Il legame tra produzioni audiovisive e industria libraria è un fenomeno consolidato. Tuttavia, negli ultimi tempi sembra che Hollywood stia riscoprendo un rinnovato interesse per gli adattamenti da libri di genere romance.
Secondo NBC News, produttori, produttrici e agenti che lavorano nel settore affermano che il recente boom dei contenuti romantici in tv e al cinema sia dovuto in gran parte al fatto che gli studios hanno riconosciuto il potere del pubblico di riferimento interessato a questo genere di storie. Ciò ha un impatto anche sulle vendite dei libri a cui le produzioni si ispirano: sebbene non tutti gli adattamenti garantiscano un ritorno editoriale duraturo nel tempo, il romance è il genere in cui troviamo alcuni casi particolarmente riusciti.
L’effetto Netflix: lo streaming aumenta le vendite?
Come riportato da Publishers Weekly, alla fine del 2025 gli adattamenti di libri hanno superato i 4,5 miliardi di visualizzazioni globali su Netflix. Secondo la testata, i thriller che Netflix ha adattato nei film Bird Box (2018) – basato sull’omonimo romanzo del 2014 di Josh Malerman, in italiano pubblicato col titolo di La morte avrà i tuoi occhi da Piemme – e Leave the World Behind (2023) – libro scritto da Rumaan Alam, edito nel nostro Paese con il titolo Il mondo dietro di te da La nave di Teseo nel 2021 – hanno entrambi registrato un aumento delle vendite. Lo stesso vale per la rivisitazione di Frankenstein di Mary Shelley ad opera del regista Guillermo del Toro: Penguin Random House ha pubblicato un’edizione tie-in del classico horror, segnalando un’impennata nelle vendite dopo l’uscita del film, avvenuta il 7 novembre sulla piattaforma.
Debuttando al primo posto nella top 10 globale dello streaming il 9 gennaio, l’adattamento di Brett Haley di The People We Meet on Vacation, romance scritto da Emily Henry, ha totalizzato 17,2 milioni di visualizzazioni durante il suo primo weekend. Nel giro di due settimane, secondo Benjamin Lee, vicepresidente senior per il catalogo di Penguin, le vendite del libro sono quasi raddoppiate in tutti i formati.
Tuttavia, benché gli adattamenti possano aiutare, non sono una garanzia di vendita dei libri, soprattutto per quel che riguarda i titoli più letterari o i classici. Secondo Circana BookScan (che analizza le vendite di libri negli Stati Uniti), Niente di nuovo sul fronte occidentale, basato l’opera di Erich Maria Remarque del 1929, ha venduto 5.104 copie cartacee nelle tre settimane tra il 23 ottobre e il 5 novembre 2022: la prima settimana in cui ha iniziato la sua distribuzione nelle sale cinematografiche, la seconda la settimana successiva al suo debutto su Netflix.
Un altro esempio è The Lost Daughter, debutto alla regia di Maggie Gyllenhaal del 2021, basato sul romanzo del 2006 La figlia oscura, scritto da Elena Ferrante e pubblicato in Italia da e/o. Nonostante le tre candidature agli Oscar, Michael Reynolds di Europa Editions – la casa editrice statunitense di e/o, fondata a New York da Sandro Ferri e Sandra Ozzola – osserva che, sebbene un film possa dare la scusa per un re-jacket (una nuova copertina) e un rilancio del catalogo, le vendite tendono spesso a stabilizzarsi rapidamente una volta passato l’hype iniziale. «La nuova edizione ha venduto bene nelle prime due settimane dal debutto» ha dichiarato Reynolds. «Successivamente, però, le vendite si sono stabilizzate, riallineandosi ai volumi che ci si aspetterebbe normalmente da un titolo singolo di Ferrante».
Da Bridgerton a Heated Rivalry: gli adattamenti romance di successo
Cosa rende un adattamento efficace? The Conversation ha provato a focalizzarsi sul genere romance che, negli anni, ha regalato colossi della cultura pop come Twilight (2008-2012), Cinquanta sfumature di grigio (2015-2018) e Tutte le volte che ho scritto ti amo (2018-2021), solo per citarne alcuni.
Un caso recente di successo è la serie originale Netflix Bridgerton (2020-in corso), prodotta da Shonda Rhimes: fra i più grandi successi della piattaforma, ha vinto numerosi premi e dato vita a un universo narrativo codificato, dall’estetica precisa e riconoscibile, con una ricaduta sulla vendita dei libri su cui si basa. La serie tv è infatti tratta da otto romanzi della scrittrice statunitense Julia Quinn pubblicati tra il 2000 e il 2006, che narrano le storie amorose della famiglia Bridgerton ambientati nel mondo dell’alta società londinese durante la Regency Era agli inizi dell’Ottocento. Nelle mani di Shonda Rhimes – considerata una delle produttrici e autrici più influenti del panorama televisivo mondiale, capace di creare successi planetari come, oltre a Bridgerton, Grey’s Anatomy, Scandal, Le regole del delitto perfetto – il risultato è un prodotto in grado di tenere gli spettatori e le spettatrici incollati allo schermo. In che modo? Storie d'amore e intrighi di corte riproposti in produzioni dal ritmo veloce, con colpi di scena e un’alta tensione drammatica tipici di Rhimes, che si focalizza su protagonisti femminili forti e cast variegati per etnia, orientamento sessuale e genere, per raccontare storie in cui la diversità sia parte integrante della narrazione.
C'è poi Heated Rivalry, serie tv canadese basata sul secondo romanzo della saga Game Changers di Rachel Reid – libri che verranno pubblicati in Italia da Always Publishing – e disponibile da noi su HBO Max, che dimostra come la rappresentazione di comunità specifiche, in questo caso il mondo dell’hockey e la comunità queer, possa creare un legame profondo con gli spettatori e le spettatrici. Secondo i dati Circana BookScan citati da Publishers Weekly, negli Stati Uniti le vendite del libro Heated Rivalry sono aumentate dell’8.000% tra fine novembre 2025 e metà gennaio 2026, subito dopo il debutto sulle piattaforme.
Il Guardian ha cercato di analizzarne l’enorme popolarità. La serie piace per l’assenza di squilibri di potere: i protagonisti Shane e Ilya, due giocatori di hockey di squadre rivali, sono partner uguali in carriera, età e status, mostrando un tipo di relazione equilibrata ed emotiva che offre consenso esplicito, comunicazione aperta e vulnerabilità maschile intensa.
Quando Emily Brontë incontra Charli XCX, tra apprezzamenti e polemiche
Spulciando la sezione romance di una libreria oggi, si nota che le quarte di copertina riportano delle etichette come enemies-to-lovers, opposites attract, fake dating: nati dalle community di lettori e lettrici sui social come BookTok, i trope sono diventati la bussola del mercato (avevamo avuto modo di parlarne in un incontro allo scorso Salone del libro di Torino). Questi archetipi narrativi vengono oggi utilizzati come codici di marketing: per le case editrici sono un modo semplice di comunicare il contenuto, per le persone lettrici un orientamento chiaro e codificato. Ma cosa succede quando questo meccanismo incontra i grandi classici?
Un esempio è l'adattamento che ha fatto ampiamente parlare di sé nell’ultimo periodo: il film di Emerald Fennel basato sul celebre romanzo del 1847 di Emily Brontë Cime tempestose che, uscito poche settimane, ha scatenato un acceso dibattito.
La pellicola è stata resa disponibile al pubblico in occasione di San Valentino e presentata come «ispirata alla più grande storia d'amore di tutti i tempi» fin dal trailer ufficiale. Le polemiche si sono concentrate principalmente sulla scelta del cast e sulla fedeltà al testo: il Time ha sottolineato come l’interpretazione di Jacob Elordi e Margot Robbie si discosti sensibilmente dalle descrizioni originali di Brontë e ha criticato l’eliminazione di quasi tutta la seconda parte del romanzo e di alcuni personaggi, ridimensionati di numero e nelle loro sfaccettature. Mentre parte del pubblico ha accolto con entusiasmo l’estetica del film e la colonna sonora pop – realizzata dall’artista britannica Charli XCX –, altri hanno lamentato il fatto che, nel tentativo di rendere il classico appetibile per il pubblico moderno, siano stati sacrificati i temi centrali della lotta di classe e del trauma generazionale, trasformando un’opera cupa, drammatica e complessa in un prodotto che strizza l’occhio alle nuove generazioni e ai codici romance basati su trope, atmosfere coinvolgenti, tensione emotiva e scene spicy che generano viralità.
Il film comunque è stato un successo al botteghino ma, su BookTok, è nata un'accesa polemica: alcuni giovani lettori e lettrici, recuperando la lettura del classico dopo aver visto la trasposizione, hanno lamentato il fatto che il libro si sia rivelato, rispetto al film di Fennel, difficile e noioso.
Il patto con il lettore
Se il romance sta ridefinendo il dialogo tra schermi e pagine, con produzioni come Bridgerton e Heated Rivalry che dimostrano come un mix di trope codificati, diversità e inclusione possano tradursi in prodotti che aiutano le vendite dei libri a cui si ispirano, i casi dei classici o titoli letterari più complessi mostrano che non ogni adattamento garantisce un «effetto Netflix» assicurato, soprattutto se esso snatura il testo originale, spezzando il patto con il lettore.
Laureata in Lettere all’Università degli Studi di Verona, ho conseguito il master Booktelling, comunicare e vendere contenuti editoriali dell’Università Cattolica di Milano che mi ha permesso di coniugare il mio interesse per i libri e l’intero settore editoriale con il mondo della comunicazione digital e social.
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