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Tecnologie

Videogiochi solo per bambini

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2006

di Cristina Mussinelli

Sembra proprio di no, secondo quanto emerge dal Secondo rapporto annuale sullo stato dell’industria videoludica in Italia, realizzato da GfK, per conto di Aesvi (Associazione editori software vdeoludico italiana) che rappresenta le principali aziende produttrici di videogiochi, di software di intrattenimento e di consolle e piattaforme operanti in Italia. Anzi, i giocatori più accaniti sono giovani uomini tra i 18 e i 44 anni, lettori di quotidiani, appassionati di musica, esplorativi, progettuali. Non solo loro però: un italiano su due gioca, un dato che, se parliamo di numeri,equivale a 24 milioni di persone. Dieci milioni poi sono donne, cioè il 39% dell’universo dei videogiocatori e anche nella fascia dei bambini tra i 6 e i 17 anni il videogioco ha un forte seguito: gioca infatti il 96% dei bambini e ragazzi.

Contenuti digitali per la didattica: arrivano i LO

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2006

di Cristina Mussinelli

Il progetto, molto articolato, prevede innanzitutto la creazione di un marketplace virtuale organizzato secondo le regole Consip in cui da un lato i fornitori di contenuti che si siano accreditati tramite un processo di selezione, offriranno i loro prodotti e dall’altro i docenti potranno selezionare quelli che secondo loro meglio rispondono alle esigenze didattiche sia delle singole classi ma anche dei singoli studenti. I Learning Object saranno catalogati secondo lo standard internazionale LOM e utilizzeranno come identificativo il DOI (Digital Object Identifier).

Tecnologie oltre i confini del libro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2006

di Paola Mazzucchi

Per gli editori potrebbe essere un vantaggio competitivo - e in ogni caso la chance di non essere esclusi da un mercato, quale quello dei contenuti digitali al cui interno operano soggetti economicamente e tecnologicamente molto forti - fare parte degli early adopter di standard e tecnologie che possono essere adottate anche da altri comparti e anzi che è nell’interesse degli editori lo siano. Soprattutto quando l’adozione di tali standard e tecnologie non pongono particolari barriere all’ingresso e sono dunque accessibili anche a quel tessuto di piccole case editrici che caratterizza il nostro mercato editoriale.

Coming soon... no Coming book

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2006

di Paola Mazzucchi

Oggi anche in Italia si fa tanto parlare di nuovi format e modelli di business per i contenuti editoriali, tra iPod, mobile tv, tv on demand e chissà quale altra sorpresa ci riserverà a breve l’inarrestabile progresso tecnologico. E finalmente, come evidenziato anche nella ricerca sulla Digital Generation dell’Aie, questi temi non sono più un tabù per gli editori. Non sorprende dunque che parallelamente alla riflessione su come progettare e distribuire contenuti editoriali per questo scenario, si cominci a parlare – e sfruttare – queste stesse tecnologie per pensare a nuovi modelli per promuovere il libro e la lettura e, diciamolo senza timori, fare pubblicità ai libri.

Hai già fatto 13?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2006

di Paola Seghi

All’attuale struttura del codice sarà anteposto il prefisso 978 – e in futuro il 979 – che nella rappresentazione a barre del codice Isbn nel sistema EAN identifica il mondo del libro. E così si arriva alle 13 cifre; tuttavia l’anteposizione del nuovo prefisso non trasformerà un Isbn a 10 cifre un Isbn a 13: cambierà anche l’ultimo numero – quello di controllo, la cosiddetta check digit – che sarà calcolato con l’algoritmo che permette la trasformazione di un codice Isbn in EAN (cioè un algoritmo diverso da quello utilizzato attualmente per calcolare il numero di controllo di un Isbn a 10 cifre): sostanzialmente il nuovo codice Isbn e il numero del codice a barre coincideranno. La differenza? Il codice Isbn sarà preceduto dalla sigla ISBN e manterrà i trattini di divisione tra i diversi elementi che lo compongono. Per informazioni www.isbn.it

L'informatico e il libraio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2006

di Roberta Folli

Dato per assodato il principio per cui il gestionale deve essere prima di tutto adatto alla propria realtà di libreria, risultano determinanti nella scelta il rapporto qualità/ prezzo, l’assistenza tecnica e la puntualità degli aggiornamenti. Ed è proprio su aggiornamenti e assistenza che vogliamo puntare la nostra attenzione: a partire dal 1° gennaio 2007, infatti, il codice Isbn passerà da 10 a 13 cifre. Quali sono gli step che i più comuni programmi hanno previsto – e forse già attuato – per «transitare» il libraio in questo passaggio? Quali sono le formule di assistenza previste per i librai che decidono di acquistare un gestionale piuttosto che un altro? Per quanto riguarda il libraio, invece, quali sono state le motivazioni della scelta di uno specifico gestionale e qual è il loro rapporto con le softwarehouse? La parola ai responsabili di alcuni tra i più comuni programmi gestionali… (BooksManager, Decalibro, MacBook, Powerbookshop, Programma Romano,WinVaria) e ai loro librai.

A ciascuno il suo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2006

Autori vari

Leggendo l’indagine sulla presenza del libro nelle trasmissioni televisive (leggi), un dato colpisce in maniera particolare: se si considerano le trasmissioni espressamente dedicate ai libri (già poche in senso assoluto) si nota come esse abbiano portato sul teleschermo 142 titoli nel periodo considerato e di questi ben 114 sotto forma di «presentazione». E anche per quanto riguarda le cosiddette trasmissioni contenitore la situazione non cambia di molto; fatta esclusione per alcuni programmi di approfondimento (generalmente di seconda serata) in cui il libro diviene spunto per la discussione, pur sempre di presentazioni frontali si tratta. Questa semplice constatazione apre però tutta una serie di riflessioni sui modi e sui linguaggi con cui la televisione, ma con essa gran parte dei mezzi di comunicazione, si rapporta al mondo del libro. Ne abbiamo parlato con Marino Sinibaldi, vicedirettore Radio Rai 3, nonché ideatore e anima di Fahrenheit che ha saputo rinnovare format e stili di comunicazione del libro alla radio.

Il libro e il monoscopio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2006

Autori vari

Lo studio di cui questo articolo è la sintesi è stato condotto al fine di definire le sinergie esistenti tra la filiera televisiva e quella del libro, sia in termini di contenuti (come i prodotti editoriali sono presentati e come sono utilizzati a fini televisivi) sia in termini di efficacia promozionale (alterazioni delle curve di vendita di un libro presumibilmente imputabili alla sua presentazione in tv). A tale scopo sono stati censiti tutti i titoli proposti sulle reti nazionali in chiaro dal 15 ottobre al 15 novembre 2005. Le informazioni ottenute dall’elaborazione statistica di tali dati, unitamente alla ricca letteratura di settore (studi sulle abitudini dei lettori italiani, il rapporto con i media ed i driversottostanti l’acquisto di un libro), hanno permesso alcune prime considerazioni operativo-manageriali. Al carattere «esplorativo» della ricerca è infine imputabile la scelta di focalizzare l’attenzione sulle sole reti in chiaro (caratterizzate da reachness molto superiore rispetto a quella satellitare e digitale, ancora poco diffuse nel nostro Paese) e di non considerare i pur numerosi prodotti editoriali collegati a cartoni animati.

Podcast, sacro e profano

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2006

Autori vari

Da ottobre 2005 sul sito della casa editrice Feltrinelli è comparsa una nuova sezione, dal nome per alcuni misterioso: Podcast. I lettori che hanno maggiore dimestichezza con Internet e le tecnologie avranno capito al volo di cosa stiamo parlando, per tutti gli altri facciamo una breve introduzione: con il termine Podcast si intende una sorta di radio via Internet che funziona tramite scaricamento di file mp3; il nome deriva dal lettore mp3 iPod di Apple che per prima ha accolto directory di queste radio all’interno di iTunes. La tecnologia ovviamente non è nuova, l’mp3 è un formato che esiste da tempo e molto usato proprio perché consente di comprimere in un file di dimensioni accettabili tracce audio altrimenti difficilmente trasferibili sulla rete. Grazie ad Apple e a iTunes però il Podcast ha avuto un’esplosione. Abbiamo fatto una chiacchierata con «Gomma» Guarneri, webmaster del sito Feltrinelli a proposito di questo nuovo servizio e dei contenuti multimediali che ruotano intorno al libro e ai suoi autori, accolti sullo spazio web della casa editrice.

Quattro domande su Google Print

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2005

di Piero Attanasio

Il caso giudiziario intentato dall’associazione degli editori americani (AAP), le ferme prese di posizione dell’associazione delle university press statunitensi (AAUP), o delle associazioni di autori ed editori di tutto il mondo, i dubbi espressi dallo stesso mondo bibliotecario hanno evidenziato ombre e luci dell’ambizioso programma del motore di ricerca Usa. È oggi quindi più facile (e necessario) cercare di fare il punto. Com’è noto, Google Print si compone di due distinti programmi, dalle caratteristiche molto diverse: il Publishing programme, nel quale, su autorizzazione degli editori, sono digitalizzate opere tutelate e il Library programme, condotto in collaborazione con alcune (per ora cinque) biblioteche americane e britanniche. Questo secondo programma comprende a sua volta la digitalizzazione di opere in pubblico dominio, rese poi interamente accessibili, ma anche di opere protette, che però sono solo ricercabili e di fatto non accessibili. Su ciascuna di queste iniziative permangono domande cui solo in parte Google ha fornito risposte convincenti. Proviamo a fare il punto della situazione.

Un nuovo modello di libro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2005

Autori vari

Quali sono le caratteristiche intrinseche che contraddistinguono l’oggetto libro? Si tratta solo di un insieme di fogli stampati o manoscritti delle stesse dimensioni, cuciti in un certo ordine e racchiusi da una copertina? O se a questa definizione aggiungiamo un software in grado di «leggere ad alta voce» il testo pagina per pagina e una piattaforma in grado di supportare non un solo titolo, ma più titoli, siamo ancora di fronte a un libro? Lo abbiamo chiesto a Leonardo Ballotta, direttore della divisione libri di Disney Italia, che ci presenta il nuovo brand Disney Libri Tech e il progetto Leggi Libro.  

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