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Editoria professionale

Imparare le lingue

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2013

di Ester Draghi

La crisi economica che rende il mercato del lavoro sempre più selettivo, le migrazioni e la conseguente lotta per l’integrazione, ma anche il bisogno da parte di professionisti di aggiornare continuamente il loro lessico e la «migrazione» dei giovani verso altri Paesi non necessariamente anglofoni, sono solo alcune delle principali motivazioni che spingono oggi ad imparare (o a perfezionare) una lingua. I manuali per l’apprendimento linguistico sono tra le pubblicazioni oggi più attuali, sia che essi vengano usati come supporto per l’insegnamento scolastico sia che siano oggetto di uno studio autonomo e individuale. Un fenomeno sociale che ha le sue ricadute anche sulla progettazione dell’offerta editoriale. Ne abbiamo parlato con Claudia Carancini (responsabile editoriale di Assimil) e Telis Marin (autore e direttore di Edizioni Edilingua).

La mappa dell’editoria

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Ottobre 2012

di Sandro Pacioli

La seconda parte del 2011 è stata, diciamola tutta, un po’ avara di vicende societariedi rilievo (prima avevamo avuto lo shopping Feltrinelli in Spagna e in Italia con Donzelli). Bisogna attendere la prima metà del 2012 per assistere a trasformazioni societarie importanti. È infatti a giugno che si è conclusa la vendita da parte di Rcs di Flammarion a Gallimard. I fili rossi che si dipartono dalla mappa che si può trovare nelle pagine successive, o che ne derivano, sono molteplici e diversi.

Carta e dintorni

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2012

di Emilio Sarno

Quello dell’editoria professionale è stato uno dei primi settori a credere e a investire – fin dagli anni Ottanta – nel digitale. Allora erano i cd-rom, poi vennero i Dvd e Internet e quindi le banche dati. Oggi sono tante piattaforme e i servizi su cui il professionista può andare alla ricerca di contenuti, trovare e acquistare on line libri e abbonamenti. Il tutto senza far scomparire la carta. La quale, anzi, viene a riposizionarsi in modo non meno strategico e complementare rispetto al «digitale». Ma cosa sappiamo oggi degli utenti professionali a cui le case editrici italiane si rivolgono? E cosa conosciamo, soprattutto, dei loro rapporti con nuove tecnologie e servizi? L’utilizzo dei moderni strumenti social non sembrerebbe ancora troppo diffuso. Sul totale della popolazione nelle fasce di età inserite nel mondo del lavoro ne fa uso il 10,9% dei 25-34enni, l’8,9% dei 35-44enni e appena il 6,3% dei 45-54enni. Poi si scende a valori compresi tra il 6% e il 3%. Paradossalmente coloro che dichiarano di partecipare (negli ultimi tre mesi) a un network professionale creandosi un profilo, postando messaggi o altri contributi su Linkedin, Xing, ecc. sono leggermente più alti nelle fasce di età più giovani: 9,9% sia tra i 18-19enni che tra i 20-24enni. Non sono comunque valori elevati – anche se andrebbero incrociati (cosa che Istat non fa) non con il totale della popolazione in età ma, più correttamente, con la popolazione inserita in situazioni occupazionali e professionali. Anche rispetto all’uso di servizi di e-learning (ma sempre riferiti alle fasce di età) i valori che troviamo tra i 25-54enni restano compresi tra il 2% e il 4%. Sale (ma siamo in presenza di ricollocazioni professionali) a un 5,2% tra i 55-59enni.

Un settore che cambia

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Febbraio 2012

di Lucia Folli

È quando emerge da un confronto con i responsabili di alcune case editrici che lavorano nel mercato dell’editoria professionale. Come sempre le categorizzazioni, se da una parte aiutano la comprensione della realtà semplificandola, dall’altra rischiano di non mettere in luce la complessità di relazioni e rapporti fra le diverse categorie rappresentate. È il caso del mercato editoriale professionale che comprende a sua volta un insieme particolarmente articolato di settori e nicchie – spesso integrati con quello universitario – e con canali di vendita specifici. È proprio in questo mercato che l’on line – inteso sia come piattaforma tecnologica di fruizione di contenuti, sia come canale distributivo – ha prodotto i primi e più produttivi, in termini economici, risultati. Un altro elemento distintivo è la tipologia di acquirente dei contenuti professionali, che ha spesso caratteristiche di fruitore degli stessi più che di lettore in senso lato e che ha motivazioni di acquisto più forti e specifiche: spesso infatti deve formarsi/aggiornarsi su specifici argomenti e, qualche volta, deve farlo su contenuti e autori definiti (è il caso particolare dell’editoria universitaria). Nonostante ciò, il mercato della non fiction specialistica (dove si trova larga parte dell’editoria tecnico professionale universitaria) mostra negli anni 2009 e 2010 una contrazione dei titoli prodotti di oltre un migliaio di unità per anno, diminuendo di quasi cinque punti percentuale rispetto al 2005 (dal 28,3% del 2005 al 23,5% del 2010 secondo i dati Aie riportati nel Rapporto sullo stato dell’editoria in Italia 2011, pagg. 31-33) rispetto alla produzione complessiva delle case editrici italiane e con una variazione del prezzo medio di copertina minima (da 28,04 del 2005 a 28,48 del 2010).

Professione editore

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2010

di intervista a cura di D. Nannini

Nata nel 1980, la Dario Flaccovio Editore, si è fin da subito specializzata nella produzione di testi tecnici riguardanti soprattutto il settore ingegneristico. Dopo pochi anni, per prima in Italia, ha permesso ai professionisti di acquistare software a prezzi contenuti, allegando il supporto informatico a quello cartaceo.

Tra e-book e carta

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2010

di interviste a cura di D. Nannini

La casa editrice Apogeo, specializzata in grafica computerizzata ed in informatica, è nata a Milano nel 1989. Dopo essersi occupata di informatica ed Internet, nel 2000, con la nascita di Apogeo Education, la casa editrice inizia a pubblicare anche volumi rivolti al mercato universitario. Contemporaneamente, primo editore in Italia, rende disponibili i primi libri elettronici.

«Professionale» è uguale a «Tecnologia»?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2010

di Ilaria Barbisan

Con il termine «editoria professionale» ci si riferisce ad un insieme molto complesso ed eterogeneo di segmenti, di nicchie, di tecnologie che supportano la distribuzione dei contenuti e di modalità di utilizzo dei prodotti editoriali (su carta e/o digitali). Alcune parti di questo mercato si integrano con quello universitario e con quello dell’editoria di varia: dalla saggistica di cultura fino alla stessa manualistica per le scuole superiori. Ma il più delle volte risulta difficile individuare la dimensione economica di determinati segmenti riconducibili a dispense, slide, materiali per lezioni accessibili dal sito della facoltà o del dipartimento, che si reggono su modelli di business difficilmente rappresentabili; e lo stesso dicasi riguardo ai software per uffici e aziende in cui, ad esempio, è particolarmente attivo il gruppo Sole 24 Ore.

Formazione, attività sconosciuta

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Maggio 2008

di Emilio Sarno

Le attività di formazione nel nostro Paese rappresentano una delle aree meno conosciute e studiate sia nella loro dimensione effettiva di mercato (e di risorse pubbliche a essa destinate), sia dal punto di vista delle opportunità per tutte quelle realtà editoriali che producono contenuti che possono trovare utilizzo in questi contesti ampiamente dominati da materiali autoprodotti, scaricati dalla rete, fotocopie e slide Power point.  

Identità da rilanciare

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Luglio-Agosto 2007

di Ethel Serravalle

L’impegno a riferire sui risultati degli Stati Generali dell’Istruzione Tecnica e Professionale è rinviato – anche questa volta – a una puntata successiva. E non per la solita storia infinita delle riforme italiane, scolastiche o d’altra natura – che non arrivano mai in porto. Più che ragionevolmente, infatti, l’evento organizzato per il 15 e 16 maggio dal Ministero della Pubblica Istruzione ha assunto i connotati di un laboratorio, articolato in gruppi impegnati a dare risposte plausibili alle domande di fondo su cui si gioca il destino dell’Istruzione Tecnica e Professionale in Italia, e quindi non la sua pura conservazione nell’attuale assetto.

L'importanza dell'informazione

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2007

di Redazione

Sia quello che sia, il crescente numero di titoli pubblicati impone al libraio scelte e strategie in grado di coniugare ampiezza di assortimento con la gestione quotidiana dell’operatività della libreria. E certamente questi nuovi scenari non possono che influire e contribuire a riconfigurare anche il ruolo della distribuzione. Ne abbiamo parlato con Gabriele Panimolle, presidente del Consorzio Egaf, da quesi vent’anni specializzato nell’offrire servizi ai punti vendita specializzati in libri professionali.

Troppi libri anche per i professionisti?

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2007

di Redazione

Facciamo il punto degli scenari di sviluppo dell’editoria professionale, affrontando quest’anno il tema dell’innovazione di prodotto e di processo, di fronte a una domanda sempre più specializzata e a canali di vendita che devono fronteggiare l’aumento costante della produzione di titoli. Uno scenario che, in misura diversa, è toccato dall’evoluzione tecnologica che, come abbiamo visto nelle pagine precedenti, offre grandi opportunità, ma impone anche agli editori di entrare in nuove logiche di programmazione e produzione. Abbiamo parlato con Marco Regruto (Giappichelli); Gianluca Gatta (Experta); Massimo Esposti (RGB).

Dall'atomo al bit: il mercato dell'editoria professionale

rivista: Giornale della Libreria

fascicolo: Gennaio 2006

di Redazione

Figures and facts che evidenziano i cambiamenti occorsi negli ultimi anni e il ruolo che stanno iniziando ad avere le tecnologie legate all'e-learning nella formazione aziendale.

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