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Editoria universitaria

Un settore che cambia

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2012

di Lucia Folli

È quando emerge da un confronto con i responsabili di alcune case editrici che lavorano nel mercato dell’editoria professionale. Come sempre le categorizzazioni, se da una parte aiutano la comprensione della realtà semplificandola, dall’altra rischiano di non mettere in luce la complessità di relazioni e rapporti fra le diverse categorie rappresentate. È il caso del mercato editoriale professionale che comprende a sua volta un insieme particolarmente articolato di settori e nicchie – spesso integrati con quello universitario – e con canali di vendita specifici. È proprio in questo mercato che l’on line – inteso sia come piattaforma tecnologica di fruizione di contenuti, sia come canale distributivo – ha prodotto i primi e più produttivi, in termini economici, risultati. Un altro elemento distintivo è la tipologia di acquirente dei contenuti professionali, che ha spesso caratteristiche di fruitore degli stessi più che di lettore in senso lato e che ha motivazioni di acquisto più forti e specifiche: spesso infatti deve formarsi/aggiornarsi su specifici argomenti e, qualche volta, deve farlo su contenuti e autori definiti (è il caso particolare dell’editoria universitaria). Nonostante ciò, il mercato della non fiction specialistica (dove si trova larga parte dell’editoria tecnico professionale universitaria) mostra negli anni 2009 e 2010 una contrazione dei titoli prodotti di oltre un migliaio di unità per anno, diminuendo di quasi cinque punti percentuale rispetto al 2005 (dal 28,3% del 2005 al 23,5% del 2010 secondo i dati Aie riportati nel Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2011, pagg. 31-33) rispetto alla produzione complessiva delle case editrici italiane e con una variazione del prezzo medio di copertina minima (da 28,04 del 2005 a 28,48 del 2010).

Lettori ed e-reader

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2012

di Nicola Cavalli

Qual è il ruolo di e-readers e contenuti digitali in università? Per cercare di rispondere a questa complessa domanda l’Osservatorio sui nuovi media dell’Università di Milano Bicocca NuMediaBiOs, in collaborazione con Springer Italia, Il Mulino e Libreria Ledi International Bookseller ha promosso una ricerca empirica, presentata mercoledì 30 novembre presso l’Università di Milano Bicocca, che sarà oggetto di una pubblicazione monografica da parte di Springer, prevista per marzo 2012. La ricerca è stata condotta, nel periodo da gennaio a marzo del 2011, attraverso la somministrazione di un questionario on line. Alla ricerca hanno partecipato, grazie alla collaborazione con il gruppo Care della Crui, sette università italiane che attraverso l’intervento dei bibliotecari e dei sistemi bibliotecari di ateneo, hanno invitato a rispondere studenti, docenti, bibliotecari e personale amministrativo delle università di Milano Bicocca, Politecnico di Torino, Verona, Bolzano, Bologna, Napoli Federico II e Seconda Università di Napoli. Il dettaglio dei risultati e dell’analisi statistica verrà pubblicato nel volume edito da Springer a cura dell’autore di questo articolo. 

Andata & ritorno

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2011

di Paola Sereni

La collaborazione tra università e case editrici deve essere un valido strumento per favorire l’innovazione delle imprese è un assunto abbastanza scontato. Molto meno lo è però con quali modalità queste partnership possano nascere, crescere e dare i propri frutti soprattutto tenendo presente il problema oggettivo che riguarda le agevolazioni a disposizione delle imprese. Di seguito trova spazio l’esperienza di tre importanti editori nazionali che, a partire dall’esperienza più recente del progetto Diderot (Data-oriented system Integrato per la Definizione Rapida di Oggetti multimediali e Testuali), hanno concretamente lavorato con alcuni dei più avanzati atenei italiani.

CrossRef

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2011

di Lorenza Biava

Ha fatto molto parlare qualche tempo fa la pubblicazione da parte del Ministero dell’istruzione dell’università e della ricerca dei nuovi criteri guida dell’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca (Anvur) che, tra gli altri temi, affronta anche quello dei criteri di valutazione per l’abilitazione scientifica nazionale. Particolarmente controversa la considerazione espressa nel testo secondo cui la pubblicazione di un articolo di ricerca su una rivista scientifica o un journal estero avrebbe maggiore rilevanza che su una italiana. Un principio di certo discutibile – e che ha visto la mobilitazione degli editori nostrani – con cui oggi il mondo universitario si trova a dover fare i conti.

Standing Up!

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2011

di Daniela Grati

Sembra di ripetere lo stesso ritornello da tempo – e ogni anno la situazione appare più grave – ma l’editoria universitaria – con tutte le sovrapposizioni da un lato nell’editoria professionale e dall’altro in quella della varia – continua a vivere in uno stato di crisi, sicuramente non favorito dalla riforma attuale che, se da un lato si è sforzata di ridurre la proliferazione dei corsi, dall’altro ha ulteriormente tagliato le risorse messe a disposizione per l’acquisto di collezioni e testi da parte delle biblioteche universitarie. Senza contare poi lo sviluppo di University press, realtà di rilievo in tutti i Paesi occidentali più evoluti…

Up d'Italia

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2011

di Redazione

Difficile tracciare confini netti data la varietà delle caratteristiche che le accomunano e allo stesso tempo le differenziano. Ciò di cui si ha la certezza è che le University press italiane sono una realtà fondamentale all’interno degli atenei nazionali. Una chiacchierata con il consorzio che le riunisce permette di capire come si sono sviluppate e verso dove stanno andando.

Integrazione 2.0

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2011

di Andrea Angiolini

Quando parliamo di editoria universitaria ci troviamo di fronte a due universi paralleli, sia pure con alcuni punti di contatto: quello della produzione per la ricerca (monografie e riviste) e quello della produzione di manualistica. Questi due segmenti hanno alcuni tratti in comune ma anche molte differenze sostanziali che si riverberano sull’offerta digitale. Ciò che condividono è il cambio di paradigma che ha investito il mondo universitario: la trasformazione della comunicazione accademica, della lettura e dello studio, che tendono sempre più a spostarsi e completarsi in rete. Qui, per la spinta della tecnologia, anche il testo si modifica: diventa interattivo, acquisisce possibilità di aggiornamenti rapidi e continui, comporta nuove modalità di utilizzo. Tra l’altro, in questo scenario, gli editori sono costretti a confrontarsi con attori nuovi, innanzitutto tecnologici, che assumono un ruolo nella filiera editoriale, modificandone le regole.  

Quale modello vincerà?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2011

di Lucia Folli

Sembra di ripetere lo stesso ritornello da tempo, e ogni anno la situazione appare più grave: l’editoria universitaria, nelle sue diverse ramificazioni (soprattutto nell’ambito professionale, ma anche nella varia), continua a vivere in uno stato di crisi. Non ha aiutato peraltro l’attuale riforma che, se da un lato si è sforzata di ridurre la proliferazione dei corsi, dall’altro ha ulteriormente tagliato le risorse messe a disposizione per l’acquisto di collezioni e testi da parte delle biblioteche universitarie da un lato, e per lo sviluppo di University Press dall’altro, realtà di rilievo in tutti i Paesi occidentali più evoluti. Senza dimenticare le fotocopie….

Il tempo di un caffè

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Giugno 2011

di Redazione

Se n’era già parlato, quando il progetto era partito negli Stati Uniti. Ora, per la prima volta, anche il nostro Paese si trova all’avanguardia e può definirsi pioniere in una tecnologia innovativa per quanto riguarda la distribuzione dei contenuti editoriali. Ciò grazie ad un accordo siglato tra Promedia solutions – società appartenente al Gruppo Vincenzo Bona, che lavora da oltre 30 anni con gli editori di libri e che fornisce i servizi che occorrono loro in quest’era digitale – e On Demand Books, società americana che la stessa Promedia rappresenta in Italia.

Un sito da scoprire

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2011

di Redazione

Il primo passo verso il nuovo progetto risale a cinque anni fa con il rinnovo degli spazi dello storico punto vendita di largo Gemelli divenuto, grazie al restyling, un luogo di aggregazione all'interno dell'ateneo, oggi l'editrice Vita e pensiero lancia il proprio nuovo sito.

Reagire ai cambiamenti

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2011

di Ilaria Barbisan

In questo speciale medicina è stato chiesto ad alcuni editori il loro punto di vista privilegiato e quindi la loro esperienza relativamente alle nuove tendenze del segmento, anche alla luce dell’affermazione del digitale e di Internet come mezzo di informazione in grado di influenzare, forse, la progettazione e la realizzazione dei testi.

Una parola: contrazione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2011

di Fernando Folini

L’editoria medica, in Italia, è in contrazione. Uno stato di fatto che sarebbe, seppur non bello, almeno utile poter definire numericamente, ma che invece viene testimoniato praticamente da tutti gli addetti del settore, però in assenza di precise indagini.

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