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Ediser

Il Papa e gli altri

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Redazione

Attenuate dal proliferare di produzioni editoriali riguardanti il pontefice, le performance di vendita delle librerie religiose sembrano accusare in modo meno doloroso la flessione degli ultimi anni. L’ampio consenso raggiunto da papa Francesco non può tuttavia da solo far miracoli e le librerie di settore si trovano impegnate in una ricerca sempre più mirata di nuovi titoli e linguaggi, al fine di offrire una proposta che sia attenta ai problemi sociali e culturali odierni. Come si organizza lo scaffale religioso in libreria? Lo abbiamo chiesto a Samuele Bernardini, direttore e coordinatore degli eventi della libreria Claudiana di Milano, e presidente di Lim – Librerie indipendenti Milano.

La battaglia delle App

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Cristina Mussinelli

Anche quest’anno, per la quarta volta, la Fiera del libro per ragazzi di Bologna ha acceso i riflettori sul vastissimo mondo delle App per bambini con il Bologna Ragazzi Digital Award, un premio che intende promuovere le modalità innovative di sviluppo per l’editoria digitale destinata all’infanzia. Quest’anno la giuria ha dovuto valutare 192 candidature provenienti da 27 Paesi, tra cui ha selezionato un solo vincitore assoluto, due menzioni e 5 finalisti per ognuna delle due categorie previste dal premio: fiction e non fiction. La valutazione e la selezione è un lavoro difficile ma anche appassionante sia perché tratta di un osservatorio privilegiato sulla produzione internazionale in questo ambito, sia perché permette di confrontare le proprie opinioni con quelle di altre persone con esperienze, competenze e punti di vista diversi e complementari. La giuria è composta da esperti selezionati dalla Fiera che ruotano ogni anno: quest’anno oltre a me, ne facevano parte l’americano Warren Buckleitner, direttore della «Children’s Technology Review», l’illustratore belga Klaas Verplancke e l’inglese Max Whitby, co-fondatore di Touchpress. Per avere anche il punto di vista dei potenziali utenti, è stato poi coinvolto un piccolo gruppo di bambini «amici» con cui si sono analizzate le App giudicate più meritevoli.

La fede in tasca

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Michela Gualtieri

In un mondo in cui il 93% della popolazione possiede un dispositivo mobile, è naturale che fioriscano applicazioni utili per tutte le esigenze, comprese quelle di tipo religioso che tanta importanza rivestono nella quotidianità di milioni di persone. La comodità della consultazione, l’attrattività della grafica, l’immediatezza e l’istantaneità rendono questi prodotti, frutto delle nuove tecnologie, adatti a rispondere ad antichissimi bisogni di senso. Gli App Store dei diversi sistemi operativi sono quindi ormai affollati di riproduzioni digitali dei testi sacri, quiz a tema religioso, calendari delle festività, strumenti a supporto del fedele nelle diverse pratiche rituali. Nel mondo cristiano, tra le applicazioni più diffuse troviamo Laudate, con oltre un milione di installazioni sui dispositivi di tutto il mondo. Disponibile in sei lingue, offre la possibilità di leggere la Bibbia, recitare il rosario, ripercorrere le stazioni della via crucis, leggere varie preghiere (anche in latino), e ascoltare la lettura quotidiana della messa. Altra applicazione di successo, ideata dall’italiano padre Paolo Padrini, è iBreviary, breviario virtuale che raccoglie anche i testi del messale – sia nella versione del rito ambrosiano che in quella del Vetus Ordo latino – e del lezionario. Da aprile 2014 iBreviary, che era già disponibile in sette lingue, è scaricabile anche in arabo: un aiuto per i cristiani che vivono in quei Paesi del mondo islamico dove è vietata la vendita di testi religiosi non musulmani.

La versione di Marta Baroni:libri e fedi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Marta Baroni

Non è semplice parlare di religione, questa è l'interpretazione di Marta Baroni

La via americana

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Elena Refraschini

«Non si può inventare un algoritmo che sia bravo quanto un libraio a consigliare libri», ha detto John Green all’annuale conferenza dell’American Bookseller Association, che ha raccolto lo scorso febbraio oltre 500 librai in North Carolina. Secondo i dati dell’associazione, che vanta tra i suoi membri più di 2.000 librerie indipendenti sparse in tutti gli Stati Uniti, dal 2009 all’anno scorso hanno aperto 440 nuove librerie «indie», con un incremento del 27%. Inoltre, le vendite di dicembre 2014 sono aumentate del 9% rispetto a quelle dello stesso periodo nel 2013. Questi dati hanno stupito non poco gli addetti ai lavori ed esprimono una decisa inversione di tendenza: dopo la caduta delle grandi catene schiacciate dal peso dei giganti on line, stiamo assistendo alla fioritura dei negozi indipendenti. Quali sono gli elementi di questo successo? Dopo l’intervista a Micheal Reynolds pubblicata sullo scorso numero (E. Vergine, Il Rinascimento americano, «GdL»,3, marzo 2015, pp. 42-44), continuiamo la nostra inchiesta intervistando alcuni dei librai americani più intraprendenti. Sicuramente servono qualità e costanza, ma a volte il successo della libreria è decretato anche dal saper cogliere le opportunità al volo: come quando un libraio della libreria Third Place Books, sfruttando la disputa Amazon/Hachette che non rendeva possibile pre-ordinare le copie del nuovo libro della Rowling, decise di rendere disponibile il pre-ordine nella sua libreria e di consegnare a mano le copie nella città di Seattle. Anche i nostri interlocutori si sono distinti in questo senso: Green Apple ha installato scaffali di libri usati nei bar, portando fuori dai confini della libreria la propria attività; Book Passage organizza conferenze e corsi che attirano insegnanti e alunni da tutto il mondo (quella dedicata alla scrittura di viaggio quest’anno ospiterà anche Isabelle Allende e Tim Cahill); Boulder ha reso disponibile l’intero catalogo della Naropa University, la più grande università buddista negli Stati Uniti.

Milano capitale del Paese che vuole leggere

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Redazione

«Un modello esemplare di come pubblico e privato possano collaborare per la crescita culturale dei cittadini». Con queste parole il Ministro Dario Franceschini salutava il lancio di #ioleggoperché durante la conferenza stampa di presentazione del progetto ideato da Aie e supportato da tutta la filiera. Proprio da questo assunto siamo partiti per investigare il peso che le politiche culturali portate avanti da un’amministrazione pubblica locale possono avere nella vita di una città, ma soprattutto dei suoi cittadini. E quale città meglio Milano, Città del libro 2015 e palcoscenico del grande evento live che il 23 aprile rappresenterà il culmine di #ioleggoperché? Ne abbiamo parlato con l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno.

Non di soli libri

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Serena Baccarin

Pensate sin dalle origini come luoghi di diffusione di testi, oggetti e arredi sacri, le librerie religiose sono state promotrici ante litteram del non book. Andati i bei tempi non sospetti, questi stessi punti vendita si trovano oggi a riorganizzare il settore merceologico alla luce di un mercato sempre più sofferente e bisognoso di margini extra editoriali. Come gestire il non book all’interno di una libreria religiosa all’insegna dell’originalità, dell’innovazione e della professionalità? Ecco i dieci consigli di Enzo Pagani, direttore delle librerie Àncora per l’area lombarda, e membro di Uelci, l’associazione che raccoglie librerie ed editori cattolici italiani.

Oltre papa Francesco?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Giorgio Raccis

In attesa di analizzare i dati dell’Indagine 2015 sull’editoria religiosa in Italia, che sarà presentata al Salone del libro di Torino ed è realizzata per Uelci dal Consorzio editoria cattolica e dall’Ufficio studi di Aie, la lettura delle classifiche che raccolgono i dati del circuito di librerie collegate al sistema Arianna+ offre alcuni spunti interessanti per l’analisi del settore. Senza pretendere di attribuire alle statistiche un valore profetico o vaticinante, la loro lettura fa emergere alcune tendenze di fondo. Tre sono le aree su cui focalizziamo l’analisi: il mercato del libro religioso (che fotografa l’andamento dei prodotti editoriali di argomento religioso, editi da editori laici e religiosi), il segmento delle librerie religiose di catena e il mercato dell’editoria religiosa (che rappresenta le vendite di tutti i prodotti editoriali degli editori cattolici e di altre confessioni).

Perché un libro è un libro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Edoardo Barbieri

Si è conclusa con una bocciatura di Francia e Lussemburgo l’iter della procedura di infrazione che la Corte di giustizia aveva aperto nei confronti dei due Paesi dopo la scelta, nel 2012, di introdurre un’Iva agevolata per gli e-book. Se infatti l’Europa riconosce che alcuni beni – tra i quali c’è il libro di carta, appunto – possano essere sottoposti ad una Iva ridotta la Corte di giustizia stabilisce con questa sentenza che tale agevolazione non è applicabile ai libri digitali, che vanno inquadrati come servizi e non come beni primari. La Francia aveva scelto di entrare in conflitto con la disciplina europea applicando, dal 1° gennaio 2012, un’Iva del 7% per gli e-book a fronte di un’imposta sul valore aggiunto ordinaria del 19,6%. Stessa cosa anche per il Lussemburgo dove l’Iva sui libri digitali era scesa al 3%. La decisione della Corte di giustizia getta ora ombre anche sull’Italia che, a partire dal gennaio 2015, ha applicato a sua volta l’aliquota ridotta sugli e-book equiparandoli ai libri di carta. La risposta degli editori italiani e delle altre associazioni europee e internazionali alla sentenza non ha tardato ad arrivare sotto forma di una lettera aperta al presidente della Commissione Junker, al presidente del Parlamento europeo Schultz e al presidente del Consiglio europeo Tusk, affinché si intervenga sulla direttiva comunitaria per eliminare la stortura che penalizza lo sviluppo del libro e della lettura nell’intero continente. A fine marzo anche i ministri della cultura di Italia, Francia, Germania e Polonia si sono uniti all’appello scrivendo una lettera congiunta all’Ue per superare «l’ingiustificata discriminazione fiscale» tra i libri cartacei e quelli in formato elettronico.

Prospettiva Open Access

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Edward Nawotka

I modelli di pubblicazione e di concessione delle licenze Open Access per riviste accademiche, scientifiche, mediche o per altre pubblicazioni legate al mondo della ricerca, possono spesso rivelarsi un argomento incomprensibile ai più. E «se sei confuso, allora, significa che stai iniziando a comprendere l’inizio del problema», sostiene Christopher Kenneally, direttore e business development manager del Copyright Clearance Center (Ccc). In definitiva, tutto dipende da cosa si intende per «open». «Esistono una moltitudine di definizioni», afferma Kenneally, «che variano a seconda delle condizioni imposte dall’ente finanziatore. Nel Regno Unito, ad esempio, il Wellcome Trust, una delle principali istituzioni finanziatrici della ricerca a livello nazionale e mondiale, impone che i beneficiari dei suoi fondi rendano pubblici gratuitamente i risultati dei loro studi tramite l’Open Access».

Riflessioni sulla fede

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Gabriele Pepi

Se il 2013 è stato l’anno di papa Francesco e dei tanti libri pubblicati sulla sua parola, il 2014 ha visto fare capolino i primi titoli che si ripromettono di scavare nel messaggio del pontefice argentino. Naturalmente le angolazioni di questa ricerca, come è giusto che sia vista la fitta trama di case editrici specializzate nella produzione religiosa presenti nel panorama editoriale dello Stivale, sono le più variegate: dai libri dedicati ai ragazzi a quelli di saggistica, da brevissime dissertazioni a più corposi volumi, dai testi più teologici ai compendi pratici la tendenza sembra per altro essere destinata ad affermarsi ulteriormente in questo 2015. D’altro canto, come spiega Guido Dotti (amministratore delegato Edizioni Qiqajon) nell’intervista che segue, «editoria religiosa non significa soltanto pubblicare testi di argomento religioso, ma ancor più far dialogare le istanze di fede con il tessuto della convivenza civile». In questo senso uno dei temi caldi sarà sicuramente il Giubileo proclamato a sorpresa dal pontefice. «Il tema della misericordia scelto da papa Francesco – commenta Aurelio Mottola (direttore Vita e Pensiero) – aiuterà a focalizzare la riflessione credente, e quindi le proposte editoriali, sui fondamentali del cristianesimo e sulla riforma della Chiesa, che va accompagnata da una complessiva visione ispiratrice».

Scouting in rete

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Lorenza Biava

Digitale non è esclusivamente sinonimo di e-book, ma al contrario indica sempre più una galassia di prodotti e strategie che le case editrici italiane stanno ormai da tempo scandagliando. Che il Web sia il tramite attraverso cui scoprire nuovi talenti e creare comunità di lettori o piuttosto un radar per intercettare nuove tendenze, il Gruppo editoriale Mauri Spagnol, De Agostini e il Gruppo Mondadori hanno sviluppato progetti assai interessanti nell’area digitale. Abbiamo chiesto ai responsabili delle divisioni digitali di raccontarceli.

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