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Tecnologie

Dove si comprano i videogiochi?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2011

di Ilaria Barbisan

Dopo aver affrontato il tema dei videogiochi da un punto di vista più culturale – mettendo in evidenza come sia ormai diventato il business del XXI secolo nel campo dell’entertainment – e da un punto di vista più empirico – con un focus sulla situazione italiana –, ritenevamo interessante approfondire il tema anche relativamente ai punti vendita che offrono videogame (non solo software ma anche hardware).

La tecnologia e la carta

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2015

di Elena Vergine

Come rispondere in maniera efficace alla sfida del digitale? Molti editori obietterebbero che il digitale non lo si sfida, lo si usa invece come una risorsa, oppure si differenzia la propria offerta editoriale realizzando libri cartacei che sono piccole opere d’arte e ingegno. A metà tra queste due correnti si colloca Private Vegas, l’ultimo romanzo dello scrittore americano James Patterson, edito da Little, Brown and Company. In previsione dell’uscita in libreria lo scorso 26 gennaio, l’autore ha messo on line un mini sito – themosthrillingreadingexperiencemoneycanbuybyjamespatterson.com – attraverso il quale, per 294,038 dollari, era possibile acquistare un’«esperienza» assai avventurosa. Accanto ad una copia del volume appositamente imbottita di esplosivo il fortunato (e benestante) lettore acquistava un volo di prima classe per una destinazione ignota, due notti in un hotel extra lusso, una squadra di artificieri ben addestrati per gestire il libro bomba, una cena di cinque portate con Mr Patterson, la collezione completa delle avventure di Alex Cross autografata dall’autore e un binocolo d’oro con le iniziali di James Patterson.

Stop a Kindle Unlimited

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2015

di Antonella Fabbrini

Il Ministro della Cultura francese, Fleur Pellerin ha dichiarato che Kindle Unlimited, Izneo e gli altri servizi di lettura digitale in abbonamento attivi nel Paese contravvengono alla legge Lang sul prezzo fisso, affermando così la necessità di regolare la loro posizione entro tre mesi. Il mediatore per il libro francese Laurence Engel era stato incaricato dal Ministero della Cultura di condurre i negoziati con Amazon e le altre piattaforme per individuare un nuovo modello economico cui esse avrebbero dovuto adeguarsi entro tre mesi dall’apertura dei lavori. «Il principio fondamentale è che devono essere gli editori a fissare il prezzo della loro offerta» ha affermato la Pellerin, il che significa che «nessuno degli attuali sistemi di sottoscrizione per la lettura illimitata di libri digitali rispetta la legge».

Tracciare il cliente

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2015

di Andrea Boscaro

Non passa giorno che non si leggano ricerche che ci inducono a pensare che le newsletter siano ormai «morte», sostituite dai social media come modo con il quale le case editrici possono rimanere in contatto con gli utenti interessati ai loro aggiornamenti: tale conclusione potrebbe anche essere corretta a patto di non generalizzare ed includere in questo ragionamento soggetti protagonisti dell’e-commerce come i siti di vendite private che invece, agendo su un modello di e-commerce emozionale, traggono dalle newsletter una fonte importante dei loro ricavi e, di conseguenza, curano con attenzione maniacale la pulizia dei loro database. Non è un caso che Goodreads, la piattaforma social acquisita da Amazon, consenta agli autori di avvalersi anche dell’invio di newsletter come veicolo promozionale personalizzabile.

E-book 2.0

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Benjamin Denckla

Negli ultimi anni gli editori hanno convertito in formato digitale un numero enorme di opere letterarie. È opinione comune che quando si digitalizza un libro, il grosso del lavoro sia stato fatto, ma non potremmo essere più lontani dalla verità: il processo di digitalizzazione non è altro che l’inizio. È questo l’approccio utilizzato dalle software house al momento del rilascio della versione 1.0 di un software ed io credo che gli editori dovrebbero cominciare a considerare gli e-book dei software a tutti gli effetti. Ma torniamo un po’ indietro: qual è il motivo che ha spinto gli editori americani a digitalizzare i propri libri? Forse erano convinti che gli e-book fossero convenienti soprattutto perché è estremamente economico realizzare conversioni, sia pur di bassa qualità, e magari temevano rappresaglie da parte di Amazon – che già controllava una fetta importante della distribuzione dei loro libri cartacei – se si fossero rifiutati di entrare a far parte del mondo Kindle. Va sottolineato che le conversioni di bassa qualità, con il loro costo contenuto, si sono dimostrate uno strumento cruciale per la nascita del mercato e-book. Io stesso ero solito criticarle aspramente, ma ho dovuto ricredermi: grazie ad esse le case editrici sono riuscite ad entrare in un nuovo mercato velocemente e con bassi investimenti iniziali.

Sempre più solido e pop

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2011

di Ilaria Barbisan

Dall’universo «mondo» all’universo «Italia». Dopo aver individuato le tendenze del mondo dei videogiochi a livello globale, con un focus specifico nei confronti del mondo statunitense – come sempre il più avanzato dal punto di vista tecnologico e digitale –, ci concentriamo in questo articolo sul nostro Paese per osservare le tendenze del mercato nostrano e soprattutto i comportamenti dei videogiocatori italiani.

Il redattore e l'e-book

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2011

di Alberto Cadioli

Nell’ampio risalto che è stato dato agli sviluppi dell’e-book e alla sua diffusione, l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle potenzialità dei libri elettronici e su alcuni nuovi supporti digitali per la lettura, di ampia suggestione e richiamo: primi fra tutti, gli «eReader» di Amazon (Kindle) e di Sony, o l’iPad di Apple o l’ultimo prodotto dalla Samsung (che tuttavia offrono molte più funzioni di un e-reader).

Facebook lancia il suo book club

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Moreno Scorpioni

Se è vero che i club di lettura stanno vivendo nel nostro Paese una fase di rinnovato vigore, sperimentando nuove forme e soprattutto le potenzialità della rete – basti pensare che quelli censiti lo scorso anno erano qualcosa come 450 – l’annuncio di Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook, supera anche le più rosee aspettative dei lettori nostrani. Il 3 gennaio 2015 il giovane imprenditore ha infatti lanciato la sua sfida ai 31 milioni di iscritti al social network invitandoli a leggere di più (lui ha dichiarato di impegnarsi a leggere un libro ogni due settimane) per fare del 2015 l’anno del libro e della lettura. La neonata pagina Year of books ha raggiunto in pochi giorni i 50 mila Like e il primo libro «postato» da Zuckerberg, il saggio The End of Power di Moisés Naím, è già andato esaurito su Amazon.com. Pubblicato nel marzo 2013 da un marchio di proprietà del gruppo editoriale Perseus (in Italia edito da Mondadori), fino a prima del «consiglio letterario» di Mr Facebook il volume aveva venduto attorno alle 20 mila copie (di cui circa 4.500 e-book) che sono schizzate a 30 mila nei giorni successivi al post, portando un saggio altrimenti poco noto, al 19° posto nella classifica dei più venduti di Amazon. Il 20 gennaio 2015 è stato poi annunciato il secondo libro: The Better Angels of Our Nature. Why violence has declined di Steven Pinker, anch’esso tradotto e pubblicato in Italia da Mondadori (Il declino della violenza, 2013), che promette di diventare una sfida «impegnativa» per i lettori che vorranno seguire la proposta di Zuckerberg: il saggio dipana infatti le teorie sul declino della violenza nel secolo scorso per ben 898 pagine!

I consigli di Booksinitaly.it

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Andrea Tarabbia

Da qualche mese è nato Booksinitaly.it, un sito bilingue che si rivolge agli editori – sia italiani che stranieri –, agli agenti letterari, ai traduttori, agli italianisti, agli Istituti italiani di cultura e agli italiani all’estero, sviluppato in collaborazione con Aie con lo scopo di presentare il meglio della produzione editoriale italiana di oggi e di ieri facilitandone il processo di traduzione.  Sono tre le sezioni fondamentali del sito: nei Pareri di lettura alcuni studiosi, critici ed esperti presentano – redigendo delle schede sulla falsariga di quelle editoriali – libri usciti da poco o di prossima pubblicazione, ma anche classici «dimenticati» del Novecento, arricchiti da un assaggio di traduzione in lingua inglese perché gli editori stranieri possano incontrare il testo direttamente e senza filtri; negli Ingrandimenti si mette invece in evidenza il lavoro che la mediazione editoriale ha svolto e svolge nel difficile compito di diffondere la letteratura italiana all’estero: per questo, si raccontano storie, si rintracciano «casi» e si seguono le traiettorie di autori e libri che hanno avuto più o meno fortuna fuori dal nostro Paese; infine, nella sezione Interviste, il sito dà voce a chi i libri «li fa»: traduttori, agenti, editor, ma anche librai stranieri che hanno deciso di puntare sulla produzione editoriale italiana.

I cinque passi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2015

di Andrea Boscaro

Il 2015 è ormai cominciato e tutti abbiamo terminato l’anno con i tradizionali buoni propositi: maggiore attività fisica, meno stress, più attenzione alle cose veramente importanti. Pur non coincidendo con la prima, il miglioramento della nostra presenza sul digitale rientra a buon titolo fra le ultime ed è dunque un esperimento interessante scattare una fotografia del nostro sito, del suo posizionamento sui motori di ricerca, della performance legata alla presenza dei nostri titoli nelle librerie on line e sui social media. Il primo passo consiste nell’affrontare l’adeguatezza con la quale il nostro sito è trovato, visualizzato e navigato sui dispositivi cellulari: tale aspetto non è secondario perché – stando agli ultimi dati forniti da Audiweb – nel giorno medio 21 milioni di italiani si connettono ad Internet. Di questi, solo 13 milioni lo fanno da Pc, mentre quasi 16 milioni e mezzo di persone navigano da smartphone e tablet. In entrambi i casi, ciò che dobbiamo assicurarci non è soltanto la visualizzazione del nostro sito, ma la capacità di essere trovati nei momenti in cui tali ricerche vengono condotte. Un buono strumento per poter effettuare un check-up della nostra presenza sul mobile è Google Speed Tester che restituisce l’esperienza di navigazione e la velocità di caricamento delle pagine: caratteri troppo piccoli o immagini troppo pesanti verrebbero sottolineati per consentire un miglioramento progressivo non solo a favore del lettore, ma del motore di ricerca.

Piattaforme per l'università

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2011

di Giovanni Peresson

Quando si parla di piattaforme oggi le si associa solo a quelle degli e-book di narrativa o di saggistica più o meno leggera. Eppure in questo settore iniziano a svilupparsi importanti offerte che riguardano il mondo accademico e delle biblioteche. È il caso di Casalini che parte dall’esperienza maturata negli anni scorsi con Casalini digital division.

Siamo partiti. E adesso?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2011

di Ilaria Barbisan

Mai come lo scorso dicembre le aspettative e i rumor relativamente al boom del mercato degli e-book – sia per quanto riguarda le vendite di titoli e di e-reader, sia per l’offerta di libri elettronici – sono stati così alti. Nonostante tale fermento, ad oggi non esistono ancora dati ufficiali che permettano di comprovare le entusiastiche affermazioni di taluni e le pacate allusioni di altri sull’andamento della propria azienda.

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