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E-book

e-book vs libreria?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2010

di Giovanni Peresson

Mentre il buzz su l'e-book raggiunge livelli che è difficile far coincidere con il peso che questo mercato ha,  non solo in Italia ma anche negli Stati Uniti, assistiamo a una sorprendente vitalità di formule commerciali tradizionali come la libreria. Canto del cigno o vitalità imprenditoriale?

Qual è il prezzo degli e-book in Europa?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2010

di Ilaria Barbisan

Conversione dei file, formati, supporti, diritti, titoli, distribuzione. Sono solo alcuni dei temi che ruotano attorno al più ampio fenomeno degli e-book. Fra tutti i diversi aspetti da tenere in considerazione, forse quello su cui attualmente si discute maggiormente è il prezzo che dipende da una serie di fattori che variano caso per caso.

Segnali di futuro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2010

di Mattia Fontana, Lorenzo Di Giovanni, Enrico Passoni e Alessandro Surico

Oggi la tecnologia permette agli utenti di mostre e istituzioni museali di accedere a contenuti di tipo multimediale in modo diverso e più approfondito, e soprattutto in totale libertà e autonomia.

Pour épater le prof

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2013

di Giorgio Kutz

È ormai storia passata quella del Bett fiera di gadget tecnologici con rubizzi imbonitori che esibivano rumorosamente le loro mercanzie «pour épater le prof». L’ultima edizione del febbraio scorso è stata impressionante per le dimensioni (oltre 650 espositori di tecnologie per la didattica), per il fittissimo calendario di seminari, eventi, conferenze (oltre 120 eventi «light» al giorno, della durata massima di 40 minuti ciascuno), e in generale per un mood più attento ai servizi, ai metodi, ai modelli, ai risultati, all’efficienza e all’efficacia delle soluzioni tecnologiche, mood figlio della conclamata complessità di questo mondo, e della sua incessante aggressività commerciale.

I libri di domani

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2013

di Ginevra Vassi

«Una pubblicazione a stampa non periodica di almeno 49 pagine, copertine escluse, pubblicata in un determinato paese e resa disponibile al pubblico». Questa la definizione di libro formulata dall’Unesco nel 1950. Ma oggi questa definizione è ancora applicabile? O, forse, oggi è più sensato parlare di narrazioni, storie, contenuti? Theodore Levitt, uno dei principali economisti statunitensi, già nel 1975 parlava di marketing myopia per l’«Harvard Business Review»: «Le ferrovie non hanno smesso di crescere perché i viaggiatori non ne avevano più bisogno. Le ferrovie oggi non sono nei guai perché quella richiesta è stata intercettata da altri (macchine, camion, aerei e anche telefoni) ma perché quel bisogno non è stato intercettato dalle stesse ferrovie. Hanno lasciato che gli altri prendessero i loro clienti perché pensavano di essere nel business delle ferrovie, non in quello dei trasporti». Viene da chiedersi se non valga lo stesso discorso anche per il mondo del libro. Quali sono gli «altri» che stanno intercettando i clienti? Quali sono quei prodotti che stanno erodendo il tempo dedicato alla lettura? E, soprattutto, anche questi sono libri?

Una totale confusione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2013

di Giorgio Kutz

La totale confusione tra didattica e divulgazione è il primo scoglio su cui si arenano tutti gli alieni che da decenni offrono «contenuti» al mondo della scuola per trarne in qualche modo profitto, senza conoscerne un’acca. Non farà eccezione l’ondata di offerte digitali che presto vedremo affacciarsi sul mercato education, complice una declinazione dell’Agenda digitale per la scuola compilata come di consueto da alieni. Questi si sono dimostrati ancora una volta (si, non è la prima…) più sensibili al luccichio del ferro (nel caso specifico i tablet) e al mitico «peso» in kg della cultura, che alla noia della (necessaria) riprogettazione della didattica in versione digitale e men che mai alla disperazione degli insegnanti. A questi, sciagurati, sempre più costretti a improvvisarsi bricoleur della didattica digitale, va la nostra piena solidarietà. E il conforto che, se proprio hanno voglia di lavorare di taglia e cuci sull’offerta divulgativa, qualcosa in giro da qualche parte c’è ed è inutile che se lo fabbrichino con la loro tastiera.

Think different

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2013

di Elisa Molinari

Stando alla definizione di Wikipedia, la Apple Inc. (fino al 2007 Apple Computer Inc.) è «un’azienda informatica statunitense che produce sistemi operativi, computer e dispositivi multimediali con sede a Cupertino, Silicon Valley». Fondata il primo aprile 1976 da Steve Jobs e dall’amico Steve Wokniak in un garage californiano – diventato ormai meta di pellegrinaggio – è una delle più grandi e controverse aziende al mondo. Amata alla follia o detestata in tutto e per tutto, difficile trovare vie di mezzo. Quelle che agli uni sembrano caratteristiche irrinunciabili, per gli altri non sono che il frutto di campagne marketing di primissimo livello – chi non ricorda lo spot Think Different, l’espressione «There’s an App for that» o la serie di video I’m a Mac vs I’m a PC? Quale dunque la verità? Come si spiega questa situazione? L’espressione «integrazione verticale» è una buona risposta. Sotto lo stesso nome trovano posto infatti una compagnia hardware, software, di servizi e di retail, perfettamente – verticalmente – integrate. Apple controlla infatti tutti i punti critici della filiera: costruisce l’hardware, possiede il software che viene ottimizzato per il proprio hardware, lo equipaggia con servizi Web (iTunes e iCloud) e controlla le vendite attraverso i propri store.

Formazione tra carta ed e-book

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2010

di Redazione

L'editoria professionale si è trovata fin da subito a dover fare i conti con le nuove tecnologie ed i nuovi supporti. Cambiamenti nei comportamenti di lettura e di ricerca delle informazioni da parte dei lettori sono il punto da cui gli editori del settore devono partire.

Ma al lettore (di e-book) cosa interessa?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2010

di Paola Mazzucchi

Al lettore di e-book e a un cliente delle piattaforme on line non interessano le discussioni che hanno affollato la stampa in questi mesi. Semplicemente come qualsiasi cliente vuole trovare il prodotto che cerca e utilizzarlo nel modo più facile e semplice possibile. Tutto il resto sono questioni che gli addetti ai lavori se credono in questo mercato dovranno trovare il modo di risolvere

Pronti, via!

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2010

di Ilaria Barbisan

E-book: nuovi formati nuovi device, nuovi canali di vendita. ma ci saranno dei lettori disposti a cambiare le proprie abitudini di lettura? Una panoramica su ciò che sta accadendo per cercare di avere le coordinate per il futuro

+ contenuti, + digitali

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2012

di Rosa Mugavero

Nonostante le attuali contingenze economiche negative, nel corso dell’ultimo anno i mercati digitali consumer, ovvero quei mercati che si rivolgono al consumatore finale e che si basano su piattaforme digitali come Pc, tablet, smartphone e Internet Tv, sono cresciuti in Italia del 14%, per un valore complessivo di 16.218 milioni di euro. Lo dichiara una ricerca della School of Management del Politecnico di Milano, presentata in occasione del convegno Ict & Gaming: trend emergenti e soluzioni consolidate, tenutosi ad ottobre a Milano. Secondo questo studio, il 56% del valore complessivo dei mercati digitali consumer proviene dall’e-commerce (9.137 milioni), il 31% (4.952 milioni) dalla vendita di contenuti e servizi digitali e il 13% (2.129 milioni) dalla pubblicità sui canali digitali, comparti che, rispetto al 2011, sono cresciuti rispettivamente del 18%, 7% e del 13%. Per quanto riguarda il mercato dei contenuti digitali a pagamento, interessante è notare che, benché i ricavi dalle vendite di abbonamenti premium alle cosiddette Sofa-Tv digitali siano rimasti pressoché stabili, a crescere sono stati in modo particolare i contenuti digitali e servizi di Pc (+ 23%), trainati soprattutto dalle nuove tipologie di giochi on line e dalle scommessi su Intenet, e i contenuti mobile per smatphone e tablet (17%), grazie soprattutto alle applicazioni e ai contenuti digitali acquistati navigando sul mobile Web. Un mercato, quello dei contenuti e dei servizi digitali che, per gli studiosi del Politecnico, è destinato a crescere ulteriormente nei prossimi anni grazie anche alla crescente diffusione di dispositivi mobili e di Internet Tv.

Convergenze digitali

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2012

di Chiara Marchioro

Il workshop Engaging the reader, realizzato per il terzo anno consecutivo dal master Professione editoria con la collaborazione degli studenti di Filologia Moderna dell’Università cattolica di Milano e del Creleb, si è interrogato sul dibattito nel mondo dell’editoria che oppone digitale e cartaceo in un’ottica di divergenza inconciliabile, proponendo al contrario il tema della convergenza come possibile soluzione. Cosa significa convergenza? Compresenza, continuità, confluenza tra ambiente digitale e cartaceo. Se riflettiamo per un momento sulla radice di tutte queste parole troviamo elemento comune: cum ovvero la natura ibrida della comunicazione. Qualcuno di noi conserva ancora l’orario dei treni in borsa? Quanti possiedono un elenco telefonico? Tutti ormai ricorrono al Web per ottenere qualsiasi informazione in tempo reale. «Non lo si può negare: si fruiscono testi su supporti diversi a seconda dell’occasione» ha affermato in apertura Edoardo Barbieri, docente di Storia del libro e direttore del Master Professione Editoria dell’Università cattolica. Andreas Degkwitz, direttore della biblioteca dell’Università Humboldt di Berlino, nel suo intervento Books or bytes or both?, in occasione del simposio internazionale Livros e universidades, suggerisce che davanti all’alternativa tra cartaceo e digitale si possa, in fondo, non scegliere: «Printed materials are still very useful channels to sum up and share research activities in a textual version, but digital platforms are enabling multi-modal formats of publications which printed formats will never be able to integrate». Sembra averlo ben compreso Zanichelli, ormai esempio di editoria scolastica mista. Il direttore editoriale Giuseppe Ferrari, intervenuto alla tavola rotonda Leggere convergenze all’interno di Engaging the Reader, ha raccontato che accanto a iniziative come l’offerta del download gratuito del testo digitale per l’acquisto di ogni edizione cartacea disponibile in versione e-book grazie all’appoggio al portale Scuolabook, la casa editrice si distingue nel panorama italiano per essere all’avanguardia nell’offerta di prodotti editoriali digitali. Da classici e-book a libri per i tablet, con inclusa la funzionalità quaderno, o il Dizionario analogico della lingua italiana da consultare via dispositivi mobili fino a tutorial come Matutor, che ben lungi dal ridursi a mero eserciziario on line, guida nella comprensione delle correzioni grazie a video che spiegano la teoria e tramite un software di valutazione personalizza la scelta degli esercizi proposti.

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