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Indagini

L'architettura in rivista

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2012

di Lorenza Biava

Dopo lo speciale dedicato al mondo dei facsimilari («GdL», 9, settembre 2011, pp. 18-19) e quello riservato alle riviste d’arte («GdL», 12, dicembre 2011, pp. 20-21), indaghiamo in queste pagine il variegato mondo delle pubblicazioni d’architettura. Dalle riviste storiche del settore a quelle d’avanguardia, le coordinate fondamentali per capire come e perchè sta cambiano il settore.

Nuove tribù alimentari

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Gabriele Pepi

Gli stili alimentari degli italiani sono in rapida evoluzione, vuoi per la crisi, vuoi per le intolleranze emergenti, vuoi per scelte di consumo più consapevoli e sostenibili. Ciò di cui ci cibiamo dice molto sulla nostra personalità e sulla nostra visione del mondo, tanto che c’è chi ha coniato l’espressione tribù alimentari per identificare, fra etica e dietetica, il modello alimentare di riferimento. Secondo Nielsen, che ha creato dei panieri di prodotti specifici per valutare i trend di acquisto nella grande distribuzione, la spesa degli italiani si è decisamente spostata verso consumi legati al mondo della salute (+3,8% a valore tra l’ottobre 2013 e lo stesso mese del 2014) e del benessere personale connesso ad uno stile di vita più sano (+21,9%).

Esiste la libreria ideale?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Redazione

Cosa ci fa affezionare a una libreria? Per rispondere a questa domanda la Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri ha commissionato al Dipartimento di economia dell’Università Roma Tre la ricerca L’eccellenza in libreria nella prospettiva dei  consumatori che ha analizzato l’esperienza di consumo offerta da undici librerie di Roma e del Lazio – Altroquando, Fandango Incontro, Feltrinelli con i due punti di vendita Largo Argentina e Via Appia, IBS, Libreria internazionale il Mare, Nuova Europa nel centro commerciale I Granai, libreria Mondadori di Via Piave, Odradek, San Paolo e la libreria Ubik a Monterotondo. I risultati che ripercorriamo qui con Michela Addis, professore associato di Economia e gestione delle imprese e curatrice della ricerca realizzata in concreto da 68 studenti, ci raccontano qualcosa di più sugli attributi della libreria ideale, ma anche sulle motivazioni che spingono un cliente ad acquistare, sugli ostacoli che lo trattengono, sui benefici ricercati dall’esperienza in libreria e sulle criticità nei servizi attualmente offerti.

Oltre papa Francesco?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Giorgio Raccis

In attesa di analizzare i dati dell’Indagine 2015 sull’editoria religiosa in Italia, che sarà presentata al Salone del libro di Torino ed è realizzata per Uelci dal Consorzio editoria cattolica e dall’Ufficio studi di Aie, la lettura delle classifiche che raccolgono i dati del circuito di librerie collegate al sistema Arianna+ offre alcuni spunti interessanti per l’analisi del settore. Senza pretendere di attribuire alle statistiche un valore profetico o vaticinante, la loro lettura fa emergere alcune tendenze di fondo. Tre sono le aree su cui focalizziamo l’analisi: il mercato del libro religioso (che fotografa l’andamento dei prodotti editoriali di argomento religioso, editi da editori laici e religiosi), il segmento delle librerie religiose di catena e il mercato dell’editoria religiosa (che rappresenta le vendite di tutti i prodotti editoriali degli editori cattolici e di altre confessioni).

Vedi alla parola «lettura»

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Giovanni Peresson

Se si pensava che la lettura di libri in Italia venisse salvata dai «ragazzini», ecco pronta la smentita. Già lo avevamo accennato sul numero scorso del «Giornale della Libreria» ma i bambini di 6-10 anni leggono oggi in misura minore rispetto al 2013 (se ne sono persi in un anno 176 mila), e altrettanto fanno gli 11-14enni (432 mila in meno). In totale, nelle età che coincidono con le prime fasce scolari, abbiamo in 365 giorni una perdita di 608 mila lettori. Quasi 1.700 al giorno! È come se 64 classi scolastiche smettessero dalla mattina alla sera di leggere libri diversi da quelli di scuola. Il paradigma – e il dogma di fede – era di questo genere: bambini e ragazzi leggono e leggeranno sempre di più (anche se con crescite non eclatanti un anno sull’altro); qualcuno lo perderemo per strada al crescere dell’età traviato da Tv, tecnologie, da una «cattiva scuola»; ma poco a poco – con un effetto onda – crescendo, avremo che anche le fasce adulte manterranno il gusto e l’interesse per la lettura. Niente di meno vero – per lo meno dal 2013! – tanto che oggi possiamo dire che si trattava di un concetto e di un paradigma su cui abbiamo costruito il nostro modo di guardare al mercato ma che ormai non funziona più.

Leggere / Comprare

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2011

di Giovanni Peresson

Il 23 marzo scorso sono stati presentati dal Centro per il libro e la lettura i primi dati di una nuova indagine – che il Centro stesso aveva affidato a Nielsen – e che si propone di esaminare con un approccio e una metodologia molto diversa rispetto a quella a cui siamo stati abituati da Istat i comportamenti di lettura e di acquisto degli italiani. Anzi, come recita il sottotitolo della stessa presentazione, di «acquisto e lettura».

Pirati all’arrembaggio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2011

di Laura Re Fraschini e Camilla Cerioli

Niente vita facile per l’e-book, sempre alle prese con nuove e vecchie sfide, come quella con la pirateria. Quale può essere l’incidenza della diffusione di copie pirata sulla crescita del mercato italiano degli e-book, ancora in fase embrionale? Prova a rispondere a questo interrogativo l’indagine presentata a Ebook Lab Italia nel workshop E-book e pirateria, reperibilità dei best-seller italiani.

Sempre più solido e pop

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2011

di Ilaria Barbisan

Dall’universo «mondo» all’universo «Italia». Dopo aver individuato le tendenze del mondo dei videogiochi a livello globale, con un focus specifico nei confronti del mondo statunitense – come sempre il più avanzato dal punto di vista tecnologico e digitale –, ci concentriamo in questo articolo sul nostro Paese per osservare le tendenze del mercato nostrano e soprattutto i comportamenti dei videogiocatori italiani.

Classifiche

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Gabriele Pepi

Saranno gli YouTubers a salvare il libro? Nonostante ci sembri un’affermazione un po’ forte, alcuni editori, primo fra tutti Penguin nel Regno Unito, hanno iniziato a puntare sulle giovanissime star di YouTube sperando di bissare anche su carta i numeri delle starlette del Web. Di che cifre stiamo parlando? Una delle più famose, Zoe Sugg, in arte Zoella, ventiquattrenne di Bristol messa sotto contratto da Penguin per due libri (il primo dei quali, uscito da poco, ha scandalizzato i fan perché scritto da un ghostwriter) può contare su qualcosa come 4,9 milioni di iscritti su YouTube, 1,6 millioni di followers su Twitter e oltre 2milioni su Instagram. E in Italia? I numeri naturalmente sono molto più bassi: si va dai 602 mila iscritti al canale di Gugliemo Scilla in arte Willwoosh, ai 139 mila di Sonia Peronaci, dai 600 mila di Daniele Doesn’t Matter Selvitella, ai 698 mila di Clio Zammatteo con il suo ClioMakeUp, fino ai 252 mila di Francesco Sole. Proprio quest’ultimo è nono nella classifica di varia di questo mese con il suo Stati d’animo su fogli di carta. Il successo di Sole ha creato molto scalpore in rete scindendo nettamente il pubblico in fan (pronti a sostenere qualsiasi iniziativa del loro beniamino) e haters (ovvero coloro che non amano il giovane artista) e generando un buzz mediatico assai significativo tra gli utenti dei social network. Sole non è il primo YouTuber a finire in libreria: nel 2013 usciva Come diventare famosi stando comodamente seduti in poltrona (Biblioteca umoristica Mondadori) di Daniele Doesn’t Matter Selvitella, mentre Rizzoli ha pubblicato due volumi ispirati al canale di Clio Zammatteo (Clio make-up e Beauty care) e Kowalski tre opere di Gugliemo Scilla (10 regole per fare innamorare, Freaks! Tutti i segreti e L’inganno della morte).

Il tracollo della lettura in Italia e in Europa

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Lorenza Biava

Dire che nel 2014 sono uscite dal mercato della lettura quasi 820.000 persone (maggiori di 6 anni), ma un saldo negativo del -3,3% non rende sufficientemente l’idea. Detto in modo chiaro: la penetrazione della lettura di libri in Italia nel 2014 (41,4%) è esattamente la medesima che si aveva nel 2003. Mentre le persone che si dichiarano lettori, in valori assoluti, sono le stesse del 2005-2006. Fiere, feste, settimane, mesi, notti dedicate alla lettura e ancora le letture pubbliche (con i relativi investimenti da parte delle amministrazioni centrali e locali) non sono servite a nulla. Non sono servite nel decennio scorso, in una situazione espansiva, a trasformare i microscopici tassi di crescita in valori più solidi (ricordiamo che tra 1995 e 2010 la crescita media annua era stata del +0,9%). Non sono servite dal 2010 in poi, non dico a mantenere i risultati precedenti, ma a rendere meno marcato il tracollo. Perché di tracollo si tratta. In soli quattro anni si sono persi 2,650 milioni di lettori di libri: un secco -10,0%. Questo significa un mercato più piccolo per tutti i soggetti che presidiano la filiera, ma anche un minor accumulo di «capitale umano», minori strumenti per leggere le trasformazioni del mondo circostante, maggiori paure e insicurezze. Ciò che è preoccupante è che questo calo modifica tutti i paradigmi su cui fino a ieri avevamo costruito le nostre certezze. Calano i lettori deboli: registriamo un -6,6% nel 2014, che però è un -8,6% rispetto al 2010; calano i forti lettori, quelli che leggono almeno un libro al mese, per intenderci: nel 2014 il calo è di un -0,5%, mentre rispetto al 2010 sono diminuiti di un buon -15,0%. Forti lettori che eravamo tutti convinti di aver conquistato al popolo del libro. Ebbene ci sbagliavamo, e di molto.

I sommersi e i salvati

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Giovanni Peresson

Le storie guidano il mondo e la piccola e media editoria italiana è uno dei più vasti e ricchi laboratori di narrazioni attivi nel nostro panorama culturale. Portavoce di universi narrativi e instancabili organizzatori di cultura capaci di interpretare i desideri dei lettori e trasformarli in libri, gli oltre 400 marchi presenti a Più libri più liberi rappresentano una ricchezza inestimabile per il settore. Tuttavia troppo spesso, invece di raccontare queste storie e ciò che di positivo va costruendosi, indugiamo sulla narrazione della crisi e dei suoi effetti che, certo, sono reali e presenti, ma per fortuna non sono l’unica chiave interpretativa per analizzare quanto sta accadendo oggi. In un Paese in cui di «grandi imprese» industriali ne restano poche e il tessuto della piccola media imprenditoria versa da tempo in gravi condizioni a causa delle difficoltà nell’accesso al credito, della non elevata propensione all’innovazione tecnologica, della scarsa attenzione alla formazione e all’internazionalizzazione e via elencando, non c’è da stupirsi se la piccola editoria ha ottenuto in questi anni risultati inferiori a quelli della media del settore. Il 2014 è il quarto anno di una crisi che ha iniziato a cambiare il settore: dai modi di acquistare e leggere dei clienti alla comunicazione, fino al diverso peso assunto dai vari canali di vendita che, a fronte della crescita dell’e-commerce del libro fisico e dell’e-book, registrano il calo della quota di mercato della libreria.

Il grande balzo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2011

di Giovanni Peresson

La lettura continua a crescere nel nostro Paese. I dati rilasciati da Istat a fine 2010, e relativi all’anno che si è appena concluso, indicano come il 46,8% della popolazione con più di 6 anni di età dichiara di aver letto «almeno un libro non scolastico nei 12 mesi precedenti».

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