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Ediser

Cronache dalla città assediata

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Giovanni Peresson

Rispetto al 2011 la piccola editoria ha visto ridursi le vendite del 12,4% nei canali trade (-12,5% a volume: Fonte Nielsen) e il quadro appare anche più negativo se si considera tutto il perimetro in cui opera: -14,7% a partire da 209 bilanci di Pe, Fonte: Aie; -20,7% secondo il panel di 150 piccoli editori che hanno partecipato al numero «zero» dell’osservatorio Aie dedicato alla piccola editoria. La «crisi dentro la crisi», come titolava il convegno di apertura di Più libri. Meglio, una «crisi» – anche economica – dentro un cambiamento che attraversa piccoli e grandi, editori e librerie, lettori e canali di vendita (anche alcune librerie on line non se la passano più bene). In una parola: cambia la stessa funzione editoriale sulla quale si sono interrogati Sandro Ferri (Edizioni E/O) e Riccardo Cavallero (Mondadori) con tutti gli effetti che ciò può avere sulla filiera come sulle competenze professionali.

Dietro le quinte di Più libri più liberi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Redazione

Da gennaio il «Giornale della Libreria» inaugura una collaborazione con Gud che ogni mese racconterà il mondo dell'editoria attraverso il linguaggio del fumetto. Su questo numero abbiamo scelto di riproporre il capitolo conclusivo della cronaca disegnata di Più libri più liberi realizzata dal disegnatore durante la dodicesima edizione della fiera. www.gud.it/fumetto/

Editoria e innovazione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Michela Gualtieri

Nel 2014 partirà la prima fase operativa di Horizon 2020, il programma per l’innovazione e la ricerca con cui l’Unione Europea stanzierà, nel corso di sei anni, finanziamenti per 80 miliardi di euro. È questa un’opportunità da cui l’industria editoriale può trarre vantaggio, nella misura in cui, in seguito allo sviluppo del mercato digitale degli ultimi anni, essa si trova sempre più spesso a interagire con il settore delle nuove tecnologie informatiche. In quest’ottica si inscrive il network tematico Tisp (Technology and Innovation for Smart Publishing), varato a gennaio 2013 dalla Commissione Europea con lo scopo di favorire l’incontro tra aziende editoriali e del settore Ict per stimolare la nascita di nuovi prodotti e servizi proponendo risposte di marca europea alle nuove sfide dell’era digitale. Sotto il coordinamento di Aie, venticinque partner di dodici Paesi, tra cui le associazioni europee di entrambi i settori, diverse associazioni nazionali, istituti di ricerca e le fiere del libro di Bologna, Londra e Francoforte, si impegnano a fare rete per approfondire le tematiche più attuali riguardanti l’innovazione digitale, attraverso la condivisione delle conoscenze, l’analisi delle tendenze del mercato e lo scambio di esperienze di business. Gran parte della strategia di attuazione del progetto Tisp si basa sull’organizzazione di incontri professionali aperti: seminari e workshop tenuti nell’ambito delle più importanti fiere di entrambi i settori e all’interno di conferenze internazionali sono infatti le principali occasioni per fare entrare in contatto fornitori di tecnologia e fornitori di contenuti dando vita a nuove collaborazioni.

Gli editori della Sublime Porta

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Elena Refraschini

Dopo un primo approfondimento sull’editoria araba («GdL», 12, L’editoria del mondo arabo, di E. Refraschini, dicembre 2013) proseguiamo il ciclo di articoli dedicato alle editorie emergenti, a cominciare da quella turca. Questi sono anni fortunati per la Turchia e la sua industria editoriale: dopo essere stata ospite d’onore alla Fiera di Francoforte del 2008, quest’anno è stata il Market Focus alla Fiera di Londra, mentre sarà Paese ospite alla prossima Fiera di Pechino nel 2014 e alla Liber/Madrid del 2015. Tanta attenzione non può che essere meritata. Secondo alcune statistiche, c’è stata una crescita del 300% nel numero dei libri pubblicati negli ultimi dieci anni, e del 100% solo dal 2011 al 2012: si è passati infatti da 1.314 titoli a 2.928. Questo sviluppo può essere legato a diversi fattori: negli ultimi anni c’è stata una forte crescita nella popolazione (circa +1% annuo), ed è aumentata a 8 anni la durata della scuola dell’obbligo. Inoltre, miglioramenti nel campo della distribuzione e delle tecnologie editoriali hanno reso più razionale il ciclo di vita del libro, che beneficia anche di un ecosistema in salute: 6.000 librerie, oltre 1.000 biblioteche sparse sul territorio, oltre a circa 1.750 editori nelle maggiori città (l’80% si trova a Istanbul). Un’importante rete di servizi per una popolazione che legge in media 7/8 libri all’anno (Dati Yayfed, l’Associazione professionale degli editori turchi). Il settore della scolastica è il prominente, costituisce infatti il 58% della produzione annuale portando oltre 187 milioni di libri di testo gratuiti o quasi nelle scuole. Ed è proprio in questo settore che si stanno concentrando gli sforzi pubblici: è stato infatti inaugurato nel 2010 dal Ministero dell’istruzione un progetto mirato alla distribuzione di tablet ai circa 17 milioni di studenti dalle scuole elementari fino alle superiori secondarie, associato naturalmente ad un grande sforzo di digitalizzazione dei testi scolastici.

Il «terzo luogo» del libro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Lorenza Biava

Spazio «altro» rispetto alle librerie tradizionali e poi al commercio on line, la GdO è diventata oggi il «terzo luogo» del libro. Da questa rete diffusa e capillare transita circa un quinto del mercato librario a volume (canali trade) e, nella geografia dei nuovi canali di vendita che la crisi sta ridisegnando, anche i tradizionali «banchi libri» vengono ripensati. Eppure ogni mercato ha le sue luci e le sue ombre e così, dopo anni relativamente tranquilli, gli ultimi dati mostrano che alla tenuta a volume si accompagna una netta decrescita a valore. Ne abbiamo parlato con due società leader nella distribuzione alla GdO, Opportunity e Mach2libri.

L'altra faccia del professionale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Emilio Sarno

Professionale! E subito si pensa all’editoria giuridica, fiscale, tecnica. A lettori e clienti che svolgono attività come notai, avvocati, giuslavoristi, amministratori, fiscalisti. A un’editoria che sta sempre meno nei canali fisici, e sempre più in servizi e prodotti – banche dati, applicazioni, software per uffici e amministrazioni, e-book – distribuiti e resi accessibili (in un mix tra carta e digitale) attraverso il Web. Certo una parte importante del professionale (giuridico fiscale) sta evolvendo da anni verso questo tipo di soluzioni. Fin dai tempi dei primi cd-rom (poi Dvd-rom) che contenevano le banche dati iuridicofiscali. Non a caso un Ceo di uno dei maggiori gruppi internazionali che operano in questo settore, già qualche anno fa, alla domanda su come «vedeva» la sua azienda, non faceva fatica a rispondere, che «l’editore (che opera nel settore professionale) è un produttore di informazioni, prodotti e servizi per un pubblico di utenti professionali, che usano sempre più le diverse tecnologie e sempre più in mobilità» (Simba Global Professional Publishing, 2009-2010). Un produttore e organizzatori di informazioni, contenuti e soluzioni per un pubblico professionale che li vuole usare sempre più anche fuori dall’ufficio o dallo studio. A prescindere dal supporto e dal luogo in cui il contenuto viene utilizzato. Lo stesso mondo professionale che ha visto negli anni diminuire il peso della carta (-22% nella tiratura media) o orientarsi a una larga disponibilità di dotazioni mobili da parte del professionista per leggere newsletter direttamente da pc o tablet (65%), accedere a banche dati (90%), ecc. continua a conservare un forte rapporto con la «carta». «I materiali preferisco stamparmeli» indica il 27% dei professionisti (più gli avvocati che i commercialisti perché anche il mondo professionale non è tutto uguale), e l’82% afferma che comunque «continua a consultare e leggere i libri», il 65% comunque nell’affrontare un tema per un cliente «sottolinea le parti importanti e inserisce segnalibro e post-it».

La formazione è servita

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Elena Vergine

Lo scaffale professionale non ha mai smesso di reinventarsi per rispondere ai nuovi modi di informarsi di professionisti sempre più multilingue e multitasking con i loro iPad a portata di tap. Ma verso quale direzione ci stiamo muovendo in questo inizio di 2014? Ne abbiamo parlato con alcune delle sigle editoriali che presidiano il settore.

La vetrina Facebook

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Serena Baccarin

I social network costituiscono da anni un aspetto preponderante della comunicazione in campo editoriale. Se gli editori iniziano a mostrare di sapersi mettere in luce disquisendo sui topic a suon di «twittate» (ma si veda l’indagine presentata al Salone di Torino nel maggio scorso sul reale uso di Twitter a indicare la strada ancora da fare), il mezzo preferito dai librai si conferma essere Facebook, il social che per sua natura si rivela il più adatto alle strategie promozionali attuate dalle librerie non di catena. Dalla riproposizione della vetrina, ai concorsi a premi, in che misura la comunicazione social produce un ritorno per le librerie?

Mestieri a scaffale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Serena Baccarin e Elena Vergine

Sebbene le nuove tecnologie, Internet e l’e-commerce stiano mettendo in crisi una parte dell’editoria professionale tradizionale, i clienti delle librerie evidenziano nuove esigenze di aggiornamento e di formazione professionale soprattutto per quanto riguarda le nuove tecnologie e l’approfondimento di tutti quegli aspetti inerenti la sfera relazionale e l’autoaffermazione sul luogo di lavoro. Avere uno scaffale profondo e completo di pubblicazioni rivolte ai professionisti aiuta la libreria, indipendente o di catena, a distinguersi rispetto alla concorrenza e a guadagnare prestigio. Saper rispondere e interpretare in maniera puntuale le esigenze di una clientela che deve mantenersi sempre al passo con i tempi è una prerogativa che aiuta a distinguere il proprio punto vendita sul territorio e a contrastare l’avanzata del digitale e dell’acquisto on line. Ma come si può gestire al meglio lo scaffale professionale nelle librerie? Provano a spiegarcelo cinque librai.

Mondi che si avvicinano

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Michela Gualtieri

Lo snodo tra aziende provenienti da mondi diversi rappresenta un promettente terreno attraverso cui contrastare l’avanzata dei big player con i loro nuovi modelli ad ecosistema chiuso. Un terreno in cui diventa importante iniziare a monitorare i casi di eccellenza – come sta facendo Aie con Tisp da luglio scorso – e suggerire, attraverso seminari e workshop, possibili linee di percorso in direzione di sistemi aperti, interconnessi e interoperabili. Un esempio interessante è quello di Tolino che, operativo in Germania da marzo 2013, coinvolge quattro catene di librerie (Thalia, Hugendubel, Weltbild, Der Club Bertelsmann) e Deutsche Telekom, nella creazione di un intero ecosistema di vendita, distribuzione e lettura dei libri digitali. Grazie all’e-reader Tolino Shine, l’utente ha infatti accesso a ben quattro store on line, per un totale di 300.000 titoli che sono direttamente scaricabili sul dispositivo grazie alle infrastrutture informatiche di Deutsche Telekom. Il provider telefonico mette anche a disposizione dell’utente lo spazio di  archiviazione in cloud e 11mila hotspot diffusi sul territorio tedesco, cui il Tolino Shine può connettersi liberamente. L’alleanza tra le catene garantisce un sistema aperto, di leale competizione, che migliora il servizio per i lettori senza costringerli all’acquisto presso un unico store. «Nel 2011 Deutsche Telekom – ci spiega Klaus Renkl, responsabile sviluppo prodotto Tolino e-reader per Deutsche Telekom, il quale è stato coinvolto dal network Tisp nella discussione sui nuovi modelli distributivi dell’e-book – aveva lanciato il suo primo portale per la distribuzione di e-magazines, e-newspapers e e-book».

Più social più vendite?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Edward Nawotka

Potrebbe sorprendervi sapere che alcuni dei professionisti di spicco dell’editoria mondiale la pensano diversamente. In un intervento alla conferenza sui libri per bambini di «Publishing Perspectives» nel 2012, David Levithan di Scholastic Books – l’uomo che ha editato Harry Potter per il mercato americano e acquisito e sviluppato la trilogia di Hunger Games – ha dichiarato che la sua casa editrice non aveva prove che i social media abbiano mai influito direttamente sulle vendite. Oltre a lavorare come editor, Levithan è un autore molto amato di best seller per Young Adults che mantiene solo un minimo di interazione sui social media, trovandola una distrazione dalla routine quotidiana. È curioso però che Levithan sia stato uno dei primi a scrivere e diffondere un racconto tramite Twitter: The Lover’s Dictionary. Ciò detto, resta un dato di fatto che gli editori statunitensi siano presenti su tutti i siti dei maggiori social media, tra cui Facebook, Twitter, Tumblr e Instagram. Ogni editore usa queste piattaforme in modo diverso. Random House è stata lodata per non aver cercato di usare il sito come canale di vendita, scegliendo invece di postare quesiti anodini del calibro di «Cosa stai leggendo oggi?» e «Qual è il tuo posto preferito per leggere?»; Random House conta circa 80.000 «Mi piace». Penguin usa Twitter per ospitare mini club dei libri, in cui i lettori possono porre domande direttamente agli autori; la casa editrice, che vanta più di 35 account Twitter al suo interno, che spaziano da argomenti specifici al Tir dei libri Penguin (un tir itinerante tra le fiere del libro), ha più di mezzo milione di followers. Tra gli editori internazionali la più popolare piattaforma di social media è probabilmente Tumblr, che mira all’industria editoriale in modo aggressivo.

Professione distributore

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Ester Draghi

Il Consorzio Egaf è una struttura organizzativa specializzata nella distribuzione del settore editoriale giuridico fiscale, aziendale, tecnico-scientifico ed universitario. La capillarità del servizio unitamente alla puntualità delle visite effettuate dagli agenti fanno di Egaf una delle più significative realtà per la distribuzione specializzata sul territorio nazionale. «Dopo venticinque anni di storia la nostra organizzazione ha avuto contatti con quasi tutta la filiera editoriale, – spiega Gabriele Panimolle, presidente del Consorzio Egaf. – Anche se oggi, arallelamente al nostro core business giuridico, abbiamo avviato anche un servizio che ci consentirà di espanderci nel settore dell’editoria di varia». Ad oggi il Consorzio Egaf è composto da undici «distribuzioni» con una copertura capillare su tutto il territorio nazionale: «I nostri oltre trenta agenti visitano le librerie con periodicità settimanale o quindicinale, presentando le novità dei nostri editori e governando lo scaffale per tenere i librai sempre aggiornati sulle novità. Nel 2013 abbiamo toccato 2.624 punti vendita tra librerie generaliste, specializzate e cartolibrerie. Inoltre, oramai da un po’ di tempo, abbiamo attivato un servizio di depositi presso le librerie grazie al quale i nostri agenti operano continuamente la spunta del venduto sui depositi e aggiornano costantemente il libraio rispetto alle novità in uscita».

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