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Ediser

Dove passa la conoscenza

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2006

di interviste con Gaspare Mura (Urbaniana UP), Aldo Pinchera (Edizioni Plus), Giuseppe Morante (LAS), L

La nascita di vere e proprie University press sul modello anglosassone è un fenomeno relativamente recente per quanto concerne l’università italiana. Negli ultimi anni, inoltre l’insieme del comparto dell’editoria universitaria è percorso da cambiamenti in termini di modelli di business prevalentemente legati all’introduzione massiccia delle nuove tecnologie, nonché dalle esigenze didattiche richieste dalla riforma. Alla luce di queste considerazioni, abbiamo chiesto alle University press afferenti agli atenei del nostro Paese una valutazione dell’evoluzione dello scenario in cui si trovano a operare, con particolare riferimento alle strategie di posizionamento rispetto all’insieme delle pubblicazioni afferenti all’ateneo di riferimento e all’uso delle tecnologie. Di seguito le risposte che abbiamo raccolto e che evidenziano una molteplicità di modelli di business e di approcci sia in relazione alla specifica produzione libraria a fini didattici sia, e ancor più, in relazione all’uso delle nuove tecnologie.

La versione di Gud: viaggiare

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Redazione

I libri di viaggio stanno cambiando forma, ma continuano ad essere - oggi come ieri - strumenti indispensabili per il turista. Gud rivisita uno dei romanzi d'avventura più amati di sempre, l'Isola del tesoro, per raccontarci il suo personalissimo rapporto con le guide di viaggio.

La tempesta perfetta

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2012

di Lorenza Biava

La distribuzione e l’ingrosso hanno fatto grossi progressi in termini di tempo di servizio e di affidabilità ma le sfide che si preparano all’orizzonte, tra vecchi problemi mai risolti, la crisi che da tre anni investe il settore editoriale e i cambiamenti dei canali di vendita tradizionali, rimangono comunque molto impegnative. L’intervista ad Alessandro Baldeschi, direttore generale di Messaggerie italiane, pubblicata sul «Giornale della libreria» di febbraio (G. Peresson, Cambiamenti distributivi, pp. 36-37) fornisce lo spunto per una riflessione a tutto tondo che coinvolge alcuni tra i maggiori distributori nazionali.

A un anno dal decennale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2011

di Ilaria Barbisan

A gennaio si è soliti fare bilanci sull'anno appena concluso. Ciò è ancor più vero per quanto riguarda la fiera promossa dall'Aie, Più libri più liberi, che si tiene ormai da nove anni a inizio dicembre a Roma.  

Ricette trasferite da diretta esperienza

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2009

di Redazione

Il racconto di un terzo di vita di una grande casa editrice italiana (1859-2009); l’eredità ricevuta, quella trasmessa oggi a figli e nipoti, ciò che resta e ciò che cambia.

Biblioteche: osservatorio dei comportamenti di lettura?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2008

Autori vari

Le biblioteche, centri di diffusione culturale, possono a buon diritto essere considerati anche degli osservatori privilegiati per studiare tendenze, caratteristiche sociodemografiche e psicografiche dei segmenti di cui si compone la loro utenza? Oppure il profilo dell'utente medio della biblioteca si differenzia troppo nettamente da quello finale dell'industria editoriale? Un'analisi dell'utenza di una delle più grandi biblioteche pubbliche d'Italia, la Sala Borsa di Bologna, proverà a rispondere a questi due quesiti (oltre a mettere in luce il trend in atto nel servizio bibliotecario bolognese).

Editoria d'arte e turismo culturale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2006

di Giovanni Peresson

Il turismo culturale rappresenta negli ultimi anni una delle «forme» del consumo turistico in crescita nel nostro Paese. Detto ciò, va ribadito il fatto che non ci può essere un turismo culturale, una valorizzazione del patrimonio artistico e naturalistico della regione senza un parallelo sviluppo di un’editoria, di un tessuto di punti vendita specializzati, la formazione di professionalità editoriali e di vendita per rispondere a questi elementi di valorizzazione del territorio.

Librerie e strategie social

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Elisa Molinari

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Amazon Prime Air – il fantomatico servizio di Amazon che, si dice, dovrebbe recapitare gli oggetti acquistati in trenta minuti tramite dei droni – oppure di #AmazonCart, una nuova funzionalità che permette ai clienti statunitensi del colosso di Seattle di aggiungere prodotti al proprio carrello direttamente da Twitter, semplicemente rispondendo al tweet contenente ili link di un prodotto con l’hashtag #AmazonCart. Che si tratti di marketing, fantascienza, servizio al cliente, quel che è sicuro è che ogni trovata dei grandi colossi riesce sempre e comunque a farsi notare. Come possono invece le librerie tradizionali fare sentire la propria voce senza poter contare su una cassa di risonanza così ampia? Quali sono le armi da affilare per raggiungere il cliente con la propria offerta e i propri servizi? Le strategie, come in ogni campagna che si rispetti, sono molteplici. Dall’emulazione, alla creatività, dalla tempestività, allo sfruttamento della moda del momento, a dimostrazione del fatto che in guerra (e in amore) tutto è lecito. A cominciare dalle parodie.

App ed eventi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2013

di Giorgio Kutz

A fronte di una crisi economica sempre più opprimente un bisogno diffuso di cultura percorre come un brivido il Paese da nord a sud, e si riverbera, come abbiamo visto negli articoli precedenti, in mille iniziative locali che si pongono e ci pongono domande inquietanti sul nostro futuro europeo e planetario. La crisi economica non riesce a far tacere questa irrequietezza ma anzi sembra stimolarla. In questo nuovo mondo «glocal» le iniziative locali aprono le finestre del pianeta, trovano cittadinanza sul Web e, da poco tempo, anche su applicazioni per tablet e iphone/smartphone.

Raccontare il Bel Paese

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2012

di Laura Novati

Di recente ha curato un convegno dedicato ad Antonio Stoppani (1824-1891) e alla fortuna editoriale del Bel Paese, uscito a ridosso dell’Unità, nel 1875: questo libro di divulgazione scientifica a chi era dedicato e come si spiega la sua incredibile fortuna? Mi piacerebbe conoscerla, la chiave dello straordinario successo del Bel Paese, ma la storia di questo long-seller è ancora da fare. Pensi che, per quanto Stoppani sia un autore importante e originale, non esiste su di lui neanche una monografia, a parte una biografia agiografica del 1892, scritta dal nipote. Si deve ancora capire se si tratta di un successo «imposto» dall’adozione del libro nelle scuole statali. Non si sa neanche con certezza quante edizioni e ristampe abbia avuto. Il geografo Nangeroni le stimava in centocinquanta. Dalle nostre ricerche è stato possibile identificarne finora più di una cinquantina. Un recente convegno dal titolo Un bestseller per l’Italia unita, [Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani di Milano] è stato un inizio di ricerca più fondata e articolata. Il dato che più colpisce è comunque la tenuta editoriale del Bel Paese, una durata che non si riscontra di solito con opere di scienza popolare o di divulgazione scientifica, che per sua natura deve rinnovare i propri titoli.

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