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Distribuzione

Spazio ai bambini

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2012

di Lorenza Biava

Anche le catene – e i multistore – in questi ultimi anni si sono preoccupati di sviluppare settori ragazzi in cui coniugare assortimento e servizio. Fabio Brugnoli, direttore acquisti e direttore ufficio marketing di Librerie Feltrinelli, e Patrizia Elena, responsabile del progetto Mobi Mobi – Mondadori Bimbo, spiegano la filosofia che sta dietro ai due progetti.

Librerie fusion

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2014

di Marianna Albini

Mi è sembrato di vedere una libreria. Questa è l’impressione che lasciano alcuni tra gli esperimenti meglio riusciti di «nuove librerie»: punti di ritrovo, socialità e offerta culturale che ruotano attorno ai libri, ma che non di sole pagine si nutrono. Sono librerie di cui, già dal sito Web (innanzitutto ce l’hanno!), si capisce che hanno voluto abbandonare un approccio tradizionale e sperimentare l’idea di uno spazio dove offrire qualcosa in più ai loro clienti. Diverse tra loro per impostazione e tipo di pubblico, l’ingrediente che senz’altro hanno in comune è la capacità osare. Abbiamo intervistato la libreria La forma del libro di Padova e la Open di Milano.

Canali alternativi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Paola Sereni

La crisi economica ha influito molto sulle abitudini dei consumatori, si tratta di cambiamenti, magari minimi, nell’ambito della singola famiglia, ma che, sommati gli uni agli altri, hanno di fatto disegnato nuove geografie di consumo e consolidato nuove abitudini di spesa, facendo guadagnare quote ai canali alternativi. Non stupisce dunque che, per far fronte ad un cliente sempre più dinamico ed esigente, gli editori abbiano iniziato a considerare, a fianco alla tradizionale libreria, nuovi possibili canali per incontrare i potenziali lettori nei luoghi dove sorge il bisogno di acquisire o consolidare nuove competenze. Ne abbiamo parlato con Moreno Lanaro, responsabile delle vendite per Fastbook.

Professione distributore

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Ester Draghi

Il Consorzio Egaf è una struttura organizzativa specializzata nella distribuzione del settore editoriale giuridico fiscale, aziendale, tecnico-scientifico ed universitario. La capillarità del servizio unitamente alla puntualità delle visite effettuate dagli agenti fanno di Egaf una delle più significative realtà per la distribuzione specializzata sul territorio nazionale. «Dopo venticinque anni di storia la nostra organizzazione ha avuto contatti con quasi tutta la filiera editoriale, – spiega Gabriele Panimolle, presidente del Consorzio Egaf. – Anche se oggi, arallelamente al nostro core business giuridico, abbiamo avviato anche un servizio che ci consentirà di espanderci nel settore dell’editoria di varia». Ad oggi il Consorzio Egaf è composto da undici «distribuzioni» con una copertura capillare su tutto il territorio nazionale: «I nostri oltre trenta agenti visitano le librerie con periodicità settimanale o quindicinale, presentando le novità dei nostri editori e governando lo scaffale per tenere i librai sempre aggiornati sulle novità. Nel 2013 abbiamo toccato 2.624 punti vendita tra librerie generaliste, specializzate e cartolibrerie. Inoltre, oramai da un po’ di tempo, abbiamo attivato un servizio di depositi presso le librerie grazie al quale i nostri agenti operano continuamente la spunta del venduto sui depositi e aggiornano costantemente il libraio rispetto alle novità in uscita».

Nasce Proliber

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2013

di Paola Sereni

Qualcosa si muove nel grande mondo della distribuzione del libro fisico e la panoramica raccolta in queste pagine sembra restituire l’idea che una risposta positiva alla crisi si possa azzardare. Osservando alcuni degli eventi più significativi degli ultimi mesi quella che si può riconoscere è prima di tutto una certa tendenza da parte dei soggetti di volta in volta in gioco a rafforzare quando possibile le partnership commerciali con altre realtà. Basta pensare a quanto successo nel mondo della distribuzione cattolica con la nascita di Proliber di cui ci parlano Oscar Raimondi e Vittorio Sancini, consiglieri delegati della Proliber.

Dica trentatrè

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2012

di Roberta Barbieri

Tra formazione in ingresso al mondo medico e aggiornamento professionale, l’avvento del digitale ha aperto un periodo di grandi cambiamenti per il settore delle pubblicazioni mediche. Cic - Edizioni internazionali, Elsevier e Springer Italia fanno il punto sullo stato dell’arte.

25 anni da protagonisti

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2011

di Ilaria Barbisan

Edicart è un gruppo editoriale che non ha bisogno di presentazioni. Da 25 anni è presente con successo sul mercato del libro per ragazzi attraverso numerose collane destinate ai più piccoli, e non solo.

La perdita di un primato

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2011

di Giovanni Peresson

Il 2010 possiamo ormai classificarlo come l’anno in cui, per la prima volta nel nostro Paese, viene sancito lo storico sorpasso delle librerie di catena su quelle indipendenti.

"Un libro, veloce!"

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2010

di Ilaria Barbisan

Nata nel 2003, Fastbook libri spa si è evoluta nel tempo diventando la società italiana più importante nel mercato dell'ingrosso del libro che, grazie a una forte attenzione allo sviluppo tecnologico, si è trasformata in una realtà nazionale che opera con clienti sparsi su tutta la penisola, grandi e soprattutto piccoli.

Problemi e soluzioni

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2013

di Lorenza Biava

Librerie ed editori si trovano stretti nella morsa di un mercato che, vuoi per la non crescita del numero di lettori (siamo fermi al 46%), vuoi per la contrazione dei consumi delle famiglie diventa ogni giorno più difficile da gestire. In questo contesto la distribuzione, in quanto intermediaria tra la proposta editoriale e le esigenze delle librerie, è uno dei nodi più critici e il settore si sta interrogando sulle possibili risposte da offrire ad una clientela sempre più esigente. Le proposte sono diverse ma anche nella recente scelta di Messaggerie Libri, che da settembre ha affidato la totalità dei servizi di logistica a Ceva, non possiamo non scorgere i semi di questa ricerca di semplificazione. Ne parliamo con Claudio Fanzini, Consigliere delegato di Messaggerie Libri.

Dentro il magazzino

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2013

di Lorenza Biava

Trovato, scelto e comprato con pochi click. Fin qui tutto semplice ma cosa succede nei magazzini di un grande store on line quando premiamo il tasto «acquista»? Per scoprirlo siamo andati a visitare il magazzino di Ibs.it, ad Assago (Milano), proprio qualche giorno prima dell’annuncio della fusione di Internet Bookshop Italia con il sito specializzato nella vendita della scolastica nuova e usata Libraccio.it che è entrato nel capitale di Ibs con una quota del 5,2% (il restante 94,8% è controllato da Emmelibri Gruppo Messaggerie). «Ogni giorno qui evadiamo circa 20.000 ordini – spiega Guido Rugginini, direttore operativo per Ibs.it, che ci accompagna alla scoperta del magazzino della prima libreria on line nata in Italia – e tendenzialmente, se un ordine viene effettuato prima delle 14 e la merce è a magazzino, possiamo farlo partire entro sera in modo che il cliente finale lo riceva la mattina successiva a casa». Le 620mila occorrenze librarie disponibili arrivano negli 8mila metri quadri del magazzino di Assago da distributori, grandi editori e piccole-piccolissime case editrici che non possedendo una rete distributiva inviano quotidianamente, a mezzo posta, i libri acquistati dagli utenti. «Il numero dei titoli disponibili direttamente è cresciuto esponenzialmente da quando ci siamo trasferiti fuori Milano. Nel 1998 ci appoggiavamo al grossista Iperbook (20 mq di magazzino) e a un secondo magazzino in centro città (250 mq). Nel 2003 con il trasferimento a Trezzano siamo arrivati a 2mila metri quadri e poi nel 2007 ci siamo spostati qui e abbiamo raddoppiato lo spazio a disposizione fino ad arrivare alle dimensioni attuali. La necessità di spazi più grandi è stata determinata dall’aumento dei volumi e dall’introduzione di nuove modalità per gestire le merci. All’inizio non potevamo tenere uno stock di magazzino e ciò impattava anche sui tempi di spedizione del prodotto, poi, con l’aumento degli spazi abbiamo potuto tenere a stock i best seller, le novità e in ultimo anche il catalogo: i titoli di libri in stock sono oggi 130.000 cui si sommano 20.000 titoli di Dvd e 40.000 di CD».

Au revoir Fnac

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2013

di Elena Refraschini

Il gruppo facente parte della francese Ppr – di proprietà di François-Henri Pinault, figlio del miliardario François Pinault, 59esimo patrimonio mondiale – aveva annunciato, nel gennaio 2012, che entro la fine dell’anno avrebbe ultimato l’uscita dal mercato italiano, nell’ambito di un piano generale di risparmio e rilancio della competitività aziendale: «In Italia, dove non sussistono più le condizioni per un’attività in proprio, la Fnac vaglierà tutte le possibili opzioni e prenderà una decisione entro l’anno», aveva dichiarato il suo presidente. Quando nacque negli anni Cinquanta in Francia grazie all’idea del fondatore Marc Theret, il negozio fu subito premiato dai giovani, perché visto come «agitatore culturale». Oggi Fnac ha 145 filiali nel mondo e 17.000 dipendenti. I tempi, però, cambiano in fretta. Entrata in Italia nel 2000 (il primo negozio fu inaugurato in ottobre, in via Torino a Milano), l’azienda non aveva mai raggiunto le condizioni operative necessarie per imporsi nel mercato, e la crisi finanziaria ha soltanto accelerato il processo dal 2009 in poi. In un incontro sindacale, la Fnac ha detto di aver perso tra gli 11 e i 12 milioni di euro negli ultimi anni, di cui 9 solo nell’ultimo anno, quando si è verificato un calo di fatturato del 21%. Peraltro, i tagli erano iniziati già dal 2009, quando aveva chiuso prima il negozio di Basilea e poi quello di Bastille, provocando il licenziamento di 60 persone. Nel piano Fnac 2015 si vuole raggiungere l’obiettivo di tagliare i costi di 80 milioni, il che provocherebbe il licenziamento di 510 persone (310 in Francia, 200 all’estero).

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