Qual è lo «stato dell’arte» delle iniziativedigitali degli editori italiani? Quali sperimentazioni hanno avuto maggior successo e qual è la cifra che le contraddistingue? La digitalizzazione del catalogo è un’operazione che paga? Accanto al boom delle trilogie indagato da Oddina Pittatore in questo numero del «Giornale della Libreria» (Un titolo tira l’altro, pp. 22-23) sembra che un altro fenomeno stia emergendo nello scenario dell’editoria italiana.
La ricostruzione in e-book del catalogo di un certo autore, operazioni accurate che dietro nascondono riflessioni complesse. Anche perchè, fin dagli avvii del mercato degli e-book, la valorizzazione del catalogo in digitale è parsa un’occasione importante per tutta l’editoria.
La recente uscita nei maggiori store on line delle Opere complete di Sigmund Freud targate Bollati Boringhieri, e la conclusione, pochi mesi fa, della pubblicazione in e-book dell’imponente serie di tutte le 75 inchieste di Maigret per Adelphi sono l’occasione per riflettere sulle opportunità e le problematiche dietro la realizzazione di un catalogo digitale di qualità, sia per la narrativa che per le opere di reference. Anche perchè, sebbene si tratti di iniziative molto diverse, hanno qualcosa in comune. Entrambe possono contare su una solida base di partenza: il prestigio riconosciuto di edizioni cartacee curate con attenzione e competenza, che hanno contribuito ad allargare la notorietà degli autori in questione nel nostro Paese e che si sono rivelate fondamentali per agevolare il lavoro di digitalizzazione.