Il tuo browser non supporta JavaScript!

Attenzione, controllare i dati.

Internazionalizzazione

Il lettore cinese: istruzioni per l'uso

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2011

di Simone Ubertino Rosso

Non so se in tutti i Paesi sia valido il detto «dimmi cosa leggi e ti dirò chi sei» ma, per capire i cinesi, la classifica dei libri più venduti è senza dubbio uno strumento efficace.

Turistica & internazionale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2011

di Giovanni Peresson

I modelli di business che sorreggono l’internazionalizzazione dell’editoria italiana – lo riassume l’articolo precedente – sono diventati nel decennio scorso molti e diversi.

Diritto d'autore in Europa

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2010

di Raffaele Cardone

Le Motif, l'Osservatorio del libro dell'Ile-de-France, ha condotto un'ampia analisi comparata su come si declina in tutti i suoi aspetti il diritto d'autore nel Regno Unito, in Francia, in Germania ein Spagna. e da essa rimane curiosamente e inspiegabilmente esclusa l'Italia. E ciascuno si chiede il perché.

Applicazioni che fanno da guida

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2010

di Ilaria Barbisan

Intervista a Claudio Pescio, Responsabile editoriale del settore arte di Giunti editore e a Luca De Michelis, Consigliere Delegato di Marsilio Editori circa le proposte degli editori d'arte nel settore delle applicazioni.

Diritto d'autore: cosa succede in Ue?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Piero Attanasio

Eravamo abituati al fatto che il diritto d’autore fosse materia per specialisti, lontano dalle pagine dei giornali o dai programmi politici. Persino nelle università era difficile trovare corsi dedicati: qualche opzionale degli ultimi anni, un modulo nei corsi di diritto industriale, poco altro. Come in ogni comunità di specialisti, noi tutti – giuristi, economisti o rappresentanti di interessi – ci siamo cullati sull’esclusività delle nostre competenze, esplorando i più nascosti meandri di una materia complessa, spaccando in quattro ogni capello e dando per scontati i fondamenti. Dall’altro lato, fuori dalle nostre chiuse stanze, il diritto d’autore restava uno sconosciuto, irrilevante e talvolta fastidioso. Eravamo impreparati quando d’improvviso il diritto d’autore è divenuto una breaking news, trasformato in protagonista da chi muoveva all’attacco del suo impianto. Chi avrebbe immaginato, solo dieci anni or sono, che ci sarebbe stata in Parlamento europeo una rappresentante del Partito pirata? La reazione è stata finora – riconosciamolo – non adeguata: elitista, appunto. Un’alzata di sopracciglio di fronte alle imprecisioni tecnico-giuridiche (che a volte erano vere bestialità) dei nuovi interlocutori e il tentativo di riportare la discussione sui nostri terreni preferiti, da altri percepiti come cavilli. Era sui fondamenti del diritto d’autore, sul suo ruolo nella società digitale che eravamo invece chiamati a rispondere, senza dare nulla per scontato. È in questo quadro che si inserisce la cronistoria europea che si vuole qui raccontare.

Libri italiani in Germania

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2015

di Piero Salabè

C’era una volta l’Italia che piaceva alla Germania. Erano gli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Era un’Italia più povera, più contadina, più comunista, più fantasiosa, più diversa socialmente e più vicina culturalmente, più «sorella» di quanto non lo sia ora. Era l’epoca in cui i Paesi al di qua della cortina di ferro erano forse più uniti, più ravvicinati. Per i tedeschi poi l’Italia era il primo «sud» a portata di mano, raggiungibile via terra in un tempo in cui si volava poco; la meta di evasione per antonomasia per generazioni di tedeschi colti che, oltre ai tesori culturali, cercavano il sole, il cibo e il temperamento mediterraneo.

La via americana

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Elena Refraschini

«Non si può inventare un algoritmo che sia bravo quanto un libraio a consigliare libri», ha detto John Green all’annuale conferenza dell’American Bookseller Association, che ha raccolto lo scorso febbraio oltre 500 librai in North Carolina. Secondo i dati dell’associazione, che vanta tra i suoi membri più di 2.000 librerie indipendenti sparse in tutti gli Stati Uniti, dal 2009 all’anno scorso hanno aperto 440 nuove librerie «indie», con un incremento del 27%. Inoltre, le vendite di dicembre 2014 sono aumentate del 9% rispetto a quelle dello stesso periodo nel 2013. Questi dati hanno stupito non poco gli addetti ai lavori ed esprimono una decisa inversione di tendenza: dopo la caduta delle grandi catene schiacciate dal peso dei giganti on line, stiamo assistendo alla fioritura dei negozi indipendenti. Quali sono gli elementi di questo successo? Dopo l’intervista a Micheal Reynolds pubblicata sullo scorso numero (E. Vergine, Il Rinascimento americano, «GdL»,3, marzo 2015, pp. 42-44), continuiamo la nostra inchiesta intervistando alcuni dei librai americani più intraprendenti. Sicuramente servono qualità e costanza, ma a volte il successo della libreria è decretato anche dal saper cogliere le opportunità al volo: come quando un libraio della libreria Third Place Books, sfruttando la disputa Amazon/Hachette che non rendeva possibile pre-ordinare le copie del nuovo libro della Rowling, decise di rendere disponibile il pre-ordine nella sua libreria e di consegnare a mano le copie nella città di Seattle. Anche i nostri interlocutori si sono distinti in questo senso: Green Apple ha installato scaffali di libri usati nei bar, portando fuori dai confini della libreria la propria attività; Book Passage organizza conferenze e corsi che attirano insegnanti e alunni da tutto il mondo (quella dedicata alla scrittura di viaggio quest’anno ospiterà anche Isabelle Allende e Tim Cahill); Boulder ha reso disponibile l’intero catalogo della Naropa University, la più grande università buddista negli Stati Uniti.

Accademici nel mondo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2010

di Redazione

Casalini Libri e la sua EIO sono il punto di riferimento per le istituzioni straniere che cercano i testi italiani da inserire nei loro cataloghi

Europa E/O America

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2010

di Redazione

Il progetto di Europa Editions, fondata da Sandro Ferri e Sandra Ozzola nel 2006, è stato fin da subito quello di sfruttare l'esperienza di E/O per portare nuove voci e pubblicazioni nel mercato editoriale americano.

Il mondo di Stilton

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2010

di Redazione

Edizioni Piemme ricopre la quarta posizione nel mercato italiano grazie alla leadership consolidata nel settore del libro per ragazzi con i marchi Il Battello a Vapore e Geronimo Stilton. Stilton, un fenomeno editoriale che si è ormai imposto in tutto il mondo

Rivincita del Made in Italy e peculiarità locali

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2010

di Oddina Pittattore e Rosalba Rattalino

La Frankfurer Buchmesse è, per tutti gli editori, l'occasione per incontrare i colleghi stranieri, scambiar econ loro i diritti delle proprie opere, scoprire nuovi trend e nuovi mercati.

Il Rinascimento americano

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2015

Autori vari

Di fronte alla generale crisi della filiera del libro, con le librerie indipendenti e di catena che faticano sempre più a reggere la concorrenza dell’e-commerce, la situazione americana ha dell’incredibile: le librerie indie, che sembravano soffrire delle stesse difficoltà che scontavano le loro sorelle oltreoceano, sono infatti inaspettatamente rifiorite. Per gran parte degli anni Novanta e Duemila, i librai indipendenti americani hanno sofferto a causa dell’espansione aggressiva delle grandi librerie di catena come Barnes & Noble e Borders. Eppure se quest’ultimo ha cessato le attività nel 2011, B&N non se la passa meglio e, dopo aver perso centinaia di milioni di dollari a causa del suo Nook, oggi sta chiudendo o ridimensionando i suoi punti vendita nel tentativo di tornare a concentrarsi sul suo core business originale. Naturalmente però, la minaccia più grande per le librerie indipendenti continua ad essere Amazon. Dal 2000 al 2007 hanno chiuso i battenti circa 1.000 librerie indipendenti americane, tra le quali diverse librerie storiche. Nel 2009 però la decrescita è cessata e, secondo i dati dell’American Bookseller Association il numero delle indipendenti è cresciuto di circa il 20% dal momento più nero della recessione ad oggi, passando dalle 1.651 del 2009 alle 2.094 del 2014. Ma come si spiega questo fenomeno? Gli addetti del settore italiani guardano con interesse alla libreria indipendente americana e alla crescita che ha registrato in un periodo così difficile per il mondo del libro, ma spesso non ne conoscono a fondo i meccanismi che ne regolano l’attività. Ne abbiamo parlato con Michael Reynolds, editor in chief di Europa Editions.

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.