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Editoria per ragazzi

Il punto di vista degli editori

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2008

Autori vari

A colloquio con alcuni editori che per caratteristiche diverse sono rappresentativi del segmento: un'occasione per approfondire gli aspetti più interessanti della filiera, a partire dal mercato e dalla produzione, per arrivare ai temi della distribuzione e dello scambio di diritti che proprio nella fiera di Bologna trova il momento di maggior fermento.

Piccolo manuale per crescere

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2008

di Redazione

Intervista a Giusi Quarenghi, apprezzata autrice ed editor free lance nel settore forse più difficile ma anche più creativo e strategico del mondo editoriali, il settore per ragazzi.

Produrre o esportare?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2008

di Emilio Sarno

In un mercato il cui perimetro complessivo non ha subito cambiamenti paragonabili a quelli che sono avvenuti in altri ambiti del consumo infantile e giovanile - anche di tipo culturale - le case editrici hanno aumentato e articolato la loro offerta per cercare di rispondere a nuovi e più variegati bisogni di lettura del bambino, adeguarsi ai suoi linguaggi e ai modi in cui si relaziona con altri media e informazioni.

Quando l'offerta non basta

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2008

di Giovanni Peresson

La lettura nelle fasce comprese tra i 6 e i 19 anni mostra nel 2007 un calo. Titoli, rinnovamenti nel layout delle librerie (ma anche delle biblioteche di pubblica lettura) non bastano a invertire fenomeni che affondano le loro radici in fattori strutturali.

L'Oriente bambino

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2013

di Elena Refraschini

La crisi economica non ha colpito soltanto i Paesi occidentali, ma anche i mercati generalmente in crescita dell’Asia orientale. Proprio per questo motivo, gli editori children e YA nazionali sono stati in questi ultimi anni riluttanti nel comprare i costosi diritti di bestseller provenienti da Occidente, per favorire invece l’interscambio di opere creative locali. Come afferma in un’intervista a «Publisher’s Weekly» Claire Chiang, responsabile del consiglio organizzativo dell’Asian Festival of Children’s Content di Singapore: «Possiamo accedere senza difficoltà e con grandi benefici ai testi educativi e d’intrattenimento per bambini provenienti dall’Occidente; al contrario, i materiali creati in Asia, anche quelli già disponibili sul mercato, vengono raramente promossi e tradotti, e rimangono in gran parte inesplorati. Questa è una grave perdita per i bambini di tutto il mondo, ed è anche un mercato potenziale da sfruttare». Ma di cosa parliamo, quando parliamo di produzione per l’infanzia nelle nazioni asiatiche? Mercati maturi e stabili come quello giapponese, sudcoreano e taiwanese vendono all’estero diritti per libri illustrati, fumetti a scopo educativo e manga; invece, mercati emergenti come quello cinese si basano ancora fortemente sull’importazione, per alzare gli standard qualitativi domestici. Un tratto comune dell’area sembra essere comunque quello della ricerca di contenuti educativi e che siano appetibili per delle nicchie, come antidoto per contrastare il grave problema del calo delle nascite.

Leggere per crescere

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2013

di Antonio Monaco

L’editoria per ragazzi come la conosciamo oggi è un fenomeno recente di una quarantina di anni, preceduto da una fase di preparazione di altri venti. Rispetto ad altri settori il suo vantaggio è di avere preso coscienza di sé, nell’ultimo decennio, con molta determinazione. Innanzitutto ha un target specifico: i bambini e i ragazzi. Un target che implica il rinnovamento continuo delle generazioni ed è estremamente differenziato per fasce d’età, molto più degli adulti. Ed è inoltre é investito di tutti i cambiamenti sociali in forma anticipata (vedi il cambiamento multietnico nel nostro ambiente sociale e l’impatto delle nuove tecnologie della comunicazione sui cosiddetti «nativi digitali»). E anche l’intera filiera dell’editoria per ragazzi presenta delle peculiarità. Ci sono librerie e biblioteche specializzate. Esiste un «ambiente educativo» che assume la promozione della lettura come scopo istituzionale e che abbraccia figure come insegnanti, animatori culturali, pediatri e genitori. Nella produzione editoriale, accanto ad autori specializzati, si è affiancata con un peso sempre più rilevante la presenza degli illustratori. È il settore che è stato maggiormente investito dalla globalizzazione, basta pensare alla massiccia presenza di coedizioni, o allo scambio di diritti che ha visto progressivamente il nostro Paese incrementare e rendere positivo lo scambio con l’estero: all’inizio del 2001 per ogni titolo esportato ne importavamo tre, nel 2011 su tre titoli importati ne abbiamo esportati quattro. Infine l’innovazione di prodotto dal punto di vista tecnico-materiale ha un grande peso: per i materiali utilizzati, i formati, il colore, lo stile linguistico e comunicativo, l’esuberanza delle pagine (pop up). Il mercato del libro per ragazzi è cresciuto costantemente nei primi dieci anni degli anni Duemila al ritmo medio annuo dell’ 1,5%. Con il 2011 c’è stata una frenata e nel 2012 il segno meno (- 0,4%) ha investito anche il settore ragazzi: nulla rispetto al - 7,8% complessivo. La crisi non risparmia nessuno, ma è prevedibile un più rapido attraversamento del tunnel.

Piccoli artisti crescono

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2013

di Ester Draghi

Luce, colore, immagini, storie. L’arte spiegata ai bambini è questo e anche di più. Se i genitori italiani sembrano essere tutti d’accordo nel considerare l’educazione artistica dei propri figli una priorità per la quale sono disposti a spendere anche cifre importanti è anche vero che l’era digitale mette a disposizione dei bambini di oggi strumenti e giochi interattivi a basso costo. Allora perché continuare a orientarsi verso libri a carta stampata? Per la qualità del progetto editoriale, la scelta dei materiali e l’esperienza delle realtà che ci stanno dietro.

Tra consolazione e depressione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2008

di Federico Motta

Affrontare il tema di quanto leggono - e se leggono - bambini e ragazzi non vuol dire solo toccare aspetti che riguardano il mercato, la produzione, la promozione della lettura. Bensì affrontare il tema del futuro del nostro Paese.

Un mondo fatato all'italiana

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2006

di Redazione

A fine ottobre esce L’incanto del buio, la seconda puntata della «saga» di Fairy Oak, pubblicata da De Agostini. Abbiamo parlato con Matteo Faglia, Publisher libri per ragazzi del gruppo di Novara, delle prospettive di sviluppo sul mercato italiano e internazionale di una serie che è già un successo di pubblico e di vendite.

Bambini in allegato

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2006

di Redazione

La collana, erede delle mitiche fiabe sonore pubblicate da Fabbri negli anni ’70, successivamente rivisitata (con cd) e riproposta in libreria, ha conosciuto una seconda giovinezza grazie all’operazione congiunta di Rcs libri con il quotidiano del gruppo che ha immesso sul mercato (e quindi nelle case degli italiani) 1 milione di copie di Pollicino (titolo di lancio, gratuito) e circa 200.000 copie delle successive uscite a 6,90.

Storie in musica

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2013

di Ester Draghi

L’educazione musicale è un aspetto fondamentale della crescita dei ragazzi e in più è un elemento trasversale che, declinato in modi diversi, accomuna fasce d’età anche molto lontane fra loro. Se l’insegnamento della musica nelle scuole italiane è spesso trascurato, considerato secondario o principalmente tecnico, gli editori italiani che si occupano di musica sono caratterizzati da una produzione moderna, attuale, vivace e prolifica. Di questo e tanto altro abbiamo parlato con Laura Moro di Curci e Antonio Monaco di Sonda.

Fantasy is coming

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2012

di Elisa Molinari

«Quando ero un bambino leggere libri fantasy o di science fiction era pari a leggere spazzatura. Le maestre mi portavano via i libri di mano e dicevano che leggere era una cosa buona, ma non in questo caso». Questo il primo rapporto del piccolo George Raymond Richard Martin, autore del fortunato ciclo Cronache del ghiaccio e del fuoco, con il fantasy o, meglio, con la percezione che del genere avevano i suoi insegnanti. A cinquant’anni di distanza, qualcosa sembra essere cambiato. Elfi, gnomi, folletti e vampiri – un tempo «spazzatura» – sono ormai onnipresenti, non solo in libreria. Dopo l’enorme successo della trasposizione cinematografica de Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello nel 2001 e del primo capitolo della saga di Harry Potter, anch’esso nelle sale nel 2001, si è assistito a uno sdoganamento del genere presso il grande pubblico. Le cronache di Narnia, La bussola d’oro, Eragon, Twilight e Percy Jackson e gli dei dell’Olimpo. E, ancora, sul piccolo schermo, Games of thrones, Merlin, La spada della verità. Se fino a vent’anni fa, anche per gli evidenti problemi legati agli effetti speciali, i casi di successo erano limitati – uno su tutti, Fantaghirò, la fortunata mini-serie del 1991 – oggi il mondo del fantastico è ormai un genere se non proprio mainstream, almeno (ri)conosciuto. La San Diego Comic-Con, la più grande convention americana dedicata a fumetti, fantascienza e fantasy è passata dai 145 partecipanti del 1970 agli oltre 130 mila di quest’anno. Stesso discorso per il Lucca Comics & Games, l’appuntamento italiano che è riuscito a radunare nel 2011 oltre 150 mila appassionati di fumetti, giochi di ruolo e mondo fantasy. Senza ricorrere ai numeri, è sufficiente curiosare su Pinterest nei board dedicati ai costumi di Halloween per capire quanto il fantasy, almeno coi suoi rappresentati più illustri, sia ormai entrato a far parte dell’immaginario collettivo.

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