Con gli editori per la libertà

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Con gli editori per la libertà
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Se qualcuno fosse ancora convinto che la difesa della libertà di stampa nei Paesi sviluppati si limiti ad essere un’attività teorica o astratta, allora i terribili eventi del 7 gennaio a Parigi hanno dimostrato una volta per tutte quanto ogni società sia in realtà vulnerabile e con quanta facilità si possano perdere libertà date per acquisite. Il brutale attacco alla rivista satirica «Charlie Hebdo» ha innescato un ampio dibattito sui limiti del «buon gusto» in relazione ad una sorta di «diritto all’offesa», sul razzismo nel sempre più ampio contesto europeo, e sui discorsi di incitamento all’odio. Pur riconoscendo il valore delle argomentazioni che sono state sollevate, l’International Publishers Association (Ipa) sostiene con forza tutti gli editori e, con loro, chiunque creda che la libertà di stampa sia un diritto umano fondamentale e che ogni tentativo violento di limitare, minare o minacciare tale diritto sia del tutto inaccettabile. Fondata nel 1896, l’Ipa è un’associazione di settore che cerca di promuovere, a livello internazionale, il ruolo fondamentale giocato dai processi di alfabetizzazione e dalle normative sul copyright nello sviluppo economico, culturale e politico della società globale. Ma è un’associazione di categoria diversa dalle altre, perché, oltre a proteggere gli interessi commerciali dei suoi membri, l’Ipa ha anche una forte vocazione per la difesa dei diritti fondamentali dell’uomo.
 

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