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Editoria per ragazzi

Libri da ragazzi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2009

di Isabella Dothel

Oggi l’editoria per ragazzi è un mercato maturo. Sono passati circa 25 anni da quando in Italia è apparsa una produzione dedicata esplicitamente ai più giovani, che identificava nel bambino un possibile acquirente autonomo, con gusti ed esigenze proprie.

Biblioteche che guardano ai ragazzi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2009

di Denise Nannini

Un convegno, organizzato per i vent'anni di «Sfoglialibro» ha fatto conoscere casi di eccellenza italiani e stranieri nell'ambito delle biblioteche per ragazzi.

L'editoria per ragazzi... va all'estero

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2009

Autori vari

Un interesse sempre maggior da parte dei mercati esteri per i prodotti di editori, autori e illustratori italiani, accompagnato dall'affacciarsi nel settore di Paesi dell'est europe oppure dei Paesi arabi.

La forza dell'export

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2009

di Emilio Sarno

ma il vero dato nuovo è l'incremento progressivo che le case editrici italiane registrano nella vednita di autori e illustratori a case editrici straniere.

Nuove strade

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2013

di Elisa Molinari

Dopo il successo della prima edizione, la Fiera del Libro per Ragazzi ha riproposto, in collaborazione con Children’s Technology Review, il Bologna Ragazzi Digital Award, al fine di incoraggiare le produzioni eccellenti ed innovative nell’ambito delle app derivate da libri, prevedendo le categorie Fiction e Non Fiction, per poter premiare sia le app che si concentrano sullo storytelling, sia quelle che si concentrano sull’aspetto ludico e di reference. Il premio, rivolto a tutti gli editori e sviluppatori di applicazioni indirizzate a bambini e ragazzi dai due ai quindici anni, ha visto quest’anno la partecipazione di 242 app da 32 paesi diversi, prodotti pubblicati entro l’anno, pensati già in ottica internazionale. Imparziale la giuria internazionale, composta da Warren Buckleitner (Children’s Technology Review), André Letria (Pato Lògico Edições), Chris Meade (if:book) e Cristina Mussinelli (Associazione Italiana Editori). L’idea di fondo è che le nuove tecnologie hanno aperto nuove strade innovative a chi si occupa di storytelling nel mondo ragazzi. Se è vero che a volte la tecnologia può distrarre dalla storia e che capita di vedere alcuni prodotti che non siano altro che la digitalizzazione di versioni a stampa con l’aggiunta di alcune animazioni sparse, in altri casi invece la magia della tecnologia si fonde perfettamente in illustrazioni di qualità, narrazione, creando un’esperienza ricca e piacevole da esplorare.

40 anni in mongolfiera

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2013

di Redazione

Chi ha una qualche familiarità con i libri per bambini non può non avere mai incrociato la collana delle storie della fattoria, quella dei libri gioco con calamite, puzzle, e suoni, oppure, per i più piccini, i carezzalibri. I libri della mongolfiera per dirla con altre parole, quelli delle edizioni Usborne, che quest’anno festeggiano i loro primi 40 anni con ottimi risultati di vendita visto che nel 2012 sono entrate tra le prime 10 case editrici per ragazzi in Italia con una crescita sul fatturato dell’anno precedente pari al 60%. Ne parliamo con Peter Usborne, fondatore della casa editrice della mongolfiera. Come nasce la sua casa editrice? La mia carriera di editore è iniziata più di cinquanta anni fa con la pubblicazione di un giornalino comico studentesco che ho ideato quando frequentavo l’Università di Oxford. Dopo la laurea ho avviato una rivista satirica che oggi è molto famosa: «Private Eye». Dopo tre anni sono entrato in un grande gruppo editoriale come assistente particolare del Presidente. Un pomeriggio mia moglie mi telefonò per comunicarmi che stavo per diventare padre. Fu una notizia sconvolgente e la mia vita cambiò completamente. Mi rivolsi subito al mio superiore per chiedere un trasferimento in un settore del suo impero editoriale che avesse collegamenti con l’infanzia. Così entrai a fare parte della divisione editoriale educativa e imparai a pubblicare, con grande successo, libri molto semplici di non fiction per gli alunni delle scuole. Dopo alcuni anni finii per creare la mia azienda (grazie a un consistente prestito del mio ex datore di lavoro) e iniziai a pubblicare da casa libri molto più divertenti per bambini. Uno dei primi si intitolava Spycraft; era molto divertente, molto elegante, completamente diverso da tutto quello che era stato pubblicato prima e a tutt’oggi rimane il mio libro Usborne preferito. A 40 anni di distanza dai suoi inizi, la Usborne Publishing è molto cresciuta e oggi è una delle più famose case editrici per l’infanzia; i nostri volumi sono tradotti in più di 100 lingue e il marchio Usborne è presente in numerosi Paesi tra i quali anche l’Italia.

Chi legge di più

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2013

di Giovanni Peresson

È perfino paradossale. Oggi le vere agenzie che si occupano di promozione della lettura nel nostro Paese, sono diventate le famiglie italiane che procurano e leggono ai loro figli i libri che le case editrici pubblicano e diffondono. Altro che scuola, biblioteche, festival letterari o saloni del libro. Come possiamo interpretare altrimenti, il fatto che il 63,3% dei bambini di 2-5 anni (in proiezione 1,4 milioni di bambini) «legge, colora, sfoglia libri o albi illustrati tutti giorni al di fuori dell’orario scolastico»? E soprattutto che questa percentuale cala al 54,3% tra i 6-10 anni quando iniziano a frequentare la scuola elementare? Anche se la «lettura» in un bambino tra i 2 e i 5 anni è certamente qualcosa di molto più complesso e articolato di come siamo abituati a considerare la «lettura» – si integra e completa con il gioco, il disegnare e il colorare, il giocare con le immagini e le storie, nel rapporto genitoriale, ecc. – essa fa parte della quotidianità del bambino, molto di più che nelle fasce di età immediatamente successive. E tutte insieme molto di più rispetto alla media della popolazione adulta italiana. Paradossale certo, anche se vanno fatte alcune precisazioni. Lettura nel senso proprio del termine da una parte, rapporto con la forma libro dall’altra nella sua capacità di creare relazioni all’interno della famiglia, tra mamma (o papà) e bambino dall’altra. Confronto tra «lettura» quotidiana da una parte (che è anche disegnare, sfogliare un libro, colorarlo, giocarci, ecc.) e lettura di «almeno un libro non scolastico nei dodici mesi precedenti» dall’altro. Ma allora la differenza si allarga, anziché restringersi!

Le politiche d'offerta non bastano

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2009

di Giovanni Peresson

In assenza di politiche di intervento in favore della lettura sembrano essere solo le politiche d'offerta delle case editrici a determinare le trasformazioni del mercato della lettura.

Librerie formato bambino

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2009

di intervista a cura di D. Nannini

Le librerie specializzate, insieme alle biblioteche, soprattutto a quelle scolastiche, svolgono un ruolo primario nell'avvicinare le fasce giovani della popolazione alla lettura.

Esperimenti di successo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2013

di Elena Vergine

Raccontare la scienza ai bambini in modo semplice e accattivante non è cosa semplice, per di più in un Paese come il nostro dove regna il non-dialogo tra le due culture e dove le statistiche evidenziano un progressivo calo delle iscrizioni nelle facoltà scientifiche. Una delle ragioni dell’ostilità degli italiani per la scienza è che questa viene spesso comunemente intesa come qualcosa di astruso, comprensibile solo a pochi eletti, gli «scienziati» appunto. Non c’è nulla di più lontano dalla realtà: esperimenti editoriali stranieri e nostrani dimostrano che la scienza vende. Ne abbiamo parlato con due case editrici che hanno reso il libro di scienza per bambini un piccolo successo editoriale, Editoriale Scienza ed Edizioni Dedalo.

Fenomeno Peppa Pig

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2013

di Redazione

È stata il fenomeno indiscusso dell’editoria per ragazzi nel 2012, i suoi libri hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo e i bambini sembrano non desiderare altro che sentir parlare di lei. Peppa Pig è la maialina più famosa del momento, un successo transmediale che in Italia è stato declinato, per quanto riguarda la parte relativa ai libri, da Silvia D’Achille per Giunti Kids. Può raccontarci come è cominciata la sua avventura con Peppa Pig? Si può parlare di «colpo di fulmine»: la vidi per la prima volta nello showroom di uno stampatore, ma allora pensavo fosse la protagonista del libro che avevo davantiì agli occhi, non sapevo che fosse un character con tanto di copyright e serie animata alle spalle. Due anni dopo, Rai venne in casa editrice a presentarci le sue nuove licenze: quando fu il turno di Peppa, la riconobbi subito! A quel punto, mi misi a studiare il personaggio: la serie, i temi trattati, il linguaggio, la struttura degli episodi, il successo in Inghilterra, ecc. Scegliere un personaggio su licenza non è sempre semplice: negli ultimi anni il mondo del licensing è cambiato molto e non c’è più quella garanzia di successo che l’esposizione televisiva sembrava dare fino a qualche tempo fa. Come prima cosa, l’offerta è notevolmente aumentata, sia per il moltiplicarsi dei canali televisivi (digitale e pay tv) e la nascita di reti dedicate (Rai yoyo, Cartoonito, Disney Junior, Boing, ecc.), sia per l’uso diventato quotidiano di mezzi diversi dalla Tv (internet con YouTube in primis, ma anche i Dvd che ormai i bambini sanno avviare in totale autonomia). Inoltre, nell’ambito ragazzi, si è assistito a un progressivo abbassamento del target con un autentico proliferare di prodotti prescolari. E l’esperienza di altri Paesi non è necessariamente indicativa: a parte casi eccezionali, si registrano performance molto diverse da nazione a nazione. Tutto questo per dire che, così come nella scelta di un autore o di una storia, anche per i licensing è necessaria una riflessione squisitamente editoriale: ciò che mi portò a scegliere Peppa fu proprio la convinzione che potesse funzionare anche solo sui libri, indipendentemente dall’eventuale riuscita televisiva.

Il peso dei ragazzi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2013

di Rosalba Rattalino

Un’amica libraia mi raccontava di recente «dovresti vedere i bambini quando sono loro a scegliere i libri, con che attenzione li passano in rassegna uno ad uno, e come sono selettivi! questo si, questo no, sanno cosa vogliono». Segno dunque che nei piccoli l’incontro con il libro (cartaceo) è oggi come in passato un incontro denso di fascino. Forse gli occhi non brillano davanti a qualsiasi racconto o immagine, ma l’attrazione verso il libro nell’imprinting infantile c’è. Il settore 0-13 anni ha rappresentato nel 2012 il 10,8%, sostanzialmente in linea con l’anno precedente (nel 2011 era 10,7%) con un leggerissimo segnale di trend in crescita (Tab. 1). Questo pone le vendite di libri per bambini e ragazzi al terzo posto di rilevanza dopo la narrativa e le scienze sociali e umane. Seppur di poco, sopra alle vendite di «varia».

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