Il tuo browser non supporta JavaScript!

Attenzione, controllare i dati.

Ediser

Una luce diversa

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2011

di Elena Refraschini

Intervista a Oscar Raymundo, coordinatore degli eventi della libreria A different light, delle sfide che una libreria indipendente (e specializzata) deve affrontare oggi.

Il bookshop e l'acqua minerale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2009

di Emilio Sarno

Quando tra i servizi aggiuntivi dei musei dipendenti dal Ministero per i beni e le attività culturali venne prevista anche l’apertura dei bookshop si pensò che il mercato dell’editoria d’arte anche nel nostro Paese si stesse dotando di un importante canale con promettenti possibilità di sviluppo. A 17 anni dal varo della legge Ronchey (DL 14 novembre 1992, n. 433, convertito in legge 14 gennaio 1993, n. 4) – un po’ di meno se si considerano i tempi per l’emanazione dei decreti attuativi, delle circolari interpretative, ecc. – quella speranza rimane in larga parte irrealizzata.

Scuola e tecnologia tra futuro e realtà

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2008

di Cristina Mussinelli

Un'occasione per fare il punto della situazione tra necessità e opportunità manifestata dal mondo della scuola e nuove soluzioni di pc e device.

Un mondo fatato all'italiana

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2006

di Redazione

A fine ottobre esce L’incanto del buio, la seconda puntata della «saga» di Fairy Oak, pubblicata da De Agostini. Abbiamo parlato con Matteo Faglia, Publisher libri per ragazzi del gruppo di Novara, delle prospettive di sviluppo sul mercato italiano e internazionale di una serie che è già un successo di pubblico e di vendite.

I modi del viaggio

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Redazione

Secondo l’Istat, nel 1959 la quota di connazionali che aveva effettuato almeno un viaggio di vacanza nel corso dell’anno era dell’11,3%, dato quasi raddoppiato nel 1965 e triplicato nel 1975 per attestarsi, da metà degli anni ‘80, in poi a circa il 50%. L’abitudine al viaggio, per lo meno per quanto riguarda gli italiani, ha anche avuto un ruolo importante nel diffondere la conoscenza di destinazioni al di fuori dei confini nazionali e a «globalizzare» la popolazione: anche da questo punto di vista l’evoluzione negli ultimi cinquant’anni appare molto chiara. Se nel 1965 solo il 4,1% dei viaggi dei nostri connazionali aveva come meta un Paese estero, tale quota è progressivamente cresciuta negli anni, anche se a ritmo tutto sommato lento: erano il 5,4% nel 1975, il 10,2% nel 1985 e sono oggi circa il 25% del totale dei viaggi degli italiani. Dal Dopoguerra in poi, inoltre, non solo gli italiani hanno cominciato a fare turismo ma l’Italia, forte di una notorietà così diffusa e di una tradizione risalente come destinazione di viaggio, ha conosciuto un sviluppo in senso turistico rilevantissimo nel contesto internazionale avendo per lungo tempo il primato mondiale di destinazione più visitata.

Punti in comune

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2013

di Emilio Sarno

Sono diversi gli elementi in comune tra le principali industrie dei contenuti che operano nel nostro Paese. Il primo è che tutti – dai libri alla stampa quotidiana e periodica, dalla musica all’home entertainment (mancano i videogiochi ma il report annuale a oggi non è ancora stato presentato) – fanno segnare per il secondo (o terzo) anno consecutivo segni negativi nelle vendite (specifichiamo che, per omogeneità tra i settori, abbiamo considerato solo le aree di ricavo che vengono generate dalle vendite nei canali trade). Il valore complessivo che se ne ottiene per il 2012 arriva (almeno) a 7,270 miliardi di euro rispetto agli 8,617 del 2011. Significa 1,346 miliardi in meno di spesa degli italiani per acquisto di prodotti culturali: - 15,6% (per il 2011 si veda E. Sarno, Un 2011 di segni meno, «GdL», 7-8, pp. 14-16). Le ragioni?

Il gigante cinese

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Aprile 2012

di Elena Refraschini

Quando parliamo di librerie, di layout o servizio lo facciamo dimenticandoci dello «sguardo» occidentale con cui le osserviamo e prima ancora le progettiamo. Ma se usciamo da quest’ambito geografico (che è anche culturale, di modi di concepire gli spazi di vendita, di funzione del libro e della lettura nella società) le forme che assumono le librerie, gli scaffali, l’esposizione, la segnaletica, i servizi, le collocazioni stesse nel paesaggio urbano appaiono radicalmente diverse. Nella scala dimensionale (superficie e numero di punti vendita) ad esempio come in Cina. Ma anche come vedremo ad esempio nei Paesi Arabi per una tendenza a collocarsi in zone, vie ed aree ben definite della città. Ricordando in questo la disposizione delle botteghe artigiane nei suq. La Xinhua, che ha varie sedi a Pechino e 14.000 in tutto il Paese, è la più grande catena libraria cinese (e forse del mondo).

Una parola: contrazione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2011

di Fernando Folini

L’editoria medica, in Italia, è in contrazione. Uno stato di fatto che sarebbe, seppur non bello, almeno utile poter definire numericamente, ma che invece viene testimoniato praticamente da tutti gli addetti del settore, però in assenza di precise indagini.

Il Pianeta Libro e i suoi mogul

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Settembre 2009

di Raffaele Cardone

La terza edizione del Classement de l’édition mondiale, l’indagine commissionata da «Livres Hebdo» alla società austriaca di ricerche di mercato Wischenbart, traccia una mappa dei principali gruppi editoriali sulla scena libraria internazionale; leggendo tra i numeri si possono però vedere quali sono le tendenze dei vari settori (trade, scolastica e professionale), l’attività societaria e di internazionalizzazione, il valore dell’editoria libraria nel mondo.

Tempo libero e variabile

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Marzo 2008

di Giovanni Peresson

Se la lettura è femminile, il tempo libero sembra essere una prerogativa prevalentemente maschile. Una variabile in cui si inseriscono una serie di attività che riguardano la lettura, l'acquisto, l'uso di strumenti per sfruttarlo al meglio.

Il domani delle librerie italiane

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Novembre 2014

di Elena Vergine

È uno scenario di grandi trasformazioni quello che si trova ad affrontare il mercato del libro in Italia dopo quattro anni di crisi. E tra le mille difficoltà – si restringe nel 2013 del 6,1% il bacino dei lettori, si ridimensiona il mercato totale (-4,7% se nel computo si considera anche il non book), si registra un andamento negativo anche nel numero di titoli pubblicati (-4,1%) – librai ed editori sono in cerca di formule per affrontare il futuro. «Formazione, innovazione, aggregazione: questi sono gli elementi su cui l’Associazione dei librai italiani (Ali) punta e punterà per cercare di superare la crisi – spiega Alberto Galla (presidente dell’Ali) –. Perché se c’è un problema che ha vessato le librerie indipendenti italiane in questi anni è proprio l’aver vissuto per troppo tempo in un contesto di apatia rispetto al cambiamento, con la conseguenza che, di fronte alla trasformazione imposta dalla crisi, molti di noi si sono trovati impreparati. Una formazione che guardi all’innovazione, quindi, è un elemento fondamentale per fornire ai librai gli strumenti per leggere il cambiamento e per poter prendere i dovuti provvedimenti per affrontarlo. Il terzo elemento di positività è la spinta dei librai verso l’aggregazione. In tutta Italia stanno sorgendo vari gruppi di librerie: si va da quelli di carattere consortile che riguardano per esempio alcune librerie del Veneto, riunitesi sotto la sigla «Librerie d’autore», a quelli che, partendo da un input venuto dall’Ali – che era quello di ragionare sulle reti di impresa – hanno trovato una prima realizzazione sperimentale in Sardegna. Oggi questo modello sta diventando realtà e sta per essere esportato nel resto d’Italia».

Inserire il codice per il download.

Inserire il codice per attivare il servizio.