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Libri di Marina Micheli

Stili di studio degli universitari italiani tra carta e digitale

di Marina Micheli, Mirka Giacoletto Papas

editore: AIE

Carta o digitale per studiare all’Università? Per la prima volta una mappa di come gli universitari studiano usando supporti diversi. E una prima evidenza: più che su cosa si studia è importante il come. Stili di studio degli universitari italiani tra carta e digitale è l’indagine condotta dall’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con Consiglio Universitario Nazionale (CUN), Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) a cui hanno partecipato oltre duemila studenti universitari tra i diciotto e trent’anni nell’ambito del concorso è-book, all’interno del Maggio dei libri. Una fotografia precisa di come i giovani studiano oggi all’Università e sulle aspettative per domani, utile agli editori per orientarli nelle loro scelte editoriali, ma altrettanto a chi ha responsabilità politiche in materia.

Stili di studio degli universitari italiani tra carta e digitale

di Marina Micheli, Mirka Giacoletto Papas

editore: AIE

Carta o digitale per studiare all’Università? Per la prima volta una mappa di come gli universitari studiano usando supporti diversi. E una prima evidenza: più che su cosa si studia è importante il come. Stili di studio degli universitari italiani tra carta e digitale è l’indagine condotta dall’Associazione Italiana Editori (AIE), in collaborazione con Consiglio Universitario Nazionale (CUN), Conferenza dei Rettori delle Università Italiane (CRUI) e Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca (ANVUR) a cui hanno partecipato oltre duemila studenti universitari tra i diciotto e trent’anni nell’ambito del concorso è-book, all’interno del Maggio dei libri. Una fotografia precisa di come i giovani studiano oggi all’Università e sulle aspettative per domani, utile agli editori per orientarli nelle loro scelte editoriali, ma altrettanto a chi ha responsabilità politiche in materia.

Studiare tra carta e digitale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2014

di Marina Micheli

I dispositivi mobili per l’accesso a Internet e la lettura stanno facendo la loro comparsa nella «cassetta degli attrezzi» degli studenti universitari. Così che, al di là della retorica che spesso contraddistingue i discorsi sul digitale nella didattica universitaria, in questo periodo di rapidi cambiamenti è essenziale esaminare empiricamente l’uso delle tecnologie di studenti e insegnanti. L’indagine è-book, promossa dal Gruppo accademico professionale dell’Aie nel 2013, va in questa direzione grazie ad un questionario che indaga i metodi di studio degli universitari, in particolare l’uso che essi fanno di materiali cartacei e digitali per prepararsi agli esami. I risultati (pubblicati nell’e-book Stili di studio degli universitari italiani tra carta e digitale) non si limitano a presentare le tendenze generali – come se gli studenti fossero un insieme omogeneo –, ma identificano cinque profili che rappresentano differenti modalità di studio. Gli studenti che hanno compilato per intero il questionario sono stati 1.513. Per individuare gli stili di studio, il questionario chiedeva di indicare l’intensità di utilizzo (su una scala da 1 a 10) di materiali/strumenti didattici, equamente divisi tra cartacei e digitali. I più utilizzati si sono confermati i manuali cartacei consigliati dal docente (valore medio 9), seguiti dagli appunti (8,3) e dalle slide prodotte dal docente (7,3), primo materiale digitale per popolarità. Seguono tre strumenti «analogici» – le fotocopie (7,1), «libri e altre fonti cartacee individuate dallo studente per approfondire» (6,9), dispense del docente acquistate in copisteria (6,7) – e quattro digitali – materiali di approfondimento individuati dallo studente in rete (6,5) o consigliati dal docente (5,9), testi in formato e-book o Pdf (5,2) e materiale integrativo sul sito Web degli editori (4,7).

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