Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Ediser

Occhi su Bruxelles

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Lorenza Biava

Il 9 dicembre prossimo a Bruxelles si decidono le sorti del mercato del libro e della lettura digitale: quella data, in cui si riunirà il Consiglio Ecofin, in futuro potrebbe rappresentare una pietra miliare per la fine della disparità di trattamento fiscale che oppone libri di carta e libri digitali. Oppure no, e in tal caso l’Italia potrebbe anche decidere di non adeguarsi al giudizio europeo. Al momento in cui scriviamo, la metà di novembre, non abbiamo modo di sapere quali saranno le sorti dell’istanza, ma possiamo dire fin d’ora che, qualunque siano gli esiti dei passi intermedi che ci porteranno al Consiglio Ecofin, è intenzione dell’Associazione italiana editori sostenere con tutte le proprie forze la campagna Un libro è un libro, lanciata per dire no alla discriminazione che nega agli e-book la dignità di oggetto culturale, equiparandoli invece a software e videogames. Proprio in questi giorni l’iniziativa è al rush finale. L’abbiamo ripercorsa con Laura Donnini, vice presidente di Aie e uno dei promotori del progetto per l’Associazione.

Passione verde

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Redazione

La cura del verde, la sensibilità verso i temi dell’ecologia, del mangiare biologico, del condurre uno stile di vita sano e del ritorno alla coltivazione della terra anche come «pratica spirituale» sono solo alcuni degli argomenti trattati dall’editoria di giardinaggio e orticultura. Un segmento della manualistica che, in questi anni, vede allargarsi quello che storicamente era il suo target di riferimento – lettori deboli, di mezza età, spesso casalinghe con molto tempo a disposizione – per andare a parlare ad una fascia molto più ampia di popolazione e ponendosi come argomento trasversale che interessa un pubblico di tutte le età, di tutte le professioni e di cultura medio alta. Nella frenesia della vita moderna e nel grigiore dell’ambiente urbano, l’orto sul terrazzo e il verde casalingo, stanno diventando sempre più questioni di status, afferenti alla sfera del lifestyle. Alle nuove esigenze dei lettori e alle mode del momento gli editori che presidiano il settore rispondono con libri di qualità, sia formale che testuale, che affiancano alle necessità pratiche e al «saper fare» una buona dose di insegnamenti teorici e relativi allo stile di vita che posizionano la passione per il verde entro una sfera di serenità e di evasione, quale che sia l’ambiente in cui la si pratica.

Più vicino agli editori

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Lorenza Biava

Arriviamo a Monaco di Baviera in una grigia mattina di novembre per partecipare alla Publisher & Book Printing Conference organizzata da Canon nel consumer experience center di Poing, un vasto spazio espositivo dove gli utenti possono toccare con mano e vedere in azione le ultime tecnologie proposte dall’azienda giapponese – tra cui la nuova ImageStream 3500 – e incontrare circa duecento addetti ai lavori tra editori e stampatori. In un momento in cui il digitale sta trasformando radicalmente i processi in atto nella filiera, passeggiando nell’area espositiva viene da chiedersi come i maggiori produttori di macchine per la stampa percepiscano questi cambiamenti e se ne siano in qualche modo allarmati. «L’e-book rappresenta per noi una grande sfida, ma allo stesso tempo è anche un’opportunità incredibile per il segmento della stampa digitale – spiega Peter Wolff, a capo della divisione commerciale di Canon Europa – lo sviluppo dell’editoria digitale incide sulle tirature che, complice una maggior attenzione agli investimenti dettata dalla crisi economica, tendono oggi a diminuire, aprendo scenari assai interessanti per chi come noi sta investendo sulle tecnologie di stampa digitale». Ma non è il nascente mercato e-book l’unico fattore che sembra giocare a favore della stampa digitale. «La crescita dell’e-commerce del libro cartaceo, la preferenza per ordini iniziali sempre più bassi da parte dei retailer, la contrazione delle vendite dei titoli di backlist cartacei e la crisi delle librerie, stanno cambiando l’ecosistema del libro fisico, rendendo sempre più convenienti le soluzioni offerte dalla stampa digitale.

Storie sulla rete

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Andrea Boscaro

Ciò che abbiamo visto nei nostri contributi precedenti e riferito ad aspetti, quali l’indicizzazione sui motori di ricerca e l’utilizzo il più possibile efficace dei social media per la promozione dei nostri libri, ci sollecita ad individuare correttamente lo storytelling con il quale costruire il climax che prepari l’uscita del libro e ne valorizzi la ricezione sia presso i lettori che presso i blogger letterari e, più in generale, gli influencers on line. Il lavoro in questo senso deve essere parallelamente fatto sul libro e sull’autore come dimostra l’esempio di Guy Kawasaki che si serve in modo sinergico di tutte le piattaforme digitali: dal più conosciuto Facebook ai social media meno diffusi come Google Plus. Dobbiamo infatti sempre considerare che, se Facebook nel nostro Paese è il principale social network raggiungendo 26 milioni di utenti su 28 milioni di navigatori, anche gli altri social media hanno un pubblico che, proprio perché specifico, ma molto fedele, può essere utile per raggiungere community di nicchia: da valutare quindi non solo Twitter – che raggiunge in Italia 8 milioni di iscritti e 3 milioni e mezzo di utenti attivi – ma anche Pinterest che con i suoi quasi 600 mila utenti è particolarmente significativo per un pubblico femminile ed è quindi particolarmente indicato in caso di testi indirizzati a quel target: libri di cucina, di design o di architettura riceveranno un’accoglienza di indiscutibile valore su Pinterest senza dimenticare infine Instagram che, sul target più giovane, sta prendendo piede e forse è il social network più interessante.

Un bouquet di titoli

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Serena Baccarin

Da 25 anni, nel cuore di Milano, esiste una libreria che è un punto di riferimento per tutti i lettori appassionati di natura, botanica e giardinaggio. Un pubblico di nicchia, ma dal gusto esigente e molto raffinato. Dalla progettazione dei giardini all’entomologia, l’offerta di titoli che si incontra alla Libreria della Natura è ampia e diversificata, fino a giungere alla produzione e alla vendita di e-book e applicazioni. Gian Cristoforo Bozano, che con la socia Valentina Romano gestisce la libreria, ci racconta le peculiarità di un settore librario per certi versi atipico e spesso inesplorato dagli editori italiani.

Chi legge i libri religiosi?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Emilio Sarno

Le trasformazioni che stanno interessando l’editoria religiosa, sempre più presente e in vista sugli scaffali delle librerie di varia e negli store on line, trovano nell’evoluzione del pubblico uno dei fattori chiave per comprendere il cambiamento dell’offerta e del quadro competitivo in cui la tradizionale casa editrice religiosa si trova in questi anni coinvolta. Si tratta di evoluzioni innanzitutto di carattere quantitativo. Nel 2000 si dichiaravano lettori di libri di argomento religioso 2,7 milioni di italiani. Nel 2007 erano diventati poco più di 3,0 milioni e alla fine del decennio scorso, superavano i 3,3 milioni di persone (Fonte: Ufficio studi Aie su dati Istat). Oggi, secondo i dati contenuti nell’indagine di Ipsos per Uelci, i lettori di libri religiosi sono diventati 5,7 milioni.

Creare nuovi orizzonti

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Paola Sereni

A Più libri torna per il decimo anno consecutivo il Fellowship, il programma internazionale realizzato dall’Associazione italiana editori con la collaborazione dell’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane. Se l’internazionalizzazione è la chiave di volta per superare i limiti strutturali del mercato italiano, il Fellowship è diventata la vetrina migliore per l’editoria indipendente dove presentare la propria produzione ad un gruppo selezionato di operatori stranieri interessati a tradurre e pubblicare opere italiane. Abbiamo chiesto a due degli agenti letterari presenti a Più libri lo scorso anno – la cinese Sara Wang e la libanese Azza Tawil – di raccontarci la loro esperienza in fiera: quello che emerge è un vivo interesse per le eccellenze editoriali promosse dagli editori coinvolti nel programma.

E noi? Avremo sempre Parigi...

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di di Valeria Pallotta

È nel cuore del quartiere Saint-Michel di Parigi che occorre recarsi, per trovare la più grande libreria della prima catena indipendente di Francia, Gibert Joseph, che in una superficie di ben 3 mila mq offre una delle scelte più variegate del mercato francese, con 500 mila titoli in magazzino e ben 2 milioni di volumi a disposizione. Il gruppo nasce nel 1886, quando Joseph Gibert, professore di lettere classiche a Saint-Etienne, decise di trasferirsi a Parigi e inaugurare, lungo la banchina della Senna, in prossimità di piazza Saint-Michel, quattro bancarelle di libri, proponendosi come uno di quei bouquinistes che ancora oggi caratterizzano la ville lumière. Nel 1888 venne inaugurata la prima libreria a Saint-Michel, specializzata nella vendita di libri di scuola usati, ma è con l’avvento della scuola dell’obbligo chela libreria conosce un grande successo, divenendo protagonista dello scenario culturale parigino. Oggi, la libreria si presenta come la più grande di una catena indipendente, la prima di Francia, che conta 30 punti vendita in 18 città. Dal nuovo all’usato, dalla scolastica alla narrativa, Gibert Joseph è una catena dall’offerta generalista e diversificata, che affianca al libro (da cui ricava il 70% del fatturato), dischi e Dvd (20%), cartoleria e giochi educativi (10%). Decidiamo di partire da qui, per rivolgere uno sguardo al nuovo scenario politico-culturale francese, alle nuove iniziative promozionali e alle ultime tendenze del mercato. Ce ne parla il direttore commerciale e marketing della catena Gibert Joseph, Richard Dubois.

Eccellenza e futuro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Giovanni Peresson

«L’eccellenza è il futuro della libreria». È questo il titolo scelto per il 32esimo seminario della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri che si svolgerà a Venezia all’Isola di San Giorgio dal 27 al 30 gennaio 2015. «Eccellenza » (nell’assortimento, nel servizio al cliente, nell’uso degli strumenti e delle opportunità che offre Internet) e «futuro» sono le due parole chiave perchè, come ci dice Achille Mauri in questa intervista: «Dovessi dire oggi come si fa ad andare avanti, a cambiare la professione, direi che sarebbe necessario ricominciare da capo a fare il libraio. Molti degli elementi che erano importanti per me quando, all’inizio della mia carriera, lavoravo in libreria sono tornati a guadagnare valore, come quelle domande le cui risposte servono per andare avanti, cambiare, innovarci: chi sono i miei clienti? Da dove vengono? Cosa leggono? Sento che la libreria si deve costantemente rinnovare, oggi molto più di qualche anno fa. E rinnovare con grande velocità. Puntare su tutti, ma proprio tutti, gli strumenti del commercio. Il libraio non può contare più su un cliente diligente e bisognoso che varca una porta per cercare qualcosa che già sa e conosce. Dobbiamo, come Scuola, saper valorizzare e potenziare tutte le forme di sperimentazione: nella gestione come nel merchandising, nella comunicazione e nell’uso delle nuove tecnologie. È importantissimo per noi poter fornire al libraio gli strumenti per attivarsi in tutte le direzioni possibili – sempre coerenti con il suo modello, la sua idea di libreria e con i metri quadri a sua disposizione.

Europa che legge, Europa che viaggia

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Laura Darpetti

Parliamo di libri e viaggi. Dopo aver analizzato, nell’articolo precedente, le preferenze degli italiani in tema di vacanze vediamo come si muove il settore dell’editoria turistica e di viaggio nei principali mercati europei. Nel Regno Unito è stato inaugurato quest’anno il Thwaites Wainwright Prize, un premio letterario per opere di narrativa o saggistica illustrata sulle bellezze naturali dell’entroterra britannico. Si aggiunge a due altre importanti riconoscimenti: il Dolman Travel Book Award, vinto di recente dal francese Sylvain Tesson, e al premio organizzato dalla British Guild of Travel Writers, che include oltre agli autori di guide anche giornalisti, fotografi e conduttori radiofonici o televisivi. Quali sono le cifre del mercato dell’editoria di viaggio inglese? Stephen Mesquita, autore del Nielsen BookScan Travel Publishing Year Book (un rapporto sullo stato di salute dell’editoria turistica internazionale), ha parlato di sette anni di declino, con una lieve ripresa nel 2013: le vendite delle guide con destinazioni mondiali sono calate del 4,7% rispetto al 2012, un miglioramento nei confronti dei -7,0%, -12,0% e -10,0% degli anni precedenti; alcuni editori di viaggio hanno effettivamente registrato un aumento del fatturato, approfittando della contrazione del mercato che ha visto la chiusura di molte realtà editoriali; anche il calo nella vendita delle mappe è rallentato, dal -10,4% del 2012 al -4,8% del 2013.

I modi del viaggio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Redazione

Secondo l’Istat, nel 1959 la quota di connazionali che aveva effettuato almeno un viaggio di vacanza nel corso dell’anno era dell’11,3%, dato quasi raddoppiato nel 1965 e triplicato nel 1975 per attestarsi, da metà degli anni ‘80, in poi a circa il 50%. L’abitudine al viaggio, per lo meno per quanto riguarda gli italiani, ha anche avuto un ruolo importante nel diffondere la conoscenza di destinazioni al di fuori dei confini nazionali e a «globalizzare» la popolazione: anche da questo punto di vista l’evoluzione negli ultimi cinquant’anni appare molto chiara. Se nel 1965 solo il 4,1% dei viaggi dei nostri connazionali aveva come meta un Paese estero, tale quota è progressivamente cresciuta negli anni, anche se a ritmo tutto sommato lento: erano il 5,4% nel 1975, il 10,2% nel 1985 e sono oggi circa il 25% del totale dei viaggi degli italiani. Dal Dopoguerra in poi, inoltre, non solo gli italiani hanno cominciato a fare turismo ma l’Italia, forte di una notorietà così diffusa e di una tradizione risalente come destinazione di viaggio, ha conosciuto un sviluppo in senso turistico rilevantissimo nel contesto internazionale avendo per lungo tempo il primato mondiale di destinazione più visitata.

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.