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Storie dell'editoria

Capire la Cina

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2011

di Laura Novati

Alla fine di luglio, sola, Edoarda Masi è morta a Losanna, ponendo fine a una lunga malattia e a sofferenze che l’avevano resa invalida, lei così indipendente e libera e fiera della propria autonomia e libertà. Con lei se ne è andata non solo una grande sinologa, ma in un certo senso un punto di raccordo degli studi sinologici italiani del secondo Novecento, un ruolo svolto attraverso l’insegnamento, ma ancor più attraverso pareri, suggestioni, traduzioni per diversi editori, da Utet a Garzanti a Rizzoli. A suo modo, è stata per decenni un editor nascosto per quanto riguardava il mondo cinese, più attenta alla vita politica della Repubblica popolare fino agli anni ’80, più sensibile da allora alla lettura dei suoi classici, senza mai rinunciare però all’analisi critica di tutto quanto succedeva nel vorticoso trasformarsi capitalistico del sud est asiatico e del colosso cinese in particolare, con forti denunce per quanto si andava preparando (ivi compresa la «crisi» occidentale degli ultimi anni).

Copy in Italy

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2011

di Luisa Finocchi

Si parla spesso, in questi tempi di crisi, di come impostare un nuovo modello di rapporto tra cultura e impresa capace di superare sia la logica mecenatistica o filantropica, sia la logica un po’ logora della sponsorizzazione, andando nella direzione di una partnership sempre più determinata tra cultura e imprese che non trascuri il ruolo necessariamente propositivo che le istituzioni pubbliche, tanto a livello nazionale quanto locale, possono e devono avere nella costruzione di un sistema culturale capace di dialogare con le attività produttive.

Fenomeno Larsson

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2011

di Gabriele Pepi

C’è stato un tempo eroico in cui, quando si parlava di Svezia, il primo pensiero erano le artiche bellezze (non solo paesaggistiche) offerte dalla penisola seguite, a breve distanza, dal senso di libertà e avventura emanato da quella natura selvaggia e potente. Bei tempi e proprio per questo forse ormai tramontati. Oggi le bionde sono sempre meno, i fiordi sono invasi dai turisti e le foreste profanate da cacciatori di alci della domenica ma, nonostante questo, l’estremo nord non è mai stato così vicino a casa nostra. Merito oltre che dell’opera di paziente semina di case editrici geolocalizzate come Iperborea – da almeno vent’anni impegnata nella diffusione delle letterature nord europee – anche e soprattutto di fenomeni popolari come il boom di Stieg Larsson che, con la sua trilogia Millenium (Uomini che odiano le donne, La ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta), edita da Marsilio, e i tre omonimi film campioni di incassi, ha ripetuto anche in Italia il successo già raggiunto in mezzo globo, senza contare le bizzare iniziative fioritegli intorno.

Le «Mostre impossibili»

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2011

di Laura Novati

La frase riportata nell’occhiello di André Malraux non solo è perfettamente vera e detta con buon anticipo sui tempi, ma può essere una perfetta epigrafe di un progetto che da circa un decennio è stato avviato dalla Rai, ideato e diretto da Renato Parascandolo, prima direttore di Rai Educational, poi di Rai Trade, e realizzato presso il Centro di produzione TV della Rai di Napoli, in collaborazione con la Direzione sviluppo e coordinamento commerciale. L’idea di fondo è concepire la Rai – in quanto servizio pubblico, anzitutto – in modo evolutivo, cioè non solo come momento di trasmissione di programmi, dall’informazione alla fiction, da «consumare» in modo passivo, ma di considerarla piuttosto come un enorme deposito di contenuti da gestire e riproporre secondo una multimedialità aggiornata ai tempi digitali e al consumo «multiplo, interattivo, digitale».

«Accio» e-book!

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2011

di Lorenza Biava

«L'ultimo magico trucco del mio adorato Harry» così J.K. Rowling, che con 400 milioni di copie vendute e 700 milioni di euro di guadagni alle spalle può di diritto essere definita la scrittrice di maggior successo del nostro tempo, commenta il lancio del neonato sito Pottermore, che nei mesi scorsi è stato oggetto di una strategia di lancio senza precedenti in campo editoriale. Neanche per un best seller come la saga di Harry Potter che, tradotta in 65 lingue – dall'azerbaigiano allo zulù passando per il greco antico – ai lanci sensazionalistici non è affatto nuova come testimoniano le ben collaudate veglie in libreria con tanto di cappelli a punta e dolcetti in occasione dell'uscita di ognuno dei volumi della saga.

I saperi della scienza

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2011

di Laura Novati

È stato annunciato il programma autunnale del Festival della scienza di Genova, il primo del genere in Italia, il più importante in Europa, che sarà poi seguito da Roma con la variante scienza/scienze; oltre ad aver dato diretto o indiretto impulso anche ad altri festival culturali dedicati a scienze non umanistiche (si pensi al Festival dell’economia di Trento che ha avuto immediatamente un forte riscontro), l’esistenza di questo consolidato appuntamento annuale rileva l’esistenza e il bisogno, quindi l’offerta, di un sapere scientifico diffuso, sarebbe meglio dire di una consapevole «cittadinanza scientifica»; quando i cittadini sono chiamati a decidere sul nucleare sì nucleare no piuttosto che sul futuro delle cellule staminali o sulle forme di procreazione lecite o illecite sarebbe quanto meno opportuno che si sapesse correttamente di che cosa si sta parlando; non bastano evidentemente al bisogno né la scuola dell’obbligo né i mezzi di informazione a più largo spettro e minore specializzazione (e nemmeno l’obbedienza a comandamenti extrascientifici di varia provenienza).

La Germania unita

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2011

di Laura Novati

Sin dall’invenzione della stampa, si è avviata la concorrenza fra le due più importanti fiere librarie dell’area mitteleuropea, Francoforte e Lipsia; in alcune lettere Erasmo da Rotterdam racconta da Basilea che quando si avvicina la data della fiera sul Meno i torchi gemono e si fa notte nel rivedere e preparare i testi; dopo la spartizione della Germania alla fine del conflitto mondiale, ma soprattutto dopo l’erezione del Muro, editori e librai orientali hanno invece faticato a venire a Francoforte, mentre Lipsia si riduceva progressivamente ad una fiera interna allo spazio geopolitico del Patto di Varsavia.

Pubblicare il presente

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2011

di Lorenza Biava

All’inizio fu Gomorra (Mondadori), opera prima di un semisconosciuto Roberto Saviano che nel 2006 denunciava eroicamente il «sistema» camorra. Un anno dopo è la volta di Gian Antonio Stella e Sergio Rizzo, due giornalisti del Corriere della Sera, che con La casta (Rizzoli) mettevano a nudo sprechi e i privilegi della classe politica italiana. Due casi editoriali per molti aspetti diversi tra loro ma accomunati se non dalla riscoperta dell’attualità, di per se da sempre oggetto di attenzione da parte di pubblico ed editori, almeno dall’aver inaugurato una nuova, ricca, stagione per la produzione di saggi, inchieste e approfondimenti su temi e fatti della contemporaneità. Per tentare di comprendere quali siano i fattori alla base del rinato interesse del pubblico per questa branca della produzione editoriale, ma anche per capirne le frammentazioni, i meccanismi e le prospettive abbiamo raccolto i pareri di sei tra le maggiori case editrici italiane specializzate nel settore: Aliberti Editore, chiarelettere, Fandango Libri, Giangiacomo Feltrinelli Editore, Lantana, BUR-Rizzoli e Rubbettino.  

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