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Ediser

Ricette trasferite da diretta esperienza

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2009

di Redazione

Il racconto di un terzo di vita di una grande casa editrice italiana (1859-2009); l’eredità ricevuta, quella trasmessa oggi a figli e nipoti, ciò che resta e ciò che cambia.

Biblioteche: osservatorio dei comportamenti di lettura?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2008

Autori vari

Le biblioteche, centri di diffusione culturale, possono a buon diritto essere considerati anche degli osservatori privilegiati per studiare tendenze, caratteristiche sociodemografiche e psicografiche dei segmenti di cui si compone la loro utenza? Oppure il profilo dell'utente medio della biblioteca si differenzia troppo nettamente da quello finale dell'industria editoriale? Un'analisi dell'utenza di una delle più grandi biblioteche pubbliche d'Italia, la Sala Borsa di Bologna, proverà a rispondere a questi due quesiti (oltre a mettere in luce il trend in atto nel servizio bibliotecario bolognese).

Editoria d'arte e turismo culturale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2006

di Giovanni Peresson

Il turismo culturale rappresenta negli ultimi anni una delle «forme» del consumo turistico in crescita nel nostro Paese. Detto ciò, va ribadito il fatto che non ci può essere un turismo culturale, una valorizzazione del patrimonio artistico e naturalistico della regione senza un parallelo sviluppo di un’editoria, di un tessuto di punti vendita specializzati, la formazione di professionalità editoriali e di vendita per rispondere a questi elementi di valorizzazione del territorio.

Librerie e strategie social

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Elisa Molinari

Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Amazon Prime Air – il fantomatico servizio di Amazon che, si dice, dovrebbe recapitare gli oggetti acquistati in trenta minuti tramite dei droni – oppure di #AmazonCart, una nuova funzionalità che permette ai clienti statunitensi del colosso di Seattle di aggiungere prodotti al proprio carrello direttamente da Twitter, semplicemente rispondendo al tweet contenente ili link di un prodotto con l’hashtag #AmazonCart. Che si tratti di marketing, fantascienza, servizio al cliente, quel che è sicuro è che ogni trovata dei grandi colossi riesce sempre e comunque a farsi notare. Come possono invece le librerie tradizionali fare sentire la propria voce senza poter contare su una cassa di risonanza così ampia? Quali sono le armi da affilare per raggiungere il cliente con la propria offerta e i propri servizi? Le strategie, come in ogni campagna che si rispetti, sono molteplici. Dall’emulazione, alla creatività, dalla tempestività, allo sfruttamento della moda del momento, a dimostrazione del fatto che in guerra (e in amore) tutto è lecito. A cominciare dalle parodie.

App ed eventi

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2013

di Giorgio Kutz

A fronte di una crisi economica sempre più opprimente un bisogno diffuso di cultura percorre come un brivido il Paese da nord a sud, e si riverbera, come abbiamo visto negli articoli precedenti, in mille iniziative locali che si pongono e ci pongono domande inquietanti sul nostro futuro europeo e planetario. La crisi economica non riesce a far tacere questa irrequietezza ma anzi sembra stimolarla. In questo nuovo mondo «glocal» le iniziative locali aprono le finestre del pianeta, trovano cittadinanza sul Web e, da poco tempo, anche su applicazioni per tablet e iphone/smartphone.

Raccontare il Bel Paese

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2012

di Laura Novati

Di recente ha curato un convegno dedicato ad Antonio Stoppani (1824-1891) e alla fortuna editoriale del Bel Paese, uscito a ridosso dell’Unità, nel 1875: questo libro di divulgazione scientifica a chi era dedicato e come si spiega la sua incredibile fortuna? Mi piacerebbe conoscerla, la chiave dello straordinario successo del Bel Paese, ma la storia di questo long-seller è ancora da fare. Pensi che, per quanto Stoppani sia un autore importante e originale, non esiste su di lui neanche una monografia, a parte una biografia agiografica del 1892, scritta dal nipote. Si deve ancora capire se si tratta di un successo «imposto» dall’adozione del libro nelle scuole statali. Non si sa neanche con certezza quante edizioni e ristampe abbia avuto. Il geografo Nangeroni le stimava in centocinquanta. Dalle nostre ricerche è stato possibile identificarne finora più di una cinquantina. Un recente convegno dal titolo Un bestseller per l’Italia unita, [Sala del Grechetto della Biblioteca Sormani di Milano] è stato un inizio di ricerca più fondata e articolata. Il dato che più colpisce è comunque la tenuta editoriale del Bel Paese, una durata che non si riscontra di solito con opere di scienza popolare o di divulgazione scientifica, che per sua natura deve rinnovare i propri titoli.

Ben assortite!

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2011

di Matteo Baldi

Quando il Comitato della Scuola per Librai Umberto ed Elisabetta Mauri si è riunito per scegliere il tema della XXVIII edizione del Seminario di perfezionamento (Fondazione Cini, isola di San Giorgio Maggiore, Venezia, dal 23 al 28 gennaio 2011), è emersa molto chiaramente la convizione diffusa che a caratterizzare e rendere unica una libreria, oggi, sia in primo luogo l'assortimento.

Riforma reale o recupero in corso?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2009

di Ethel Serravalle

Dopo decenni di confronti ideologici, culturali, politici e dopo innumerevoli tentativi parlamentari inesorabilmente naufragati,forse la riforma della scuola secondaria superiore partirà davvero il primo settembre 2010. Viene però il sospetto che il nuovo ordinamento finalmente varato, non sia proprio una riforma ma piuttosto il recupero attualizzato di assetti scolastici già visti, che avevano una solida ragione d’essere in un passato quasi remoto e che erano stati via via accantonati sull’onda di emozioni e contestazioni, giovanili e senili, con provvedimenti tampone, senza troppo preoccuparsi delle possibili nefaste conseguenze.

Cercare librerie in provincia

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2008

di Giovanni Peresson

Si conoscono - almeno dal punto di vista dei macrofenomeni - forme, momenti e dimensioni del consumo culturale che si hanno nei grandi centri. Si conosce invece assai meno quello che avviene nei comuni grandi e piccoli della provincia con i loro fenomeni di pendolarismo culturale, lo sviluppo di canali di vendita diversi (talvolta innovativi) rispetto a quelli che si trovano nei piccoli «centri storici» (librerie dei centri commerciali). Obiettivo della ricerca è stato quello di iniziare a mettere a fuoco e ragionare su questi aspetti e su questi processi. Sul versante della «promozione della lettura», ma anche di opportunità per gli editori di trovare sbocchi sul mercato.

Isole di lettura

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2006

Autori vari

Un’Italia dai pochi lettori, ma con molte centinaia di iniziative – purtroppo in larga parte, con l’eccezione della Puglia, localizzate nelle Regioni del Nord e del Centro – che hanno a che fare con la promozione della lettura: fiere e saloni del libro, pubbliche letture, festival letterari, iniziative realizzate su spiagge o in alpeggi montani da associazioni, biblioteche, librerie, Comuni, Regioni e naturalmente case editrici. Molte di queste iniziative sono però del tutto sconosciute agli stessi addetti ai lavori. Le schede che presentiamo censiscono le iniziative che si svolgono in Sardegna - raccolte grazie all’Associazione degli editori sardi che a fine maggio aveva organizzato a Cagliari su due giornate un seminario (e convegno) anche su questi temi – costituiscono un campione, anche in termini di originalità delle formule, che ci sembra rappresentativo di quello che viene fatto nel nostro Paese in materia di promozione della lettura – o di come viene detto in questi Stati generali – di «creazione della domanda»: I Presidi del libro, Macomer, Marina Cafè Noir, Mieleamaro, Settembre dei Poeti, Festival di Tuili, Festival di Gavoi, Isola del Teatro, NoArte.

Libri in escursione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Serena Baccarin

Con l’avvento dei supporti tecnologici e l’immissione sul mercato di numerose applicazioni dedicate, quello del turismo sembra essere un settore che più di altri in libreria accusa i sintomi della crisi. Ma lo scaffale «viaggio», si sa, non si compone solo di guide e carte per turisti. Il segmento in realtà è tanto ampio da consentire ai librai di lavorare sulla profondità del catalogo, giungendo sino ad ambiti solo apparentemente non confinanti, come quelli della filosofia e della narrativa per ragazzi. Ecco che dal titolo turistico, le preferenze del pubblico sembrano orientarsi sempre di più verso la filosofia del viaggio e della lentezza. Quali sono i titoli più acquistati dai viaggiatori? Ne abbiamo discusso con Giandomenico Tono, titolare della libreria Pangea di Padova.

Città del libro

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2013

di Paola Sereni

Cosa rappresenta un festival letterario per il territorio che lo ospita? Sicuramente un fattore di attrazione turistica importante, capace di portare centinaia quando non migliaia di persone nei borghi e nelle città che lo ospitano, con il relativo indotto in termini di spesa per ristoranti, alberghi, musei ed esercizi commerciali (non ultime proprio le librerie, siano esse indipendenti o collettive, come spiega in questo numero Serena Baccarin nel suo Effetto festival, pp. 32-34, in entrambi i casi perfette valvole di sfogo per catalizzare l’interesse verso i libri protagonisti del festival) tanto che oggi l’economia dei festival e degli eventi culturali è uno dei settori più rilevanti e in crescita a livello non solo italiano ma internazionale, poiché rappresentano un valido strumento di marketing strategico, sviluppo economico e comunicazione territoriale, tanto nel settore profit quanto nel no profit. Ma se allarghiamo lo sguardo ad un orizzonte più vasto, l’arricchimento maggiore che una rassegna letteraria può portare al territorio che la ospita, e più in generale al Paese, è forse la consapevolezza del ruolo che anche un piccolo centro può avere nella diffusione della cultura, e non solo di quella del libro. Forse è per questo che, soprattutto a partire dagli anni Novanta, manifestazioni di questo tipo si sono capillarmente diffuse nel nostro Paese, chi guadagnando di anno in anni consensi chi durando appena il tempo di qualche edizione. Una crescita talmente prolifica da essere difficile da seguire, anche solo per poterne dare notizia, e che spesso ha finito per rischiare l’«effetto Babele» con programmi troppo simili, scrittori onnipresenti e ospiti che, gira che ti rigira, finivano per essere sempre gli stessi.

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