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Ediser

Galassia Gutenberg

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2008

di Emilio Sarno

Dal 28 al 31 marzo 2008 Galassia Gutenberg proporrà incontri, libri, mostre, personaggi ed eventi per racconare i mille aspetti del rapporto tra la natura e la cultura nel senso più ampio del termine: dai temi evoluzionisti, all'ambiente, dall'alimentazione alla tecnologia, a come le religioni hanno trattato e rappresentato questo snodo di natura e cultura.

Dino Buzzati: è festa anche in posta

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2006

di Fabio Bonacina

Per cortesia, non parliamo delle somiglianze con Franz Kafka. «È dal 1940 – conferma la moglie di Dino Buzzati, Almerina, in questa intervista al «Giornale della libreria»- che la storia prosegue». Tanto che lo stesso Buzzati, il 31 marzo 1965 scrisse sul «Corriere della sera»: «Da quando ho incominciato a scrivere, Kafka è stato la mia croce. Non c’è stato mio racconto, romanzo, commedia dove qualcuno non ravvisasse somiglianze, derivazioni, imitazioni o addirittura sfrontati plagi a spese dello scrittore boemo. Alcuni critici denunciavano colpevoli analogie con Kafka anche quando spedivo un telegramma o compilavo il modulo Vanoni». Ma ora il dibatto si rianima, complici le numerose iniziative che si stanno svolgendo nel centenario della nascita.

Passione verde

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Redazione

La cura del verde, la sensibilità verso i temi dell’ecologia, del mangiare biologico, del condurre uno stile di vita sano e del ritorno alla coltivazione della terra anche come «pratica spirituale» sono solo alcuni degli argomenti trattati dall’editoria di giardinaggio e orticultura. Un segmento della manualistica che, in questi anni, vede allargarsi quello che storicamente era il suo target di riferimento – lettori deboli, di mezza età, spesso casalinghe con molto tempo a disposizione – per andare a parlare ad una fascia molto più ampia di popolazione e ponendosi come argomento trasversale che interessa un pubblico di tutte le età, di tutte le professioni e di cultura medio alta. Nella frenesia della vita moderna e nel grigiore dell’ambiente urbano, l’orto sul terrazzo e il verde casalingo, stanno diventando sempre più questioni di status, afferenti alla sfera del lifestyle. Alle nuove esigenze dei lettori e alle mode del momento gli editori che presidiano il settore rispondono con libri di qualità, sia formale che testuale, che affiancano alle necessità pratiche e al «saper fare» una buona dose di insegnamenti teorici e relativi allo stile di vita che posizionano la passione per il verde entro una sfera di serenità e di evasione, quale che sia l’ambiente in cui la si pratica.

Instant, social e digitali

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2013

di Lorenza Biava

Le nuove tecnologie hanno dato nuova linfa alla fantasia degli uffici stampa e dei reparti marketing delle case editrici che sempre più spesso progettano i lanci editoriali in maniera integrata tra Web e libreria. E proprio integrazione sta diventando la parola chiave per interpretare una serie di processi in atto, non ultimi quelli che riguardano i flussi di lavoro interni alla casa editrice. «Idealmente – ci dicono da Sperling & Kupfer – intorno al lancio di un libro si debbono concentrare tutti i contributi professionali, mantenendo chiarezza nei ruoli ma accettando lo scambio e il confronto: può infatti accadere che una buona idea di marketing nasca chiacchierando con un editor o con l’ufficio stampa».

Tempi di meltin'pot

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2012

di Elena Vergine

Camminando lungo le vie delle città capita sempre più spesso di imbattersi in inusuali e sorprendenti formule di negozio. Non stiamo parlando di grandi negozi e catene di abbigliamento, moda, articoli per la casa o il tempo libero. Parliamo proprio dei cosiddetti esercizi a «conduzione familiare», i punti vendita indipendenti. Travolti dalla trasformazione del commercio (e urbanistica: leggi costo dell’affitto), delle modificazioni dei tradizionali poli urbani legati alla trasformazione (e speculazione immobiliare) delle ex aree industriali: Milano che tra anni Novanta e primo decennio del XIX secolo, da città «monocentrica» (Piazza Duomo e dintorni) diventa policentrica e diffusa. Travolti dalla trasformazione del commercio ma anche (ben più importante) da quella dei comportamenti e dei bisogni del cliente iniziano a nascere e a intravvedersi nuove «formule» di commercio al dettaglio su piccole e medio piccole superfici. Nuovi concept di negozio che (ri) propongono prodotti/servizi tradizionali (dal cibo al tempo libero, ecc.), ma i cui «valori aggiunti» costituiscono un elemento di innovazione a cui la libreria – quella a conduzione familiare – sembra restare largamente ai margini. Sul numero di marzo del «GdL» avevamo fatto vedere come bambine e bambini di 8-10 anni immaginano, disegnando la loro libreria dei sogni, basandosi su modelli e approcci completamente diversi rispetto a quelli tradizionali: ambienti immersivi, ricchi di servizi ludico-tecnologici, contaminata tra luna-park e biblioteca. Sarà il cliente e lettore del futuro: di librai ed editori. Non è che questa visione innovativa non abbia mai percorso il mondo della libreria. Ma quando lo è stata – e lo è stata – si è mossa lungo successivi binari morti.

Le guide tascabili

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2011

di Ilaria Barbisan

Parte una nuova avventura per i tipi di Edt, gli editori italiani delle famose guide Lonely Planet da quasi vent’anni. Si tratta della collana di guide turistiche e carte stradali Marco Polo, a prezzo contenuto ma con informazioni complete e attendibili, che sarà in libreria a partire dal prossimo aprile.

Risorsa Più libri

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2009

Autori vari

Più libri più liberi è ormai alle porte. La manifestazione promossa dall’Associazione italiana editori e dedicata alla piccola e media editoria tra due mesi, dal 5 all’8 dicembre, incontrerà i suoi fedeli visitatori desiderosi di scoprire cosa c’è di nuovo all’interno del Palazzo dei Congressi dell’Eur. Ne parliamo con Fabio Del Giudice da otto anni al timone della fiera.

Il punto di vista degli editori

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2008

Autori vari

A colloquio con alcuni editori che per caratteristiche diverse sono rappresentativi del segmento: un'occasione per approfondire gli aspetti più interessanti della filiera, a partire dal mercato e dalla produzione, per arrivare ai temi della distribuzione e dello scambio di diritti che proprio nella fiera di Bologna trova il momento di maggior fermento.

Grandi patrimoni, piccoli business

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2006

di Redazione

Nel mercato delle immagini digitali il paradosso di un Paese dall’enorme patrimonio artistico che genera piccoli fatturati raggiunge il culmine della sua assurdità; nonostante ci siano attori sul mercato attivi e «agguerriti» che necessitano però di un sistema Paese che consenta loro di competere ad armi pari con gli altri grandi player stranieri: Alinari; Scala Group.

Più vicino agli editori

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2014

di Lorenza Biava

Arriviamo a Monaco di Baviera in una grigia mattina di novembre per partecipare alla Publisher & Book Printing Conference organizzata da Canon nel consumer experience center di Poing, un vasto spazio espositivo dove gli utenti possono toccare con mano e vedere in azione le ultime tecnologie proposte dall’azienda giapponese – tra cui la nuova ImageStream 3500 – e incontrare circa duecento addetti ai lavori tra editori e stampatori. In un momento in cui il digitale sta trasformando radicalmente i processi in atto nella filiera, passeggiando nell’area espositiva viene da chiedersi come i maggiori produttori di macchine per la stampa percepiscano questi cambiamenti e se ne siano in qualche modo allarmati. «L’e-book rappresenta per noi una grande sfida, ma allo stesso tempo è anche un’opportunità incredibile per il segmento della stampa digitale – spiega Peter Wolff, a capo della divisione commerciale di Canon Europa – lo sviluppo dell’editoria digitale incide sulle tirature che, complice una maggior attenzione agli investimenti dettata dalla crisi economica, tendono oggi a diminuire, aprendo scenari assai interessanti per chi come noi sta investendo sulle tecnologie di stampa digitale». Ma non è il nascente mercato e-book l’unico fattore che sembra giocare a favore della stampa digitale. «La crescita dell’e-commerce del libro cartaceo, la preferenza per ordini iniziali sempre più bassi da parte dei retailer, la contrazione delle vendite dei titoli di backlist cartacei e la crisi delle librerie, stanno cambiando l’ecosistema del libro fisico, rendendo sempre più convenienti le soluzioni offerte dalla stampa digitale.

La scienza nel tablet

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2013

di Giorgio Kutz

L’offerta di app per tablet nell’area scientifica è strabordante. Siamo ben oltre la divulgazione scientifica indifferenziata «per la famiglia» e cominciamo ad avere proposte di buon livello per fasce di utenza differenziate, dalla scuola primaria al mondo universitario – professionale, passando per le curiosità e gli effetti speciali. Non a caso il Web pullula di recensioni di rango: da quelle della rivista «Focus» a quelle di siti dedicati alle risorse per gli insegnanti come Educational Technology (http://www.educatorstechnology.com/), Teachwithyouripad, Teachthought e altri, rivolti a chi insegna nelle scuole. I temi di area scientifica vanno dall’astronomia (compresa l’esplorazione dello spazio) alle scienze della terra, alla chimica, alla biologia, all’anatomia, ai reference. Anche i prezzi conoscono qui oscillazioni abissali, fatto non comune nel mondo dei prodotti per tablet: andiamo dal gratuito per prodotti di buon livello come Molecules a prezzi professionali come nel caso del Netter’s Anatomy Atlas, di Elsevier, che costa 79,99 €. Il grande neo di questo segmento è la scarsissima offerta di prodotti originali in lingua italiana a fronte dell’ enorme mole di prodotti in lingua inglese. Ritroviamo una vecchia conoscenza, Esplorando il Corpo Umano in 3D della De Agostini, nipotino delle versioni su Cd-rom degli anni ’90, e poco altro. Ma tant’è: se la lingua inglese era la lingua comune della comunità scientifica d’elite siamo ormai destinati ad essere linguisticamente colonizzati fin giù nella trincea delle maestre elementari. Fanno eccezione alcune traduzioni eccellenti della Touch Press, come quella della migliore delle tavole periodiche sul mercato, Gli Elementi, Un’esplorazione Visiva (€12,99), di Theodore Gray, che raccoglie una ricca messe di informazioni sugli elementi e consente di zoomare e ruotare in 3D oltre cinquecento oggetti, restituendo indubbiamente a chi la usa molto di più del buon vecchio originale statico di Mendeleev. Restando in ambito chimico abbiamo a complemento il già citato Molecules che consente di caricare da uno sterminato database la molecola che si vuole visualizzare in 3D, per analizzarne (o descriverne) la struttura ruotandola con il dito.

Una questione editoriale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2012

di Sandro Pacioli

La presenza e diffusione di quelle che per semplicità definiamo «nuove tecnologie» e costituiranno un indicatore importante con cui le case editrici e le industrie dei contenuti dovranno fare i conti. Quasi più dello stesso indice di lettura. Dal più semplice – il numero di persone che utilizzano Internet – a quelli più complessi che prendono in considerazione la presenza (la dotazione) di tecnologie digitali e informatiche nelle famiglie italiane, le situazioni in cui si accede al Web, si effettuano attività di e-Commerce (magari in mobilità), ci si collega a social network (per quanto tempo e per fare che cosa), si Twitta, ecc. Tutte queste attività obbligano a ridisegnare gli stessi prodotti editoriali. Ad esempio se guardiamo a come è cambiato – in un arco relativamente ristretto di anni (dal 2005 al 2011) – l’uso di Internet nella popolazione italiana vediamo chiaramente delineato lo scenario futuro con il quale le industrie dei contenuti dovranno confrontarsi. Se nel 2005 era il 31,8% che utilizzava Internet, sei anni dopo questo valore diventa il 51,5%. A questo aspetto «ottimistico» della questione corrisponde però il fatto che solo il 62% delle famiglie italiane dispone di un accesso Internet da casa. La Spagna è al 64%, la Francia al 76%, la Germania all’83%, il Regno Unito raggiunge l’85%. Per non parlare di Olanda (94%), Svezia (91%), Danimarca (90%). E non sembri un semplice discorso «tecnologico». Dietro ci sono competenze e abilità che si sono create, abitudini che aiutano a dare distanze e tempi di future (o presenti) evoluzioni. Anche nelle attività di e-commerce o di lettura di e-book.

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