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Canali di vendita

L’ecosistema Tolino e la sfida delle librerie

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Redazione

Tutto nasce a Darmstadt, in Germania, nel campus Ricerca e sviluppo di Deutsche Telekom. È qui, infatti, la sede della grande azienda di telecomunicazioni in cui vengono concepiti i prodotti non strettamente legati alla telefonia, tra cui l’e-reader Tolino, uno dei pochi dispositivi in grado di competere con il Kindle di Amazon e commercializzato in Italia da Ibs. Tolino è stato lanciato in Germania l’8 marzo 2013, frutto dell’alleanza tra quattro dei principali player del mercato librario tedesco(Thalia, Weltbild, Hugendubel e Club Bertelsmann) e appunto Deutsche Telekom. Questa alleanza ha consentito alle librerie e agli editori di partecipare a un investimento che sarebbe stato impossibile da affrontare singolarmente, permettendo loro di focalizzare il lavoro sulla vendita e ed esternalizzando a Deutsche Telekom solo la gestione della componente tecnologica. Tolino si propone come un ecosistema, un insieme di funzionalità, dispositivi e servizi connessi tra loro e destinati a soddisfare le diverse esigenze della lettura.

Oltre la siepe: essere librai nel Profondo Sud

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Elena Refraschini

«Il Giornale della libreria», questo mese, si immerge nell’atmosfera calda e umida del Sud degli Stati Uniti: la terra del blues, del jazz, ma anche di alcune delle librerie indipendenti più antiche e ammirate del Paese. Abbiamo infatti chiacchierato con due tra gli imprenditori più apprezzati del settore: Emöke B’Racz, fondatrice di Malaprop’s ad Ashville, nella Carolina del Nord, e Richard Howorth, fondatore di Square Books a Oxford. Entrambe le librerie sono state nominate Bookstore of the Year dal magazine on line «Publishers Weekly», rispettivamente nell’anno 2000 e nel 2013.

W il bigino... nonostante il Web

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Serena Baccarin

L’anno scolastico sta per volgere al termine e migliaia di studenti si preparano ad affrontare esami di stato e interrogazioni utili a difendere o a salvare la media. Un periodo certamente faticoso, ma di ampio respiro per i librai che hanno deciso di investire nel settore della scolastica e della parascolastica, con sensibili benefici in termini di fatturato. Librai che non leggono una minaccia nel proliferare di applicazioni e siti Internet dedicati, che entrano solo parzialmente in concorrenza con il segmento editoriale da loro trattato. In un orizzonte digitale in cui le fonti non sono sempre rintracciabili o verificabili, ciò che offre la rete oggi è un mondo ricco di informazioni all’interno del quale orientarsi può risultare particolarmente difficile. Anche in ragione di ciò, nell’ambito degli strumenti di supporto allo studio, il cartaceo sembra mantenere una posizione di preminenza, sostenuta da un’ampia offerta editoriale che spazia dal sunto al formulario, passando per i testi di preparazione alle prove Invalsi e alla maturità. Come ottimizzare la gestione della parascolastica in libreria? A parlarcene è Gianpiero Cillario, titolare con la moglie Paola della Libreria Essai di Torino, che a partire dalla sua esperienza ci propone cinque buoni suggerimenti.

Un sito da scoprire

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2011

di Redazione

Il primo passo verso il nuovo progetto risale a cinque anni fa con il rinnovo degli spazi dello storico punto vendita di largo Gemelli divenuto, grazie al restyling, un luogo di aggregazione all'interno dell'ateneo, oggi l'editrice Vita e pensiero lancia il proprio nuovo sito.

Dove New York City parla italiano

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2011

di Denise Nannini

57th Street, tra la 6th e la 5th Avenue, New York. È qui, a due passi da Tiffany, dalla Trump Tower e dal Rockefeller Center, che si trova il Rizzoli Bookstore di New York, la libreria dove sono state girate alcune scene del film Innamorarsi (titolo originale Falling in love) del 1984 con Robert De Niro e Meryl Streep.

La parola ai Boragno

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2011

di Ilaria Barbisan

Nel cuore di Busto Arsizio la cartolibreria Boragno è una vera e propria istituzione. Strutturata in cinque negozi specializzati, all’interno di una corte seicentesca, è la più antica cartolibreria della città, gestita dalla stessa famiglia per diverse generazioni.

Liberrima in the city

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2011

di Matteo Baldi

Con questo numero del «Giornale della libreria» inauguriamo una rubrica intitolata «Books in the city». Un appuntamento mensile nel quale proporremo ogni volta un’intervista sotto forma di domande brevi a diversi librai italiani e stranieri, cercando di scovare le librerie più innovative nelle varie regioni del nostro Paese, e non solo. Una rubrica divertente e innovativa per scoprire il mestiere del libraio nel ventunesimo secolo.

Amazon non è Godzilla

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Mark Piesing

«Amazon non è più così potente come sembrava e sta vivendo un momento di crisi» afferma Charles Arthur, ex technology editor del «Guardian». Se si dovesse pensare al luogo migliore dove annunciare l’inizio della fine di Amazon, la nemesi di questa industria editoriale, non potrebbe che essere la London Book Fair. Ed è proprio lì che Charles Arthur ha tenuto un illuminante intervento alla conferenza Publishing for Digital Minds. Secondo Arthur, Amazon non è più come Godzilla, l’enorme e violenta creatura anfibia distruttrice della civiltà, ma «piuttosto assomiglia a Ozymandias, il re dei re» del poema di Shelley, le cui parole «Ammirate, voi potenti, la mia opera e disperate!» sono rese ironiche dal passare del tempo e dal crollo del suo impero.

American dream

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Elena Refraschini

In questo terzo episodio del nostro viaggio nel mondo delle librerie indipendenti americane, ci fermeremo in tre luoghi, ciascuno celebre in tutti gli States per un particolare aspetto della propria attività. Abbiamo infatti intervistato Emily Powell, nipote del fondatore della leggendaria Powell’s Bookstore di Portland, vero e proprio Eldorado per chiunque abbia mai pensato di aprire una libreria indipendente: 6.500 mq di superficie, un milione di volumi, 200 impiegati. Abbiamo poi parlato con Mark Laframboise, buyer di Politics & Prose, la storica libreria di Washington DC che ben rispecchia la libertà d’espressione e di confronto che animano la capitale. Infine, siamo passati alla montagnosa Denver, che ospita le quattro sedi della quarantenne Tattered Cover e abbiamo chiesto il parere della lead buyer Cathy Langer. La nostra indagine si è concentrata su come queste tre eccellenze del mondo librario abbiano fatto, e continuino a fare, fronte comune contro i giganti dell’e-commerce che, secondo le statistiche, servono ormai il 41% degli acquirenti di libri americani (dati Nielsen 2013).

In continua evoluzione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Lorenza Biava

Dopo le grandi trasformazioni degli ultimi due decenni del secolo scorso, le librerie italiane si trovano a vivere una stagione di grande cambiamento dei paradigmi che fino ad oggi ne hanno regolato il modello commerciale. Non ci riferiamo (o per lo meno, non ci riferiamo esclusivamente) ai mutati equilibri nei pesi specifici dei diversi canali di vendita con il boom dell’e-commerce e la parallela riduzione degli acquisti nelle librerie fisiche, ma piuttosto alla ricerca di modelli identitari nei quali sia possibile per i librai riconoscersi e sviluppare, facendole crescere, idee nuove. Se altrove, e in particolare in America, le librerie sembrano essersi lasciate alle spalle il momento più difficile (cfr. E. Refraschini, American dream, pp.45-46), in Italia le indipendenti vivono ancora una stagione di stallo, sospese tra la voglia di lanciarsi verso nuovi orizzonti e la paura di cadere non riuscendo a sviluppare business sostenibili.

Le librerie di Torino

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di di Valeria Pallotta

«Sai come fanno quattro elefanti ad entrare in una seicento?» Nella domanda di apertura e chiusura del film di Gianni Amelio, Così ridevano, sembra concentrarsi la complessità di risposte che la città di Torino ha cercato di trovare negli ultimi vent’anni, necessarie reazioni alla grande crisi che investì la città e il suo sistema economico nel decennio a cavallo degli anni Ottanta e Novanta. In quesgli anni chiusero, infatti, gli stabilimenti Fiat del Lingotto, di Chivasso, di Rivalta, si dimezzò il numero di lavoratori di Mirafiori (attualmente l’1,4% della popolazione di Torino) e di altri grandi insediamenti industriali. In quello stesso decennio Torino passò da 1,2 milioni a 900 mila abitanti. Fu un vero e proprio terremoto. Ma chi ha l’opportunità di visitare Torino oggi può constatare, non senza sorpresa, quanto la città abbia cambiato la sua identità e il suo profilo. Torino ha iniziato a investire sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica, sulle start up, sulla formazione, sulla cultura e sul patrimonio artistico. Che conseguenza ha avuto questo processo? Torino è riuscita a diventare la città con la maggiore densità di librerie in Italia: fino al 2007 c’erano 150 librerie, il numero più alto di tutta Europa.

Libri & e-commerce

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2011

di Sandro Pacioli

Nel 2010 in base all’ultimo report di NetComm (eCommerce 2010, Mip, School of Management, Politecnico di Milano, novembre 2010) relativo al settore B2c si era osservato come l’eCommerce B2c sia ritornato a crescere bene in Italia, dopo la «frenata» fatta registrare nel 2009. Erano cresciuti il numero di ordini (21,3 milioni) con un +13% rispetto al 2008; erano cresciuti i clienti (+2%).

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