Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Tecnologie

L'ecosistema Kindle Fire

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2011

di Raffaele Cardone

Il tablet di Amazon è in vendita – solo negli Usa – dal 21 novembre e i lettori del GdL avranno ormai letto decine di articoli sull’argomento. Spostiamo quindi l’attenzione da cosa è Kindle Fire (un tablet con un nuovo browser, il Silk, pensato per «splittare» i contenuti tra Kindle e i Cloud Services di Amazon), e cosa non è (non è per il momento sofisticato e «connesso» come un iPad2), a cosa sarà, a come potrebbe muovere il mercato editoriale con app, e-book, video, film, serie tv e altri prodotti dell’industria globale dei contenuti. Nell’industria dei contenuti digitali su device portatili la tecnologia ha guidato il mercato degli ultimi anni. Kindle ha di fatto creato il mercato degli e-book negli Usa e in UK; non era il primo, e neppure il migliore fra i reading device, ma bisogna dar ragione a Bezos quando lo presentò anni fa non come un gadget tecnologico, ma come un servizio. Kindle Fire può e vuole far propria questa definizione? Nelle intenzioni, sembra di sì.

Quanto conta il Natale?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2011

di interviste a cura di Lucia Folli

Natale in libreria: un momento strategico per recuperare il fatturato in un anno difficile, con la speranza che il libro possa essere un regalo intelligente e a un costo accessibile, in questo periodo di crisi economica. Ed è spesso in questi ultimi mesi dell’anno che si concentrano le novità editoriali più importanti, per il cui lancio vengono spesso studiate strategie e campagne ad hoc. Con un’importante variazione, almeno per quest’anno: con la nuova legge sul libro non sarà infatti più possibile – soprattutto a dicembre – far leva sullo sconto in alcun canale…. Forse un vantaggio per i marchi editoriali di piccole e medie dimensioni?

Software e-book

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2011

di Nicola Cavalli

L’importanza dei supporti per leggere i libri digitali è ormai chiara. C’è chi predilige gli e-reader ad inchiostro elettronico, come il Kindle, dedicati principalmente alla lettura testuale in bianco e nero, che non stancano la vista; oppure chi predilige i tablet multifunzione, il cui capostipite è l’iPad, che permettono, oltre alla lettura testuale, di navigare sul Web, di vedere video ed immagini a colori e di fruire dell’interattività tipica dei computer e degli schermi retroilluminati, che però possono al contrario stancare la vista. Dopo il focus sulle principali novità relative ai lettori di e-book commercializzati in Italia, apparso sul numero di gennaio del «Giornale della libreria», ora è la volta dei software per la lettura di libri elettronici che possono essere installati su questi diversi device, piuttosto che su pc o su Mac.

Coffee table apps

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2011

di Raffaele Cardone

Una premessa necessaria. Le previsioni dei più convinti sostenitori del tablet come device unico per gli e-book non si sono per ora avverate. Un'indagine dell’istituto di ricerca Pew dello scorso giugno, e riferita al solo mercato statunitense, rileva che i possessori di un e-book reader sono cresciuti dal 6% al 12% tra novembre 2010 e maggio 2011, mentre i possessori di tablet sono passati dal 6% del gennaio 2011 al 7% dello scorso maggio. Se è vero che in queste circostanze è la tecnologia che guida il mercato, ovvero che, più che l'offerta di e-book, è la diffusione dei reader a far crescere i consumi di editoria digitale (va da sé, le due cose sono correlate), è anche vero che bisogna prendere in considerazione altri fattori.

Dalle scintille al fuoco

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2011

di Redazione

Nel XXI secolo la digitalizzazione svincola i contenuti dal supporto e determina una maggiore convergenza tra i media. Le case editrici divengono sempre più centri multimediali, mentre gli editori di videogame pubblicano libri (ne è un esempio l'islandese CCP) e le emittenti televisive creano dalle loro storie nuovi mondi narrativi, come la BBC con Tracey Beaker. Così i contenuti non sono più materia prima solo per settori economici come l'editoria e i mass media, ma un bene sempre più ambito da chi opera nel mercato delle nuove tecnologie.

Tutto inizia dalla rete

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2011

di Redazione

Prima di intervistare Paco Simone in via S. Orsola a Milano, dove Arpanet ha sede, leggo on line la «vision» della casa editrice: «Arpanet ricerca narrazioni che esaltino la contaminazione tra innumerevoli dimensioni creative. La contaminazione creativa – che rappresenta certamente una delle caratteristiche del nostro tempo – è da Arpanet intesa in ogni sua sfaccettatura [...]. Tutte le pubblicazioni derivano da un coinvolgimento diretto del lettore, invitato ad essere parte attiva nel processo di selezione dei testi mediante il format esclusivo dell'iniziativa editoriale». Arpanet è una società che gestisce e veicola contenuti, partendo dalla rete e arrivando alle librerie, ma non solo. Ne abbiamo parlato con il presidente e fondatore, Paco Simone.

Il lettore di e-book

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2011

di Emilio Sarno

Cosa sappiamo oggi del lettore di e-book? Qual è il suo profilo socio demografico, il rapporto che ha con i libri (e la lettura) tradizionale, o con i canali di vendita, fisici o di e-commerce? Interrogativi a cui non è semplice rispondere in quanto siamo – soprattutto in Italia – nelle primissime fasi di sviluppo di questo mercato, e i numeri «piccoli» rendono arduo procedere alla creazione di campioni sufficientemente solidi per indagare e articolare meglio il profilo del lettore. Ma procediamo con ordine.  

Imparare il cinese

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2011

di Redazione

È stato ripetuto più volte: la manualistica e le opere di reference sono tra i prodotti editoriali più adatti a essere trasferiti e consultati sui dispositivi di lettura digitali, specialmente su smartphone e tablet. Non a caso, i primi e-book e le prime applicazioni sono state dizionari, guide turistiche, manuali di cucina. Anche nel campo della parascolastica sono ormai diversi gli esempi di esperimenti multimediali di vari editori che hanno trasformato i propri prodotti cartacei in versione digitale, talvolta simile, talvolta completamente diversa dal formato libro

Incontrare l'altro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2011

di Lorenza Biava

Capire l’altro e saper interpretare usi e culture un tempo lontane e oggi a pochi passi da noi nelle nostre città, nelle scuole e in televisione, non sembra più essere solo il frutto di una sana curiosità verso l’altro ma anche e soprattutto una priorità dettata dal bisogno di saper decodificare correttamente il presente. A partire da fenomeni sociali ma anche seguendo la rotta di temi e vicende che affollano le pagine dei quotidiani – dall’esodo dei migranti libici a quello delle popolazioni est europee – il bisogno di adattare vecchie chiavi di lettura e di trovarne delle nuove ha sempre più una risposta nella proposta culturale formulata dalle case editrici focalizzate sull’interculturalità.  

L'elefante in salotto

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2011

di Redazione

È una verità universalmente nota che quando qualcosa scombina equilibri consolidati si tende naturalmente a comportarsi come se questa non esistesse. E per il più lungo tempo possibile, se ci si riesce. Ricadiamo, insomma, nel più classico dei teoremi, quello dell'elefante in salotto: tutti sono consapevoli della sua ingombrante presenza ma ognuno lo ignora. Sostituiamo ora al nostro elefante il libro elettronico e immaginiamo che al posto di divani e tappeti ci siano libri e scaffali: ecco comporsi il rebus (in)solubile dell'e-book in libreria. Come risolverlo?

Nuovi modi, nuovi mondi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2011

di Cristina Mussinelli

La velocità e l’intensità con cui sta cambiando il mercato editoriale, in Europa ma ancor prima nel Nord America, stanno provocando mutazioni della stessa «qualità» e specificità editoriale. Del modo stesso di essere, già oggi, «editore». La discontinuità è arrivata, dobbiamo solo avere il coraggio di vederla. Non è solo questione di quale quota di mercato abbiano oggi (o domani) gli e-book, di quanti titoli siano disponibili, o di (ri)qualificare la redazione della casa editrice perché li sappia produrre.

Presente!

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2011

di Lorenza Biava

Si avvicina settembre e come ogni anno il ritorno sui banchi di scuola segna il picco di vendite per il segmento parascolastico. Ad attendere editori e studenti al rientro delle vacanze quest'anno c'è però la riforma Gelmini che sancisce l'entrata ufficiale dell'editoria digitale negli istituti italiani. Dizionari, tavole numeriche e grammaticali, atlanti geografici e storici, da sempre votati alla multimedialità per la loro stessa struttura, ma anche libri ti testo e sussidiari sono stati tra i primi prodotti editoriali a sperimentare nuove forme di trasmissione del contenuto. Con i cd-rom prima, i dvd e le banche dati on line poi, per arrivare ai suoi utenti finali, gli studenti, il segmento ha sperimentato nel corso degli anni innumerevoli «contenitori».  

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.