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Internazionalizzazione

Sangue sacro, Sacro Graal

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2006

di Laura Novati

I cinquanta milioni di copie venduti dal Codice di Dan Brown (e il tardivo veto cardinalizio di vederne il film derivato) sono sicuramente un risultato economicamente straordinario, ma anche un fenomeno editoriale in parte già sperimentato e, per quanto fortunato, preoccupante, vista la facilità del «credere» che si annida sempre dentro e ai margini dell’esoterico: esso rivela inoltre alcune curiose coincidenze e punti di contatto con quanto avvenne alla precedente svolta del secolo, cioè al passaggio tra XIX e XX secolo: fu allora che apparve un romanzo rivelatosi di pari fama e fortuna e che ha instancabilmente alimentato l’interesse e l’orrore nel suo incessante percorso: stiamo parlando di Dracula di Bram Stoker che esce, appunto, nel 1897.

Don Camillo va in Corea

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2006

di Laura Novati

Sono state comunicate le assegnazioni di premi e contributi per la traduzione di opere italiane all’estero, secondo il parere della Commissione istituita presso il Ministero degli affari esteri e relative al primo semestre del 2006, in base alle domande presentate entro il settembre 2005. In tutto sono 103 traduzioni, con contributi di maggiore o minore entità, a seconda della complessità del compito di traduzione (la cifra non è stata comunicata, ma tra l’una e l’altra tornata si mantiene sui 500.000 euro all’anno, poco più poco meno). Come sempre, da queste tabelle emergono curiosità e sorprese.

Vedi alla voce Contributi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2006

di Giovanni Peresson

In questi anni e in diverse occasioni – il Libro bianco realizzato per gli Stati generali dell’editoria del 2004, in un convegno organizzato alla Fiera del libro di Torino, nell’ultimo Rapporto sullo stato dell’editoria – l’Aie, attraverso il suo Ufficio studi, ha avviato una raccolta di dati e di informazioni sulla spesa e le risorse destinate dalle diverse amministrazioni centrali dello Stato e dagli Enti pubblici per «cultura», «infrastrutture culturali», «editoria», nonché sull’evoluzione nel tempo della spesa, lo spostamento delle responsabilità (e delle risorse) dall’amministrazione centrale verso l’Ente locale. Oltre a raccogliere la legislazione regionale in materia di editoria con le diverse riflessioni che essa può determinare: si veda da un lato l’intervento di Ugo Magno della casa editrice Mesogea e presidente dell’Associazione editori siciliani: Quali leggi per incentivare cosa?; e dall’altra l'intervista al Presidente della Regione Campania Antonio Bassolino attorno a una tematica come quella delle fiere e saloni del libro a cui gli Enti locali sembrano essere più attenti e sensibili: Per uno sviluppo su due binari.

Fare l'editore sull'altro emisfero

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2006

di Alberto Cadioli

Lo scorso 20 settembre, l’Istituto italiano di cultura del Sud Africa (che ha sede nella capitale Pretoria) ha organizzato alla Witwatersrand University, una della più grandi università di Johannesburg, un interessante dibattito sull’editoria, mettendo a confronto la situazione italiana (ed europea) con quella sudafricana. Benché la realtà italiana e quella sudafricana possano essere considerate molto lontane dal punto di vista geografico, sociale, culturale, l’incontro di Johannesburg aveva il compito di fornire, già negli intenti degli organizzatori, non solo un immediato e utile primo scambio di informazioni, ma anche un’occasione per aprire nuovi orizzonti, nel momento in cui le trasformazioni complessive del mondo della comunicazione possono determinare scenari nuovi per tutti. Il dibattito ha in effetti permesso la reciproca conoscenza di attività editoriali poco note che, sebbene per molti aspetti davvero distanti tra loro, possono comunque trarre utili indicazioni da un confronto ravvicinato.

Le aree di interesse

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2006

di Laura Novati

Nelle due sessioni in cui si articola il conferimento di premi e contributi per le traduzioni erogati dal Ministero degli affari esteri – Direzione generale Promozione e Cooperazione culturale, Settore Editoria, Ufficio I – sono stati complessivamente assegnati 482.400 euro (vedi Cap. 2767 – Esercizio finanziario 2005; XVIII edizioni, I° e II° semestre). L’elenco dettagliato dei singoli contributi e premi per le singole opere dovrebbe essere pubblicato a tempi brevi sul sito del Ministero (vai), anche se per ora non è disponibile e quindi atteniamoci alla cifra globale: essa è in linea con quella degli anni precedenti, ed è già una buona cosa in tempi di continui tagli e contrazioni di spesa e investimenti pubblici. In questo caso preferiamo parlare di investimenti, perché la traduzione è strumento privilegiato di accesso ad altri contesti culturali, quindi non è spesa, ma investimento per il futuro. La lettura dei dati complessivi va comunque interpretata, tenendo conto che sia le domande sia le assegnazioni passano attraverso quel particolare meccanismo tutto italiano che si svolge nella catena: domanda dell’editore all’Istituto italiano di cultura di prossimità, invio all’Ambasciata di riferimento, invio all’Ufficio sopra citato di Roma, invio alla Commissione; e ritorno con le stesse stazioni. Ciò significa che non sempre è facile distinguere quando la richiesta dell’editore straniero è autonoma e quando invece è sollecitata da un interesse o da un programma in loco dell’Istituto. Nemmeno è sempre facile sapere o calcolare con buona probabilità quando l’editore chiede e quando riceve il contributo, cioè qual è l’intervallo di tempo che passa tra l’uno e l’altro momento del percorso.

Torino caput mundi con Roma

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2005

Autori vari

In principio fu Madrid. Poi ci sono state Alessandria d’Egitto (2002), Nuova Dehli (2003), Anversa (2004), Montreal (2005). Quest’anno tocca a Torino, designata Capitale mondiale del libro grazie alla qualità del programma presentato, congiuntamente con Roma. E l’anno prossimo sarà la volta di Bogotà. Ne parliamo con Rolando Picchioni, Presidente della Fondazione per il libro, la musica e la cultura e Direttore del comitato esecutivo e di coordinamento di Torino Capitale mondiale del libro con Roma, e Igino Poggiali, Presidente dell’Istituto Biblioteche di Roma e Capo delegazione della componente romana del comitato esecuivo.

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