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Lettura

Piccoli lettori alla riscossa

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Michela Gualtieri

In Francia il 70% della popolazione al di sopra dei 15 anni ha letto almeno un libro negli ultimi 12 mesi, e la «rentrée», cioè la ripresa lavorativa dopo la pausa estiva, è stata segnata quest’anno dalla pubblicazione di ben 607 romanzi tra metà agosto e fine ottobre, nondimeno l’impatto della crisi e delle trasformazioni tecnologiche si fa comunque sentire. Nel 2013 e per il terzo anno consecutivo le vendite del settore editoriale sono state in calo, sia per volume che per valore. Nonostante questi dati siano in linea con la congiuntura europea e anzi evidenzino in Francia una situazione meno allarmante che in altri Paesi, il Syndicat National de l’Edition (Sne) è corso ai ripari. Dopo una serie di provvedimenti presi per difendere editori e librerie contro la minaccia dei grandi player di Internet (legge sul prezzo dell’e-book, creazione dell’associazione per lo sviluppo della libreria di qualità, riduzione dei costi di trasporto dei libri), il Sne ha lanciato nel 2012 un piano quinquennale di promozione della lettura rivolto soprattutto ai più giovani.

Prove di prestito

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Lorenza Biava

Quando parliamo di e-lending la parola chiave attorno alla quale ruotano gli sforzi e le speranze di editori e biblioteche è una sola: mercato. Il mercato della lettura digitale, che potrebbe crescere e consolidarsi se le biblioteche operassero su larga scala il prestito degli e-book, e il mercato dei libri digitali che per il momento guarda con scetticismo ai modelli in uso, timoroso di cannibalizzare i fatturati. Il prestito digitale lascia aperti quesiti cruciali sia sul versante della sicurezza dei file, sia sulle modalità stesse di prestito, mentre l’esempio di quanto accaduto in Svezia, dove un modello di business sbagliato ha di fatto inibito lo sviluppo della domanda interna, pone seri interrogativi sulla sua effettiva sostenibilità economica. Eppure le biblioteche, con i loro utenti registrati, possono essere partner cruciali per analizzare le dinamiche dei consumi digitali. Le potenzialità dell’e-lending sono molte e molto interessanti ecco perché, con l’aiuto dell’International Publishers Association e della Federazione degli editori europei, abbiamo deciso di indagare su quanto sta accadendo nei Paesi che hanno attivato le sperimentazioni.

La lettura è mobile

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2014

di Michela Gualtieri

Secondo recenti dati resi pubblici dalle Nazioni Unite, dei 7 miliardi di persone che attualmente popolano il nostro pianeta, ben sei hanno accesso a un telefono cellulare. Poiché ormai anche il modello più economico include le funzionalità di connessione Internet, gli smartphone possono diventare importanti strumenti per l’abbattimento del digital divide a livello globale, molto più dei pc che dipendono da connessioni a rete fissa, assente in vaste aree del mondo. Per queste ragioni l’Unesco ha identificato nel telefono cellulare il possibile veicolo di alfabetizzazione laddove l’accesso al testo scritto è difficile e dispendioso e, allo scopo di individuare future strategie di diffusione dell’istruzione, ha effettuato un’indagine sulle abitudini di lettura sul cellulare in sette Paesi in via di sviluppo (Etiopia, Ghana, India, Kenya, Nigeria, Pakistan e Zimbabwe), pubblicando i risultati nel rapporto Reading in the mobile era.

La versione di Gud: tutti in cucina

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2014

di Redazione

Per molti italiani ormai la cucina è diventata una vera e propria ossessione: trasmissioni Tv, blog che imperversano sul Web e libri per ogni tipo di aspirante cuoco. Sul numero di settembre del «Giornale della Libreria» Gud ci racconta il suo personale punto di vista.

La versione di Gud: letture estive

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2014

di Redazione

Sul numero di luglio/agosto del «Giornale della Libreria» Gud si sofferma a riflettere sulle famose (e tanto agognate) letture estive. Grazie alle ferie avremo modo di riprendere le sane abitudini e soprattutto potremo rilassarci leggendo un buon libro. Ma sarà proprio così?

Impressioni di giugno

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2014

di Serena Baccarin

Pronta a lasciarsi alle spalle un filone erotico ormai esaurito, la narrativa degli ultimi mesi sembra mostrare segni di sofferenza dovuti sia alla crisi, sia al vuoto temporaneo di fenomeni editoriali di massa, capaci di dare un’impennata alle vendite. Pur in un quadro poco delineato dal punto di vista delle tendenze e delle mode, i librai, tra classifiche, qualche suggerimento dai media e un digitale che non preoccupa, trovano spazio per la proposta mirata e ci raccontano l’andamento della narrativa nella prima metà del 2014.

La letteratura in mostra

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2014

di Elena Vergine

Spesso a metà strada tra il parco divertimenti e la casa museo, gli esempi più noti di musei interattivi a tema letterario fanno riferimento all’universo infantile rivelandosi particolarmente efficaci su di un pubblico che, per età anagrafica, si dimostra molto ricettivo all’apprendimento tramite gioco. Evoluzione del concetto di «museo all’aperto» – i cui primi esempi furono istituiti in Scandinavia verso la fine del XIX secolo –, i musei interattivi dedicati a personaggi del mondo della letteratura sono un’occasione per presentare in maniera differente l’universo che ruota attorno ai libri. L’obiettivo dei musei interattivi è coinvolgere il visitatore in prima persona, rendendolo parte attiva del processo di scoperta e apprendimento dei contenuti esposti. Questo meccanismo si innesca a partire dalla costruzione di percorsi di senso che sovvertono il concetto classico di museo come luogo dove si può «guardare ma non toccare» e che si snodano attraverso la materializzazione di ambienti e suggestioni, l’organizzazione di attività, il dialogo e la narrazione. Sebbene, come dicevamo, quello infantile sia il pubblico d’elezione dei musei interattivi, sarebbe un errore pensare che il concetto di interattività non si possa applicare anche all’universo adulto: la tendenza a tradurre così le proprie storie non conosce limitazioni di pubblico o di soggetto sia che si tratti di arte sia che si narri la storia di un brand commerciale, si pensi per esempio a Van Gogh Alive, l’esposizione ospitata dalla Fabbrica del Vapore di Milano (6 dicembre 2013 – 16 marzo 2014) dove i quadri del grande artista prendevano vita in una sinfonia di luci, colori e suoni, oppure ad Heineken Experience, la mostra interattiva permanente all’interno della distilleria storica della birra Heineken ad Amsterdam (riservata ai maggiori di 18 anni) che ripercorre la storia del marchio coinvolgendo tutti e cinque i sensi dei visitatori.

Narrativa crossover

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2014

di Elena Vergine

In un contesto come quello attuale, segnato dalla crisi e dalle trasformazioni del mercato editoriale, De Agostini sceglie di puntare sui contenuti e lancia il marchio BookMe, con cui entra nell’«arena» della narrativa per adulti. Ne abbiamo parlato con Annachiara Tassan (publisher presso De Agostini Libri). Come nasce il marchio BookMe e a quali esigenze risponde? Il marchio De Agostini è tradizionalmente associato alla divulgazione, alla varia e alla non fiction di qualità che va dalla cucina agli animali domestici, dalle opere di base ai dizionari. Ora abbiamo deciso di rafforzare, da un lato, il filone della narrativa nell’ambito dei libri per ragazzi puntando sempre di più sulla letteratura young adult, e dall’altro abbiamo scelto di entrare anche noi nell’«arena» della fiction per adulti che rappresenta uno dei filoni più interessanti del mercato attuale. È per rispondere a quest’ultima esigenza che l’anno scorso abbiamo creato il marchio BookMe il cui lancio vero e proprio avverrà in questi mesi, quando tanti nuovi titoli approderanno nelle librerie. Il focus di BookMe è la narrativa per adulti e si rivolge ad un pubblico assolutamente trasversale. Questo marchio per noi è anche un laboratorio di sperimentazione in cui tentiamo di privilegiare, laddove possibile, opere crossover sia rispetto ai generi che al pubblico, ovvero titoli con trame e sviluppi inaspettati e sorprendenti che travalicano i tradizionali confini narrativi. Naturalmente poi, pur cercando di mantenere questo tratto di originalità, il marchio ospiterà anche storie riconducibili ai filoni del thriller, del psychological mystery e della già citata narrativa al femminile.

Scoprire Israele tra i libri

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2014

di Paola Sereni

Ci sono Paesi che con le loro letterature più di altri sanno suscitare curiosità e aprire finestre su quotidianità diverse dalla nostra. Uno di questi è Israele che ha dato i natali ad una produzione letteraria tra le più complesse e articolate del Novecento. Chi pensa che la letteratura israeliana contemporanea sia appiattita sui temi dell’Olocausto e non sappia trattare generi e storie che godano di vasto interesse nella repubblica dei lettori, dovrebbe scambiare qualche parola con Shulim Vogelmann, direttore editoriale della casa editrice fiorentina Giuntina, che al «Giornale della Libreria» ha raccontato tutto quello che c’è da sapere sul tema.

La volontà supera le montagne

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Giovanni Peresson

Ci sono occasioni che talvolta sembrano assumere significati che vanno al di là della semplice cronaca, com’è, ad esempio, il contesto in cui questa intervista è stata fatta. Siamo a soli sei giorni dopo l’annuncio della nomina di Romano Montroni a nuovo presidente del Centro per il libro e la lettura. Ci troviamo a Milano, poco prima dell’inizio di un corso della Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri dedicato alla libreria per ragazzi, uno degli snodi al contempo più delicati e importanti di qualunque politica di promozione della lettura e di allargamento del mercato del libro nel nostro Paese. «Mi chiede che idea mi sono fatto a sei giorni dalla nomina? Che l’impegno per allargare la base dei lettori in Italia venga come difficoltà subito dopo il mantenimento del disavanzo al di sotto del 3% del Pil! Anche, non me lo nascondo, per la mole di risorse che sarebbero necessarie per un’attività di questo genere. Ho letto cifre importanti indicate nel progetto di legge di cui si inizierà a discutere nelle prossime audizioni della Commissione cultura. Conoscendo un po’ quella che è stata la storia, recente e meno recente, del Centro e dei provvedimenti in favore della defiscalizzazione degli acquisti di libri qualche cautela mi permetto, per ora, di conservarla».

Non solo calcio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Intervista a cura di E. Vergine

Se l’Italia è da sempre il Paese del calcio, da una decina di anni a questa parte anche altri sport – dal basket al rugby, dal tennis al ciclismo, dall’automobilismo al motociclismo – si sono aperti un varco nel cuore del grande pubblico: in parte grazie allo spazio maggiore riservatogli su quotidiani e sui palinsesti televisivi, in parte grazie al carisma di alcuni campioni e alla passione di giornalisti ed esperti che hanno saputo rendere grandi le loro parabole, in parte grazie ai libri. Ne abbiamo parlato con Paolo Frascolla, titolare della Libreria dello Sport di Milano, al quale abbiamo chiesto anche di individuare i titoli che non possono mancare sullo scaffale degli appassionati e quindi nella selezione dei librai.

Più libri Circus

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Antonio Monaco

Ogni anno in Italia vengono pubblicati circa 60 mila titoli. Di questi il 25%, cioè un libro su quattro, è pubblicato da un piccolo e medio editore ma difficilmente riesce a superare i tanti ostacoli che affollano la strada che lo separa dal magazzino editoriale alle vetrine delle librerie. Più libri più liberi è nato per questa ragione. Per garantire ai piccoli e medi editori italiani la vetrina che meritano. E oggi, dopo 11 edizioni di Più libri Più liberi a Roma, il più importante evento italiano della piccola e media editoria indipendente parte per un tour nelle piazze italiane e diventa Più libri Circus. Va aggiunto che la fiera Più libri Più liberi non è solo un evento nazionale che valorizza la piccola editoria italiana. È diventato anche un marchio prestigioso che evoca immediatamente una vetrina editoriale di qualità, innovativa e di ricerca. Ma Più libri Circus non è una semplice fiera libraria che si aggiunge alle centinaia già presenti in Italia. In una fase di difficoltà del mercato vuole offrire un preciso contributo alla filiera editoriale e una risposta alla crisi delle vendite. Gli editori e i loro libri cercano i lettori «per la strada», nei diversi territori italiani, coinvolgendo direttamente tutti gli operatori (librai, bibliotecari, grossisti, insegnanti, animatori della lettura). Il problema dell’editoria oggi non è solo di mercato ma di identità e legittimità. Non basta riaffermare l’identità e il ruolo professionale dell’editore: la sua funzione valutativa e selettiva degli autori da una parte e di qualificazione delle opere dall’altra. Dobbiamo andare a ricostituire il patto etico che ci lega ai lettori. Vent’anni fa si è consumato il mito della «piccola editoria», oggi dobbiamo riaffermare il valore dell’indipendenza e della qualità. Più la situazione è difficile e più crescono le aspettative. Ma unirsi quando le forze sono esaurite è inutile, bisogna farlo prima, quando abbiamo ancora qualcosa da dare, da dire e da fare.

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