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Tecnologie

iBUK: il mondo del libro con un click

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2010

di Redazione

Quest'anno Informazioni Editoriali compie venticinque anni. Un percorso lungo e ricco di eventi che in pochi anni gli ha dato modo di imporsi come società leader in Italia nella fornitura di servizi informativi per chi lavora nel mondo del libro.

Il mondo digitale a Editech

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2010

di Ilaria Barbisan

Offrire una visione a 360° dell'attuale panorama dell'editoria digitale. E' questo il principale obiettivo di Editech, la giornata internazionale di studio e approfondimento organizzata per il terzo anno consecutivo dall'Associazione italiana editori per far conoscere agli operatori le tendenze in atto e le prospettive di sviluppo nell'ambito dell'innovazione tecnologica nel settore editoriale a livello internazionale.

In Spagna si prevede il futuro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2010

di Ilaria Barbisan

La Federación de Gremios de España, in collacobarzione con la Fundación Gernán Sánchez Ruipérez, ha realizzato all'inizio del 2010 un'indagine sulla digitalizzazione da parte delle imprese editoriali spagnole con l'intento di mettere a disposizione di tutto il settore editoriale e dei professionisti interessati le informazioni ottenute.

Un sito per vendere diritti

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2014

di Giovanni Peresson

Il mercato editoriale italiano, oltre a soffrire di una cronica (e strutturale) carenza di lettori, ha un’altra peculiarità che lo rende diverso da quello degli altri Paesi e di cui poco si parla al di fuori del settore: il nostro mercato linguistico coincide con i confini geografici del nostro Paese. I 59,7 milioni di italiani residenti (e di cui solo il 43% legge dei libri) coincide con l’interezza del nostro mercato, contrariamente a quanto avviene per altre editorie: in primo luogo quelle anglofone e quelle di lingua spagnola ma, sia pure in misura minore, il discorso vale anche per quella francese o per quella tedesca. Cala l’incidenza delle traduzioni da lingue straniere (dal 23-24% del 2002 al 19%-20% di oggi) e cresce, di contro, il numero di titoli i cui diritti gli editori italiani hanno iniziato a vendere all’estero (dai circa 1.800 del 2001 agli attuali quasi 4.300), cosa ancor più evidente in un settore come quello dei libri per bambini che, dalla situazione di saldo negativo del 2010, passa ad una del tutto opposta: vendiamo più di quanto compriamo. Uno sforzo – e un risultato – in buona sostanza portato avanti singolarmente dalle varie aziende editoriali, con le inevitabili penalizzazioni del caso. Penalizzazioni relativamente trasversali alle imprese (non riguardano solo quelle italiane!). Da un lato un’area di difficoltà è rappresentata dal mercato anglofono.

Azienda del mese: codeMantra

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Redazione

codeMantra, da oltre 15 anni protagonista nel mercato globale dell’editoria, incorpora al suo interno strutture di eccellenza proponendo agli editori servizi di qualità, che spaziano dalla composizione alla prestampa, dalle conversioni agli asset management, dai metadata alla distribuzione. La mission è quella di fornire a qualsiasi editore, prescindendo dalla materia trattata o dal mercato di appartenenza, gli strumenti e i servizi necessari per sviluppare una strategia di pubblicazione in formato tradizionale e/o digitale coerente ed efficiente, riducendo i costi ma rispettando i work flow di produzione. Creata nel 2002 con sede a Boston (MA), codeMantra può oggi vantare 1.500 dipendenti e varie sedi negli Stati Uniti, in India e in Europa con una presenza globale in un mercato così diversificato e dinamico. Nonostante l’apparente complessità strutturale derivante dalla vocazione globale dell’azienda, uno dei suoi punti di forza è la capacità di sostenere gli editori nelle loro esigenze, fornendo con tempestività le soluzioni richieste ed attuandole nel modo più semplice e funzionale.

Come ripensare i siti Web

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Andrea Boscaro

Il mese di marzo si è chiuso con la notizia che le vendite di e-book in Gran Bretagna sono cresciute del 20% dimostrando come questo sia un mercato device-driven. Con l’esplosione di smartphone e tablet, anche in Italia stiamo assistendo all’evoluzione del mercato editoriale sotto il profilo del marketing, della comunicazione e del prodotto. Il digitale cambia il marketing delle case editrici perché l’e-commerce è giunto a pesare, come canale, l’11% del totale, a cui si debbono aggiungere i ricavi dei libri digitali: non stupiscono pertanto segni quali l’espansione sempre più sostenuta di Amazon in Italia e la crescente attenzione delle case editrici che stanno comprendendo che «nuove librerie» richiedono «nuove copertine», o come l’indicizzazione sui motori di ricerca e l’attenzione alle opinioni dei lettori. Mentre negli Stati Uniti i siti degli editori non hanno potuto far altro che rimandare i lettori verso il colosso di Amazon, la partita, qui in Italia, è ancora aperta come dimostra l’acquisizione della community di lettori Anobii da parte di Mondadori. Come Goodreads, di proprietà di Amazon, anche Anobii ha infatti in sè l’ingrediente più importante del mondo digitale per l’editoria: i dati. I dati sono il sale dell’uso della rete: ciò che per un utente è un atto non significativo come un «like» è, invece, per la casa editrice che lo guardi in aggregato una preziosa informazione per comprendere le tendenze, individuare gli ostacoli e costruire una relazione più personale e fedele con i lettori.

L'open access caso per caso

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2010

di Sandro Pacioli

Non c'è dubbio che una delle espressioni di maggior successo e circolazione sia quella di open access. Digitando la parola su Google in 0,25 secondi si ottengono 145 milioni di rsultati! Affermazioni a priori per cui "l'open access è sempre preferibile", così come quella opposta "è sempre meglio il modello tradizionale" derivano solo da scelte ideologiche.

Quando è l'editore a scegliere il software

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2010

di Lucia Folli

L'offerta di software per librerie è, come abbiamo visto nelle pagine precedenti, estremamente ricca e variegata; i programmi presenti sul mercato sono numerosi e il libraio può scegliere il prodotto il cui rapporto qualità/prezzo meglio si adatta alle proprie esigenze. Per gli editori - la cui realtà è spesso meno standardizzata rispetto a una libreria - la scelta è decisamente più complessa.

Lettori di e-book: chi sono?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2010

di Cristina Mussinelli

Non passa giorno che l'e-book non venga citato dai principali strumenti di comunicazione, per quanto le opinioni siano controverse, passando dalle lodi sperticate dei più accesi sostenitori ai commenti tiepidi se non totalmente negativi dei più tradizionalisti, dalle analisi tecniche sulle funzionalità dei device alle discussioni sui modelli di business.

Di carta o di pixel?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Emilio Sarno

Lo scorso anno avevamo presentato su queste stesse pagine i risultati di una indagine Istat relativa alla lettura dei bambini tra 0 e 5 anni. Era un’indagine «pilota» che conteneva però numerose indicazioni relativamente a quanto stava (o sta) accadendo all’interno delle «nuove» famiglie italiane. Lo ricordiamo perché costituisce un buon punto di partenza per collocare la ricerca promossa da Aie, Fattore mamma, Mamamò, Natidigitali in collaborazione con Aib e Filastrocche.it. e presentata nel marzo scorso alla Fiera del libro di Bologna. Cosa diceva l’indagine Istat? Tre cose essenziali che è utile ricordare: il 63,3% dei bambini di 2-5 anni «leggeva, colorava, sfogliava libri o albi illustrati tutti i giorni al di fuori dell’orario scolastico»; tra i 2-5 anni la diffusione della lettura era maggioritaria rispetto a tutte le altre classi di età, infantili e Ya (da cui deriva che le vere agenzie che si occupano di promozione della lettura sono diventate le famiglie italiane); nel 2011 il 17,4% dei bambini di 2-5 anni «usava il pc», valore che nel 2013 è salito al 23,3%. In assenza di ricerche si considerava la fascia infantile e quella della pre-infanzia come un universo protetto rispetto all’uso dei nuovi device digitali. In realtà, come vediamo, non è affatto così. Una precisazione, però. Qui non si tratta di ragionare in termini di contrapposizione (carta vs digitale) bensì in termini di complementarietà: i nuovi genitori svolgono un ruolo attivo rispetto alle proposte editoriali e al mix di storie di carta o di pixel che propongono ai loro figli. Questa è appunto l’evidenza che emerge dall’indagine Natidigitali 2014 dedicata alla lettura di libri digitali nelle famiglie italiane con bambini in età 0-14 anni, ricordando che con «libri digitali» si intendono applicazioni ma anche fiabe e storie lette su e-reader, tablet, smartphone.

Esplosione Cambriana 2.0

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Michael Bhaskar

Circa 520 milioni di anni fa un evento rivoluzionò il mondo. Fino a quel punto le forme di vita erano state semplici e relativamente limitate, così come la biodiversità. All’improvviso, in un breve arco temporale, ci fu una rivoluzione nella vita stessa: la maggior parte delle specie di animali che oggi diamo per scontate trovarono una forma e l’evoluzione accelerò trasformando il mondo così come era sempre stato. Secondo l’«Economist» si sta verificando qualcosa di molto simile oggi, con le aziende al posto delle forme di vita. Ecco a voi «l’esplosione cambriana 2.0». Le start-up editoriali oggi stanno crescendo e trasformando il settore. Le radici di questo cambiamento risalgono al boom delle dotcom, quando si è fatta avantiuna nuova onda di imprenditori, programmatori, hacker e blogger. In quello stesso periodo un servizio come Napster stava facendo capire quanto tutto fosse vulnerabile. Creato dall’allora diciottenne Shawn Fanning, il meccanismo peer-to-peer di Napster da solo sovvertì l’intera industria multimiliardaria della musica. Nel corso della fine degli anni Novanta le start-up del Web che si erano diffuse nella Bay Area (e altrove) stavano scrivendo la storia. Poi ci fu il crollo delle dotcom. Oggi, con il senno di poi, possiamo vedere quel crollo per quello che era: un contrattempo. Il boom è tornato ed è guidato dalla tecnologia. Quando una start-up (Whatsapp) può essere comprata da un’altra (Facebook) per 19 miliardi di dollari, quella start-up ha meno di cento impiegati e una vita di quattro anni, è il caso di prenderne nota. La verità è che siamo di fronte all’apoteosi del boom delle dotcom che, in realtà, non sono mai scomparse.

Innovazione e scuola

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Ester Draghi

Progettare libri scolastici in formato e-book non è una sfida semplice per l’editoria scolastica. Le pubblicazioni digitali esistenti oggi troppo spesso sono ancorate a dei modelli di consultazione vincolati alle edizioni cartacee che mal si prestano a una trasposizione letterale su computer e su dispositivi mobile. Il progetto iSLe (www.progettoisle.it) nasce proprio con l’obiettivo di immaginare come tecnologie quali motori inferenziali, strumenti di ontology learning, text mining, annotazione semantica dei contenuti e tecniche di intelligenza artificiale possano essere utilizzate per creare una nuova generazione di liquid book per l’editoria scolastica e professionale. iSLe è un progetto di GruppoMeta in collaborazione con l’Istituto di linguistica computazionale del Cnr di Pisa, 01S, Space e Viditrust finanziato dalla Regione Toscana nell’ambito del Por Creo 2007-2013. Ne abbiamo parlato con Paolo Ongaro Ceo di Meta Srl.

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