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Storie dell'editoria

Cosa può far rinascere l’editoria in Brasile?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Ricardo Lay

Il Brasile è un mercato ancora in fase di maturazione che, pur continuando a doversi confrontare con una serie di ostacoli, riesce a esprimere un’incredibile ricchezza di talenti. Nonostante le turbolenze e la stagnazione che hanno aggredito l’economia brasiliana e conseguentemente l’industria editoriale del paese, per quest’ultima sembra che ci siano anche buone notizie. La Corte di giustizia brasiliana, infatti, con la sua recente decisione di consentire la pubblicazione di biografie non autorizzate, ha regalato una vittoria dall’incredibile valore morale, se non economico, al settore editoriale e alla società in generale. Chiaro trionfo per la libertà di parola, la decisione potrebbe rivelarsi un primo passo importante per rivalutare e ridefinire i processi, in favore di pratiche che contribuiscano a costruire un’industria editoriale più permissiva e meno dipendente dalla spesa pubblica.

Dal libro all’Ip e dall’Ip al brand

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Pierdomenico Baccalario e Davide Morosinotto

Macchine da best-seller. Factory di personaggi. Aziende gioco che sfornano mondi pronti a essere descritti da decine di scrittori, illustratori, sceneggiatori e soggettisti che lavorano in team. Personaggi capaci di uscire dal labirinto digitale di un videogioco per diventare quelli di un libro, un fumetto, di un block buster. Nuove factory di produzione di bestseller si sono ormai imposte sul mercato internazionale, sfornando serie di successo soprattutto per il mercato dei più giovani: i pre-school (3-5 anni), che vivono prevalentemente dell’adattamento dei cartoni animati, i children (6-8 anni), i middle-grade (9-12 anni), gli young-adults (12-16 anni) e i new-adult (16-20 anni), che sono solo l’ultima delle etichette di una grande macchina del marketing, capace di far migrare mode e suggestioni dalla televisione ai fumetti, dal cinema ai videogiochi.

Il gatto e il cane in libreria

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Sandro Pacioli

L’Italia, secondo dati Istat-GeoDemo, ha 60.795.612 di abitanti, di cui 8,3 milioni con un’età inferiore a 14 anni. Ci sono però 60 milioni di animali domestici: 14 milioni tra cani – che rappresentano il 48,2% – e gatti – che sono il 51,8% – e altri 46 milioni mettendo insieme tutte le altre specie da compagnia (Fonte: Assalco, l’Associazione nazionale tra le imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia). Questi numeri ci dicono già una cosa importante. Quello degli animali domestici si è andato definendo in questi anni come un megatrend trasversale alla società italiana. Non solo perché il lineare medio dedicato a cani e gatti di un qualunque supermercato è prossimo (o superiore) a quello dedicato agli alimenti per bambini, ma perché il numero medio di figli per donna è sceso in questi anni a 1,39 (rispetto a 1,46 del 2010), e perché le donne hanno in media 31,5 anni alla nascita dei figli, (29,8 anni nel 1995). Insomma le culle vuote potrebbero essere l’altro volto dei giardinetti affollati di pensionati con cane al seguito.

L’arte a portata di App

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Antonio Lolli

L’evoluzione delle strategie per la valorizzazione del settore artistico non riguarda soltanto il cambiamento dei canali di distribuzione e vendita della produzione editoriale, ma anche lo sviluppo di tecnologie digitali per la fruizione dei musei e delle gallerie d’arte. Due importanti realtà newyorkesi, il Brooklyn Museum e il Metropolitan Museum of Art, hanno trovato modalità differenti per rispondere alle nuove esigenze del loro pubblico, cambiate molto rapidamente negli ultimi anni.

L’arte in libreria, o in ogni luogo?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Emilio Sarno

Ancora un segno «meno» caratterizza il mercato dell’editoria d’arte nel 2014 nei canali trade. Un segno più lo abbiamo invece negli ingressi ai musei, ma ci sono anche i giorni a «ingresso gratuito» che non rendono perfettamente confrontabile il dato. In particolare, nel 2014 i visitatori dei circa 420 musei statali italiani – per gli altri bisogna ricorrere ai dati Istat non ancora usciti – sono stati 40,3 milioni, con un incremento di 2,4 milioni di nuovi ingressi rispetto al 2013. La crescita, come fa notare il Mibac, è dovuta in larga parte all’introduzione di nuovi orari e tariffe: cioè a una scelta di marketing che ha puntato a intercettare una domanda – legata a sua volta all’organizzazione settimanale del tempo – a cui non veniva data risposta.

L’e-lending in Italia e in Europa

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Lorenza Biava

Nel 2014, secondo i dati di Assinform, gli italiani hanno speso circa 103 milioni di euro per l’acquisto di e-reader. Sebbene il valore risulti in calo rispetto all’anno precedente anche a causa della riduzione dei prezzi medi dei device – oltre che per colpa della crisi –, il fatto che le famiglie dedichino un budget all’acquisto di un dispositivo pensato esclusivamente per la fruizione di libri ci racconta di un nuova familiarità degli italiani con la lettura in digitale.

Le potenzialità della stampa digitale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Antonio Lolli

La stampa digitale ha portato alcune innovazioni tecnologiche capaci di influire nella progettazione dei prodotti editoriali, offrendo così nuove e importanti potenzialità agli editori. Come abbiamo già anticipato sul sito del «GdL», proprio alla stampa digitale è stato dedicato il workshop del 25 giugno scorso, nato dalla collaborazione tra Associazione italiana editori e Rotomail, dal titolo «Tirare per centrare il bersaglio. I processi di stampa nella ridefinizione dei modelli economici e distributivi dell’editore». Gli editori, infatti, si trovano sempre più alle prese con continue trasformazioni dei comportamenti della filiera che vanno dalla segmentazione della domanda (più titoli ma stampati in quantità molto più ridotte: la tiratura media della varia è di 1.600 copie e si è ridotta del 34% dal 2010); alla gestione più attenta dello stock da parte del punto vendita (grazie anche al potere di controllo sulla composizione del monte merci che dà al libraio); fino al cambiamento nella «natura» stessa del best seller.

Sai raccontare la tua storia?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Elisa Molinari

Che ruolo gioca lo storytelling nel marketing contemporaneo? Come si raccontano oggi i brand e quali sono le tecniche della narrazione per comunicare prodotti e servizi? Di tutti questi aspetti abbiamo parlato con Andrea Fontana, relatore, come i protagonisti delle due precedenti interviste, al Digital Marketing Day di Editech. Esperto di Corporate Storytelling, amministratore delegato del Gruppo Storyfactory, lavora con grandi aziende e con diverse Istituzioni pubbliche e private per perfezionare i «racconti» dei loro brand, prodotti o servizi.

Scaffale a 4 zampe

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Serena Baccarin

Se il cane è il miglior amico dell’uomo, il gatto sembra essere quello del lettore, e delle lettrici in particolar modo. Dalla produzione che prende spunto dai programmi degli educatori cinofili che spopolano in televisione, ai consigli per vivere meglio ispirandosi alla saggezza degli amici felini, quali sono i titoli di maggiore successo tra gli appassionati di animali? Qual è l’andamento del settore e come stanno cambiando gli assortimenti? A parlarcene è Federica Festa, libraia presso la libreria Galla 1880 di Vicenza e felice proprietaria di tre cani.

Una finestra sull’Europa

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2015

di Paola Sereni

Tutta l’editoria europea – non solo quindi quella italiana – continua a essere ancora attraversata nel 2014 da segni «meno», decisamente meno marcati rispetto agli anni precedenti, ma comunque tali da indicare la fine di un’epoca nella storia dell’editoria contemporanea. Si tratta però di segni «meno» più sfumati, forse tendenti anche allo «0», considerando le difficoltà di misurare esattamente le vendite in tutti i canali per tutte le tipologie di prodotti editoriali (dai libri agli e-book).

Alla scoperta del non book di settore

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2015

di Serena Baccarin

Investire nel prodotto non book è una delle soluzioni alle quali ricorrono sempre più spesso le librerie per far fronte alle minori vendite dei libri e al cambiamento dei bisogni del pubblico. Ecco allora che accanto a un’accurata selezione di titoli, i librai sono sempre più impegnati nella ricerca e nell’offerta di prodotti e articoli innovativi, che siano coerenti con i loro progetti editoriali e con i gusti dei lettori. Sostenute da una crescente acquisizione di marchi dedicati da parte dei grossi gruppi della distribuzione editoriale, i librai vedono in queste merceologie un possibile rinforzo ai propri margini di fatturato. Tuttavia, a un’analisi più attenta si può cogliere come questa tendenza diminuisca a fronte di una specializzazione del punto vendita. Abituate a lavorare su precisi segmenti e nicchie di mercato, e quindi con un pubblico maggiormente fidelizzato, le librerie con una netta vocazione settoriale non rinunciano al prodotto non book, assecondando una filosofia di servizio al cliente, ma non emancipandolo da una logica residuale. A raccontarci la loro esperienza sono Marco Firrao della Libreria Internazionale Il Mare di Roma, Paolo Crascolla, titolare della Libreria dello Sport di Milano, e Riccardo Taiti della libreria professionale Pirola di Firenze.

Come si evitano i filtri antispam?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2015

di Alessandro Merloi Grazioli

L’e-mail ha cambiato in maniera definitiva e radicale il nostro modo di lavorare tanto che le potenzialità comunicative e di relazione di questo strumento non sono passate inosservate ai marketer: avere un punto di contatto diretto e personale al quale recapitare in tempo reale le proprie comunicazioni commerciali è un’opportunità alla quale è difficile rinunciare. Con l’avvento della comunicazione commerciale via e-mail si sono però palesati i primi problemi legati all’abuso di questa pratica. Le comunicazioni commerciali non richieste e invasive sono diventate spam e i grandi provider di servizi di posta elettronica si sono da tempo attrezzati per limitare i danni derivati dagli abusi perpetrati dagli «spammer» professionisti, creando degli automatismi in grado di individuare le potenziali e-mail non desiderate e agendo di conseguenza.

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