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Ediser

Rapporto sullo stato della piccola editoria 2014

di Peresson Giovanni

editore: Ediser

pagine: 39

Piccoli ma grandi innovatori

Marzo 2026

rivista: Giornale della Libreria

Crescere lettrici e lettori   Il 2025 è stato un anno complesso per il mercato del libro italiano, che ha registrato una contrazione a valore e a copie, confermando il rallentamento seguito alla fase di espansione post-pandemica. In questo contesto, l’editoria per bambine e bambini, ragazze e ragazzi si è distinto come l’unico segmento che non è arretrato a copie e che ha mostrato una lieve crescita a valore. È un dato che va letto con attenzione. Non perché annulli le difficoltà del quadro generale, ma perché ne riequilibra l’interpretazione. Senza il contributo del comparto 0-14 anni, il 2025 avrebbe presentato un profilo più critico. Il segmento ragazzi si conferma dunque un elemento di stabilità in un mercato esposto a fragilità strutturali. Come emerge dall’analisi pubblicata in apertura di questo numero, la tenuta è trainata soprattutto dalla prima infanzia. La fascia 0-5 anni continua a crescere, mentre le età successive mostrano dinamiche più articolate, con segnali di indebolimento nel middle grade e uno spostamento verso generi e linguaggi ibridi. In un Paese segnato da un calo demografico costante, il fatto che le copie acquistate per i più piccoli non diminuiscano in modo proporzionale indica che il libro conserva un valore forte nella percezione degli adulti di riferimento: educativo, relazionale, simbolico. Le classifiche settoriali approfondite in queste pagine confermano la centralità del catalogo e dei long seller, capaci di attraversare le generazioni, accanto a una produzione che sperimenta formati, temi e contaminazioni. Le testimonianze degli editori restituiscono un settore vitale ma consapevole delle proprie sfide: il rapporto con la scuola, la promozione della lettura, il ruolo delle biblioteche, la difficoltà di mantenere continuità nella fascia scolare, l’evoluzione dei linguaggi in un ecosistema dominato dalla dimensione visiva e digitale. Che questo numero esca, come da tradizione, in occasione della Bologna Children’s Book Fair non è un fatto meramente calendariale. La produzione italiana per l’infanzia rappresenta una riconosciuta eccellenza, fortemente proiettata sul piano internazionale. La fiera è il luogo in cui questa dimensione si rende visibile: nello scambio di diritti, nelle coedizioni, nel dialogo con l’audiovisivo e il licensing, nelle connessioni tra editoria generale e contenuti per ragazzi. In questa prospettiva si inserisce anche l’inserto centrale in lingua inglese, realizzato in collaborazione proprio con BCBF: uno strumento rivolto al pubblico internazionale che frequenta la manifestazione. Il numero si chiude con uno sguardo alle trasformazioni che stanno attraversando l’intera filiera. L’approfondimento dedicato alle applicazioni dell’intelligenza artificiale e alla sua relazione con l’«intelligenza editoriale» – sviluppato anche nel dialogo con la Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri – invita a leggere questi cambiamenti non in chiave futuribile, ma come parte di un processo già in atto. La questione non è se l’IA entrerà nel lavoro editoriale, ma come governarne l’impatto in modo coerente con la qualità, la responsabilità e la sostenibilità del settore. Per l’editoria bambini e ragazzi, che più di altri ambiti lavora sulla formazione e sull’immaginario delle nuove generazioni, questa riflessione assume un valore ulteriore. Innovazione e tutela, apertura e consapevolezza: sono tensioni che non possono essere eluse. Crescere lettrici, crescere lettori significa oggi tenere insieme continuità e cambiamento. Continuità nella qualità del catalogo, nella cura della relazione con scuola e famiglie, nella promozione della lettura come investimento culturale e sociale. Cambiamento nella capacità di governare nuove tecnologie, nuovi linguaggi, nuove modalità di fruizione. È in questo equilibrio che si gioca il futuro del segmento ragazzi. E, con esso, una parte decisiva del futuro dell’intero mercato del libro italiano.   Innocenzo Cipolletta Direttore responsabile del Giornale della Libreria

A ognuno la sua grafica

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

di Giovanni Baule

Sempre più di frequente ci sono volumi editi nell’ambito della piccola editoria che si mostrano a tutti gli effetti come palestra di eccellenza anche sul piano della grafica editoriale. Sono libri e collane che, nel loro complesso, disegnano un paesaggio comunicativo variamente sperimentale, dove la soluzione editoriale, scelta di carta e di formato, il trattamento del testo e la griglia di impaginazione mostrano una particolare sensibilità per la varietà degli stili comunicativi, dei linguaggi grafici di copertina. Talvolta aprono strade o inventano prototipi che poi saranno ripresi dall’editoria a grande scala. La copertina traduce visivamente il contenuto testuale, e il passaggio da testo a immagine grafica è una traduzione «intersemiotica»: accompagna da un mondo di segni testuali a uno visivo, tramite filtri differenti.

Africa

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

Autori vari

Isabella Ferretti di 66thand2nd e Sandro Ferri di Edizioni e/o raccontano l'attenzione che i loro cataloghi riservano alle letterature africane, mostrandoci quanto la piccola editoria sappia trattare in maniera culturalmente onesta anche le culture tanto lontane dalla nostra.

Asia

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

di Marco Pondrelli

Maurizio Gatti di O barra O edizioni e Felicetta Ferraro di Ponte 33 raccontano l'opera d'indagine e di scoperta che i cataloghi delle rispettive case editrici conducono nel panorama culturale e letterario asiatico.

Classifiche

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

di Antonio Lolli

La classifica generale del mese di ottobre è particolarmente ricca di novità: su 20 posizioni, infatti, 13 sono occupate da new entry. È la Sicilia a fare da sfondo - in modo nettamente diverso - alle opere di due nomi della nostra narrativa che si trovano ai primi posti della classifica.

Fuori catalogo: le novità

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

di Sandro Pacioli

Quando si parla di innovazione in editoria il pensiero va subito agli e-book, alle banche dati, alle App, ai servizi Internet sviluppati dalle case editrici. In buona sostanza ai «prodotti»; molto meno alle innovazioni che riguardano i processi, e tanto meno all’innovazione della logistica distributiva. Dalla segnalazione dell’uscita di un libro, passando alla trasmissione dell’anagrafica sul gestionale della libreria, alla circolazione delle informazione sui dati

Go international!

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

di Alessandra Rotondo

Il mondo è diventato più piccolo. O semplicemente più vicino. Di culture inesplorate ne sono rimaste poche e, finita la fase dell’esotismo, anche l’approccio al geograficamente e culturalmente «altro» è diventato un affare da sbrigare nel quotidiano, con la giusta dose di confidenza e preparazione. Gli editori, in questo senso, hanno sicuramente rappresentato un vettore di avvicinamento e di familiarizzazione: proponendo al proprio pubblico le opere straniere in traduzione, immergendosi e selezionando, tra le proposte estere, quei testi che immaginavano avrebbero incontrato il successo a casa propria. Senza ripercorrere l’iter che dai letterati editori e traduttori arriva a consolidare i canoni di una traduzione più rispettosa e «culturalmente onesta», è interessante conoscere alcuni tra gli strumenti – italiani e non solo – che oggi fanno da vettori di internazionalizzazione per l’editoria. Sia dal punto di vista della promozione delle editorie nazionali all’estero, che da quello della compravendita dei diritti di traduzione e pubblicazione da un Paese all’altro.

I numeri della produzione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

di Emilio Sarno

Un numero dedicato alla piccola editoria non può che considerarne anche i Numeri. Rilevando, così, un mix produttivo diverso dalla media: i piccoli editori sono più forti nel settore bambini e ragazzi, nella saggistica, nella manualistica pratica. I dati con le serie mensili sono consultabili su www.giornaledellalibreria.it

Indie o chain? Canada, librerie per tutti i gusti

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

di di Valeria Pallotta

Nella raccolta di racconti Troppa felicità, è alle librerie canadesi che sembra riferirsi Alice Munro quando dice: «ci sono pochi luoghi in una vita, forse persino uno solo, in cui succede qualcosa; dopodiché ci sono tutti gli altri luoghi». Eppure il mondo di queste librerie è stato costretto a ricorrere a soluzioni creative e a un gran lavoro sull’assortimento; privo di leggi che garantiscano un tetto massimo agli sconti applicabili, il mercato editoriale canadese – del valore di 1,3 miliardi di euro per 35 milioni di abitanti – vede l’acquisto on line pesare il 36% del totale, contro il 52,2% rappresentato delle librerie fisiche e il 3% da altri canali. E anche se il 2014 si è chiuso con un -3,5% nelle vendite rispetto al 2013, segnali di crescita sono rappresentati dal segmento dei libri per ragazzi (+4,1%), dal genere della historical fiction (+42,6%), dai gialli (+11%) e dai graphic novel (7,7%).

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