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Libri di Elisa Molinari

I social salveranno la libreria?

21 buone idee per i librai di oggi e di domani

di Elisa Molinari

editore: AIE

La sfida che oggi le librerie si trovano ad affrontare è duplice: da un lato c’è la cronica e progressiva disaffezione alla le

I social salveranno la libreria?

21 buone idee per i librai di oggi e di domani

di Elisa Molinari

editore: AIE

La sfida che oggi le librerie si trovano ad affrontare è duplice: da un lato c’è la cronica e progressiva disaffezione alla le

Le voci dell'arte. Rapporto sull'editoria d'arte 2014

editore: AIE

Nel Paese della «grande bellezza» quanto vale quella parte di editoria che ne rappresenta gli aspetti legati alla storia artis

Le voci dell'arte. Rapporto sull'editoria d'arte 2014

editore: AIE

Nel Paese della «grande bellezza» quanto vale quella parte di editoria che ne rappresenta gli aspetti legati alla storia artis

Prospettiva self publishing. Autori, piattaforme e lettori dell'editoria 2.0

editore: AIE

Che il self publishing sia uno dei fenomeni editoriali più chiacchierati è ormai risaputo. Autori che scalano le classifiche nazionali e internazionali, critici letterari che recensiscono indistintamente romanzi pubblicati e auto-pubblicati, articoli di giornale, conferenze e incontri sul tema non sono che alcuni dei mille rivoli in cui il self publishing si dipana. Questo e-book contiene oltre ad alcuni dati di sintesi relativi al principale mercato in cui il fenomeno si è sviluppato (quello anglosassone), anche una prima ricognizione su quello italiano, considerando sia il fenomeno self publishing cartaceo che quello che inizia a svilupparsi in formato e-book.

Amazon, Apple, B&N, Kobo. Il periodo dei regni combattenti

di Elisa Molinari

editore: AIE

Amazon, Apple, B&N, Kobo. Sono alcuni dei player che si contendono la supremazia internazionale sul mercato dei contenuti: libri, musica, cinema. Uno dei terreni di scontro è l’editoria europea, il principale mercato del diritto d’autore mondiale.

Di fiera in fiera

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2011

di Elisa Molinari

Fiera di Francoforte, fine del XV secolo: viavai della folla, autori venuti a sorvegliare la vendita del proprio libro e desiderosi di farsi stampare un’opera, letterati in cerca di lavoro, correzioni di bozze. A distanza di più di cinquecento anni, non molto sembra essere cambiato. Le fiere del libro hanno rappresentato (e continuano a essere) il momento d’incontro ideale per gli addetti ai lavori: la negoziazione dei diritti, il lancio di nuovi autori, dense occasioni di aggiornamento e di approfondimento e l’allacciamento di rapporti di collaborazione con i rappresentanti delle editorie degli altri paesi. Questi non sono che alcuni dei motivi per cui le fiere del libro continuano a attrarre i professioni del settore di tutto il mondo e a rappresentare un momento «fondativo» del lavoro editoriale e dell’essere editore.

Il mondo di Harry Potter

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2011

di Elisa Molinari

«Questo piccino diventerà famoso: su di lui scriveranno volumi, non ci sarà bambino nel nostro mondo che non conoscerà il suo nome» si legge profeticamente all’inizio di Harry Potter e la Pietra Filosofale, il primo volume della serie, datato 1997. Con 7 libri e 400 milioni di copie vendute (in 69 lingue diverse) si può affermare che l’austera professoressa McGranitt, autrice della profezia, oltre alla cattedra di Trasfigurazione alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, potesse ambire anche a quella di Divinazione. Quattordici anni dopo la pubblicazione del primo volume della saga, Harry Potter è diventato un fenomeno globale, un blockbuster capace di polverizzare ogni record.

London calling

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2012

di Elisa Molinari

Londra, Soho: è lì che trova posto Gosh!, la libreria specializzata in fumetti che da più di venticinque anni rappresenta un must per gli amanti del genere. «I fumetti nel Regno Unito sono stati a lungo considerati una piccola nicchia di mercato ma negli ultimi dieci anni, grazie anche grandi editori che hanno costruito un nutrito catalogo di graphic novel, c’è stata una grandissima diffusione, soprattutto nella fascia d’età 20-40 anni», racconta Josh, uno dei librai. «Quando abbiamo spostato Gosh! a Soho nell’estate del 2011, volevamo che l’edificio riflettesse questa nuova vita dei fumetti. Le ampie vetrate fanno in modo che l’atmosfera esterna entri all’interno del negozio. I colori scelti sono tutti neutri per fare in modo che i libri siano i veri protagonisti. Abbiamo lavorato con Lumsden Design per creare un sistema di scaffali aperti su due lati che lasci molto spazio alla luce e all’esposizione dei libri». Gli scaffali si trovano lungo tutto il perimetro del pian terreno: al centro trova posto un grande tavolo con quattro panchine molte usate dai clienti che curiosano in libreria. Ci sono inoltre numerose lavagne per affiggere le recenti pubblicazioni che, come i piani di lavoro, le panchine e il point of sale, sono fatti con vecchi banchi di scuola che portano ancora gli scarabocchi degli alunni annoiati. Nel piano inferiore si trova il piano dedicato ai supereroi, ai fumetti d’avventura e alle nuove uscite settimanali dagli Stati Uniti.

Editori per sport

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2012

di Elisa Molinari

Paul Scholes (Manchester United), Philipp Lahm (Bayern Monaco) e Zlatan Ibrahimovic (AC Milan). No, non parliamo di fantacalcio ma eventualmente di fantaeditoria. O meglio, di alcuni dei casi editoriali degli ultimi mesi. Sfogliando le recenti classifiche internazionali troviamo infatti le fatiche letterarie di questi calciatori, ai primi posti rispettivamente in Inghilterra, Germania, Italia e Svezia (paese natale dell’attaccante del Milan). Se in principio fu Francesco Totti con i suoi libri sulle barzellette (seguiti poi da Mo je faccio er cucchiaio, La mia vita, i miei gol, Quando i bambini fanno “aho”) a riuscire a vendere oltre un milione e mezzo di copie, oggi la schiera degli sportivi che trovano il tempo per scrivere o per farsi immortalare dalle penne altrui si è notevolmente allargata. Io Ibra, 200 mila copie vendute in Italia prima di Natale e oltre mezzo milione in Svezia, non è che l’ultimo caso. Tennisti (Agassi, Nadal e McEnroe), motociclisti (Valentino Rossi su tutti) e ciclisti (Armstrong) non stanno di certo a guardare e a loro volta hanno deliziato centinaia di fan in tutto il mondo con aneddoti e ricordi delle proprie imprese.

Ragazzi a 360 gradi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2012

di Elisa Molinari

Distribuzione capillare, catalogo differenziato e inizative in libreria. Come cambia il settore ragazzi per un gruppo articolato come Giunti? Ne parliamo con Beatrice Fini, direttore editoriale Giunti.

Less is more

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2012

di Elisa Molinari

La libreria londinese Woolfson & Tay ha aperto nel settembre 2010 con l’idea di creare un polo culturale e creativo riferito specialmente ai bisogni del proprio quartiere. In poco tempo «The Bookseller» l’ha inserita nella lista delle librerie indipendenti più interessanti del Regno Unito ed è stata pure inclusa nella lista dei 50 negozi migliori di Londra del 2012, per la sua capacità di offrire al cliente un servizio del tutto particolare. «Volevamo offrire un’esperienza di acquisto unica ai nostri clienti e mostrare loro una vasta gamma di autori e di voci che altrimenti non avrebbero avuto modo di incontrare», raccontano dalla libreria. «Dall’apertura ci siamo contraddistinti nell’area SE1 di Londra come destinazione culturale e ci proponiamo di fornire una scelta dinamica di libri, mostre, eventi e offerte. Siamo molto presenti sul Web, con una media di 500 visitatori unici giornalieri. I social si sono rivelati uno strumento impagabile in termini di marketing e promozione dei nostri eventi ma anche per suscitare l’interesse nel negozio in generale. Questi mezzi ci permettono di stare in contatto e capire le esigenze dei nostri clienti regolari, di creare una community intorno alla libreria e anche di raggiungere persone e gruppi che potrebbero altrimenti non conoscerci. I social, inoltre, servono a dare una dimensione più umana e a dare un volto a Woolfson & Tay».

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