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Fascicoli

Maggio 2026

rivista: Giornale della Libreria

Uno spostamento di prospettiva   Il Salone internazionale del libro di Torino rappresenta ogni anno un momento di visibilità e di confronto per l’intera filiera editoriale. Non è soltanto una grande manifestazione pubblica, ma un dispositivo che consente di leggere in modo più nitido le trasformazioni in atto nel mercato, nei comportamenti di lettura, negli universi presenti della cultura. Il tema scelto per l’edizione 2026 – Il mondo salvato dai ragazzini – introduce un elemento di discontinuità che merita attenzione. Non si limita a indicare una fascia di pubblico, ma propone uno spostamento di prospettiva: assumere lo sguardo delle nuove generazioni come chiave per interpretare il presente e orientare le scelte culturali. Una direzione che la curatela di Annalena Benini rende esplicita e strutturale, portando a maturazione un percorso avviato nelle edizioni precedenti. È un’indicazione che riguarda da vicino anche l’editoria. Le analisi raccolte in questo numero mostrano un settore attraversato da dinamiche articolate, in cui coesistono segnali di fragilità ed elementi di tenuta. Le classifiche dei libri più venduti restituiscono un quadro in cui la crescita del numero di novità non si traduce automaticamente in risultati di vendita. Al contrario, emerge con forza il ruolo del catalogo, che continua a sostenere il mercato e a garantire continuità nel tempo, mentre si accentua la polarizzazione tra narrativa di genere e narrativa letteraria. Allo stesso tempo, si osserva uno spostamento più ampio nelle scelte di lettura. Negli ultimi anni è la narrativa – nelle sue diverse forme, dalla fiction tradizionale al fumetto, fino ai generi seriali – ad aver trainato la crescita, mentre la saggistica e la manualistica mostrano un andamento più incerto, segnato da stagnazione o arretramento. Questi dati non descrivono soltanto un cambiamento nei gusti, ma rimandano a trasformazioni più profonde nei modi in cui si costruisce il rapporto con il sapere, con l’informazione e con l’esperienza di lettura. In questo scenario si inserisce un ulteriore fattore di cambiamento, al centro anche degli appuntamenti professionali promossi o partecipati dall’Associazione Italiana Editori al Salone. Giovedì 15 maggio, il tradizionale incontro Dove sta andando il mercato del libro nel 2026? offre una lettura aggiornata dei dati del primo quadrimestre e delle principali dinamiche di consumo. Nello stesso contesto si colloca la presentazione della ricerca L’effetto dell’audiovisivo sull’editoria e sui lettori, realizzata da Netflix e NielsenIQ e presentata al Salone in collaborazione con AIE. L’indagine mostra come serie e film non si limitino a generare picchi temporanei di vendita, ma agiscano come dispositivi strutturali di scoperta, capaci di riattivare il catalogo, prolungare il ciclo di vita dei titoli e incidere sui comportamenti di lettura. Il rapporto tra pagina e schermo si configura così sempre meno come una relazione competitiva e sempre più come un sistema integrato, in cui linguaggi diversi concorrono a costruire percorsi di fruizione complessi e distribuiti. La partecipazione dell’Associazione Italiana Editori al palinsesto del Salone – dallo sviluppo internazionale con Newitalianbooks ai temi dell’accessibilità digitale affrontati da Fondazione LIA, fino alla formazione delle nuove professionalità editoriali, con il venticinquesimo anniversario del Master in editoria dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con AIE e Fondazione Mondadori – restituisce nel suo insieme una fotografia concreta delle principali linee di evoluzione della filiera. Una filiera che si muove tra innovazione tecnologica, apertura ai mercati internazionali e necessità di adeguamento a nuovi contesti normativi e culturali. Il Salone internazionale del libro di Torino, nella sua evoluzione recente, intercetta e rende visibile questa complessità. Alla dimensione di evento pubblico affianca quella di piattaforma professionale, luogo di incontro e di lavoro per editori, librai e operatori, e spazio in cui si costruiscono letture condivise del presente e del futuro del settore. La scelta di mettere al centro lo sguardo delle persone più giovani si colloca all’interno di questo quadro. Non come elemento retorico, ma come tentativo di misurarsi con una domanda di fondo: come si formano oggi i pubblici della lettura? E attraverso quali linguaggi, dispositivi e pratiche passa la costruzione del rapporto con il libro? Il futuro del libro non si gioca su un singolo terreno, ma nell’equilibrio tra questi elementi. Ed è proprio nella capacità di tenerli insieme – qualità editoriale, innovazione, relazione con i pubblici – che si misura la tenuta e la prospettiva del settore.   Innocenzo CipollettaDirettore responsabile del Giornale della Libreria

Marzo 2026

rivista: Giornale della Libreria

Crescere lettrici e lettori   Il 2025 è stato un anno complesso per il mercato del libro italiano, che ha registrato una contrazione a valore e a copie, confermando il rallentamento seguito alla fase di espansione post-pandemica. In questo contesto, l’editoria per bambine e bambini, ragazze e ragazzi si è distinto come l’unico segmento che non è arretrato a copie e che ha mostrato una lieve crescita a valore. È un dato che va letto con attenzione. Non perché annulli le difficoltà del quadro generale, ma perché ne riequilibra l’interpretazione. Senza il contributo del comparto 0-14 anni, il 2025 avrebbe presentato un profilo più critico. Il segmento ragazzi si conferma dunque un elemento di stabilità in un mercato esposto a fragilità strutturali. Come emerge dall’analisi pubblicata in apertura di questo numero, la tenuta è trainata soprattutto dalla prima infanzia. La fascia 0-5 anni continua a crescere, mentre le età successive mostrano dinamiche più articolate, con segnali di indebolimento nel middle grade e uno spostamento verso generi e linguaggi ibridi. In un Paese segnato da un calo demografico costante, il fatto che le copie acquistate per i più piccoli non diminuiscano in modo proporzionale indica che il libro conserva un valore forte nella percezione degli adulti di riferimento: educativo, relazionale, simbolico. Le classifiche settoriali approfondite in queste pagine confermano la centralità del catalogo e dei long seller, capaci di attraversare le generazioni, accanto a una produzione che sperimenta formati, temi e contaminazioni. Le testimonianze degli editori restituiscono un settore vitale ma consapevole delle proprie sfide: il rapporto con la scuola, la promozione della lettura, il ruolo delle biblioteche, la difficoltà di mantenere continuità nella fascia scolare, l’evoluzione dei linguaggi in un ecosistema dominato dalla dimensione visiva e digitale. Che questo numero esca, come da tradizione, in occasione della Bologna Children’s Book Fair non è un fatto meramente calendariale. La produzione italiana per l’infanzia rappresenta una riconosciuta eccellenza, fortemente proiettata sul piano internazionale. La fiera è il luogo in cui questa dimensione si rende visibile: nello scambio di diritti, nelle coedizioni, nel dialogo con l’audiovisivo e il licensing, nelle connessioni tra editoria generale e contenuti per ragazzi. In questa prospettiva si inserisce anche l’inserto centrale in lingua inglese, realizzato in collaborazione proprio con BCBF: uno strumento rivolto al pubblico internazionale che frequenta la manifestazione. Il numero si chiude con uno sguardo alle trasformazioni che stanno attraversando l’intera filiera. L’approfondimento dedicato alle applicazioni dell’intelligenza artificiale e alla sua relazione con l’«intelligenza editoriale» – sviluppato anche nel dialogo con la Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri – invita a leggere questi cambiamenti non in chiave futuribile, ma come parte di un processo già in atto. La questione non è se l’IA entrerà nel lavoro editoriale, ma come governarne l’impatto in modo coerente con la qualità, la responsabilità e la sostenibilità del settore. Per l’editoria bambini e ragazzi, che più di altri ambiti lavora sulla formazione e sull’immaginario delle nuove generazioni, questa riflessione assume un valore ulteriore. Innovazione e tutela, apertura e consapevolezza: sono tensioni che non possono essere eluse. Crescere lettrici, crescere lettori significa oggi tenere insieme continuità e cambiamento. Continuità nella qualità del catalogo, nella cura della relazione con scuola e famiglie, nella promozione della lettura come investimento culturale e sociale. Cambiamento nella capacità di governare nuove tecnologie, nuovi linguaggi, nuove modalità di fruizione. È in questo equilibrio che si gioca il futuro del segmento ragazzi. E, con esso, una parte decisiva del futuro dell’intero mercato del libro italiano.   Innocenzo Cipolletta Direttore responsabile del Giornale della Libreria

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