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Storie dell'editoria

Diario da Readmagine

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2015

di Nicola Cavalli

Il 12 giugno a Madrid si è conclusa Readmagine, la settimana dell’innovazione digitale dei libri e della lettura, durante la quale i vari attori del mondo editoriale digitale hanno avuto la possibilità di dialogare sulle novità del settore. La manifestazione ha avuto luogo alla Casa del Lector, sede della Fondazione Germán Sánchez Ruipérez. Il programma di Readmagine ha previsto alcuni importanti eventi, come il meeting dei distributori digitali europei – uno degli appuntamenti del progetto Tisp – e il campus EmprendeLibro #4RTSE, dedicato alle startup culturali.

Fado, saudade e... librerie

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2015

di di Valeria Pallotta

Il 14 giugno si è conclusa l’85esima edizione della Fiera del libro di Lisbona che ha contato un totale di 271 padiglioni – 21 in più rispetto al 2014 – e più di 100 mila titoli. La Fiera, che ebbe origine nei primi anni Trenta, rappresenta uno dei più antichi eventi culturali del Portogallo. Organizzata dall’Associação portuguesa de editores e eivreiros, la Fiera assegna ciascun padiglione alle varie case editrici e una serie di isole dedicate a presentazioni di libri, letture di poesie, racconti per l’infanzia, maratone di lettura, workshop e sessioni di firmacopie. Novità di quest’anno sono state lo «show cooking» e lo riuscito accampamento per bambini con letture serali di storie.

I modelli di business di Aldo Manuzio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2015

di Edoardo Barbieri

Chi cerca di fare storia dei fenomeni culturali – siano essi arte o letteratura, cucina o libri – è posto spesso di fronte a un’alternativa interpretativa: meglio pigiare il piede sul tema della discontinuità e della rottura o su quello della continuità e della progressiva trasformazione? Nel primo caso si rischia di misconoscere i cosiddetti fenomeni di lunga durata, nell’altro di appiattire ogni novità. Pur non confondendo i dati (e le date!), è però sempre utile riconoscere l’identità o la somiglianza di determinate linee di tendenza che mostrano come certi fatti si ripetano in circostanze in qualche modo analoghe. Passano cioè i secoli, ma gli uomini non cambiano poi molto.

C’erano una volta i collaterali...

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Emilio Sarno

C’era una volta… Potrebbe cominciare così un articolo dedicato ai collaterali, ovvero quei prodotti editoriali – che sono stati poi affiancati da Cd e Dvd – che nei primi anni del decennio scorso apparvero a molti come la strada maestra per contenere il calo delle vendite di quotidiani e periodici, l’emorragia di lettori e la concorrenza nella raccolta pubblicitaria da parte delle televisioni. «Prima comunicazione» li indicò allora come la «terza gamba» della stampa giornalistica: accanto alle vendite in edicola o in abbonamento e alla pubblicità. Gli stessi bilanci degli editori di libri enfatizzavano in quegli anni il contributo che la vendita di diritti – di narrativa prima, e di reference poi – o la fornitura di servizi di packaging editoriale portavano ai bilanci delle loro aziende.

Il cantone delle librerie

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di di Valeria Pallotta

Pur contando solo 300 mila abitanti – praticamente la metà di una piccola provincia italiana come Como – il Canton Ticino conta più di 20 librerie distribuite per lo più tra Mendrisio, Lugano, Bellinzona e Locarno. L’assortimento di questi centri è vario e composito, dai libri pubblicati in Svizzera, in lingua italiana, francese o tedesca, a quelli editi in Italia o provenienti da altri Paesi, specchio di un Paese suddiviso in ben 26 cantoni per 8 milioni di abitanti, crogiuolo di immigrazione italiana (16%), tedesca (15%), portoghese (13%), francese (5,6%), serba e turca.

L’Italia criminale che piace ai giallisti

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Lorenza Biava

Se è vero che in Italia un italiano su due ha un libro nel cassetto, è molto probabile che il libro in questione sia un giallo. Un tempo considerata una letteratura di «serie b», oggi gialli, noir e thriller (perché le differenze, anche se sottili, ci sono!) rappresentano circa il 3% dei libri pubblicati in Italia nell’ultimo anno. In prevalenza si tratta di gialli e noir (in totale nel 2014 parliamo di 1.127 titoli) ma anche il genere thriller-suspence se la cava con gli oltre 760 titoli che sono finiti sugli scaffali delle librerie l’anno scorso.

Oltre la siepe: essere librai nel Profondo Sud

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Elena Refraschini

«Il Giornale della libreria», questo mese, si immerge nell’atmosfera calda e umida del Sud degli Stati Uniti: la terra del blues, del jazz, ma anche di alcune delle librerie indipendenti più antiche e ammirate del Paese. Abbiamo infatti chiacchierato con due tra gli imprenditori più apprezzati del settore: Emöke B’Racz, fondatrice di Malaprop’s ad Ashville, nella Carolina del Nord, e Richard Howorth, fondatore di Square Books a Oxford. Entrambe le librerie sono state nominate Bookstore of the Year dal magazine on line «Publishers Weekly», rispettivamente nell’anno 2000 e nel 2013.

Parascolastica: la parola agli editori

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Marco Pondrelli

Dopo aver ascoltato il punto di vista degli insegnanti, abbiamo chiesto ad alcuni editori attivi nel settore di fare con noi il punto sulla situazione e sull’andamento dei principali prodotti parascolastici. Abbiamo quindi intervistato tre importanti protagonisti del settore – De Agostini Scuola, Mondadori Education e Il Capitello – che ci hanno fornito un quadro approfondito delle peculiarità e delle condizioni di mercato di questo particolare segmento dell’editoria scolastica raccontandoci le criticità e le previsioni per gli sviluppi futuri di questi prodotti editoriali.

Parascolastica: la parola agli insegnanti

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Antonio Lolli

Dizionari, libri per le vacanze, eserciziari, ma non solo: la parascolastica è un settore particolarmente vario in cui rientrano strumenti anche molto diversi tra di loro. Con l’introduzione delle prove Invalsi per la valutazione del livello di apprendimento degli studenti, inoltre, sono nate nuove esigenze didattiche a cui gli operatori della formazione hanno dovuto dare una risposta. Abbiamo così chiesto a tre docenti, attivi in differenti realtà educative, di mettere in luce la loro considerazione sugli strumenti che costituiscono questo segmento di mercato e le esperienze che derivano dall’utilizzo di tali prodotti.

Un aiuto per lo studio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Lorenza Biava e Antonio Lolli

Si fa presto a dire parascolastica, ma dietro a questa etichetta – come abbiamo visto – trova spazio una grandissima varietà di prodotti: supporti per lo studio individuale, materiali consigliati dagli insegnanti, dizionari, eserciziari, varie tipologie di strumenti per la didattica delle lingue, libri per le vacanze e così via, come ci raccontano, nelle pagine che seguono, alcune delle principali realtà editoriali attive in questo campo. Molti prodotti, anche per venire incontro alle esigenze della scuola, hanno iniziato ad affiancare alla carta piattaforme e strumenti digitali, ma per tutto ciò che rimane fisico, la libreria si conferma il luogo d’acquisto d’elezione. Qui si compra la maggior parte di ciò che consiglia l’insegnante, anche se i librai non riescono a garantire gli sconti proposti dalla Gdo e dai negozi on line.

W il bigino... nonostante il Web

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2015

di Serena Baccarin

L’anno scolastico sta per volgere al termine e migliaia di studenti si preparano ad affrontare esami di stato e interrogazioni utili a difendere o a salvare la media. Un periodo certamente faticoso, ma di ampio respiro per i librai che hanno deciso di investire nel settore della scolastica e della parascolastica, con sensibili benefici in termini di fatturato. Librai che non leggono una minaccia nel proliferare di applicazioni e siti Internet dedicati, che entrano solo parzialmente in concorrenza con il segmento editoriale da loro trattato. In un orizzonte digitale in cui le fonti non sono sempre rintracciabili o verificabili, ciò che offre la rete oggi è un mondo ricco di informazioni all’interno del quale orientarsi può risultare particolarmente difficile. Anche in ragione di ciò, nell’ambito degli strumenti di supporto allo studio, il cartaceo sembra mantenere una posizione di preminenza, sostenuta da un’ampia offerta editoriale che spazia dal sunto al formulario, passando per i testi di preparazione alle prove Invalsi e alla maturità. Come ottimizzare la gestione della parascolastica in libreria? A parlarcene è Gianpiero Cillario, titolare con la moglie Paola della Libreria Essai di Torino, che a partire dalla sua esperienza ci propone cinque buoni suggerimenti.

Amazon non è Godzilla

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Mark Piesing

«Amazon non è più così potente come sembrava e sta vivendo un momento di crisi» afferma Charles Arthur, ex technology editor del «Guardian». Se si dovesse pensare al luogo migliore dove annunciare l’inizio della fine di Amazon, la nemesi di questa industria editoriale, non potrebbe che essere la London Book Fair. Ed è proprio lì che Charles Arthur ha tenuto un illuminante intervento alla conferenza Publishing for Digital Minds. Secondo Arthur, Amazon non è più come Godzilla, l’enorme e violenta creatura anfibia distruttrice della civiltà, ma «piuttosto assomiglia a Ozymandias, il re dei re» del poema di Shelley, le cui parole «Ammirate, voi potenti, la mia opera e disperate!» sono rese ironiche dal passare del tempo e dal crollo del suo impero.

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