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Ediser

La sfida del mercato

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Giovanni Peresson

Anche nel 2013 il settore ha fatto registrare molti segni meno. Nelle vendite,  nel numero di titoli pubblicati, nelle copie vendute, nei prezzi di copertina e in quello medio del venduto. Segni meno nel numero di lettori, che indicano poi le dimensione del «mercato potenziale» per editori e librerie. Segni meno anche nelle disponibilità economiche di chi i libri li compra e li legge. Andamenti non diversi da quelli delle altre maggiori editorie continentali se non per una maggiore fragilità del nostro ecosistema editoriale, di Paese e di governo. Un 2013 con spostamenti verso l’e-commerce per il libro fisico e quello digitale, anche se meno di quanto ci si attendeva. Così che «i problemi che il nostro settore dovrà affrontare in questo 2014 – esordisce in questa intervista Marco Polillo, presidente dell’Associazione italiana editori – non saranno molto diversi da quelli che si sono presentati lo scorso anno o nel 2012. Certo, aggravati dal fatto che questo è il terzo anno in cui ci troveremo di fronte a un calo delle copie vendute, dei fatturati, del numero di librerie, della possibilità di spesa di individui e famiglie. E aggiungiamoci anche le difficoltà di accedere al credito per le imprese soprattutto per quelle più piccole».

La versione di Gud

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Redazione

Maggio è il mese del Salone Internazionale del libro di Torino. Per tutti i visitatori che affolleranno il Lingotto Gud mette a disposizione una sua piccola guida con le essenziali regole di sopravvivenza per attraversare indenni il "paese delle meraviglie" della lettura.  

La volontà supera le montagne

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Giovanni Peresson

Ci sono occasioni che talvolta sembrano assumere significati che vanno al di là della semplice cronaca, com’è, ad esempio, il contesto in cui questa intervista è stata fatta. Siamo a soli sei giorni dopo l’annuncio della nomina di Romano Montroni a nuovo presidente del Centro per il libro e la lettura. Ci troviamo a Milano, poco prima dell’inizio di un corso della Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri dedicato alla libreria per ragazzi, uno degli snodi al contempo più delicati e importanti di qualunque politica di promozione della lettura e di allargamento del mercato del libro nel nostro Paese. «Mi chiede che idea mi sono fatto a sei giorni dalla nomina? Che l’impegno per allargare la base dei lettori in Italia venga come difficoltà subito dopo il mantenimento del disavanzo al di sotto del 3% del Pil! Anche, non me lo nascondo, per la mole di risorse che sarebbero necessarie per un’attività di questo genere. Ho letto cifre importanti indicate nel progetto di legge di cui si inizierà a discutere nelle prossime audizioni della Commissione cultura. Conoscendo un po’ quella che è stata la storia, recente e meno recente, del Centro e dei provvedimenti in favore della defiscalizzazione degli acquisti di libri qualche cautela mi permetto, per ora, di conservarla».

Le librerie di Londra

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Elena Refraschini

James Daunt, prima di diventare il managing director di Waterstone che abbiamo incontrato nelle pagine precedenti, era un semplice librario. Lavorava per JP Morgan a New York negli anni Ottanta, quando decise di cambiare vita e tornare nel nativo Regno Unito per seguire le passioni di sempre, la lettura e i viaggi. Nasce così nel 1990 la prima Daunt Books, libreria specializzata in viaggi che suddivide l’assortimento non per genere ma per Paese, offrendo guide ma anche titoli di saggistica e narrativa. Daunt Books conta oggi sei sedi, la più suggestiva, che occupa regolarmente uno dei dieci posti nelle classifiche delle librerie più belle al mondo, è quella di Marylebone. In un anno in cui nel Regno Unito 67 librerie indipendenti hanno chiuso e solo 26 sono state aperte, il risultato di Daunt è confortante. Gli ingredienti del successo? Personale specializzato e preparato, e particolare attenzione alle vetrine che mettono in mostra solo uno o due titoli insieme a diverse recensioni. Con questo sistema, un titolo vende anche 40-60 copie in un giorno nel singolo punto vendita. Abbiamo parlato con Brett Wolstencroft, manager della catena, per saperne di più.

Le novità del Salone

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Intervista a cura di E. Vergine

Il Salone internazionale del Libro di Torino è un appuntamento imprescindibile per il mondo culturale italiano, una manifestazione di grande successo in un contesto nazionale depresso, nel quale le statistiche parlano di un calo del 7% annuo dei consumi culturali. Lo scorso anno anche il numero dei visitatori del Salone aveva segnato un 7%, ma questa volta di segno positivo, una tendenza che speriamo si confermi anche in questo 2014 che si preannuncia più ricco che mai di novità. Ne abbiamo parlato con Ernesto Ferrero, direttore editoriale del Salone.

Non solo calcio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Intervista a cura di E. Vergine

Se l’Italia è da sempre il Paese del calcio, da una decina di anni a questa parte anche altri sport – dal basket al rugby, dal tennis al ciclismo, dall’automobilismo al motociclismo – si sono aperti un varco nel cuore del grande pubblico: in parte grazie allo spazio maggiore riservatogli su quotidiani e sui palinsesti televisivi, in parte grazie al carisma di alcuni campioni e alla passione di giornalisti ed esperti che hanno saputo rendere grandi le loro parabole, in parte grazie ai libri. Ne abbiamo parlato con Paolo Frascolla, titolare della Libreria dello Sport di Milano, al quale abbiamo chiesto anche di individuare i titoli che non possono mancare sullo scaffale degli appassionati e quindi nella selezione dei librai.

Più libri Circus

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Antonio Monaco

Ogni anno in Italia vengono pubblicati circa 60 mila titoli. Di questi il 25%, cioè un libro su quattro, è pubblicato da un piccolo e medio editore ma difficilmente riesce a superare i tanti ostacoli che affollano la strada che lo separa dal magazzino editoriale alle vetrine delle librerie. Più libri più liberi è nato per questa ragione. Per garantire ai piccoli e medi editori italiani la vetrina che meritano. E oggi, dopo 11 edizioni di Più libri Più liberi a Roma, il più importante evento italiano della piccola e media editoria indipendente parte per un tour nelle piazze italiane e diventa Più libri Circus. Va aggiunto che la fiera Più libri Più liberi non è solo un evento nazionale che valorizza la piccola editoria italiana. È diventato anche un marchio prestigioso che evoca immediatamente una vetrina editoriale di qualità, innovativa e di ricerca. Ma Più libri Circus non è una semplice fiera libraria che si aggiunge alle centinaia già presenti in Italia. In una fase di difficoltà del mercato vuole offrire un preciso contributo alla filiera editoriale e una risposta alla crisi delle vendite. Gli editori e i loro libri cercano i lettori «per la strada», nei diversi territori italiani, coinvolgendo direttamente tutti gli operatori (librai, bibliotecari, grossisti, insegnanti, animatori della lettura). Il problema dell’editoria oggi non è solo di mercato ma di identità e legittimità. Non basta riaffermare l’identità e il ruolo professionale dell’editore: la sua funzione valutativa e selettiva degli autori da una parte e di qualificazione delle opere dall’altra. Dobbiamo andare a ricostituire il patto etico che ci lega ai lettori. Vent’anni fa si è consumato il mito della «piccola editoria», oggi dobbiamo riaffermare il valore dell’indipendenza e della qualità. Più la situazione è difficile e più crescono le aspettative. Ma unirsi quando le forze sono esaurite è inutile, bisogna farlo prima, quando abbiamo ancora qualcosa da dare, da dire e da fare.

Un maggio di libri

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2014

di Gabriele Pepi

Gli auspici per la crescita e il consolidamento della lettura in Italia con cui si apriva l’ultimo Salone del libro di Torino sono purtroppo stati disattesi dagli ultimi dati Istat che, come scrive Alessandro Zaccuri su «Avvenire», hanno ratificato nel Paese della lettura «la perdita di una città di quasi due milioni di persone». Perché si possa tornare a parlare di crescita il libro deve essere, anche fisicamente, più diffuso di quanto non sia oggi: deve essere presente negli ambienti frequentati dai ragazzi, deve arrivare dove di solito è assente (luoghi di incontro, centri commerciali e così via), deve diventare un oggetto familiare fin dalla prima infanzia (per fortuna esiste un progetto come Nati per leggere!) e soprattutto dobbiamo imparare a parlarne in modo non noioso. Per fortuna da quattro anni a questa parte il Maggio dei libri, la campagna nazionale di promozione della lettura promossa dal Centro per il libro e la lettura del Ministero per i beni e le attività culturali in collaborazione con l’attiva partecipazione dell’Associazione italiana editori, ha diffuso un approccio creativo e inclusivo al mondo del libro. L’iniziativa, che quest’anno si svolgerà dal 23 aprile fino a fine maggio, può contare su tantissimi eventi in programma – lo scorso anno si è raggiunta quota 3.000 – e anche l’Associazione italiana editori sostiene il Maggio con alcune campagne dedicate ai giovani e non solo.

Analytics per tablet

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2014

di Giorgio Kutz

Abbiamo già citato nel numero scorso i nuovi strumenti di marketing analitico da poco disponibili per gli editori e per chiunque veda nei prodotti per tablet un possibile sbocco di mercato. Tra i nuovi analisti spicca App Annie, (www.appannie.com) specializzata nel tracciare le vendite negli «store» per tablet, che recentemente ha pubblicato un rapporto sui trend di comportamento degli acquisti emersi nel corso del 2013. Anche se il mercato editoriale in senso stretto è ad oggi marginale (ma contiguo) val comunque la pena tener d’occhio questo mondo, agitato da una significativa crescita dei mercati emergenti, da un forte sviluppo di fatturato dell’area giochi e dall’invasione delle piattaforme di social networking.

Belle App da Bologna

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2014

di Cristina Mussinelli

Terzo anno di giuria al BolognaRagazzi Digital Award, il premio che la Fiera del libro per ragazzi dedica al libro digitale, al fine di incoraggiare le produzioni eccellenti ed innovative nell’ambito delle App derivate da libri. Due compagni di viaggio già noti e uno nuovo, come previsto dalle regole della Bologna Children’s Book Fair, competenze diverse e punti di vista complementari. Un esperto di prodotti digitali per bambini sin dal 1980, un illustratore noto e pluripremiato, un «guru» dell’editoria digitale e la sottoscritta, un’esperta di digitale e una zia di tre nipoti di 4, 6 e 14 anni che sono stati fin dal primo anno usati come «tester» per portare nelle valutazioni della giuria anche il punto di vista dei potenziali destinatari dei prodotti. Anche quest’anno il processo è stato complesso: 258 prodotti (App ma anche e-book arricchiti) inviati da 176 editori, rappresentanti di 37 paesi, tutti rilasciati nel corso dell’anno in corso. Editori con caratteristiche molto diverse, con team e capacità di investimento differenti e, a volte, completamente impari. Per non essere influenzati da tali elementi, anche quest’anno come giuria ci siamo dati delle regole che potessero guidare in modo il più possibile oggettivo le nostre valutazioni e ci portassero a identificare come richiesto dal premio un vincitore, due nominati e sette selezionati per le due categorie previste: fiction e non fiction. Innanzitutto si è concordato che non ci dovesse essere alcuna discriminazione rispetto a provenienza geografica, dimensione del produttore e piattaforma. L’elemento fondamentale per ottenere un giudizio positivo era la capacità di offrire un’esperienza di interazione ricca e creativa, che però mantenesse le tradizionali qualità dei prodotti per bambini in termini di racconto, illustrazioni e scrittura. Una volta soddisfatti questi requisiti, la giuria ha poi deciso di operare la selezione sulla base delle caratteristiche innovative dei prodotti (sia dal punto di vista delle storie, sia delle loro implementazioni tecnologiche), delle soluzioni grafiche, delle modalità di interazione e dell’uso dei componenti multimediali, in modo che i prodotti selezionati potessero essere un punto di riferimento per altre aziende, editoriali e non, che stanno sviluppando o che hanno intenzione di sviluppare nuovi prodotti digitali.

Biblioteche fusion

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2014

di Redazione

Londra, 1998. Tower Hamlets, uno dei 32 comuni della City, ha il servizio di biblioteche pubbliche meno utilizzato del Regno Unito, con tassi di prestito desolanti. Il comune si interroga: abbiamo ancora bisogno delle biblioteche? Ma invece di chiuderle decide di sfruttare l’occasione e ripensarle in un altro modo, creando un nuovo modello, Idea Store. Ma non corriamo troppo: prima di iniziare il processo che trasformerà le biblioteche di Tower Hamlets in un esempio ammirato in tutta Europa, servirà del tempo. Uno degli ingredienti che hanno reso Idea Store un modello vincente, è la capacità di ascoltare. Non a caso il primo passo è stata un’indagine – fatta di oltre seicento incontri individuali a casa delle persone – per capire perché gli abitanti di Tower Hamlets, 265 mila persone la maggioranza delle quali asiatiche o africane non frequentassero la biblioteca.

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