Il tuo browser non supporta JavaScript!
Vai al contenuto della pagina

Tecnologie

Essere Appetibili

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2012

di Elena Vergine

Tutti concordano che il mercato italiano delle applicazioni si trova ancora nella sua fase preliminare. Eppure si tratta di un segmento vivo e in grande fermento a cui gli editori guardano con molta attenzione.

Fare la differenza

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2012

di Roberta Barbieri

Le librerie indipendenti devono fare i conti con costi di gestione sempre più alti, con la concorrenza delle catene editoriali, con la grande distribuzione organizzata, con margini via via sempre più ridotti. Dall’altra sembra nascere una nuova figura: il lettore-fruitore, cioè un lettore comunque attento al prezzo e alla ricerca dell’offerta vantaggiosa, poco interessato (sembrerebbe) ai consigli del libraio, ma avido lettore dei consigli di altri lettori-fruitori suoi pari. In una situazione quale quella delineata, il gestionale può forse aiutare a fare la differenza. Ne parliamo con i responsabili dei più diffusi gestionali per libreria oggi in Italia.

L'unione fa la forza

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2012

di Elena Refraschini

«Sii parte della storia»: così recita lo slogan di Indiebound, una delle più efficaci iniziative targate American Booksellers Association per promuovere il commercio e l’acquisto locale. Tra gli obiettivi primari c’è quello di diffondere a tappeto la consapevolezza riguardo ai benefici del consumo locale, iniziando proprio dalle librerie indipendenti. Ma perché dovremmo «shop indie»? I benefici sono di carattere economico, ambientale e sociale. Per quanto riguarda l’economia, basti pensare che se si spendono 100 dollari in un negozio locale, 68 rimangono alla comunità (e si pagano tasse statali, che si riversano in migliori infrastrutture, sicurezza, sanità, eccetera), mentre la stessa cifra spesa in un negozio di catena lascerebbe alla comunità solo 43 dollari; in secondo luogo, verrebbero creati nuovi posti di lavoro qualificati. L’ambiente trarrebbe grandi benefici dal commercio locale perché necessita di meno imballaggi, meno trasporti e quindi minori emissioni di Co2. A livello sociale, il commercio indie promuove la bellezza e la diversità delle comunità, offrendo all’acquirente un ventaglio di scelte più ampio. Oggi queste proposte si adattano a diversi tipi di commercio al dettaglio, ma forse sono proprio i librai indipendenti ad aver più bisogno di sostegno in questo senso. Non soltanto hanno dovuto subire, dagli anni Ottanta, la concorrenza delle grandi catene (Barnes&Noble, Borders, Books-a-Million, ecc.), ma si trovano oggi a dover essere competitivi in un mercato dove persino le catene (si veda il caso Borders) stanno cadendo vittime dello spietato commercio on line, Amazon in prima fila.

Off-set do it better

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2012

di Elena Vergine

Chi l’ha detto che la stampa digitale finirà per rendere obsoleta la stampa off-set? A dir la verità in molti eppure qual è effettivamente lo scenario attuale? Luigi Bechini (responsabile marketing di Geca Industrie Grafiche) rivela che sul blog di Geca si sono divertiti a verificare le previsioni fatte negli ultimi dieci anni dai vari «guru digitali» riguardo lo sviluppo dell’e-book e ne risulta che i tassi di penetrazione e di crescita del libro digitale sono stati sistematicamente e drasticamente sovrastimati. «In Italia l’e-book vale oggi intorno allo 0,1-0,2% del mercato, mentre in Usa e Uk si aggira intorno al 7%. Stiamo parlando di un fenomeno importante, ma certamente non tale da mettere in discussione l’esistenza del libro di carta: convivenza e meticciato editoriale, non sostituzione. Spesso si tende a esagerare l’impatto delle nuove tecnologie. C’è una sorta di tecno-feticisimo che individua in un’unica innovazione il fattore che cambierà il mondo. Invece l’innovazione tecnologica non fa quasi mai tabula rasa dell’esistente, ma ne migliora alcuni aspetti. Noi per esempio abbiamo appena lanciato xquote.it, la prima piattaforma professionale di preventivazione on line dedicata agli editori. É uno strumento nuovo e unico in tutta Europa che consente all’editore forti risparmi in termini economici, ma anche di tempo».

Oltre il libro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2012

di Giorgio Kutz

In questa nuova rubrica cercheremo di dare visibilità a prodotti per tablet derivati dai libri. Quindi non alle versioni digitali «piatte» – in ePub o Pdf , ma alle «mutazioni genetiche» più interessanti, per la ricerca di nuove dimensioni o per lo sfruttamento delle nuove potenzialità disponibili. Esamineremo prodotti di editori e non editori, ma il fil rouge sarà sempre e solo l’origine, nel libro su carta.

Piattaforme ed editori

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2012

di Elena Vergine

Solo 15 anni fa non sembrava che una possibilità lontana, oggi l’e-commerce è una reltà, in Italia e nel mondo e il settore editoriale è stato uno dei primi a intuirne le potenzialità. Poi, come ricorda Davide Giansoldati (managing director di DGLine srl) «dopo gli editori a sostenere l’e-commerce sono arrivati i player del mondo dell’elettronica e del turismo, seguiti poi dalle assicurazioni. Chi più chi meno, avevano tutti un “retro-messaggio” nelle proprie campagne di comunicazione: comprare su Internet è sicuro, facile e veloce. Il risultato? L’84% degli utenti italiani afferma di aver effettuato acquisti on line negli ultimi mesi [Fonte Casaleggio Associati/Ispo, 2011]». Parlando dell’evoluzione dell’e-commerce non si può dimenticare il ruolo che ha giocato «Google con l’innovazione qualitativa nelle ricerche che ha reso più semplice la navigazione degli utenti e l’avvento dei social network. Non si può non citare poi realtà come Hoepli.it, Bol.it, laFeltrinelli.it e Amazon con le loro innovazioni, promozioni e stimoli: c’è sempre da imparare dalle scelte e dai risultati degli altri player del settore. Ora nel 2012 l’e-commerce nel settore editoriale è una realtà affermata e in continua crescita. L’avvento degli ebook darà nuova linfa e aprirà nuove possibilità e opportunità».

Stampare in digitale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2012

di Elisa Molinari

L’abbassamento del numero delle tirature (quella media è di 2.7oo copie; nel 1990 di 5.000), la richiesta di una qualità di stampa elevata, interfacce facili da usare: queste alcune delle nuove esigenze che stanno emergendo in campo editoriale. Una delle soluzioni più interessanti è rappresentata dalla stampa digitale, tecnologia che negli ultimi anni ha conosciuto una crescita esponenziale sia a livello quantitativo che qualitativo. I vantaggi? L’abbattimento dei costi di magazzino e dell’invenduto, la riduzione del time to market e l’apertura a nuovi canali di vendita e nuove nicchie di mercato. Ne abbiamo parlato con i fornitori di tecnologia e stampatori per conoscere caratteristiche e punti di forza di questo settore.

Una questione editoriale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2012

di Sandro Pacioli

La presenza e diffusione di quelle che per semplicità definiamo «nuove tecnologie» e costituiranno un indicatore importante con cui le case editrici e le industrie dei contenuti dovranno fare i conti. Quasi più dello stesso indice di lettura. Dal più semplice – il numero di persone che utilizzano Internet – a quelli più complessi che prendono in considerazione la presenza (la dotazione) di tecnologie digitali e informatiche nelle famiglie italiane, le situazioni in cui si accede al Web, si effettuano attività di e-Commerce (magari in mobilità), ci si collega a social network (per quanto tempo e per fare che cosa), si Twitta, ecc. Tutte queste attività obbligano a ridisegnare gli stessi prodotti editoriali. Ad esempio se guardiamo a come è cambiato – in un arco relativamente ristretto di anni (dal 2005 al 2011) – l’uso di Internet nella popolazione italiana vediamo chiaramente delineato lo scenario futuro con il quale le industrie dei contenuti dovranno confrontarsi. Se nel 2005 era il 31,8% che utilizzava Internet, sei anni dopo questo valore diventa il 51,5%. A questo aspetto «ottimistico» della questione corrisponde però il fatto che solo il 62% delle famiglie italiane dispone di un accesso Internet da casa. La Spagna è al 64%, la Francia al 76%, la Germania all’83%, il Regno Unito raggiunge l’85%. Per non parlare di Olanda (94%), Svezia (91%), Danimarca (90%). E non sembri un semplice discorso «tecnologico». Dietro ci sono competenze e abilità che si sono create, abitudini che aiutano a dare distanze e tempi di future (o presenti) evoluzioni. Anche nelle attività di e-commerce o di lettura di e-book.

Editech 2012

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2012

di Elisa Molinari

L'editoria è un settore produttivo antico, che per circa cinque secoli ha subito pochissimi cambiamenti. Il percorso che portava il testo dall’autore al lettore è sempre stato lineare e definito con l’editore a giocare la parte di intermediario, in tutte le sue sfaccettature. Certo, col passare del tempo altre figure professionali – agenti letterari, rivenditori, distributori – si sono aggiunte al processo ma senza alterarne in maniera sostanziale gli equilibri. L’avvento di Internet e del digitale è riuscito, nell’arco di pochi anni, a scardinarne struttura produttiva, filiera distributiva, produzione. Come afferma Sara Lloyd nel Manifesto dell’Editore del XXI secolo: «Detto ancor più provocatoriamente, ha introdotto la reale possibilità di togliere di mezzo l'editore, più o meno rimuovendo l'ostacolo costituito dal fin qui unico asset critico proprio dell'editore: la distribuzione. Dovremo imparare a pensare molto meno ai prodotti, e molto di più ai contenuti; dovremo pensare il libro come struttura nucleare, di base, dai confini molto più permeabili di quanto sia stato fino ad oggi».  

Google e i librai

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2012

di Elena Refraschini

Nel dicembre 2010 Google annuncia un accordo con l’Aba (American Bookseller Association, che rappresenta circa 1.500 librerie) per consentire alle librerie indipendenti americane di entrare nel mercato della vendita di e-book. L’accordo prevedeva che dal sito Indie-Commerce della libreria «fisica» il cliente possa avere accesso al motore di ricerca e alla libreria virtuale Google eBookstore. «Il cliente della libreria non deve scegliere tra la lettura digitale e il sostegno alla propria libreria indipendente preferita», come si legge sul sito dell’organizzazione Indiebound che raccoglie e riunisce librai, lettori, negozianti e organizzazioni di commercio «local». Si tratta di un approccio estremamente innovativo nel confronto in atto oggi nel florido mercato digitale americano. Tra l’altro con la domanda che sorge spontanea: ma perché da noi queste formule e queste culture imprenditoriali non si sviluppano? E il massimo delle forme di cooperazione è impiantare uno stand in una fiera (per risparmiare) o un tendone in una piazza? E non sempre senza polemiche provinciali?

La tempesta perfetta

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2012

di Lorenza Biava

La distribuzione e l’ingrosso hanno fatto grossi progressi in termini di tempo di servizio e di affidabilità ma le sfide che si preparano all’orizzonte, tra vecchi problemi mai risolti, la crisi che da tre anni investe il settore editoriale e i cambiamenti dei canali di vendita tradizionali, rimangono comunque molto impegnative. L’intervista ad Alessandro Baldeschi, direttore generale di Messaggerie italiane, pubblicata sul «Giornale della libreria» di febbraio (G. Peresson, Cambiamenti distributivi, pp. 36-37) fornisce lo spunto per una riflessione a tutto tondo che coinvolge alcuni tra i maggiori distributori nazionali.

Un posto al Sole

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2012

di Lorenza Biava

Valorizzare il canale libreria con la vendita degli e-book. Un ossimoro? Non per il Sole 24 Ore che con l’iniziativa Ebook evolution, lanciata nel dicembre scorso, ha portato 120 e-book della propria biblioteca professionale in 120 librerie sparse per tutt’Italia con risultati interessanti per i librai ma anche per l’editore. Il meccanismo ricorda, volutamente, quello che governa la filiera del libro di carta: proprio come per i corrispettivi cartacei, gli e-book arrivano fisicamente in libreria sotto forma di coupon a ognuno dei quali corrisponde un libro digitale pre generato dalla piattaforma Edigita, cui il Sole 24 Ore si appoggia per questo progetto. Il libraio acquista i titoli di suo interesse(per questa prima fase di sperimentazione il totem fornito alle librerie comprendeva una selezione piuttosto diversificata di best seller dell’editore tra libri normativi, fiscali, di management e saggistica economica) e, nel caso, effettua le rese per i coupon invenduti.

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.