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Mercato

La top 20 del 2014

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Ester Draghi

È una classifica prevalentemente straniera quella dei 20 libri più venduti nel 2014: la proporzione è di 12 a 7 per i titoli di autori non italiani (abbiamo escluso il Vangelo dalla conta). Del resto è dal 2011, con Fabio Volo, che al primo posto della Top 20 non troviamo uno scrittore del Bel Paese. L’opera più comprata dello scorso anno nelle 1.736 librerie monitorate da IE-nformazioni editoriali è Storia di una ladra di libri di Markus Zusak edito da Frassinelli, un libro uscito nel 2005 col titolo La bambina che salvava i libri e rilanciato nel 2014 in occasione della trasposizione cinematografica. Al terzo posto, ma primo degli italiani, troviamo Andrea Camilleri con La piramide di fango, un romanzo della serie del commissario Montalbano, personaggio ancora e sempre vivo e vitale, una sicurezza per i lettori. Rilevante poi anche la presenza del primo titolo della trilogia delle Sfumature al 18esimo posto della top 20, una costante che ci accompagna dal 2012 quando i tre romanzi si piazzarono al primo, terzo e quarto posto, mentre nel 2013 erano ancora tra i primi 15 in 12esima, 14esima e 15esima posizione. Il prezzo medio dei titoli in classifica è di 14,60 euro, in crescita rispetto all’anno precedente (nel 2013 era di 13,90 euro), ma ancora inferiore rispetto ai 15,30 euro del 2012 e ai 15,50 del 2011.

Dove finisce la libertà

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2015

di Laura Darpetti

Solo una persona su sette vive in un Paese «libero». Questo è quanto emerge dall’ultimo rapporto di Freedom House, organizzazione non governativa statunitense che monitora annualmente i livelli dell’indipendenza editoriale e della libertà di stampa nel mondo: il 2014 vede gl’indici più bassi dell’ultimo decennio. Tra le cause, la regressione delle condizioni di molti Paesi del Medio Oriente come Egitto, Libia e Giordania, i disordini e gli arresti di editori e giornalisti in Turchia, Ucraina e in vari Paesi dell’Africa. La classifica di Freedom House assegna a ogni nazione un punteggio da 1 a 100, a cui si aggiungono ulteriori malus per situazioni particolarmente gravi. Più alto è il punteggio, inferiori sono le possibilità per editori, autori e giornalisti di far sentire la propria voce. Tra i peggiori punteggi troviamo il 193 totalizzato dalla Bielorussia, Paese dell’editore Ihar Lohvinau, che quest’anno ha ricevuto il premio Freedom to Publish dell’International Publishers Association per l’impegno a favore della libertà di espressione. L’editore gestisce l’omonima Lohvinau Publishing House, il cui catalogo comprende opere straniere e locali di letteratura, saggi storici, politici e pubblicazioni d’arte, e che dedica un’attenzione particolare al lavoro degli scrittori bielorussi censurati. La sua libreria a Minsk è un punto di riferimento vitale per l’altrimenti fragile comunità letteraria del Paese. Il Ministero dell’informazione bielorusso ha ritirato a Lohvinau la licenza di pubblicazione dopo la stampa di un libro contenente la foto di un manifestante aggredito dalla polizia, ed egli è ora costretto a svolgere la sua attività in esilio dalla Lituania.

Il contesto del cambiamento

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2015

di Elena Vergine

Quale sarà il futuro dell’ecosistema librario così come lo conosciamo oggi? L’impatto della crisi economica generale e l’avvento delle nuove tecnologie all’interno della filiera editoriale hanno imposto un sostanziale ripensamento delle logiche cui eravamo abituati. Ma come interpretano il periodo attuale i principali attori dello scenario professionale? Dopo il parere dei librai e dei piccoli editori, intervistati rispettivamente sul numero di novembre e di dicembre 2014 del «GdL», vi proponiamo adesso il punto di vista degli esponenti di due dei principali gruppi editoriali italiani, Feltrinelli e Gruppo Gems.

L'universo accanto al libro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2011

di Ilaria Barbisan

Lo abbiamo detto nell’articolo nella pagina precedente: il non book è cambiato, e molto, negli ultimi anni. Soprattutto perché è cambiato il cliente delle librerie e i suoi comportamenti d’acquisto. Con questo speciale abbiamo chiesto ad alcuni protagonisti del segmento di raccontarci il loro punto di vista e la loro esperienza su diversi argomenti.

Cosa ci insegna il crack di Borders

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2011

di Raffaele Cardone

La bancarotta di Borders, una delle principali catene librarie internazionali, non è arrivata come un fulmine a ciel sereno, anche se le cronache l'hanno cavalcata, con senso di sorpresa, per drammatizzare la fine del libro cartaceo. Un futuro di libri digitali, facile equazione, non può contemplare nel proprio orizzonte le buone vecchie librerie.

La grande Russia

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2011

di Ilaria Barbisan

È nel 1991, dopo la caduta del regime sovietico, che la Federazione russa (chiamata comunemente Russia) ha proclamato la sua indipendenza. Il più grande Paese al mondo che confina con 16 stati e si estende per ben nove fusi orari è composto da 46 regioni, 21 repubbliche, una regione autonoma, nove aree autonome e due città federali, Mosca e San Pietroburgo.

I «libri evento»

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2011

di Ilaria Barbisan

Nel segmento dell’editoria religiosa negli ultimi anni sono stati pubblicati libri che per i loro autori o per l’argomento trattato hanno riscosso un notevole successo, sia in termini di impatto sul mercato sia di risonanza mediatica. Così ad esempio la riedizione della Bibbia, o altri titoli su Wojtyla, sono divenuti veri e propri bestseller dell’intero mercato editoriale.

Insieme verso il futuro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Redazione

Lo scorso anno il bacino dei lettori si è ristretto del 6,1%, il mercato si è ridimensionato (-4,7%) e si registra un andamento negativo – per la prima volta – nel numero di titoli pubblicati (-4,1%). Di fronte a questo scenario sconfortante sono in atto grandi trasformazioni in tutta la filiera del libro, che sta concentrando risorse, idee ed energie per sopravvivere alla crisi. Sul «GdL» di novembre vi abbiamo proposto il punto di vista dei librai sulla situazione attuale, su questo numero riportiamo quello degli editori indipendenti.

E noi? Avremo sempre Parigi...

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di di Valeria Pallotta

È nel cuore del quartiere Saint-Michel di Parigi che occorre recarsi, per trovare la più grande libreria della prima catena indipendente di Francia, Gibert Joseph, che in una superficie di ben 3 mila mq offre una delle scelte più variegate del mercato francese, con 500 mila titoli in magazzino e ben 2 milioni di volumi a disposizione. Il gruppo nasce nel 1886, quando Joseph Gibert, professore di lettere classiche a Saint-Etienne, decise di trasferirsi a Parigi e inaugurare, lungo la banchina della Senna, in prossimità di piazza Saint-Michel, quattro bancarelle di libri, proponendosi come uno di quei bouquinistes che ancora oggi caratterizzano la ville lumière. Nel 1888 venne inaugurata la prima libreria a Saint-Michel, specializzata nella vendita di libri di scuola usati, ma è con l’avvento della scuola dell’obbligo chela libreria conosce un grande successo, divenendo protagonista dello scenario culturale parigino. Oggi, la libreria si presenta come la più grande di una catena indipendente, la prima di Francia, che conta 30 punti vendita in 18 città. Dal nuovo all’usato, dalla scolastica alla narrativa, Gibert Joseph è una catena dall’offerta generalista e diversificata, che affianca al libro (da cui ricava il 70% del fatturato), dischi e Dvd (20%), cartoleria e giochi educativi (10%). Decidiamo di partire da qui, per rivolgere uno sguardo al nuovo scenario politico-culturale francese, alle nuove iniziative promozionali e alle ultime tendenze del mercato. Ce ne parla il direttore commerciale e marketing della catena Gibert Joseph, Richard Dubois.

Il domani delle librerie italiane

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Elena Vergine

È uno scenario di grandi trasformazioni quello che si trova ad affrontare il mercato del libro in Italia dopo quattro anni di crisi. E tra le mille difficoltà – si restringe nel 2013 del 6,1% il bacino dei lettori, si ridimensiona il mercato totale (-4,7% se nel computo si considera anche il non book), si registra un andamento negativo anche nel numero di titoli pubblicati (-4,1%) – librai ed editori sono in cerca di formule per affrontare il futuro. «Formazione, innovazione, aggregazione: questi sono gli elementi su cui l’Associazione dei librai italiani (Ali) punta e punterà per cercare di superare la crisi – spiega Alberto Galla (presidente dell’Ali) –. Perché se c’è un problema che ha vessato le librerie indipendenti italiane in questi anni è proprio l’aver vissuto per troppo tempo in un contesto di apatia rispetto al cambiamento, con la conseguenza che, di fronte alla trasformazione imposta dalla crisi, molti di noi si sono trovati impreparati. Una formazione che guardi all’innovazione, quindi, è un elemento fondamentale per fornire ai librai gli strumenti per leggere il cambiamento e per poter prendere i dovuti provvedimenti per affrontarlo. Il terzo elemento di positività è la spinta dei librai verso l’aggregazione. In tutta Italia stanno sorgendo vari gruppi di librerie: si va da quelli di carattere consortile che riguardano per esempio alcune librerie del Veneto, riunitesi sotto la sigla «Librerie d’autore», a quelli che, partendo da un input venuto dall’Ali – che era quello di ragionare sulle reti di impresa – hanno trovato una prima realizzazione sperimentale in Sardegna. Oggi questo modello sta diventando realtà e sta per essere esportato nel resto d’Italia».

L'autore prima di tutto

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2011

di Matteo Baldi

Dove corre la frontiera fra la missione storica delle agenzie letterarie e quella, più dispersa ed eterogenea, che oggi assumono i service editoriali? Se le prime funzionavano infatti come una cerniera necessaria fra l'autore e l'editore, oggi questo statement è largamente insufficiente a descrivere natura e qualità di ciò che i service propongono, a cominciare proprio dal ruolo svolto nei confronti dell'autore.

Libri & e-commerce

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2011

di Sandro Pacioli

Nel 2010 in base all’ultimo report di NetComm (eCommerce 2010, Mip, School of Management, Politecnico di Milano, novembre 2010) relativo al settore B2c si era osservato come l’eCommerce B2c sia ritornato a crescere bene in Italia, dopo la «frenata» fatta registrare nel 2009. Erano cresciuti il numero di ordini (21,3 milioni) con un +13% rispetto al 2008; erano cresciuti i clienti (+2%).

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