il fatto che mentre la produzione e la vendita di audiolibri cresceva in tutto il mondo occidentale, specialmente in Germania e negli Usa, da noi questo mercato praticamente continuava a non esistere, fatta eccezione per i supporti magnetici allegati a libri di testo scolastici o del settore educational o ad altre proposte consimili?

L’innovazione corre sul filo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2011

di Sandro Pacioli

Quando si parla di innovazione in editoria il pensiero va subito, come un riflesso condizionato, all’e-book. Oppure al Web 2.0 e ai sistemi e ai forum di social reading. A Internet in generale. Qualcuno arriva a spingersi fino alla stampa digitale e al print on demand. Per chiedere, subito dopo: tutto qui?

L’ecosistema Tolino e la sfida delle librerie

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Redazione

Tutto nasce a Darmstadt, in Germania, nel campus Ricerca e sviluppo di Deutsche Telekom. È qui, infatti, la sede della grande azienda di telecomunicazioni in cui vengono concepiti i prodotti non strettamente legati alla telefonia, tra cui l’e-reader Tolino, uno dei pochi dispositivi in grado di competere con il Kindle di Amazon e commercializzato in Italia da Ibs. Tolino è stato lanciato in Germania l’8 marzo 2013, frutto dell’alleanza tra quattro dei principali player del mercato librario tedesco(Thalia, Weltbild, Hugendubel e Club Bertelsmann) e appunto Deutsche Telekom. Questa alleanza ha consentito alle librerie e agli editori di partecipare a un investimento che sarebbe stato impossibile da affrontare singolarmente, permettendo loro di focalizzare il lavoro sulla vendita e ed esternalizzando a Deutsche Telekom solo la gestione della componente tecnologica. Tolino si propone come un ecosistema, un insieme di funzionalità, dispositivi e servizi connessi tra loro e destinati a soddisfare le diverse esigenze della lettura.

Pronti per Editech?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Cristina Mussinelli

Nel 2014, secondo i dati Nielsen presentati al Salone, le vendite di libri on line hanno quasi raggiunto quelle della Gdo. Gli e-book non sono più un fenomeno separato ma fanno parte integrante del mercato e delle politiche editoriali delle case editrici. Il mercato dei libri per bambini è quello in maggiore crescita. Sempre più persone, ma soprattutto i millennials, che comprendono anche una vasta fascia di genitori, usano i social e i servizi on line per informarsi, scambiare informazioni e pareri e per acquistare prodotti culturali. L’edizione 2015 di Editech, dal titolo «Digital Marketing Day», si concentrerà quindi sulle nuove possibilità offerte dalle tecnologie per la promozione, la distribuzione e la vendita sia dei prodotti editoriali digitali sia di quelli cartacei, per poter permettere alle persone che in casa editrice operano nell’ambito della comunicazione e del marketing, nel commerciale, nell’ufficio stampa, ma anche ai librai e promotori, di comprendere meglio come sta cambiando il mercato.

Il potere del Web

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Andrea Boscaro

Molti di noi ricorderanno l’immagine di Sergiy Stakhovsky, il tennista russo che, di fronte a una chiamata controversa dell’arbitro, riprese l’impronta della palla sulla linea per dimostrarne l’errore e la diffuse via Twitter. Che ci piaccia o no, siamo entrati nell’era della trasparenza e le aziende sono alle prese con una sfida senza precedenti, al punto che sindaci apprezzati come Bloomberg hanno confessato di essere spinti a scelte di breve periodo e di «populismo digitale» proprio per non incorrere nella perdita di consenso. È evidente che gli editori e gli autori non sono affrancati da questa tendenza, tanto più che esistono ambienti come Goodreads che aggregano informazioni e commenti su opere e scrittori. Di fronte alla trasparenza, non è però lo streaming elevato a sistema che serve. Ciò che può proteggere un autore o una casa editrice è innanzitutto la reputazione, creata dal valore delle azioni che vengono portate avanti sul Web e nel mondo fisico.

In continua evoluzione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Lorenza Biava

Dopo le grandi trasformazioni degli ultimi due decenni del secolo scorso, le librerie italiane si trovano a vivere una stagione di grande cambiamento dei paradigmi che fino ad oggi ne hanno regolato il modello commerciale. Non ci riferiamo (o per lo meno, non ci riferiamo esclusivamente) ai mutati equilibri nei pesi specifici dei diversi canali di vendita con il boom dell’e-commerce e la parallela riduzione degli acquisti nelle librerie fisiche, ma piuttosto alla ricerca di modelli identitari nei quali sia possibile per i librai riconoscersi e sviluppare, facendole crescere, idee nuove. Se altrove, e in particolare in America, le librerie sembrano essersi lasciate alle spalle il momento più difficile (cfr. E. Refraschini, American dream, pp.45-46), in Italia le indipendenti vivono ancora una stagione di stallo, sospese tra la voglia di lanciarsi verso nuovi orizzonti e la paura di cadere non riuscendo a sviluppare business sostenibili.

La sineddoche dell’e-book

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2011

di Emilio Sarno

Il 2009, e ancor più il 2010, sono stati attraversati dal dirompente discutere sull’e-book. Convegni, seminari, tavole rotonde, in Italia e all’estero, al di qua e al di là dell’Atlantico, in occasione di saloni e fiere del libro oppure organizzati come eventi a sé stanti.

Non basta la passione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2011

di Piero Rocchi

In quindici anni di attività come libraio e – da tre anni a questa parte – nelle consulenze alle librerie in giro per il Paese, ho avuto e mantengo il privilegio di incontrare tanti librai, di ogni genere. La location, la metratura, il pubblico di riferimento, la storia personale della libreria e delle persone che vi lavorano sono tutti fattori che concorrono all’identità del punto vendita.

Software per le librerie

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2011

Autori vari

Ancora oggi la realtà distributiva libraria in Italia presenta forti differenziazioni a seconda delle Regioni, anche se in tutte si registrano fenomeni simili: da una parte cresce il numero delle librerie indipendenti che chiudono, nasce qualche – sporadica – nuova azienda libraria, spesso legata ai progetti di affiliazione in franchising di grandi gruppi.

Quando l'innovazione è nel processo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Giovanni Peresson

Quando si parla di innovazione ed editoria si tende a pensare subito agli e-book o alle App. Anzi, e-book e App sono diventati ormai sinonimi di innovazione. Più un Paese ha alte quote di mercato in questi prodotti, più verrà considerato innovativo. Viceversa, minore è l’investimento, più gli editori saranno considerati vecchi, sorpassati, «polverosi» e destinati a una naturale estinzione. In questo assunto c’è indubbiamente una verità, ma c’è anche molto manicheismo, perché si associa l’innovazione al «prodotto», mentre in realtà esistono anche forme di innovazione legate ai «processi». Nonostante si producano beni sostanzialmente molto simili a quelli precedenti, infatti, le tecnologie consentono di rendere più efficace il processo. Il flusso logistico (informativo e fisico) è uno degli ambiti in cui il risultato che si ottiene apparentemente è identico: il libro è sempre lo stesso ma è cambiata l’infrastruttura tecnologica che porta questo prodotto in libreria, consentendo di migliorare l’efficienza di tutto il processo. Anche questa è innovazione e «il processo – come ribadisce Simonetta Pillon, amministratore delegato di Ie-Informazioni editoriali, che gestisce il sistema Arianna+ – è giunto a una sua prima fase di maturazione nella prima metà del decennio scorso. Poi, a partire dalla seconda metà, si è assistito a un’ulteriore accelerazione».

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