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Indagini

Editori Usa al verde

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2008

di Paola Mazzucchi

Alla fine del 2006, il Book Industry Study Group (Bisg) ha interpellato i propri membri per definire le priorità e le direttrici attorno alle quali orientare le attività dell'ufficio studi negli anni successivi: al primo posto si sono classificati i temi legati alla digitalizzazione, ma al secondo posto è emersa con forza la volontà da parte del comparto editoriale statunitense di conoscere le dimensioni dell'impatto ambientale dell'industria editoriale.

Un futuro formato tascabile

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2008

di Giovanni Peresson

Il tascabile - pur nella difficoltà di darne una definizione univoca - è stato storicamente, e naturalmente continua a essere, un format editoriale contraddistinto da forti elementi di innovatività. La motivazione originaria del tascabile la si ritrova in quell'area di libri destinati «a un lettore che per una volta vuole spendere meno». Un'altra strada - o per lo meno, un altro tentativo importante - è stata quella di allargare il mercato in direzione mass market con i supereconomici.

Un mercato, tanti panel

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2008

Autori vari

GfK Marketing Services Italia (GfK MS) fa parte del gruppo tedesco GfK AG che opera a livello mondiale attraverso le sue tre divisioni in tutti i settori delle ricerche di mercato: Retail and Technology, Customer Research e Media. Da gennaio 2008 ha attivato un suo panel book in Italia, aggiungendolo a quelli attualmente attivi in Germania, Francia, Spagna, Belgio, Olanda, Portogallo, Austria e Svizzera. Se ne parla con Dario Putignano e Barbara Riatti, rispettivamente Business Director e Group Account Manager di GfK Marketing Services Italia.

Cercare librerie in provincia

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2008

di Giovanni Peresson

Si conoscono - almeno dal punto di vista dei macrofenomeni - forme, momenti e dimensioni del consumo culturale che si hanno nei grandi centri. Si conosce invece assai meno quello che avviene nei comuni grandi e piccoli della provincia con i loro fenomeni di pendolarismo culturale, lo sviluppo di canali di vendita diversi (talvolta innovativi) rispetto a quelli che si trovano nei piccoli «centri storici» (librerie dei centri commerciali). Obiettivo della ricerca è stato quello di iniziare a mettere a fuoco e ragionare su questi aspetti e su questi processi. Sul versante della «promozione della lettura», ma anche di opportunità per gli editori di trovare sbocchi sul mercato.

Leggere male

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2008

di Giovanni Peresson

Le ragioni con le quali un non lettore giustifica la sua non lettura vanno prese con una certa cautela. Nascondono insidie e pericoli. Se poi andiamo a guardarle con un po' di attentione scopriamo alcun aspetti che meriterebbero da parte di chi si occupa di promozione della lettura qualche commento e considerazione. La settima ragione della non lettura con l'8,3% delle risposte viene indicata nel «non saper leggere o nel leggere male»; e un altro 4,2% nella giustificazione (ma non è che un altro modo di motivare la non lettura) che «i libri sono scritti in modo difficile»...

La Spagna che legge

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2007

di Fabio Davite

I giovanissimi di età compresa fra i dieci e i tredici anni costituiscono in Spagna la fascia di popolazione che legge di più. E' quanto emerge dall'indagine sui comportamenti di lettura e di acquisto dei libri relativa al terzo trimestre del 2007. Il dato si presenta come una gradita conferma di quanto era già emerso nella stessa indagine relativa al periodo precedente, che introduceva come novità metodologica proprio la rilevazione dei comportamenti dei bambini in età preadolescenziale.

Digital generation 2.0

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2007

di Cristina Mussinelli

Sono stati pubblicati negli ultimi mesi i dati di diverse ricerche condotte a livello internazionale che descrivono le modalità con cui i giovani utilizzando le tecnologie digitali, e l’influenza che il loro uso esercita, modificando i loro rapporti con lo studio e l’apprendimento in generale. Secondo una recente indagine francese, se la popolazione degli internauti è il 52% del totale, si passa a più del 75% se si prendono in esame i giovani tra i 12 e i 24 anni. Negli Stati Uniti tra i 12 e i 17 anni è connesso l’87%, con un trend di crescita del 24% rispetto al 2000. Per i ragazzi nati tra il 1990 e il 1996 (oggi tra gli 11 e i 17 anni) Internet è sempre esistita, e quelli tra i 18 e i 24 l’hanno conosciuta durante la loro infanzia. Quando compiono i 21 anni, questi ragazzi in media hanno già speso 10.000 ore della loro vita giocando con i videogame, 200.000 usando la posta elettronica, 20.000 guardando la tv, 10.000 parlando al cellulare, e solo 5.000 leggendo (Fonte Bonamici et al., 2005).

Le classi del XXI secolo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2006

di Cristina Mussinelli

Creare un mercato per i contenuti digitali educativi è possibile e l’esempio inglese ne è una dimostrazione concreta. Bastava fare un giro tra gli stand dell’edizione 2006 del Bett, la più importante fiera per le tecnologie nella didattica che si è svolta a Londra a gennaio, per rendersene conto. Più di 650 espositori, quasi 29.000 visitatori (docenti di ogni ordine e grado, dirigenti scolastici ed esperti del settore), con un incremento del 7% rispetto allo scorso anno. Grande successo ha avuto anche il programma dei seminari a cui si sono iscritte più di 7.000 persone. Molti anche i visitatori stranieri provenienti da 101 Paesi: il 10,5% del totale delle presenze, il 26% in più rispetto al 2005. Erano anche presenti 60 delegazioni governative di tutto il mondo, che hanno partecipato alla terza edizione del seminario Moving Young Minds con l’obiettivo di scambiare e discutere le diverse esperienze nazionali nell’utilizzo delle tecnologie e dell’e-learning in ambito educativo e per stabilire rapporti di collaborazione e di scambio tra i vari Paesi.

Preparandosi allo tsunami

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2006

di Sandro Pacioli

«Digital generation: giovani e tecnologie» è il titolo della ricerca voluta dall’Aie e dal Gruppo editoria digitale dell’Associazione, che studia da cinque anni – grazie al suo Osservatorio – le dinamiche e i trend della domanda di prodotti editoriali accessibili attraverso le nuove tecnologie della rete prima, della telefonia mobile poi. La ricerca di quest’anno (presentata il 22 marzo scorso), è stata organizzata attraverso tre focus group (il primo su ragazzi con un buon rapporto con le tecnologie di 10-13 anni; il secondo su ragazzi di 14-18enni; l’ultimo, infine,composto di 19-24enni, universitari e non) e un’indagine quantitativa su un campione rappresentativo della popolazione giovanile tra 13 e 24 anni.

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