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Ediser

La salute prima del benessere

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Emilio Sarno

L’impatto della crisi economica si è fortemente ampliato nel corso del 2012 e ancor più nel 2013, con la discesa della fiducia dei consumatori ai minimi storici a causa della somma delle incertezze legate al posto di lavoro e della crescente insicurezza personale. Risultato: le strategie di acquisto tendono ad appiattirsi sulla convenienza o sulla riduzione dei consumi. In questo quadro, la «salute» – invece – si conferma come valore baricentrico, resistente alle tensioni generate dalla crisi economica. Oltre il 60% degli italiani la pone al primo posto nel proprio ranking valoriale, ben prima dello stesso «benessere economico» (39%), o di «casa e famiglia» (35%; Fonte: Gfk Eurisko «A lei cosa interessa di più avere e valorizzare nella vita?»). Nell’ultimo decennio sono andati crescendo una serie di comportamenti (macro e micro) finalizzati alla ricerca attiva di benessere, e di percezione del proprio stato di salute. In un momento di forti incertezze, il prendersi cura di sé rappresenta uno dei modi attraverso cui costruire un progetto individuale positivo, dotato di senso. Promuovere la propria salute appare – lungo tutto il decennio scorso e con trend di crescita che si accentuano ulteriormente in anni recenti – come uno dei bisogni primari. Anche se, nel 2013, per la prima volta si colgono i segnali di una ricerca della convenienza anche nei prodotti/servizi legati al benessere, l’area dei consumi di salute non sembra più di tanto toccata dalla crisi.

La scrittura in tv

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Elena Vergine

Masterpiece è il «talent show letterario», coprodotto da Freemantle Media e Rcs Libri e in onda su Rai 3, che coniuga cultura e intrattenimento in un format che vede degli scrittori esordienti sfidarsi per vincere la possibilità di pubblicare un romanzo con Bompiani. Alla chiusura delle selezioni per individuare i concorrenti, la redazione del programma aveva ricevuto quasi cinquemila dattiloscritti e centinaia di persone sono state provinate in previsione della messa in onda. Conclusasi la fase di selezione dei finalisti il programma si avvia, proprio a febbraio, verso la sua fase finale che si concluderà con la proclamazione del vincitore. La trasmissione – la cui prima puntata è stata vista da circa 700 mila spettatori con uno share del 5,14% – ha diviso pubblico e critica e ha fatto molto parlare di sé, sia all’estero che in Italia. Al di là dei giudizi di merito, sicuramente interessante è l’oggettiva novità del format che non trova eguali nemmeno negli Usa, la patria dei reality show. Eppure, come sottolinea Edward Nawotka su «Publishing Perspectives» nel suo Why Tv Writing Competitions Can Be More Subversive Than You Think, uno degli aspetti più trascurati dalle discussioni che vedono dibattere detrattori e sostenitori di Masterpiece è quello che riguarda il background storico della letteratura in televisione, che non è affatto vasto. Esistono infatti almeno altre due trasmissioni che hanno tentato di portare gli scrittori sul piccolo schermo, Poets Million (Emirati Arabi Uniti) e LuchaLibro (Perù), e che – a detta di Nawotka – racchiudono addirittura un potenziale sovversivo.

La versione di Gud

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Redazione

Continua la collaborazione tra Gud e il «Giornale della Libreria» per raccontare ogni mese il mondo dell'editoria attraverso il linguaggio del fumetto. Su questo numero Gud riflette sulla definizione di «lettore forte» adottata da Istat e ne dà la sua personale interpretazione. Per conoscere altri lavori di Gud visitate il sito www.gud.it/fumetto/

Lettura, boom negativo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Giovanni Peresson

1.984.000 lettori in meno: un calo del -7,6% rispetto al 2012 e, se a questo aggiungiamo che i canali trade hanno fatto segnare a loro volta un -6,5% a valore (e un -2,1% a copie; i dati si riferiscono al periodo gennaio-novembre 2013 sul corrispondente periodo dell’anno precedente), non possiamo dire che l’uscita dal tunnel in cui si trova l’editoria italiana sia vicina. I tre punti percentuali in meno di penetrazione della lettura di libri rilevati da Istat lo scorso anno e resi noti a dicembre, riportano il mercato potenziale della nostra filiera di carta ai valori del 2005/2007. In questo senso, lo scorso anno, avevamo peccato di ottimismo nel leggere quel +1,2% (dopo il -2,7% del 2011) come una delle normali oscillazioni del mercato.

Perchè non leggiamo?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Lorenza Biava

Interpretare l’Italia che emerge dai dati Istat non è un esercizio di pura teoria ma un modo per capire dove sta andando il Paese e quali sono gli scenari futuribili per un Italia che ha smesso di leggere. Per capire cosa si nasconde dietro a quel preoccupante -7,6% (pari a un calo di tre punti percentuali) abbiamo chiesto ad alcuni personaggi di spicco del mondo della cultura qualche risposta. Gino Roncaglia, docente dell’Università della Tuscia ed esperto di editoria digitale, Bruno Arpaia, giornalista e autore de La cultura si mangia (Guanda), Roberto Ippolito, editorialista e autore di Ignoranti (Chiarelettere) e Pierdomenico Baccalario, autore di libri per ragazzi, hanno risposto all’appello.

Prestiti digitali

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Elisa Molinari

3 mila biblioteche aderenti in 15 regioni italiane e 4 Paesi stranieri (Svizzera, Slovenia, Australia, Giappone), 25 mila e-book italiani di 230 editori, oltre 70 mila e-book stranieri. Questa è in estrema sintesi, MediaLibraryOnLine, la piattaforma italiana per il prestito digitale che oggi conta 290 mila utenti iscritti. Abbiamo chiesto a Giulio Blasi, amministratore unico di Horizons Unlimited, la società che ha sviluppato Mlol, di raccontarci le ultime novità. Cosa è cambiato da quando avete iniziato nel 2009? È cambiato tutto, nel senso che nel 2009 di fatto non esisteva un mercato degli e-book in Italia. Siamo partiti un anno prima rispetto allo sviluppo dei grandi shop italiani: l’unico operatore che lavorava in digitale con le biblioteche in quel periodo era Casalini libri che è ancora un nostro partner importante, principalmente nel settore dell’editoria accademica. Una volta partiti, il percorso è stato relativamente rapido soprattutto se confrontato con la realtà americana. Negli Stati Uniti tutto questo è iniziato nel 2000 con Overdrive, il nostro omologo americano che magari, prima o poi, diventerà nostro competitor in Italia.

Una App al museo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2014

di Michela Gualtieri

I musei sono comunemente considerati i baluardi della tradizione, quasi – ci si passi il termine – del passatismo, come se il culto «delle Muse» dovesse per forza trasformarsi nella sterile ammirazione di un repertorio di anticaglie. Con buona pace dei futuristi che avrebbero voluto bruciarli, i musei sono tuttora luoghi vivi, che si evolvono e sperimentano nuovi modi per coinvolgere il visitatore, trasmettergli conoscenze, stimolarlo a tornare. In questo le nuove tecnologie forniscono un grande aiuto, dato che le applicazioni per dispositivi mobili stanno sempre più spesso sostituendo alle audioguide nella funzione di accompagnare il visitatore lungo il percorso espositivo, agevolando la fruizione dell’esposizione. Le immagini ad alta risoluzione permettono infatti di ingrandire dettagli che sarebbe difficile cogliere a occhio nudo, mentre le descrizioni, in formato testo o audio, risultano facilmente accessibili e fruibili. Inoltre le applicazioni distribuite on line rendono i contenuti dell’esposizione disponibili a un pubblico potenzialmente molto vasto e distante geograficamente, che non avrebbe modo di visitare di persona il museo.

Biblioteche e cultura, un bilancio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Ester Draghi

Gennaio è un mese di bilanci: il 2013 si è concluso e la crisi economica generale non accenna ad allentare la sua morsa, il mondo culturale italiano ha di fronte a sé altri dodici mesi in cui la lotta per la sopravvivenza si preannuncia ardua. Tuttavia l’anno appena trascorso non si è lasciato alle spalle solo cose brutte e BiblioPride – patrocinata, tra gli altri, dall’Assocciazione italiana editori – è una di quelle iniziative che non vanno dimenticate e che, ci auguriamo, festeggerà in questo 2014 la sua terza edizione. La Giornata nazionale delle biblioteche, svoltasi lo scorso 5 ottobre a Firenze, non era una manifestazione sui cui tutti erano pronti a scommettere «E invece – racconta Stefano Parise (presidente dell’Aib) – si è conclusa con una grande festa nonostante la pioggia insistente. Infatti, se tenace si è dimostrato il temporale abbattutosi durante l’intera giornata sulla città toscana, altrettanto lo sono state le oltre 2.500 persone che hanno visitato la Bibliotenda e i numerosi stand delle realtà associative che si occupano di promozione della lettura e della cultura».

Bricks and clicks

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Laura Varisco

L’abbondanza dell’offerta editoriale odierna (oltre 60 mila titoli pubblicati, circa 700 mila in commercio), rende complessa per il lettore/cliente la ricerca di una lettura, ma allo stesso tempo carica questo processo di qualità emozionali nei rapporti tra le persone e i libri. Durante la ricerca e scelta di un libro, si effettua un percorso inferenziale tracciato attraverso un’esplorazione istintiva, intima – spesso anche irrazionale – tra i vari titoli proposti. È un percorso fatto “Nell’e-commerce l’attenzione si sposta dal libro al processo che si attua per arrivarci” di passaggi e continui rimandi ad altri elementi, una strada ricca di biforcazioni davanti alle quali si devono prendere delle decisioni. Strade in cui ci si perde per poi ritrovarsi e perdersi di nuovo, in un viaggio durante il quale si impara a conoscersi, ci si guarda dentro attraverso le proprie scelte e le emozioni che si provano di fronte a quello in cui ci si imbatte. Mentre l’offerta – all’interno del mondo fisico – è ricca di emozioni legate all’approccio, all’ambiente e all’oggetto, quella che si realizza nel mondo digitale dell’e-commerce risulta molto più povera di queste cariche emozionali. Come è possibile, quindi, arricchire l’esperienza della ricerca nell’universo dell’e-commerce? Per rispondere bisogna spostare l’attenzione da quella che è la meta ambita, cioè il libro da leggere, al processo che si attua per arrivarci, caricando questo percorso della complessità e della ricchezza emozionale specifici e caratteristici della ricerca del libro nel mondo fisico. Perché spesso non è importante quello che stiamo facendo, ma come ci sentiamo mentre lo facciamo.

Cambi di canale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Giovanni Peresson

ll passaggio al «digitale» – e alle sue sorti magnifiche e progressive – non è un pranzo di gala e, se le librerie rappresentavano il 79,2% dei canali trade nel 2007, cinque anni dopo sono già scese al 72,0% (quelle a conduzione familiare dal 42% passano al 31%). Nel 2010 l’e-book valeva lo 0,1% dei canali trade, l’1,8% nel 2012 e alla fine dello scorso anno si avvicinava al 3%. Il format commerciale della libreria fisica – di catena e indipendente – è in difficoltà. La filiera tradizionale di distribuzione del libro, fatta di regole e di consuetudini commerciali, frutto a loro volta di stratificazioni di prassi arzigogolate e ormai inefficienti, di visioni ombelicali e intimiste della propria attività e del proprio ruolo, prima che venir largamente compromessa dal digitale è stata investita da almeno tre diverse perturbazioni. Alla concorrenza si aggiungono le difficoltà finanziarie di accesso al credito di tutta la piccola e media impresa distributiva, senza poter contare su tutte quelle forme di tutela che le librerie hanno invece in Francia o in Germania.

Cambiamenti in corso

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2014

di Alfieri Lorenzon

Come deve adeguarsi una rivista professionale ai cambiamenti che in questi anni stanno modificando non solo il modo di tenersi aggiornati, ma anche i «tempi» da dedicarvi e gli strumenti per farlo dal punto di vista dei contenuti e delle informazioni da trattare, così come dei servizi agli abbonati e agli editori? Sono queste le domande che ci stanno guidando nella trasformazione della rivista dell’associazione: il «Giornale della Libreria». Le risposte a queste domande sono passate, tra 2012 e 2013, prima di tutto attraverso la riorganizzazione del sito Web e dei suoi contenuti con la presentazione di notizie e flash di attualità relativi al mercato italiano e internazionale. Inoltre dallo scorso anno i processi produttivi sono stati riportati internamente alla redazione, passaggio indispensabile per arrivare alla realizzazione di un’edizione digitale del «GdL». L’edizione digitale affiancherà nel 2014 quella cartacea permettendo al lettore di scegliere tra due diverse modalità di tenersi aggiornati (oltre a tagliare i tempi fisici della distribuzione postale). La nuova edizione in digitale, per quest’anno proposta in formato Pdf interattivo, ha tra i suoi vantaggi la possibilità di implementare una serie di servizi aggiuntivi, a partire dai link ad altri articoli usciti sulla rivista, ai collegamenti diretti ai materiali presentati in occasione di convegni oppure indirizzati verso le fonti Web più aggiornate. In prospettiva queste nuove potenzialità potranno aprire a collegamenti con i siti e le schede degli editori inserzionisti che potranno così far conoscere meglio la loro proposta a librai e biblioteche, ma permetteranno anche di valorizzare i servizi con gallerie fotografiche (report sulle aperture di nuove librerie, ad esempio) e altro.

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