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Tecnologie

Segnali di futuro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2010

di Mattia Fontana, Lorenzo Di Giovanni, Enrico Passoni e Alessandro Surico

Oggi la tecnologia permette agli utenti di mostre e istituzioni museali di accedere a contenuti di tipo multimediale in modo diverso e più approfondito, e soprattutto in totale libertà e autonomia.

Prove di prestito

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Lorenza Biava

Quando parliamo di e-lending la parola chiave attorno alla quale ruotano gli sforzi e le speranze di editori e biblioteche è una sola: mercato. Il mercato della lettura digitale, che potrebbe crescere e consolidarsi se le biblioteche operassero su larga scala il prestito degli e-book, e il mercato dei libri digitali che per il momento guarda con scetticismo ai modelli in uso, timoroso di cannibalizzare i fatturati. Il prestito digitale lascia aperti quesiti cruciali sia sul versante della sicurezza dei file, sia sulle modalità stesse di prestito, mentre l’esempio di quanto accaduto in Svezia, dove un modello di business sbagliato ha di fatto inibito lo sviluppo della domanda interna, pone seri interrogativi sulla sua effettiva sostenibilità economica. Eppure le biblioteche, con i loro utenti registrati, possono essere partner cruciali per analizzare le dinamiche dei consumi digitali. Le potenzialità dell’e-lending sono molte e molto interessanti ecco perché, con l’aiuto dell’International Publishers Association e della Federazione degli editori europei, abbiamo deciso di indagare su quanto sta accadendo nei Paesi che hanno attivato le sperimentazioni.

La «Hidden revolution»

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Redazione

Dagli anni ‘80 il digitale è il pane quotidiano con cui si confronta l’editoria italiana. Eppure c’è ancora chi, fuori dal settore, misura il digitale solo in termini di numero di e-book pubblicati e relativi fatturati. La presenza sul Web, l’engagement delle community di lettori e la produzione di contenuti digitali richiedono, invece, nuove competenze e capacità che hanno portato linfa nuova nelle redazioni e negli uffici marketing degli editori. Per raccontare questo cambiamento (e l’investimento che ha comportato) abbiamo parlato con i responsabili delle aree digitali del Gruppo editoriale Mauri Spagnol, di De Agostini Libri e di Vita e Pensiero.

Libri on demand

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Elena Vergine

É innegabile che negli ultimi anni sia in atto un profondo mutamento nel mercato editoriale. L’e-book, il calo generalizzato delle tirature, la necessità di creazione e gestione di archivi digitali, i nuovi modelli distributivi come per esempio il Book-on-demand sono tutti trend che le aziende che propongono servizi agli editori dovrebbero interpretare per offrire soluzioni di alto livello. Ne parliamo con Alessandro Antonuzzo, vice direttore generale di Rotomail Italia, un’azienda italiana all’avanguardia sul fronte dell’on demand.

Pubblicare digitale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Redazione

Il digitale ha completamente rivoluzionato il tradizionale workflow editoriale e, tra i vantaggi di questo mutamento, vi è la possibilità per gli editori di appaltare a fornitori esterni parte dei processi produttivi per concentrarsi sempre più sulla creazione di contenuti di qualità e sulla loro promozione. Dall’editoria scolastica alla varia, sono molteplici i segmenti editoriali che si avvalgono di aziende di servizi per la produzione di prodotti digitali che vanno dagli e-book alle App e via dicendo. Dei nuovi bisogni del mercato e delle molteplici soluzioni per soddisfarli abbiamo parlato con due realtà di eccellenza che operano a livello italiano e internazionale, chiedendogli di condividere con noi le loro esperienze e il loro know how.

Quando il digitale è per tutti

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Redazione

Il digitale offre infinite possibilità per ripensare non solo i prodotti ma anche i flussi di lavoro all’interno delle aziende editoriali. Il vero problema diventa riuscire a capire come ottimizzare i contenuti che costituiscono il patrimonio dell’editore nella creazione di prodotti che sfruttino a pieno le nuove possibilità offerte dai device e, soprattutto, come portare avanti questo processo nella maniera più economica possibile. Se da un lato l’innovazione di prodotto è infatti resa possibile dal generale abbassamento dei costi di accesso al mercato, dall’altro sono gli stessi utenti finali a volere siti, App o e-book all’altezza delle potenzialità dei loro tablet, reader o smartphone. Sempre più infatti i contenuti editoriali, siano essi testi, banche dati o servizi B2C, devono sapersi adattare alla vivacità e al dinamismo di quanto si può trovare in rete. Il compito può apparire arduo, ma esistono nel nostro Paese aziende d’eccellenza che offrono soluzioni a quanti stiano pensando di sviluppare il proprio business in digitale. Abbiamo chiesto ad alcune di esse – Promedia, le cui competenze spaziano dagli strumenti per la gestione dei contenuti alla creazione di e-book fino alla stampa offset e digitale; DGline, una Web agency che sviluppa progetti Web, soluzioni di e-commerce e piani di comunicazione; e Meta, specializzata nell’ideazione di piattaforme per la ricerca semantica e di soluzioni per la didattica digitale – di raccontarci in quale direzione si sta evolvendo questo mercato.

Un accesso, un rigo appena

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2010

di Sandro Pacioli

Si è tenuta il 17 novembre scorso la presentazione della quarta edizione dell'Osservatorio permanente dei contenuti digitali. Questa sua terza versione vede il passaggio sotto l'insegna di Confindustria cultura.

Google, la Francia, lo Stato e la cultura

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2010

di Raffaele Cardone

A un anno di distanza dal contenzioso perso con La Martiniére e il SNE, Google riparte all'attaco annunciando la fondazione di un centro culturale a Parigi.

Soluzioni concrete

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Guido Regattieri

Oggi più che mai la principale esigenza delle realtà editoriali medio piccole è produrre libri di qualità nel minor tempo possibile e con un occhio sempre attento al risparmio. In questo senso, le nuove tecnologie di stampa digitale possono rappresentare una soluzione. Ma cosa comporta tale investimento? E come cambiano a livello concreto i flussi di lavoro? Abbiamo posto queste domande a Canon, azienda leader in Europa e nel mondo per la tecnologia ink-jet, che ci ha messo in contatto con Age Arti Grafiche ed Editoriali, un’azienda con sede a Urbino che realizza libri da quasi cento anni sia in formato tradizionale che in versione elettronica, attraverso lavorazioni di stampa digitale e offset. Nello stabilimento di Age si svolge l’intero processo di produzione dei libri, dalla progettazione grafica e fotocomposizione fino alle operazioni di finitura, imballo e trasporto. Negli anni Age ha specializzato la sua attività focalizzandosi nel settore editoriale in ambito universitario e in prodotti di nicchia come per esempio le stampe di partiture musicali, senza trascurare tutto il mercato di piccola editoria che si è aperto con l’avvento della stampa digitale.

Web & social fai da te

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Andrea Boscaro

Il lancio di Amazon Unlimited – lo Spotify dei libri – dopo i tentativi pionieristici di soggetti come Oyster e 24Symbol dà l’ulteriore misura dell’importanza di osservare i social media, non solo come un canale di comunicazione e di customer care, ma come una leva trasformativa del business model che tutte le case editrici devono affrontare con cautela, attenzione e profondità. I social media – e Facebook in particolare che raggiunge 26 milioni di italiani sul totale di 27 milioni di utenti Internet – sono, infatti, essenzialmente un canale di customer care e, più ancora, di valorizzazione dei contributi, delle opinioni e delle recensioni dei lettori. Facebook è poi una piattaforma di comunicazione pubblicitaria di crescente efficacia grazie all’arricchimento che è riuscita a condurre sul fronte dell’ampiezza del target e soprattutto della profilazione con cui il messaggio può essere costruito: il lettore target può essere definito rispetto a caratteristiche socio-demografiche come età, sesso, località geografica e condizione personale (livello di istruzione, situazione sentimentale e familiare, lingue parlate, ecc.). La profilazione può essere poi approfondita grazie a filtri legati agli interessi (verso la lettura, verso i romanzi gialli, ecc.) che non sono solo quelli esplicitamente espressi dagli utenti all’atto di registrazione al social network, ma derivano dai segnali che questi ultimi lasciano nella loro navigazione e nel loro uso dei pulsanti social dentro e, ancor più, fuori Facebook.

A portata di stampa

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2014

di Ester Draghi

Sempre più editori oggi sono in cerca di soluzioni di stampa digitale che siano economiche e veloci, senza per questo dover veder penalizzata la qualità dei propri stampati. Ne abbiamo parlato con Riccardo Porro, Project and Marketing Manager Commercial Print Channel di Canon Italia. Quali sono i problemi che risolve la stampa digitale? La tecnologia digitale permette una migliore gestione del catalogo perché, grazie ai suoi bassissimi costi di avviamento, non occorre stabilire una soglia di tiratura minima per ammortizzare la stampa, agevolando così prime edizioni e ristampe. Infatti, nel caso di autori esordienti e quindi ad alto potenziale di rischio, la stampa digitale permette, ad esempio, di fare delle tirature di test o di commercializzare i titoli in questione con tirature non eccessive. Inoltre la stampa digitale consente di adattare la produzione di un’opera a quella che sarà poi l’effettiva domanda del mercato. Un altro vantaggio sta nel tempo: produrre un libro in stampa digitale è molto più veloce rispetto alla stampa tradizionale e quindi riduce il time-to-market permettendo, ad esempio, di rifornire velocemente librerie e distributori. Infine grazie all’impiego della stampa digitale diminuisce anche il problema dei resi perché consente di tarare meglio le quantità di libri effettivamente prodotti e poi distribuiti alle librerie

Royalty rate e incubi digitali

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2010

di Raffaele Cardone

Il decollo del mercato digitale trova conferme nel flusso di notizie quotidiane che provengono da tutti gli attori della filiera: si moltiplicano gli accordi con i grandi player, Amazon, Apple e Google in testa

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