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Libri di Alessandra Rotondo

Classifiche

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2015

di Alessandra Rotondo

La classifica di agosto parla di serialità e di narrazioni lunghe. Sospese, continuate, riprese, approfondite. Era di maggio di Antonio Manzini, che balza dalla diciassettesima alla terza posizione, riapre la vicenda di Non è stagione, riprendendo la narrazione tre giorni dopo la conclusione del libro precedente. Elena Ferrante continua a tenere banco, in classifica con due dei volumi del ciclo L’amica geniale, e Grey rimane sul podio seguendo la scia delle Sfumature. Camilleri sale con La giostra degli scambi, espressione della serialità classica e collaudata del commissario Montalbano. Anche l’unica novità in classifica – Quello che non uccide di David Lagercrantz – è espressione di una narrativa di lungo progetto: si tratta, infatti, del quarto capitolo della saga Millennium di Stieg Larsson, rimasta ferma a causa dell’improvvisa scomparsa dell’autore e poi ripresa da un altro, non senza polemiche da parte degli eredi. Senza entrare nel merito delle strategie di marketing sottese all’iniziativa, è evidente che la serialità sia una strada che sempre più gli editori si trovano a percorrere. Come lettori siamo affascinati dalle storie che si evolvono con noi, s’interrompono, ritornano sui loro passi per poi proseguire altrove. In questa passione è riconoscibile quell’amore per il racconto che, dall’oralità dei miti allo storytelling sui social media, evidentemente ci coinvolge ancora. Non è un caso che uno dei risultati migliori quest’estate lo abbia ottenuto Anna Todd, al terzo posto con After (in salita dal nono) e al sesto con Un cuore in mille pezzi, secondo capitolo della vicenda. Interessante è costatare come la Todd abbia cominciato a scrivere su Wattpad, la community di autori regno della fanfiction. Un posto in cui gli utenti non si limitano a caricare i propri racconti, ma interagiscono tra loro, si danno consigli, si leggono a vicenda, scrivono e riscrivono, tessendo, infine, una trama narrativa compartita e collettiva.

Fotografia: istruzioni per l'uso

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2015

di Alessandra Rotondo

Quando ci s’immagina l’editoria fotografica, il pensiero va agli illustrati che celebrano l’opera dei grandi maestri, ai titoli di storia e cultura fotografica, ai cataloghi che diffondono la bellezza delle gallerie espositive. Dell’editoria indirizzata alla fotografia, però, è parte integrante anche la manualistica fotografica, settore in costante e grande evoluzione: il passaggio dalla pellicola alla fotografia digitale prima, l’affermarsi dello scatto da smartphone poi – con tutte le implicazioni social e selfie-aholic – hanno indirizzato e ricalibrato il focus della sua produzione e del suo mercato. Con il contributo di alcuni editori del settore, abbiamo provato a ritrarre il panorama italiano, soprattutto alla luce delle trasformazioni in corso.

Piccoli e vegan

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

di Alessandra Rotondo

Marina Berati di AgireOra Edizioni e Antonio Monaco di Edizioni Sonda ci raccontano come la piccola editoria possa dar voce a tematiche peculiari anche nell'ambito della cucina e del lifestyle alternativo.

Sud America

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

di Alessandra Rotondo

Lorenzo Ribaldi de La Nuova Frontiera e Marco Cassini di Edizioni SUR parlano dei loro progetti editoriali e del viaggio alla scoperta delle letterature latinoamericane e ispanoamericane che i cataloghi delle rispettive case editrici sapientemente conducono.

Piccoli e in viaggio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

di Alessandra Rotondo

Oscar Buonamano di Carsa Edizioni e Walter Martiny di Edizioni il Capricorno ci raccontano l'evoluzione del turismo e l'affermarsi delle mete di prossimità. E i nuovi bisogni che l'eccellenza editoriale indirizzata alle guide di viaggio sa e può intercettare.

Go international!

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Dicembre 2015

di Alessandra Rotondo

Il mondo è diventato più piccolo. O semplicemente più vicino. Di culture inesplorate ne sono rimaste poche e, finita la fase dell’esotismo, anche l’approccio al geograficamente e culturalmente «altro» è diventato un affare da sbrigare nel quotidiano, con la giusta dose di confidenza e preparazione. Gli editori, in questo senso, hanno sicuramente rappresentato un vettore di avvicinamento e di familiarizzazione: proponendo al proprio pubblico le opere straniere in traduzione, immergendosi e selezionando, tra le proposte estere, quei testi che immaginavano avrebbero incontrato il successo a casa propria. Senza ripercorrere l’iter che dai letterati editori e traduttori arriva a consolidare i canoni di una traduzione più rispettosa e «culturalmente onesta», è interessante conoscere alcuni tra gli strumenti – italiani e non solo – che oggi fanno da vettori di internazionalizzazione per l’editoria. Sia dal punto di vista della promozione delle editorie nazionali all’estero, che da quello della compravendita dei diritti di traduzione e pubblicazione da un Paese all’altro.

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