Il tuo browser non supporta JavaScript!

Attenzione, controllare i dati.

Internazionalizzazione

The kids are all right

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2015

di Laura Darpetti

Nonostante le brutte notizie delle statistiche sulla lettura, rimane una consolazione: i libri possono ancora contare su bambini e ragazzi. Consolazione non solo italiana, perché le previsioni per questo settore dell’editoria, che può sfruttare meglio di altri le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie, sembrano ottimistiche anche nel resto del mondo. Vediamo cosa succede in tre mercati importanti come Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia. I libri per ragazzi costituiscono il 37% del mercato editoriale americano e ne incoraggiano la crescita. Stando ai dati presentati dal presidente di Nielsen Book Jonathan Nowell a Digital Book World, tenutosi a New York a gennaio, gli e-book rappresentano il 21% delle vendite del 2014. L’approccio al digitale è sempre più precoce, ma il cartaceo mantiene la sua importanza, e l’ultimo anno ha visto crescere in particolare (+22%) le vendite dei «board books», i libri di piccolo formato, ma in cartoncino spesso, per i più piccoli. Nowell sottolinea l’importanza dei brand (Star Wars, le principesse Disney) e di mezzi come YouTube, che consentono anche a chi parte da zero di farsi pubblicità e raggiungere successi inaspettati grazie alla diffusione virale e alla condivisione sui social. Fa inoltre un’importante osservazione: non capita di rado che i libri per ragazzi vengano in realtà acquistati da adulti senza figli per interesse personale. Proprio la categoria Young Adult si è rivelata da qualche anno fonte sempre più ricca di bestseller mondiali, come le trilogie di Hunger Games, Divergent o i romanzi di John Green, le cui vendite di milioni di copie hanno contribuito in maniera non indifferente a far girare l’economia editoriale statunitense. Una curiosità? Nielsen Book afferma che l’80% degli acquirenti dei libri Ya sono adulti.

Con gli editori per la libertà

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di José Borghino

Se qualcuno fosse ancora convinto che la difesa della libertà di stampa nei Paesi sviluppati si limiti ad essere un’attività teorica o astratta, allora i terribili eventi del 7 gennaio a Parigi hanno dimostrato una volta per tutte quanto ogni società sia in realtà vulnerabile e con quanta facilità si possano perdere libertà date per acquisite. Il brutale attacco alla rivista satirica «Charlie Hebdo» ha innescato un ampio dibattito sui limiti del «buon gusto» in relazione ad una sorta di «diritto all’offesa», sul razzismo nel sempre più ampio contesto europeo, e sui discorsi di incitamento all’odio. Pur riconoscendo il valore delle argomentazioni che sono state sollevate, l’International Publishers Association (Ipa) sostiene con forza tutti gli editori e, con loro, chiunque creda che la libertà di stampa sia un diritto umano fondamentale e che ogni tentativo violento di limitare, minare o minacciare tale diritto sia del tutto inaccettabile. Fondata nel 1896, l’Ipa è un’associazione di settore che cerca di promuovere, a livello internazionale, il ruolo fondamentale giocato dai processi di alfabetizzazione e dalle normative sul copyright nello sviluppo economico, culturale e politico della società globale. Ma è un’associazione di categoria diversa dalle altre, perché, oltre a proteggere gli interessi commerciali dei suoi membri, l’Ipa ha anche una forte vocazione per la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo.

Sempre più Cina

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2010

di Denise Nannini

Anche quest'anno, dal 30 agosto al 3 settembre scorsi, gli editori italiani sono tornati in Cina, a Pechino, per partecipare alla diciassettesima edizione della Beijing international book fair

Abu Dhabi, la cultura del petrolio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2010

di Raffaele Cardone

Si è hiusa il 7 marzo scorso la ventesima edizione della Abu Dhabi international Book Fair, ma solo la terza organizzata da Kitab, una joint venture con la Buchmesse di Francoforte

I consigli di Booksinitaly.it

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Andrea Tarabbia

Da qualche mese è nato Booksinitaly.it, un sito bilingue che si rivolge agli editori – sia italiani che stranieri –, agli agenti letterari, ai traduttori, agli italianisti, agli Istituti italiani di cultura e agli italiani all’estero, sviluppato in collaborazione con Aie con lo scopo di presentare il meglio della produzione editoriale italiana di oggi e di ieri facilitandone il processo di traduzione.  Sono tre le sezioni fondamentali del sito: nei Pareri di lettura alcuni studiosi, critici ed esperti presentano – redigendo delle schede sulla falsariga di quelle editoriali – libri usciti da poco o di prossima pubblicazione, ma anche classici «dimenticati» del Novecento, arricchiti da un assaggio di traduzione in lingua inglese perché gli editori stranieri possano incontrare il testo direttamente e senza filtri; negli Ingrandimenti si mette invece in evidenza il lavoro che la mediazione editoriale ha svolto e svolge nel difficile compito di diffondere la letteratura italiana all’estero: per questo, si raccontano storie, si rintracciano «casi» e si seguono le traiettorie di autori e libri che hanno avuto più o meno fortuna fuori dal nostro Paese; infine, nella sezione Interviste, il sito dà voce a chi i libri «li fa»: traduttori, agenti, editor, ma anche librai stranieri che hanno deciso di puntare sulla produzione editoriale italiana.

Italians do it better

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2015

di Chad Post

Il mercato editoriale americano rappresenta una grande opportunità ed un target obbligato per l’editoria italiana che cerca nell’internazionalizzazione una risposta concreta alla crisi del settore. A dimostrarlo è l’Italian Publishing Research Project, una ricerca realizzata dall’Ice e presentata ai piccoli editori di Più libri lo scorso dicembre, nella quale si esamina la vendita dei diritti di libri italiani nel mercato Usa e il posizionamento dell’Italia rispetto ai suoi diretti concorrenti. Tra il 2012 e il 2014, sono stati tradotti dall’italiano e pubblicati negli Stati Uniti 174 testi. Di questi il 50% erano romanzi, il 36% afferivano al genere della saggistica, l’8% alla poesia e il 6% erano libri per bambini. Suddividere questi dati in categorie, porta ad interessanti osservazioni: se per la narrativa i numeri sono rimasti stabili, la poesia, invece, ha avuto ampie oscillazioni, mentre la letteratura per l’infanzia ha registrato una costante crescita e, al contrario, la saggistica ha registrato un calo continuativo. Una delle scoperte più interessanti tra i dati raccolti, è la forte mancanza di uniformità tra gli editori che hanno pubblicato testi italiani tradotti in inglese. Nel corso degli ultimi tre anni, 81 differenti editori hanno pubblicato almeno un libro tradotto dall’italiano e i primi nove hanno pubblicato quasi la metà di tutti i titoli tradotti dall’italiano. Si tratta di un mix interessante di grandi case editrici commerciali (FSG, Penguin), stampatori indipendenti (Chelsea Editions, Other Press), un editore universitario (University of Chicago) ed un paio di editori con forti legami con l’Italia (Europa Editions, Rizzoli).

Dove finisce la libertà

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2015

di Laura Darpetti

Solo una persona su sette vive in un Paese «libero». Questo è quanto emerge dall’ultimo rapporto di Freedom House, organizzazione non governativa statunitense che monitora annualmente i livelli dell’indipendenza editoriale e della libertà di stampa nel mondo: il 2014 vede gl’indici più bassi dell’ultimo decennio. Tra le cause, la regressione delle condizioni di molti Paesi del Medio Oriente come Egitto, Libia e Giordania, i disordini e gli arresti di editori e giornalisti in Turchia, Ucraina e in vari Paesi dell’Africa. La classifica di Freedom House assegna a ogni nazione un punteggio da 1 a 100, a cui si aggiungono ulteriori malus per situazioni particolarmente gravi. Più alto è il punteggio, inferiori sono le possibilità per editori, autori e giornalisti di far sentire la propria voce. Tra i peggiori punteggi troviamo il 193 totalizzato dalla Bielorussia, Paese dell’editore Ihar Lohvinau, che quest’anno ha ricevuto il premio Freedom to Publish dell’International Publishers Association per l’impegno a favore della libertà di espressione. L’editore gestisce l’omonima Lohvinau Publishing House, il cui catalogo comprende opere straniere e locali di letteratura, saggi storici, politici e pubblicazioni d’arte, e che dedica un’attenzione particolare al lavoro degli scrittori bielorussi censurati. La sua libreria a Minsk è un punto di riferimento vitale per l’altrimenti fragile comunità letteraria del Paese. Il Ministero dell’informazione bielorusso ha ritirato a Lohvinau la licenza di pubblicazione dopo la stampa di un libro contenente la foto di un manifestante aggredito dalla polizia, ed egli è ora costretto a svolgere la sua attività in esilio dalla Lituania.

Lettura, traduzioni, distribuzione e Isbn

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2010

di Raffaele Cardone

La Abu Dhabi International Book Fair è stata anche l'occasione per capire come l'editoria dei Paesi Arabi si pone di fronte a temi importanti per il mercato editoriale quali appunto il diritto d'autore, la lettura, la distribuzione, ecc.

In Europa per crescere

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2010

di Elisa Guzzi

Dopo aver visto, nell'articolo L'europa e i suoi editori, pubblicato sul numero di febbraio del "Giornale della Libreria", vediamo quanto gli incentivi europei alle traduzioni possono influire positivamente sullo scambio di contenuti tra i vari Paesi della comunità.

Chi legge i libri religiosi?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Emilio Sarno

Le trasformazioni che stanno interessando l’editoria religiosa, sempre più presente e in vista sugli scaffali delle librerie di varia e negli store on line, trovano nell’evoluzione del pubblico uno dei fattori chiave per comprendere il cambiamento dell’offerta e del quadro competitivo in cui la tradizionale casa editrice religiosa si trova in questi anni coinvolta. Si tratta di evoluzioni innanzitutto di carattere quantitativo. Nel 2000 si dichiaravano lettori di libri di argomento religioso 2,7 milioni di italiani. Nel 2007 erano diventati poco più di 3,0 milioni e alla fine del decennio scorso, superavano i 3,3 milioni di persone (Fonte: Ufficio studi Aie su dati Istat). Oggi, secondo i dati contenuti nell’indagine di Ipsos per Uelci, i lettori di libri religiosi sono diventati 5,7 milioni.

Creare nuovi orizzonti

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Paola Sereni

A Più libri torna per il decimo anno consecutivo il Fellowship, il programma internazionale realizzato dall’Associazione italiana editori con la collaborazione dell’Ice, l’Agenzia per la promozione all’estero delle imprese italiane. Se l’internazionalizzazione è la chiave di volta per superare i limiti strutturali del mercato italiano, il Fellowship è diventata la vetrina migliore per l’editoria indipendente dove presentare la propria produzione ad un gruppo selezionato di operatori stranieri interessati a tradurre e pubblicare opere italiane. Abbiamo chiesto a due degli agenti letterari presenti a Più libri lo scorso anno – la cinese Sara Wang e la libanese Azza Tawil – di raccontarci la loro esperienza in fiera: quello che emerge è un vivo interesse per le eccellenze editoriali promosse dagli editori coinvolti nel programma.

Europa che legge, Europa che viaggia

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Laura Darpetti

Parliamo di libri e viaggi. Dopo aver analizzato, nell’articolo precedente, le preferenze degli italiani in tema di vacanze vediamo come si muove il settore dell’editoria turistica e di viaggio nei principali mercati europei. Nel Regno Unito è stato inaugurato quest’anno il Thwaites Wainwright Prize, un premio letterario per opere di narrativa o saggistica illustrata sulle bellezze naturali dell’entroterra britannico. Si aggiunge a due altre importanti riconoscimenti: il Dolman Travel Book Award, vinto di recente dal francese Sylvain Tesson, e al premio organizzato dalla British Guild of Travel Writers, che include oltre agli autori di guide anche giornalisti, fotografi e conduttori radiofonici o televisivi. Quali sono le cifre del mercato dell’editoria di viaggio inglese? Stephen Mesquita, autore del Nielsen BookScan Travel Publishing Year Book (un rapporto sullo stato di salute dell’editoria turistica internazionale), ha parlato di sette anni di declino, con una lieve ripresa nel 2013: le vendite delle guide con destinazioni mondiali sono calate del 4,7% rispetto al 2012, un miglioramento nei confronti dei -7,0%, -12,0% e -10,0% degli anni precedenti; alcuni editori di viaggio hanno effettivamente registrato un aumento del fatturato, approfittando della contrazione del mercato che ha visto la chiusura di molte realtà editoriali; anche il calo nella vendita delle mappe è rallentato, dal -10,4% del 2012 al -4,8% del 2013.

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.