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Tecnologie

Copyright e licenze nell'era del Web

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2014

di Richard Hooper

Negli ultimi anni le realtà facenti parte del settore creativo, come le case editrici e le aziende che si occupano di tecnologia, si sono fatte la guerra inutilmente. Credo sia giunto il momento di chiudere questa fase e iniziare una proficua collaborazione a beneficio degli utenti, che ormai sono allo stesso tempo consumatori, cittadini e creatori di contenuti (basti pensare alle attività che conducono sui propri profili Facebook o quando caricano video su YouTube). Gli editori oggi – a meno che non rinneghino la realtà digitale globale di cui sono parte, così come i rapidi cambiamenti strutturali operati dal digitale al loro tradizionale mondo analogico – si trovano costretti ad abbracciare la tecnologia, che si tratti di e-book o di Digital object identifiers (Doi). La parola «contenuto» è particolarmente interessante. La utilizziamo per indicare ciò che gli autori producono, ma il suo significato implica delle considerazioni. Implica ad esempio il suo essere racchiusa in qualcos’altro: il contenitore. La sostanza di un prodotto è il contenuto senza il quale il mero contenitore diventa inutile. Allo stesso modo, il contenuto di per sé necessita di un contenitore per essere apprezzato. Senza l’impalcatura di sostegno, gli investimenti, la rete distributiva, i dispositivi di fruizione, il marketing, èdifficile che un contenuto realizzi appieno il proprio valore. È qui che entrano in gioco il copyright e il sistema delle licenze. Molte aziende che si occupano di tecnologia forniscono il (o componenti del) contenitore» – software e hardware, prodotti e servizi – e distribuiscono i contenuti ai consumatori/utenti/autori all’interno di quel mondo globale e convergente in cui tutti viviamo.

E-book: pronti o no?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2010

di Interviste a cura di S. Speciani

Anche il mondo del digitale sembra acquisire la stessa struttura della filiera editoriale libraria: editore, distributore, rivenditore, lettore/utente finale...

E-book o videogiochi?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2014

di Elisa Molinari

Quando si parla di videogiochi e del loro rapporto con l’editoria, capita spesso di vedere storcere il naso. Giusto qualche mese fa, Edward Nawotka, editor in chief di «Publishing Perspectives» scriveva sul «Giornale della Libreria» che «oggi i videogiochi, Netflix, i social media sono i veri concorrenti dell’industria libraria e gli sforzi di quest’ultima per avvicinarsi a qualcosa che assomigli al multimediale sono in gran parte fiacchi» («Gdl», 11, novembre 2013). Non esiste una soluzione facile per questa competizione ma non si tratta di qualcosa di inedito: ciclicamente nuovi competitor e nuovi formati si affacciano sul mercato e,nonostante questo, i libri continuano a resistere a cinema e televisione. Qualche decennio fa si diceva appunto che il cinema avrebbe cannibalizzato il mondo del libro eppure l’editoria oggi lavora a stretto contatto con l’industria cinematografica in un gioco di rimandi che giova ad entrambe le parti. Non è un caso che circa la metà degli ultimi premi Oscar siano adattamenti di romanzi e che il vincitore dell’edizione 2014,12 anni schiavo, sia diventato un bestseller dopo aver vinto l’ambita statuetta. E se quindi si iniziassero a considerare anche i videogiochi non tanto dei concorrenti quanto degli alleati? Si può essere spaventati dalla forte influenza che hanno, soprattutto sulle fasce di età più giovani, oppure vederne il potenziale in termini di storytelling e di vendite.

I trend del mercato Usa

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2014

di Elena Vergine

Come stanno cambiando i mercati del libro e in che modo fiere ed eventi ad essi dedicati rispecchiano tali cambiamenti? Dopo l’intervista a Ernesto Ferrero (direttore editoriale del Salone del libro di Torino) sul «GdL» di maggio e quella a Juergen Boos (direttore della Fiera del libro di Francoforte) sul numero di giugno, proseguiamo la nostra inchiesta passando dall’Europa agli Stati Uniti con Steven Rosato (direttore di Book Expo America).

Il digitale è nemico delle librerie?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2014

di Andrea Boscaro

Come recita la legge di Kranzberg, la tecnologia «non è in sé né buona né cattiva né tanto meno neutrale» rispetto alla realtà su cui interviene. Naturalmente neppure Internet sfugge a questa regola ferrea cambiando il comportamento dei consumatori: in Italia vi sono 1 milione di acquirenti di e-book e poco meno di due milioni di lettori e, più in generale, 16 milioni di persone che fanno e-commerce mutando le proprie abitudini nei confronti dei tradizionali esercizi commerciali quali le librerie (ma le cose sono andate peggio ad altre tipologie di esercenti come le agenzie di viaggio, i negozi di abbigliamento, gli assicuratori sotto casa). Sono numeri che crescono, benché in modo non esplosivo, e che mutano il rapporto fra case editrici, librerie e lettori: il dato presentato da Nielsen al Salone del Libro di Torino in merito al commercio elettronico – che peserebbe il 4,9% delle vendite a volume e il 6,6% delle vendite a valore – sconta l’assenza di dichiarazioni locali di Amazon ed è quindi certamente sottostimato. Cosa può fare dunque una libreria di fronte a questo trend? Semplice: non guardare al digitale come ad un nemico, ma come ad un alleato per rafforzare ancor più il proprio ruolo di soggetto capace di fornire non solo un bene, ma un’assistenza e una relazione al proprio cliente lettore.

Un mondo di possibilità

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2014

di Ester Draghi

La mission di Casalini Libri è da oltre cinquant’anni la fornitura di libri e periodici pubblicati in Italia (ma anche in Spagna, Francia, Portogallo e Grecia) a biblioteche e istituzioni di tutto il mondo. Per rispondere alle attuali esigenze di business degli editori italiani Casalini sta oggi allargando la propria area di attività – che tradizionalmente si collocava nei mercati di Europa, Nord America e Australia – verso nuove aree emergenti come la Cina e l’America Latina. Le attività di Casalini all’estero costituiscono così un interessante osservatorio che ci aiuta a capire come stanno cambiando le dinamiche riguardanti il mercato accademico e universitario a livello globale, ma anche, più in generale, come si muove l’interesse per la cultura italiana nel mondo e in che direzione stanno andando i modelli più diffusi di prestito digitale. Di questo e altro abbiamo parlato con Antonella Fabbrini (responsabile commerciale editori Casalini Area Digital).

Editori di voci

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2010

di interviste a cura di D. Nannini

Autori e attori professionisti che leggono un libro. Suoni e rumori ricercati e creati ad hoc. Nuovi modi di promozione e nuovi canali di vendita. Ecco le carte che gli editori che producono audiolibri mettono in campo per cercare di arrivare ai lettori.

Una voce da leggere

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2010

di Redazione

Ma come stanno gli audiolibri? Un prodotto di cui da tempo si sente parlare; arrivati da noi sull'onda di un grande successo registrato negli Stati Uniti e nel Nord Europa, ma che ancora stentano ad imporsi sul mercato italiano. Forse il problema sta nella percezione, sbagliata, che l'audiolibro sia solo riproduzione del libro cartaceo.

"Gestire" la libreria

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2010

di interviste a cura di D. Nannini

Ancora oggi la realtà distributiva libraria in Italia presenta forti differenziazioni a seconda delle regioni, anche se in tutte le zone d'Italia si registrano fenomeni simili: da una parte aumenta il numero delle librerie indipendenti che chiudono; nasce qualche - sporadica - nuova azienda libraria; molte cercano di diversificare il loro assortimento; si parla sempre più spesso di digitale, e-book, ecc.

Azienda del mese: Lumina Datamatics

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2014

di Redazione

Lumina Datamatics è partner di fiducia per svariate aziende che operano nel settore editoriale e nel retail a livello globale. A queste realtà, molte delle quali facenti parte della classifica di «Fortune» delle 500 migliori aziende del mondo, Lumina Datamatics offre assistenza in ambito commerciale, tecnologico e contenutistico. In qualità di partner strategico, Lumina Datamatics fornisce ai suoi clienti un’assistenza completa che va dal settore educativo a quello giuridico, dalla varia all’editoria accademico-professionale fino alle vendite al dettaglio, per migliorarne competitività ed efficienza operativa. I vantaggi offerti dalle sue soluzioni strategiche comprendono la riduzione del time-to-market per nuovi prodotti e servizi, maggiore efficienza nei processi commerciali e una più profonda comprensione dei comportamenti del lettore/acquirente.

Il mobile per l'editoria

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2014

di Andrea Boscaro

Da qui a pochi mesi, quando assisteremo ai resoconti televisivi del 2014, la parola «selfie» possiamo già scommettere che vincerà sovrana in ogni sondaggio: sarà la dimostrazione, al netto di ogni considerazione sociologica, che le dimensioni «social» e «mobile» debbono essere considerate due facce della stessa medaglia e che non si può oggi parlare di marketing digitale senza considerare questi ambienti, che ne costituiscono il nerbo più rilevante e interessante. Il connubio mobile e social ci deve pertanto far considerare che la presenza di un editore su social media, come Twitter e Pinterest, o con i profili degli autori su Instagram, non può essere realisticamente attivata senza che prima il sito dell’azienda sia stato ottimizzato per la navigazione mobile: ogni clic dal social si tradurrebbe in una navigazione difficoltosa e probabilmente in un «rimbalzo» all’interno del sito. L’ottimizzazione di un sito per il mobile può essere fatto in due modi: grazie alla tecnologia «mobile-site» oppure grazie alla tecnologia «responsive». La tecnologia «mobile-site», la prima ad essere stata sviluppata, crea due versioni per ogni sito consentendo in tal modo di valorizzare funzionalità utili in mobilità.

Studiare tra carta e digitale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2014

di Marina Micheli

I dispositivi mobili per l’accesso a Internet e la lettura stanno facendo la loro comparsa nella «cassetta degli attrezzi» degli studenti universitari. Così che, al di là della retorica che spesso contraddistingue i discorsi sul digitale nella didattica universitaria, in questo periodo di rapidi cambiamenti è essenziale esaminare empiricamente l’uso delle tecnologie di studenti e insegnanti. L’indagine è-book, promossa dal Gruppo accademico professionale dell’Aie nel 2013, va in questa direzione grazie ad un questionario che indaga i metodi di studio degli universitari, in particolare l’uso che essi fanno di materiali cartacei e digitali per prepararsi agli esami. I risultati (pubblicati nell’e-book Stili di studio degli universitari italiani tra carta e digitale) non si limitano a presentare le tendenze generali – come se gli studenti fossero un insieme omogeneo –, ma identificano cinque profili che rappresentano differenti modalità di studio. Gli studenti che hanno compilato per intero il questionario sono stati 1.513. Per individuare gli stili di studio, il questionario chiedeva di indicare l’intensità di utilizzo (su una scala da 1 a 10) di materiali/strumenti didattici, equamente divisi tra cartacei e digitali. I più utilizzati si sono confermati i manuali cartacei consigliati dal docente (valore medio 9), seguiti dagli appunti (8,3) e dalle slide prodotte dal docente (7,3), primo materiale digitale per popolarità. Seguono tre strumenti «analogici» – le fotocopie (7,1), «libri e altre fonti cartacee individuate dallo studente per approfondire» (6,9), dispense del docente acquistate in copisteria (6,7) – e quattro digitali – materiali di approfondimento individuati dallo studente in rete (6,5) o consigliati dal docente (5,9), testi in formato e-book o Pdf (5,2) e materiale integrativo sul sito Web degli editori (4,7).

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