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Editoria regionale

La fede in tasca

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2015

di Michela Gualtieri

In un mondo in cui il 93% della popolazione possiede un dispositivo mobile, è naturale che fioriscano applicazioni utili per tutte le esigenze, comprese quelle di tipo religioso che tanta importanza rivestono nella quotidianità di milioni di persone. La comodità della consultazione, l’attrattività della grafica, l’immediatezza e l’istantaneità rendono questi prodotti, frutto delle nuove tecnologie, adatti a rispondere ad antichissimi bisogni di senso. Gli App Store dei diversi sistemi operativi sono quindi ormai affollati di riproduzioni digitali dei testi sacri, quiz a tema religioso, calendari delle festività, strumenti a supporto del fedele nelle diverse pratiche rituali. Nel mondo cristiano, tra le applicazioni più diffuse troviamo Laudate, con oltre un milione di installazioni sui dispositivi di tutto il mondo. Disponibile in sei lingue, offre la possibilità di leggere la Bibbia, recitare il rosario, ripercorrere le stazioni della via crucis, leggere varie preghiere (anche in latino), e ascoltare la lettura quotidiana della messa. Altra applicazione di successo, ideata dall’italiano padre Paolo Padrini, è iBreviary, breviario virtuale che raccoglie anche i testi del messale – sia nella versione del rito ambrosiano che in quella del Vetus Ordo latino – e del lezionario. Da aprile 2014 iBreviary, che era già disponibile in sette lingue, è scaricabile anche in arabo: un aiuto per i cristiani che vivono in quei Paesi del mondo islamico dove è vietata la vendita di testi religiosi non musulmani.

Chi legge i libri religiosi?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Emilio Sarno

Le trasformazioni che stanno interessando l’editoria religiosa, sempre più presente e in vista sugli scaffali delle librerie di varia e negli store on line, trovano nell’evoluzione del pubblico uno dei fattori chiave per comprendere il cambiamento dell’offerta e del quadro competitivo in cui la tradizionale casa editrice religiosa si trova in questi anni coinvolta. Si tratta di evoluzioni innanzitutto di carattere quantitativo. Nel 2000 si dichiaravano lettori di libri di argomento religioso 2,7 milioni di italiani. Nel 2007 erano diventati poco più di 3,0 milioni e alla fine del decennio scorso, superavano i 3,3 milioni di persone (Fonte: Ufficio studi Aie su dati Istat). Oggi, secondo i dati contenuti nell’indagine di Ipsos per Uelci, i lettori di libri religiosi sono diventati 5,7 milioni.

Opportunità o minacce?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Emilio Sarno

Nelle scorse settimane Uelci (l’associazione che raccoglie editori e librai cattolici) ha presentato il quarto Osservatorio sull’editoria religiosa, curato dall’Ufficio studi dell’Aie, a cui si è aggiunta quest’anno, la seconda edizione dell’indagine che l’Ipsos di Nando Pagnoncelli ha condotto sulla lettura dei libri religiosi – ne parliamo più diffusamente nell’articolo successivo, Chi legge i libri religiosi? – da parte dei lettori italiani (la precedente era stata condotta nel 2012). Che cosa emerge dallo studio? Innanzitutto il peso crescente di questa parte della produzione editoriale rispetto a quella complessiva pari a 64.117 titoli nel 2013. Tra le opere religiose pubblicate dalle case editrici cattoliche e dagli altri editori (compresi, ovviamente, quelli laici) sono stati immessi sul mercato qualcosa come 5.798 titoli (tra novità e nuove edizioni): sono il 9,0% della produzione complessiva, mentre nel 2012 rappresentavano, con 5.510 titoli, l’8,2%. Se dunque la produzione complessiva dell’editoria italiana aveva fatto segnare lo scorso anno – per la prima volta dal dopoguerra – un valore negativo (-4,1%), quella di argomento religioso mostra un andamento di segno opposto: +5,2%. Si assiste però a uno spostamento di equilibri. Cresce infatti il peso della produzione pubblicata da editori «altri» rispetto a quelli cattolici. Tra 2012 e 2013 la loro offerta fa segnare un +24,0% rispetto a un leggero calo (-0,6%) della produzione delle case editrici cattoliche. E questo non è un dato strettamente congiunturale bensì un aspetto di tendenza di medio-lungo periodo visto che gli andamenti, rispetto al 2010, risultano essere, rispettivamente, del +25,3% contro un modesto +2,7%.

Editoria cattolica e nuovi lettori

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2011

di Giorgio Raccis

C’è un fatto che emerge evidente dalle ultime indagini realizzate dall’Unione degli editori e librai cattolici italiani (Uelci): il mercato dell’editoria cattolica in Italia è in costante crescita, così come cresce il numero di coloro che leggono libri di argomento religioso.

La crescita del religioso

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2011

di Emilio Sarno

Per il secondo anno consecutivo, Uelci (Unione editori e librai cattolici) ha condotto, lo scorso anno, attraverso l’Ufficio studi dell’Aie, un’indagine sul mercato dell’editoria religiosa in Italia. Un segmento – lo avevamo già visto in occasione della presentazione dei risultati della precedente indagine – in crescita. Innanzitutto da parte dei lettori.

10 piccoli editori

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2010

di Ilaria Barbisan

Cosa significa essere una casa editrice medio-piccol in un contesto quale quello lombrado? Dieci case editrici medio-piccole provano a esprimere il loro punto di vista su questo quesito.

Dove nasce l'editoria?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2010

di Laura Novati

Mentre si preparano i festeggiamenti per il 150° del Regno d'Italia, ci si può chiedere come si sono mosse in questo lasso di tempo le capitali del libro in Italia che, nate su base regionale, si erano sviluppate anzitutto su base locale.

Mangia, prega, viaggia

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2014

di Ester Draghi

Nonostante la crisi economica abbia ridotto in maniera consistente la spesa degli italiani per viaggi e vacanze – secondo Istat nel 2013 i residenti in Italia hanno effettuato 63 milioni e 154 mila viaggi con pernottamento, contro i 78 milioni e 703 mila dell’anno precedente (-19,8%) – il turismo religioso mostra numeri in netta controtendenza con un buon 4,4% di persone che nel 2013 si sono messe in viaggio contro il 3,9% del 2012 e il 2,0% del 2011. Sono molte le realtà editoriali che hanno aperto il loro catalogo in direzione della creazione di guide turistiche che riportino gli itinerari di interesse religioso così come verso la pubblicazione di guide enogastronomiche che rispecchino le tradizioni culturali e le usanze religiose legate al territorio. Ne abbiamo parlato con Manuel Kromer (Claudiana), Antonio Paolucci (Edizioni Musei Vaticani), Shulim Vogelmann (Giuntina) e Giannozzo Pucci (Libreria editrice fiorentina).

La religione in libreria

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2013

di Elena Vergine

È un periodo di grande tumulto nella capitale. Prima c’è stata l’emozionante attesa per il Conclave, poi la fumata bianca e migliaia di pellegrini pronti ad acclamare il papa neoeletto, infine il primo Angelus del pontefice che si è risolto, come prevedibile, nell’ennesimo bagno di folla in Piazza San Pietro. La strada principale che collega lo Stato Vaticano a Roma, inquadrando scenograficamente la Basilica, è Via della Conciliazione. Progettata dagli architetti Marcello Piacentini e Attilio Spaccarelli dopo i Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929, questa arteria è anche la zona d’Italia a più alta concentrazione di librerie specializzate in religione. Riportiamo di seguito l’esperienza di quattro librai della zona.

La mappa dell’editoria

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2012

di Sandro Pacioli

La seconda parte del 2011 è stata, diciamola tutta, un po’ avara di vicende societariedi rilievo (prima avevamo avuto lo shopping Feltrinelli in Spagna e in Italia con Donzelli). Bisogna attendere la prima metà del 2012 per assistere a trasformazioni societarie importanti. È infatti a giugno che si è conclusa la vendita da parte di Rcs di Flammarion a Gallimard. I fili rossi che si dipartono dalla mappa che si può trovare nelle pagine successive, o che ne derivano, sono molteplici e diversi.

E il romanzo?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2012

di Lorenza Biava e Elena Vergine

Uno sguardo all’ultimo rapporto Uelci riassunto nelle pagine precedenti (ma si vedano anche, in questo numero, i dati nelle pagine dedicate ai Numeri della produzione) basta per far capire che l’editoria religiosa italiana gode di discreta salute. Centinaia di case editrici tutelano la bibliodiversità delle varie confessioni religiose – non solo cristiane – ma, se l’area riflessiva e quella divulgativa continuano a crescere, la varia sta attraversando un periodo di contrazione. Un fatto questo in controtendenza rispetto al mercato dell’editoria laica dove la varia realizza volumi importanti sia in termini di produzione (la narrativa conteporanea rappresenta, secondo l’ultimo rapporto Nielsen, il 15% del totale) che da quello delle copie distribuite (il 29% secondo i dati Istat). Cosa è successo dunque al romanzo religioso? Per capire quali sono le dinamiche in atto nell’editoria religiosa ne abbiamo parlato con Don Giacomo Perego (direttore editoriale San Paolo), Andrea Menetti (coordinatore editoriale Consorzio per l’editoria cattolica-Rebecca Libri) ed Enzo Pagani (titolare della libreria Buona Stampa di Bergamo).

Tra Est e Sud

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2012

di Sandro Pacioli

I percorsi, le strade i rapporti tra editoria cattolica e narrativa possono seguire percorsi anche molto diversi rispetto a quelli su cui la tavola rotonda che ha aperto questo Scenari & Trend si è focalizzata. Un esempio di queste altre opportunità di altri «percorsi» editoriali è la collana Mondi letterari di Jaca Book. Una casa editrice che nasce alla metà degli anni Sessanta a opera di alcuni universitari milanesi che si riconducono al movimento di Comunione e liberazione ma che pubblica accanto ai libri di don Giussani filosofi come Jacques Derrida (1968), Emmanuel Lévinas, Paul Ricoeur; teologi come Hans Urs von Balthasar; antropologi delle religioni come Mircea Eliade. E appunto narratori come Wole Soyinka (Nobel nel 1986), Pérez-Vitoria Silvia (premio Nonnino nel 2009). Mondi letterari ha visto nei mesi scorsi il suo rilancio (nuova veste grafica, una dozzina di titoli all’anno, alcune novità assolute, altri recuperi dal catalogo che in questi anni si è formato) con la prima edizione italiana di Ama la rivoluzione di Aleksandr Solženicyn. Accanto all’editore russo il serbo Bajac Vladislav con Hammam Balcania, il maggior scrittore keniota vivente Ngugi Wa Thiong’o con Sogni in tempo di guerra, i repechage dal catalogo precedente come nel caso di Ake. Gli anni dell’infanzia del nigeriano (premio Nobel nel 1986) Wole Soynka (pubblicato da Jaca fin dal 1979). Un rilancio perché Mondi letterari nasce a inizio degli anni Ottanta. È, ad esempio, in questa collana che vede la luce Vita e destino di Vasilij Grossman nel 1984 (ripubblicato da Adelphi nel 2008).

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