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Varie

La versione di Gud

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Redazione

Maggio è il mese del Salone Internazionale del libro di Torino. Per tutti i visitatori che affolleranno il Lingotto Gud mette a disposizione una sua piccola guida con le essenziali regole di sopravvivenza per attraversare indenni il "paese delle meraviglie" della lettura.  

Se non ci fossero gli italiani!

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2015

di Giovanni Peresson

La narrativa rappresenta, tra quella d’autore italiano e quella d’autore straniero, il 36-37% delle vendite a valore e il 38-39% delle vendite in numero di copie (mentre in termini di titoli si tratta del 26-27% di quelli pubblicati). Questo vuol dire che ogni cento copie di libri venduti in librerie indipendenti o di catena, dai banchi libro della Gdo o acquistati negli store on line, quasi quaranta sono opere di narrativa. Quello della narrativa è un settore che nel 2014, nel suo complesso, aveva fatto segnare una flessione a valore del -4,3%, superiore alla media (purtroppo negativa) del mercato complessivo (-3,8% a valore e -6,5% a copie secondo Nielsen; -2,7% per GfK). Ma all’interno della narrativa l’andamento è tutt’altro che omogeneo.

Tradurre le copertine

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2015

di Giovanni Baule

Pubblicare un romanzo tradotto significa spesso «tradurre» anche le copertine. Ma possiamo individuare e tracciare alcune linee che hanno guidato gli editori stranieri nel tradurre con il romanzo anche la copertina? Fatto che già di per sé implica un modo e un atteggiamento diverso rispetto all’attività del tradurre. Un’idea estesa di «traduzione» ci consente così di vedere con uno sguardo diverso e più ampio l’insieme del lavoro editoriale. Per quanto riguarda le copertine, e a maggior ragione quelle dei libri di traduzione, si può parlare di traduzione visiva.

18 miglia di libri a New York

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Elena Refraschini

A volte può succedere che una libreria sorpassi i confini della propria definizione e finisca per essere molto di più: un’attività commerciale, certo, ma anche uno status symbol, un epicentro culturale e persino una destinazione turistica. Questo è il caso di The Strand, a New York. Costantemente nella classifica delle librerie indipendenti più belle al mondo, The Strand fu fondata 88 anni fa con un capitale di 600 dollari da Ben Bass in quella che si chiamava «Book Row», sulla 4th Avenue, ed è oggi l’unica delle 48 attività che allora animavano la vita culturale del Greenwich Village.

Animali... sulla carta

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Marco Pondrelli

«Il nostro amore per gli animali si misura dai sacrifici che siamo pronti a fare per loro». Questo noto aforisma di Konrad Lorenz, lo scienziato austriaco considerato il padre dell’etologia moderna, riassume molto bene il sentire comune di oggi, sia dei possessori di animali che dei semplici appassionati. Centri estetici ad hoc, feste ed eventi dedicati, mostre organizzate per sottolineare la somiglianza tra l’animale domestico e il proprio padrone, negozi di abbigliamento e di oggettistica: l’interesse e la dedizione per gli «amici a quattro zampe» infatti stanno aumentando sempre di più e stanno generando nuove opportunità per tutti i settori interessati. Questo vale anche per la produzione editoriale, che sta vivendo un periodo particolarmente promettente, nonostante le difficoltà del mercato degli ultimi anni. Le pubblicazioni dedicate agli animali, in particolare a cani e gatti, sono molto eterogenee e rispondono a esigenze e finalità diverse: testi divulgativi sul comportamento animale, libri dedicati agli operatori del settore, come addestratori e specialisti della pet therapy, ma anche storie toccanti sul rapporto uomo/animale. Abbiamo quindi chiesto a cinque case editrici di fare il punto sull’andamento del settore e sulle principali novità in arrivo.

Classifiche

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Marco Pondrelli

Il ritorno di Francesco. Potremmo commentare così la classifica generale relativa al mese di giugno. Su venti posizioni, infatti, ben cinque – tra cui le prime due – sono occupate da Laudato si’, l’enciclica «ambientalista» di Papa Francesco. Se consideriamo la classifica di varia, inoltre, questo effetto dirompente appare in modo ancora più chiaro ed evidente. Su 15 posizioni, sono addirittura otto quelle conquistate dal testo dell’enciclica papale, pubblicato da sette editori differenti e con altrettanti prezzi diversi. Come già sottolineato all’interno del titolo completo, la finalità principale dell’opera è quella di mettere in luce l’esigenza sempre più urgente di una «cura della casa comune», della nostra Terra impoverita dall’uso irresponsabile delle sue ricchezze. All’interno dei sei capitoli dell’enciclica, il pontefice si sofferma sui problemi che oggi affliggono l’uomo e l’ambiente – la scarsità d’acqua, l’inquinamento, i cambiamenti climatici, il deterioramento della qualità della vita – e propone anche alcune linee di intervento e di azione per rispondere a queste criticità. Il documento, che rappresenta la seconda enciclica di Papa Francesco dopo Lumen fidei del 2013, porta la data del 24 maggio 2015, ma è stato reso pubblico il 18 giugno. Abbiamo già avuto modo di parlare dell’effetto trainante che la figura dell’attuale pontefice è in grado di avere all’interno del mercato editoriale, andando a investire sia l’editoria cattolica che quella laica (si veda per esempio Papa Francesco, un ciclone in libreria, «GdL», aprile 2014). Se però all’inizio del pontificato questo si è manifestato soprattutto in un grande interesse verso gli aspetti biografici della figura di Bergoglio, con il passare del tempo l’attenzione si sta spostando verso contenuti e temi di interesse generale e il caso di Laudato si’ ne è un esempio evidente.

A tutta... ragazzi!

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2014

di Lorenza Biava

Non basta la crisi economica a fermare gli editori per ragazzi che continuano – seppure tra numerose difficoltà tra le quali, non ultima, va annoverata anche l’instabilità delle istituzioni politiche – a produrre libri di qualità apprezzati all’estero. Abbiamo chiesto a Francesca Archinto, coordinatrice del Gruppo editori per ragazzi, di farci un quadro della situazione.

Cosa può far rinascere l’editoria in Brasile?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Ricardo Lay

Il Brasile è un mercato ancora in fase di maturazione che, pur continuando a doversi confrontare con una serie di ostacoli, riesce a esprimere un’incredibile ricchezza di talenti. Nonostante le turbolenze e la stagnazione che hanno aggredito l’economia brasiliana e conseguentemente l’industria editoriale del paese, per quest’ultima sembra che ci siano anche buone notizie. La Corte di giustizia brasiliana, infatti, con la sua recente decisione di consentire la pubblicazione di biografie non autorizzate, ha regalato una vittoria dall’incredibile valore morale, se non economico, al settore editoriale e alla società in generale. Chiaro trionfo per la libertà di parola, la decisione potrebbe rivelarsi un primo passo importante per rivalutare e ridefinire i processi, in favore di pratiche che contribuiscano a costruire un’industria editoriale più permissiva e meno dipendente dalla spesa pubblica.

Dal libro all’Ip e dall’Ip al brand

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Pierdomenico Baccalario e Davide Morosinotto

Macchine da best-seller. Factory di personaggi. Aziende gioco che sfornano mondi pronti a essere descritti da decine di scrittori, illustratori, sceneggiatori e soggettisti che lavorano in team. Personaggi capaci di uscire dal labirinto digitale di un videogioco per diventare quelli di un libro, un fumetto, di un block buster. Nuove factory di produzione di bestseller si sono ormai imposte sul mercato internazionale, sfornando serie di successo soprattutto per il mercato dei più giovani: i pre-school (3-5 anni), che vivono prevalentemente dell’adattamento dei cartoni animati, i children (6-8 anni), i middle-grade (9-12 anni), gli young-adults (12-16 anni) e i new-adult (16-20 anni), che sono solo l’ultima delle etichette di una grande macchina del marketing, capace di far migrare mode e suggestioni dalla televisione ai fumetti, dal cinema ai videogiochi.

I vantaggi del data-driven marketing

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Intervista a cura di G.Vassi

Andre Breedt, direttore di Nielsen Book Research, è responsabile della gestione dei rapporti con gli editori e i retailers del Regno Unito, in modo da consentire ai clienti di trarre il massimo dai dati di vendita e dalle indagini di mercato. Al Digital Marketing Day di Editech, in programma il 17 e il 18 settembre a Fiesole nel contesto della sede di Villa Torrossa, presenterà un’analisi delle abitudini di acquisto di carta e digitale dei nuovi lettori in Italia e nel Regno Unito, dove verranno presi in considerazione il comportamento dei lettori, i canali da loro utilizzati per informarsi e il rapporto esistente oggi tra carta e digitale. Per potersi iscrivere a questo evento è possibile collegarsi al sito www.editech.info.

Il gatto e il cane in libreria

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Sandro Pacioli

L’Italia, secondo dati Istat-GeoDemo, ha 60.795.612 di abitanti, di cui 8,3 milioni con un’età inferiore a 14 anni. Ci sono però 60 milioni di animali domestici: 14 milioni tra cani – che rappresentano il 48,2% – e gatti – che sono il 51,8% – e altri 46 milioni mettendo insieme tutte le altre specie da compagnia (Fonte: Assalco, l’Associazione nazionale tra le imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia). Questi numeri ci dicono già una cosa importante. Quello degli animali domestici si è andato definendo in questi anni come un megatrend trasversale alla società italiana. Non solo perché il lineare medio dedicato a cani e gatti di un qualunque supermercato è prossimo (o superiore) a quello dedicato agli alimenti per bambini, ma perché il numero medio di figli per donna è sceso in questi anni a 1,39 (rispetto a 1,46 del 2010), e perché le donne hanno in media 31,5 anni alla nascita dei figli, (29,8 anni nel 1995). Insomma le culle vuote potrebbero essere l’altro volto dei giardinetti affollati di pensionati con cane al seguito.

La versione di Gud

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2014

di Redazione

Sul numero dedicato all'editoria per ragazzi Gud immagina di tornare bambino immergendosi nella lettura di un libro... ma basterà? Per conoscere altri lavori di Gud visitate il sito www.gud.it

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