Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Lettura

Classifiche

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

di Antonio Lolli

La classifica generale del mese di ottobre è particolarmente ricca di novità: su 20 posizioni, infatti, 13 sono occupate da new entry. È la Sicilia a fare da sfondo - in modo nettamente diverso - alle opere di due nomi della nostra narrativa che si trovano ai primi posti della classifica.

Classifiche

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2015

di Camilla Pelizzoli

Come ogni anno, con l’inizio dell’autunno le librerie cominciano a riempirsi di novità e le classifiche sono occupate da titoli freschi di stampa. Ben undici titoli su venti nella classifica generale sono nuove uscite; tuttavia resistono ancora alcuni dei bestseller della stagione appena passata, come La ragazza del treno, i volumi della serie After, Grey – che tuttavia comincia a perdere slancio – e l’ultimo capitolo della serie Millennium, Quello che non uccide, che ha conquistato il terzo gradino della classifica dopo una partenza (per quello che è stato il successo dei volumi precedenti) un po’ più cauta. Sorprende invece il totale rinnovamento della classifica dei libri per ragazzi: solo un terzo dei titoli era già presente in classifica il mese scorso.

I numeri della produzione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2015

di Emilio Sarno

Aiuta a riflettere sapere che nei primi 8 mesi del 2015 sono stati pubblicati 2.993 libri in meno rispetto al 2011. In compenso gli ebook sono schizzati da 12.551 nel 2012 a 34.198. Il prezzo medio di copertina cresce del +1,7% sul 2014 ma resta di 2,5 euro in meno sul 2012; parlando di flessione del mercato anche questo dato aiuta. Le serie mensili sono consultabili su www.giornaledellalibreria.it.

Il libro è tratto. Dal film

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2015

di Pierdomenico Baccalario e Davide Morosinotto

Nel mondo dell’editoria per ragazzi esiste una regola non scritta e semiseria, che dice che un libro avrà più successo se, nel titolo, è citato il nome del protagonista. La credenza ha origine antiche, ed è stata rinverdita nell’ultimo decennio dal successo planetario di Harry Potter e, più recentemente, da Percy Jackson, o – per il mercato italiano – Agatha Mystery. La regola del nome mette comunque in risalto un aspetto per certi versi fondamentale dei libri per i più giovani: l’importanza del protagonista e della possibilità per i lettori di identificarsi con il «suo» mondo e il «suo» modo di vederlo. Ne conseguono, poi, altre regole non scritte e ancora più semiserie, adottate di volta in volta come codici da alcune case editrici: ad esempio la necessità che, all’interno della storia, il protagonista non abbia troppi anni di scarto con il lettore (e che sia, quindi, anche lui estremamente giovane). Con queste regole non scritte, il giovane Jules Verne sembrerebbe destinato a non pubblicare nemmeno uno dei suoi Viaggi straordinari. Ma non è questo l’unico problema. Il mercato dei più giovani, infatti, non è più soltanto un mercato di lettura, ma un mercato a tutto tondo, che si spartisce il tempo libero tra differenti forme di evasione: cinema, videogiochi, cartoni animati, fumetti e, ovviamente, serie televisive.

L'irresistibile ascesa del graphic novel

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2015

di Emilio Sarno

Non si parla certamente di un grande mercato, anzi, per essere piccolo è proprio piccolo: fatto pari a 100 il mercato rappresentato dai canali trade, quello del graphic novel non arrivava, nel 2014, allo 0,5%. Tuttavia c’è da dire che questi dati non conteggiano il mondo delle fumetterie (almeno 225 in tutta Italia), né le vendite in occasione di fiere, saloni, manifestazioni di settore dove fan e appassionati – e i loro acquisti – la fanno da padrone.

Se non ci fossero gli italiani!

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2015

di Giovanni Peresson

La narrativa rappresenta, tra quella d’autore italiano e quella d’autore straniero, il 36-37% delle vendite a valore e il 38-39% delle vendite in numero di copie (mentre in termini di titoli si tratta del 26-27% di quelli pubblicati). Questo vuol dire che ogni cento copie di libri venduti in librerie indipendenti o di catena, dai banchi libro della Gdo o acquistati negli store on line, quasi quaranta sono opere di narrativa. Quello della narrativa è un settore che nel 2014, nel suo complesso, aveva fatto segnare una flessione a valore del -4,3%, superiore alla media (purtroppo negativa) del mercato complessivo (-3,8% a valore e -6,5% a copie secondo Nielsen; -2,7% per GfK). Ma all’interno della narrativa l’andamento è tutt’altro che omogeneo.

Il rabbino e l’editore

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2015

di Giovanni Peresson

Il colpevole è il tempo. Se il numero di lettori tra 2010 e 2014 si è ridotto di 2,7 milioni di persone l’indiziato principale è il tempo: meno tempo per leggere un romanzo, maggiore concorrenza che proviene da App scaricate sul proprio smarthphone, da WhatsApp, dalla tv e da internet. Il tempo è una risorsa limitata per chiunque e all’interno dell’arena vince chi offre il modo migliore per occuparlo. I prodotti incorporano servizi che permettono di risparmiare tempo: dalle cialde dei caffè all’insalata già lavata. Soprattutto la concorrenza è in quella parte della giornata che una volta etichettavamo come «tempo libero». La lettura – di libri, ma lo stesso vale per l’informazione – si trova oggi a concorrere con altri mondi non meno narrativi: Facebook, WhatsApp, o Instagram sono vissute come grandi narrazioni dalle diverse «tribù» che affollano la modernità liquida.

Colorando colorando...

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Antonio Lolli

Colorare è una delle attività che accompagnano l’infanzia: permette ai più piccoli di liberare la propria fantasia e di divertirsi, sia da soli che in compagnia. Questo passatempo però può contagiare anche gli adulti, spingendoli a riprendere in mano pastelli e matite colorate, come antidoto contro lo stress e i problemi di tutti i giorni. Ecco allora che dal mondo editoriale è arrivata la risposta a questa richiesta: il libro da colorare dedicato ai più grandi, un prodotto che è diventato una vera e propria tendenza. «Da sempre le attività manuali sono considerate un buon modo per rilassare la mente e ritrovare l’equilibrio psichico – spiega Natascia Pennacchietti, direttore editoriale di Ultra, la casa editrice che pubblica la serie ArtActivity - Libri per adulti che vogliono colorare. Gli album da colorare per adulti si inseriscono in questa tradizione: sono divertenti e ci regalano un momento di creatività e di libertà dagli impegni del quotidiano.

Il mercato tedesco

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Antonio Lolli

La Germania quest’anno è il Paese ospite d’onore del Salone internazionale del libro di Torino. Per l’occasione, come testimonial è stato scelto il grande scrittore tedesco Goethe, che nell’immagine-guida della kermesse viene rappresentato in una rivisitazione contemporanea del celebre quadro di Wilhelm Tischbein, Goethe nella campagna romana. Da sempre gli editori e i librai italiani guardano con attenzione al mercato tedesco che nella percezione comune è considerato un passo avanti al nostro. Abbiamo chiesto, allora, ad Alexander Skipis, Managing director della Börsenverein des Deutschen Buchhandels, l’associazione degli editori e dei librai tedeschi, di fare con noi il punto sulla situazione del mercato editoriale in Germania.

Il potere del Web

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Andrea Boscaro

Molti di noi ricorderanno l’immagine di Sergiy Stakhovsky, il tennista russo che, di fronte a una chiamata controversa dell’arbitro, riprese l’impronta della palla sulla linea per dimostrarne l’errore e la diffuse via Twitter. Che ci piaccia o no, siamo entrati nell’era della trasparenza e le aziende sono alle prese con una sfida senza precedenti, al punto che sindaci apprezzati come Bloomberg hanno confessato di essere spinti a scelte di breve periodo e di «populismo digitale» proprio per non incorrere nella perdita di consenso. È evidente che gli editori e gli autori non sono affrancati da questa tendenza, tanto più che esistono ambienti come Goodreads che aggregano informazioni e commenti su opere e scrittori. Di fronte alla trasparenza, non è però lo streaming elevato a sistema che serve. Ciò che può proteggere un autore o una casa editrice è innanzitutto la reputazione, creata dal valore delle azioni che vengono portate avanti sul Web e nel mondo fisico.

Le librerie di Torino

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di di Valeria Pallotta

«Sai come fanno quattro elefanti ad entrare in una seicento?» Nella domanda di apertura e chiusura del film di Gianni Amelio, Così ridevano, sembra concentrarsi la complessità di risposte che la città di Torino ha cercato di trovare negli ultimi vent’anni, necessarie reazioni alla grande crisi che investì la città e il suo sistema economico nel decennio a cavallo degli anni Ottanta e Novanta. In quesgli anni chiusero, infatti, gli stabilimenti Fiat del Lingotto, di Chivasso, di Rivalta, si dimezzò il numero di lavoratori di Mirafiori (attualmente l’1,4% della popolazione di Torino) e di altri grandi insediamenti industriali. In quello stesso decennio Torino passò da 1,2 milioni a 900 mila abitanti. Fu un vero e proprio terremoto. Ma chi ha l’opportunità di visitare Torino oggi può constatare, non senza sorpresa, quanto la città abbia cambiato la sua identità e il suo profilo. Torino ha iniziato a investire sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica, sulle start up, sulla formazione, sulla cultura e sul patrimonio artistico. Che conseguenza ha avuto questo processo? Torino è riuscita a diventare la città con la maggiore densità di librerie in Italia: fino al 2007 c’erano 150 librerie, il numero più alto di tutta Europa.

Libri italiani in Germania

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Piero Salabè

C’era una volta l’Italia che piaceva alla Germania. Erano gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Era un’Italia più povera, più contadina, più comunista, più fantasiosa, più diversa socialmente e più vicina culturalmente, più «sorella» di quanto non lo sia ora. Era l’epoca in cui i Paesi al di qua della cortina di ferro erano forse più uniti, più ravvicinati. Per i tedeschi poi l’Italia era il primo «sud» a portata di mano, raggiungibile via terra in un tempo in cui si volava poco; la meta di evasione per antonomasia per generazioni di tedeschi colti che, oltre ai tesori culturali, cercavano il sole, il cibo e il temperamento mediterraneo.

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.