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Internazionalizzazione

Più libri, più rete

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Elena Vergine

Anche quest’anno Più libri più liberi riproporrà il Fellowship Program, un’occasione unica per gli operatori stranieri di entrare in contatto con la produzione della piccola editoria italiana e, per i nostri editori, una grande opportunità di visibilità, al di fuori dei dispendiosi eventi fieristici internazionali. Di fronte alla crisi infatti, la compravendita dei diritti non è solo una voce che può rivelarsi decisiva nel bilancio di una piccola casa editrice, ma è anche un momento fondamentale per fare rete, allargare i propri orizzonti e cogliere le tendenze in atto nel panorama internazionale come testimoniano le interviste che abbiamo raccolto.

L'Europa e i suoi editori

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2010

di Elisa Guzzi

Il progetto comunitario a sostegno della traduzione letteraria prende corpo nell'ambito del programma quadro dedicato alla cultura, il cui obietti principale è la costituzione di uno spazio culturale comune, nel quale le diversità delle culture e delle lingue europee siano valorizzate.

Dell'utilità delle traduzioni

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2010

di Laura Novati

Le traduzioni consentono di far fluire nella circolazione di idee di un Paese quanto si fa altrove e se il Paese è fuori dal dibattito internazionale o stenta a parteciparvi, sia perché non lo conosce sia perché quanto produce non è esportabile per deficit linguistico, la traduzione è il mezzo fondamentale di sostegno e soccorso.

Tornando in Cina

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2009

di Paola Seghi

Un mercato in cui crede sempre più anche l'editoria italiana, per la quarta volta alla fiera cinese, guardata con interesse anche dagli editori cinesi.

Dal tradurre al comprare

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2009

di Giovanni Peresson

Se un lettore inglese, tedesco, spagnolo, statunitense o francese, volesse acquistare un libro di un autore italiano? Chi e cosa troverebbe in commercio nelle librerie del proprio Paese (o delle rispettive aree linguistiche o di mercato di riferimento)?

I libri italiani nel mondo

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Orazio Cancellieri

Ogni anno la Settimana della lingua italiana nel mondo costituisce uno degli appuntamenti più rilevanti nella programmazione della rete delle nostre rappresentanze all’estero, Ambasciate, Consolati e, in particolare, Istituti italiani di cultura. L’iniziativa, lanciata nel 2001 dal Ministero degli affari esteri e posta sotto l’alto patrocinio del Presidente della Repubblica, si giova della collaborazione dell’Accademia della Crusca e della Società Dante Alighieri. Il tema conduttore della XIV edizione della Settimana della lingua sarà «Scrivere la nuova Europa: editoria italiana, autori e lettori nell’era digitale». La manifestazione avrà come obiettivo valorizzare il ruolo del libro quale strumento di diffusione della cultura e vettore di democratizzazione del sapere. Nel quadro del semestre di presidenza italiana dell’Unione europea, le attività della Settimana rivolgeranno una particolare attenzione al contributo dei molteplici attori della filiera del libro alla costruzione dell’identità culturale dell’Europa, dall’invenzione della stampa fino al contesto attuale, caratterizzato dall’affermazione di reti telematiche e di supporti digitali. L’editoria svolge un ruolo decisivo nella promozione della nostra letteratura all’estero, attraverso la vendita dei diritti a editori stranieri. A tale opera di promozione apportano un contributo fondamentale i traduttori, che spesso operano localmente anche come consulenti editoriali. Non meno rilevante è poi la funzione di mediazione culturale svolta da librai e bibliotecari. Questo insieme di figure professionali, più o meno stabilmente definite, viene ora rimesso in gioco dall’introduzione di nuove tecnologie che stanno profondamente modificando le fasi del lavoro editoriale, dalla redazione del testo al suo supporto, dalla sua edizione fino alla sua commercializzazione. Le modalità di fruizione in streaming e l’affermarsi dell’e-book aprono nuove prospettive che ancora non sono state esplorate a fondo, ma che sono certamente destinate a rivoluzionare le pratiche della scrittura, della lettura e dell’attività editoriale nel suo complesso.

L'editoria è in fermento

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2014

di Elena Vergine

Il mercato dell’editoria si fa sempre più globale, gli editori affrontano la sfida della tecnologia e la concorrenza di nuovi player espandendo il loro business per incontrare nuovi pubblici e soddisfare nuovi bisogni. È chiaro quindi come le tendenze in atto non possono più essere osservate nel quadro ristretto di quanto avviene all’interno dei confini nazionali. Ancora oggi le fiere internazionali rimangono un importante osservatorio da cui affacciarsi per cogliere i mutamenti in corso e in cui confrontarsi ed incontrare partner commerciali vecchi e nuovi. Dopo le interviste a Ernesto Ferrero (direttore editoriale del Salone Internazionale del Libro di Torino) sul «GdL» di maggio, a Steven Rosato (direttore di Book Expo America) sul numero di luglio/agosto e a Edouard Cointreau (presidente della Paris Cookbook Fair) sul «GdL» di settembre, proseguiamo la nostra inchiesta proponendo il punto di vista di Juergen Boos (direttore della Fiera del Libro di Francoforte).

C'è vita oltre Amazon

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2014

di Edward Nawotka

Quando guardiamo al mercato e-book americano sembra esserci una sola opzione: Amazon.com. D’altronde le stime danno il sito di Bezos responsabile di una percentuale che varia tra il 55% e il 75% delle vendite digitali Usa. Perché l’«everything store» ha guadagnato così tanto peso? Semplice: ha il servizio più semplice e intuitivo per il cliente, i prezzi sono competitivi e il suo device proprietario è affidabile. Lo scontro tra Amazon e Hachette ha evidenziato quanto sia vulnerabile l’industria editoriale per cercare di incanalare tanti contenuti digitali attraverso un unico canale. Come si ricorderà, alla base della disputa c’è la volontà da parte di Amazon di spuntare condizioni economiche migliori sui titoli dell’editore. Di fronte alle resistenze di quest’ultimo Amazon non ha esitato a bloccare le prenotazioni per diversi titoli pubblicati da Hachette che, nell’ultima relazione agli investitori, ha evidenziato come il 60% del fatturato e-book della casa editrice in Usa transiti da Amazon, percentuale che sale al 78% in Uk. Ma la questione rimane: se Amazon è responsabile del 60% del mercato americano, da chi è composto il restante 40%? In primo luogo abbiamo Kobo, che negli Stati Uniti si è rivelato un vero e proprio fallimento mentre è andato meglio in Europa dove ha goduto del fatto di essere, in molti mercati, il primo retailer a vendere in negozi fisici i propri device.

L'angolo dei traduttori

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2009

di Laura Novati

Quando c’erano ancora le vecchie lire, si sapeva che il Ministero per i beni e le attività culturali assegnava ogni anno quattro premi maggiori e quattro premi minori, rispettivamente a un editore italiano e straniero, a un traduttore italiano e straniero: i quattro premi maggiori erano di 25 milioni, i quattro minori di cinque milioni. E oggi?

+ Export

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2009

di Giovanni Peresson

Un'editoria che da importatrice di «diritti di edizione» si sta trasformando in una editoria che sa proporre autori e titoli italiani sul mercato internazionale. A cominciare dal settore ragazzi e dei libri d'arte.

Andare all'estero

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2009

di Redazione

Nel panorama internazionale, l’immagine politico culturale dell’Italia è sempre più appannata: in che modo influenza, se influenza, la modalità con cui gli editori e gli agenti esteri guardano agli autori e alla produzione letteraria italiana? Ne parliamo con Marco Vigevani e Sandro Ferri.

Copyright e licenze nell'era del Web

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2014

di Richard Hooper

Negli ultimi anni le realtà facenti parte del settore creativo, come le case editrici e le aziende che si occupano di tecnologia, si sono fatte la guerra inutilmente. Credo sia giunto il momento di chiudere questa fase e iniziare una proficua collaborazione a beneficio degli utenti, che ormai sono allo stesso tempo consumatori, cittadini e creatori di contenuti (basti pensare alle attività che conducono sui propri profili Facebook o quando caricano video su YouTube). Gli editori oggi – a meno che non rinneghino la realtà digitale globale di cui sono parte, così come i rapidi cambiamenti strutturali operati dal digitale al loro tradizionale mondo analogico – si trovano costretti ad abbracciare la tecnologia, che si tratti di e-book o di Digital object identifiers (Doi). La parola «contenuto» è particolarmente interessante. La utilizziamo per indicare ciò che gli autori producono, ma il suo significato implica delle considerazioni. Implica ad esempio il suo essere racchiusa in qualcos’altro: il contenitore. La sostanza di un prodotto è il contenuto senza il quale il mero contenitore diventa inutile. Allo stesso modo, il contenuto di per sé necessita di un contenitore per essere apprezzato. Senza l’impalcatura di sostegno, gli investimenti, la rete distributiva, i dispositivi di fruizione, il marketing, èdifficile che un contenuto realizzi appieno il proprio valore. È qui che entrano in gioco il copyright e il sistema delle licenze. Molte aziende che si occupano di tecnologia forniscono il (o componenti del) contenitore» – software e hardware, prodotti e servizi – e distribuiscono i contenuti ai consumatori/utenti/autori all’interno di quel mondo globale e convergente in cui tutti viviamo.

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