Il tuo browser non supporta JavaScript!

Attenzione, controllare i dati.

Indagini

Musica ed Europa digitali

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2010

di Denise Nannini

Digitale, nuovi supporti, calo delle vendite dei prodotti tradizionali, chiusura di punti vendita, diffusa pirateria. Questi i fenomeni che da circa dieci anni ahnno investito il settore discografico e che oggi sembrano riproporsi anche in quello editoriale.

Arte, libri e mercato

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2014

di Giovanni Peresson

Nel 2013 sono stati pubblicati 4.179 titoli (novità e nuove edizioni di varia adulti; Fonte: IE). Istat, i cui dati si fermano ancora al 2011 indicava il valore della produzione in 3.259 titoli (ma diversi sono i criteri di classificazione) e in 3,2 milioni le copie stampate e immesse nei canali di vendita in quello stesso anno. Al di là degli scostamenti nei valori assoluti e soprattutto del fatto che non disponiamo di un dato aggiornato sulla produzione di copie, ciò che appare confermato è il trend complessivo. Si precisa ovvero, la tendenza a una progressiva riduzione della produzione di editoria d’arte. Nel 2010, tra novità e nuove edizioni, contavamo 4.647 titoli, mentre nel 2013 si sono pubblicati 468 titoli in meno con una flessione del 10,1%. Un andamento in controtendenza – misurato sullo stesso arco di anni – è quello della produzione di varia adulti nel suo complesso che, nonostante la crisi, sorprendentemente fa segnare un +10,7%. Ricordiamo solo – il dato di tendenza è quasi certamente riconfermato – che nel 2000 gli editori presenti in questo segmento stampavano e immettevano nei canali distributivi quasi 8 milioni di pezzi. Nel 2011 sono diventati 3,2 milioni (-60,1%), il tutto in poco più di un decennio.

Ecosistema ePub

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2014

di Cristina Mussinelli

La diffusione dello standard ePub e l’evoluzione in atto mettono a disposizione degli editori un ecosistema aperto e interoperabile, che può diventare una valida alternativa ai vari sistemi chiusi e proprietari attualmente presenti sul mercato. EPub non vuole più dire solo libri di narrativa e saggistica ma, con l’ePub3, anche libri illustrati o con impaginati complessi, come libri scolastici, manuali tecnici o professionali, libri interattivi e multimediali, come quelli per bambini, i manga e i comics o i cataloghi d’arte. Le specifiche tecniche del formato si sono, nell’ultimo anno, arricchite: a giugno è stata pubblicata l’ultima versione dell’ePub3 e all’ePub l’Idpf ha affiancato l’eduPub, un formato le cui caratteristiche sono particolarmente adatte per la realizzazione di prodotti editoriali per il mondo educativo e le cui specifiche sono state pubblicate a maggio grazie alla collaborazione e alla partecipazione ai gruppi di lavoro di alcune delle principali case editrici che operano nel settore educativo, che hanno portato le loro esigenze, al supporto dell’Ims per poter garantire l’interoperabilità del formato con le principali piattaforme di e-learning e con gli standard Lms e Qti.

La lettura è mobile

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2014

di Michela Gualtieri

Secondo recenti dati resi pubblici dalle Nazioni Unite, dei 7 miliardi di persone che attualmente popolano il nostro pianeta, ben sei hanno accesso a un telefono cellulare. Poiché ormai anche il modello più economico include le funzionalità di connessione Internet, gli smartphone possono diventare importanti strumenti per l’abbattimento del digital divide a livello globale, molto più dei pc che dipendono da connessioni a rete fissa, assente in vaste aree del mondo. Per queste ragioni l’Unesco ha identificato nel telefono cellulare il possibile veicolo di alfabetizzazione laddove l’accesso al testo scritto è difficile e dispendioso e, allo scopo di individuare future strategie di diffusione dell’istruzione, ha effettuato un’indagine sulle abitudini di lettura sul cellulare in sette Paesi in via di sviluppo (Etiopia, Ghana, India, Kenya, Nigeria, Pakistan e Zimbabwe), pubblicando i risultati nel rapporto Reading in the mobile era.

Misurare il mercato

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2014

di Lorenza Biava

Dalle piattaforme di self publishing a quelle di e-commerce, il digitale ha moltiplicato le fonti di dati che descrivono, con vari livelli di dettaglio, il settore. Lungi dal rappresentare un competitor, il moltiplicarsi di dati e fonti ha, di fatto, reso fondamentale la presenza degli istituti di ricerca che, con metodologie certe e panel stabili, restano interlocutori insostituibili. «Quanto spesso ci si interroga sulla veridicità di dichiarazioni, statistiche e sul contesto in cui i dati sono raccolti?» esordisce Monica Manzotti, client manager Nielsen BookScan. «In un mercato dove nuove tecnologie e tradizionali competitor ci impongono di essere sempre più competitivi, i dati di Nielsen acquistano ancora più valore perché è sempre più importante avere le intuizioni giuste per gestire il business: misurare il successo delle campagne di marketing, poter prendere decisioni corrette per la ristampa, comprendere come si muovono i propri concorrenti e supportare il processo decisionale e strategico».

E-book prossimo venturo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2010

di Giovanni Peresson

Come si immaginano i lettori italiani gli e-book? Cosa vorrebbero trovarvi e cosa sono disposti a leggere? E per un reader, quanto sarebbero disposti a mettere mano al portafoglio, o alla carta di credito?

Gli effetti della manutenzione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2010

di Giovanni Peresson

La ricerca sul pubblico di OPL, condotta da Aie in collaborazione con il Centro per il libro e l'Università di Tor Vergata, oltre a confermare i risultati emersi lo scorso anno permettono di ipotizzare le ragioni della crescita di comportamenti di lettura forti, avvenuta negli ultimi anni nel nostro Paese.

La cultura a volume e a valore

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2010

di Raffaele Cardone

La dimensione economica del Salone Internazionale del Libro, una ricerca commissionata dalla Fondazione per il libro, la musica e la cultura alla fondazione Fitzcarraldo e pubblicata lo scorso dicembre, offre vari spunti che vale la pena riportare.

Narrare il cambiamento

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2014

di Emilio Sarno

Non è più il fatto che molte delle industrie dei contenuti che operano nel nostro Paese presentino per il terzo anno consecutivo (per qualcuna è il quarto) segni negativi nelle vendite a costituire il filo conduttore di una possibile narrazione del settore. Questo elemento continua ad esserci e a recitare la sua parte, ma in primo piano sulla scena del racconto comincia ad avanzare e rendersi visibile un nuovo attore: il cambiamento. Questo diverso punto di vista rispetto alla narrazione abituale diventa evidente quando si iniziano a mettere uno accanto all’altro i dati delle principali industrie dei contenuti: dai libri alla stampa quotidiana e periodica, dalla musica all’home entertainment.

Studiare tra carta e digitale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2014

di Marina Micheli

I dispositivi mobili per l’accesso a Internet e la lettura stanno facendo la loro comparsa nella «cassetta degli attrezzi» degli studenti universitari. Così che, al di là della retorica che spesso contraddistingue i discorsi sul digitale nella didattica universitaria, in questo periodo di rapidi cambiamenti è essenziale esaminare empiricamente l’uso delle tecnologie di studenti e insegnanti. L’indagine è-book, promossa dal Gruppo accademico professionale dell’Aie nel 2013, va in questa direzione grazie ad un questionario che indaga i metodi di studio degli universitari, in particolare l’uso che essi fanno di materiali cartacei e digitali per prepararsi agli esami. I risultati (pubblicati nell’e-book Stili di studio degli universitari italiani tra carta e digitale) non si limitano a presentare le tendenze generali – come se gli studenti fossero un insieme omogeneo –, ma identificano cinque profili che rappresentano differenti modalità di studio. Gli studenti che hanno compilato per intero il questionario sono stati 1.513. Per individuare gli stili di studio, il questionario chiedeva di indicare l’intensità di utilizzo (su una scala da 1 a 10) di materiali/strumenti didattici, equamente divisi tra cartacei e digitali. I più utilizzati si sono confermati i manuali cartacei consigliati dal docente (valore medio 9), seguiti dagli appunti (8,3) e dalle slide prodotte dal docente (7,3), primo materiale digitale per popolarità. Seguono tre strumenti «analogici» – le fotocopie (7,1), «libri e altre fonti cartacee individuate dallo studente per approfondire» (6,9), dispense del docente acquistate in copisteria (6,7) – e quattro digitali – materiali di approfondimento individuati dallo studente in rete (6,5) o consigliati dal docente (5,9), testi in formato e-book o Pdf (5,2) e materiale integrativo sul sito Web degli editori (4,7).

Di carta o di pixel?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Emilio Sarno

Lo scorso anno avevamo presentato su queste stesse pagine i risultati di una indagine Istat relativa alla lettura dei bambini tra 0 e 5 anni. Era un’indagine «pilota» che conteneva però numerose indicazioni relativamente a quanto stava (o sta) accadendo all’interno delle «nuove» famiglie italiane. Lo ricordiamo perché costituisce un buon punto di partenza per collocare la ricerca promossa da Aie, Fattore mamma, Mamamò, Natidigitali in collaborazione con Aib e Filastrocche.it. e presentata nel marzo scorso alla Fiera del libro di Bologna. Cosa diceva l’indagine Istat? Tre cose essenziali che è utile ricordare: il 63,3% dei bambini di 2-5 anni «leggeva, colorava, sfogliava libri o albi illustrati tutti i giorni al di fuori dell’orario scolastico»; tra i 2-5 anni la diffusione della lettura era maggioritaria rispetto a tutte le altre classi di età, infantili e Ya (da cui deriva che le vere agenzie che si occupano di promozione della lettura sono diventate le famiglie italiane); nel 2011 il 17,4% dei bambini di 2-5 anni «usava il pc», valore che nel 2013 è salito al 23,3%. In assenza di ricerche si considerava la fascia infantile e quella della pre-infanzia come un universo protetto rispetto all’uso dei nuovi device digitali. In realtà, come vediamo, non è affatto così. Una precisazione, però. Qui non si tratta di ragionare in termini di contrapposizione (carta vs digitale) bensì in termini di complementarietà: i nuovi genitori svolgono un ruolo attivo rispetto alle proposte editoriali e al mix di storie di carta o di pixel che propongono ai loro figli. Questa è appunto l’evidenza che emerge dall’indagine Natidigitali 2014 dedicata alla lettura di libri digitali nelle famiglie italiane con bambini in età 0-14 anni, ricordando che con «libri digitali» si intendono applicazioni ma anche fiabe e storie lette su e-reader, tablet, smartphone.

Dai libri ai film

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2010

di Ilaria Barbisan

Il rapporto tra cinema e letteratura è complesso. Difficile pertanto essere esaustivi nell’enunciare tutti i casi di film tratti da libri, di cui è pervasa la storia del cinema (il Dizionario del cinema Il Morandini ne riconosce complessivamente oltre 3.000). Ma solo alcuni di questi libri e film sono entrati nella memoria collettiva.

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.